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mercoledì, 04 maggio 2005
 

  Per inviare articoli o messaggi: lombardia@megachip.info
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Ultimi articoli inseriti:

E v e n t i  e  s e g n a l a z i o n i :

-       Il Manifesto di Un'AltraLombardia - la relazione di Mario Agostinelli 
        Lettera aperta a Mario Agostinelli e invito  per lunedi' 27 giugno -  di Rino Sanna 
-       In ricordo di Einstein e del suo pensiero sulla pace e sulla vita  -  a cura di gea
        e da: "L'Astronomia"
-     
"Facciamo la Pace?" - la positiva esperienza educativa della scuola "Casa del
        Sole" al Parco Trotter di  Milano  -  di Cristina Degan 
                       

- Campo 'Comunicazione' - parole, immagini, potere - dal 28 agosto al 4 settembre 2005  presentazione e informazioni su www.agapecentroecumenico.org e nell'articolo
- Rapporto sui Diritti Globali 2005 - Milano, 30 giugno, ore 18 - Centro S.Fedele
- Documento della Associazione Nazionale Magistrati in previsione del voto al Senato
Le iniziative della Casa della Cultura sulla rete: in audio e in video !
- Arcoiris TV - www.arcoiris.tv/
-Milano: Importanti reperti romani velocemente ricoperti di cemento. Fonte:  centrosinistra_comunemi
- Nuovi servizi della Casa della Cultura di Milano
- Resoconto di una esperienza di Media Education (Milano) - di Marco Capovilla

- Quando inizia la vita. Estratto del testo preparato a cura della Associazione Luca Coscioni nel contesto della discussione sul tema del prossimo referendum sulla legge 40/2004


A  b o t t a  c a l d a :

-  Moneta verde uno scudo contro l'insipienza - di rino sanna
- Il  My Day del Paese Italia è iniziato..di rino sanna
- Valutazioni e considerazioni del dopo-referendum:
- Riflessioni sul referendum - di Communitas
-
Come mai, le donne... - di germana pisa
- Iniziative da pazienti infertili: otto per mille e lo sbattezzo - di Federica Casadei
L'otto per mille  -  di germana pisa
- Lo scempio -  di Rino Sanna



L' i n f o r m a z i o n e  n e g a t a :

- Nel sito: www.megachip.info: intervista a Claudio Fracassi, autore del libro da cui è tratto il capitolo proposto: intervista a cura di Marinella Ciamarra.

  a   b r u c i a p e l o:
...perchè stupirsi dell'esito delle elezioni in Iran, quando impazzano neocon e teocon, 
originali, d'imitazione e d'importazione, un po' dappertutto, nel mondo?
   
 

E v e n t i  / S e g n a l a z i o n i

 

 

  La Costituzione minacciata - incontro con Valerio Onida
Milano - giovedì, 30 giugno, ore 21 - Camera del Lavoro
p.le Segesta 4
 

 
Il popolo Italiano ha. scelto la Repubblica ed eletto la ASSEMBLEA COSTITUENTE che ha approvato la Carta Costituzionale.
Quattro saggi (?) dell'attuale maggioranza di governo si sono chiusi nella baita di Lorenzago e, tra una polenta e un fiasco di vino, hanno riscritto la Seconda Parte della Costituzione Italiana.
Ne è risultata:
dell'ordinamento dello Stato e insieme ad esso tutti gli altri istituti di garanzia a cominciare dalla Corte Costituzionale.
- una Costituzione che attribuisce al Presidente del Consiglio più potere di quello che attualmente ha già
- una Costituzione farraginosa, contraddittoria e sostanzialmente inapplicabile.
Per capire meglio e di più le finalità giuridiche e politiche
Per costruire i comitati Salviamo la Costituzione nei nostri territori

                                                 INCONTRO  PUBBLICO con
                                                       Valerio Onida
                                      ex Presidente della Corte Costituzionale

                                           Giovedì 30 Giugno ore 21.00

                                       Camera del Lavoro - Piazzale Segesta, 4

 Partecipano: LorisVegetti     Partigiano-Vìcepresidente ANPI Milano
Antonio Lareno  Segreteria CGDL Milano.


Noi ci battiamo civilmente, pacificamente, da mesi contro questo inaccettabile
stravolgimento della Costituzione e ci prepariamo a sostenere il NO al referendum
confermativo.

Promotori dei Comitati "Salviamo la Costituzione" Zona 7

 


   
  INVITO
Conferenza di presentazione del
RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2005
promosso da CGIL, ARCI, Antigone, CNCA, Legambiente, Forum ambientalista
realizzato dall'Associazione Società Informazione
(edizioni Ediesse)
 

MILANO, giovedì 30 giugno 2005, ore 18
Sala Trasfigurazione, Centro San Fedele, piazza San Fedele 4 (MM1, fermata
Duomo)
partecipano:

padre Guido BERTAGNA, direttore Centro culturale San Fedele
Susanna CAMUSSO, segretaria generale CGIL Lombardia
Maurizio GUBBIOTTI, segreteria nazionale Legambiente
Gad LERNER, giornalista
Ciro PESACANE, presidente nazionale Forum Ambientalista
Giorgio ROILO, segretario generale Camera del lavoro di Milano
Sergio SEGIO, curatore del Rapporto
 
l'ingresso è libero e aperto al pubblico
 
www.dirittiglobali.it

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Sezione della Cassazione
documento

 

L'Assemblea della Sezione Cassazione dell'Associazione Nazionale Magistrati,  riunita in Roma il 23 giugno 2005, ha approvato all'unanimità  dopo ampia discussione e a seguito di alcuni emendamenti il seguente  documento proposto dalla Giunta  della Sezione quale contributo per l'Assemblea generale dell'Associazione del 25 giugno 2005:

1.  Il Senato  sta discutendo il testo della legge delega sulla riforma dell'ordinamento giudiziario.  Si tratta di un atto normativo di grandissimo rilievo costituzionale, poiché la proposta tocca tutti i punti nevralgici dell'ordinamento giurisdizionale.  Appare quindi evidente quale debba essere il livello di attenzione e di partecipazione  che il Parlamento è chiamato a dispiegare per  una simile elaborazione legislativa, data anche l'estrema complessità delle soluzioni normative che vi vengono delineate.   La delicatezza dello scrutinio parlamentare  è  poi drammaticamente accentuata dal fatto che  esso avviene dopo che il testo è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica per una nuova deliberazione, con un messaggio nel quale  Presidente della Repubblica  denunziava  "motivi di palese  incostituzionalità" nel disegno che le Camere avevano già approvato.
E' quindi motivo di sconcerto e di allarme - allarme per la salvaguardia di quei fondamentali principi di correttezza costituzionale che garantiscono garantisce il sistema politico istituzionale dal rischio di fenomeni degenerativi  - constatare  che i lavori parlamentari si svolgono in un clima  di concitazione  e di completa chiusura al confronto:  al confronto interno all'istituzione parlamentare, ma anche al confronto con l'esterno ed in particolare con la cultura giuridica,  mentre sembra ormai irremovibile il rifiuto di dare  qualunque ascolto alla voce della magistratura.   Chiamato ad emendare  un testo di riforma di grande rilievo costituzionale e di estrema complessità per espungerne le incostituzionalità gravi e palesi - ma anche, possibilmente,  quelle meno eclatanti -  era legittimo aspettarsi che il Parlamento avrebbe dedicato ad un simile compito tempi e impegno adeguati.   Così non è stato ed il soffocamento della discussione appare ancor più grave se si considera che il testo è rimasto  strutturato  nel modo  assurdo  e incomprensibile  denunziato dal Presidente della Repubblica, tale da porsi già di per sé in contrasto con  "la ratio delle norme costituzionali che disciplinano  il procedimento legislativo  e segnatamente con l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata articolo per articolo e con votazione finale".

2.  Restano ferme, nei confronti del testo emendato del disegno di legge delega sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, tutte le critiche  che al testo originario sono state rivolte - sul piano della costituzionalità, sul piano della razionalità ed anche sul piano della semplice ragionevolezza - dalla magistratura associata, dal Consiglio Superiore della Magistratura, dalla parte prevalente della cultura giuridica. In particolare resta fermo  - e deve essere  con chiarezza ribadito:

  a) che il vero, grande problema del nostro sistema di giustizia è quello dell'efficienza, che si manifesta nell'intollerabile durata dei nostri processi civili e penali;

 b) che è quindi evidente la necessità di dare priorità assoluta a questo problema, magari con misure drastiche, con cambiamenti anche non graditi a magistrati e avvocati ma tutti chiaramente orientati a soddisfare l'esigenza dei cittadini di avere una giustizia più rapida;

  c)  che nel disegno di legge delega non vi è neppure una norma, neppure un singolo comma, che introduca una sia pur modesta misura di efficienza.

Dell'interesse pubblico - incontestabile e da tutti condiviso - ad avere processi  meno lenti, meno cavillosi, più chiari e più efficienti - in altre parole, più giusti -  questa riforma non intende occuparsi, quasi che  fossero altri gli obiettivi più importanti ed urgenti da perseguire.
Resta anche fermo - e deve ugualmente essere ribadito con chiarezza - il giudizio di assurdità  e di concreta impraticabilità formulato da tutti i commentatori riguardo  ad un sistema  che  determina una "esasperata frammentazione dei magistrati  in quindici diverse funzioni, dieci livelli di inquadramento di grado, tredici tipi di concorsi e sei diverse composizioni delle commissioni"  e che, nella sua imbarazzante macchinosità,  non solo riuscirà inattuabile, ma, ove mai attuato,   implicherebbe una partecipazione dei singoli magistrati a procedure concorsuali potenzialmente così frequente da determinare  una drastica riduzione del tempo  impiegato nell'esercizio della funzione giudiziaria.  

3.  Gli elementi incostituzionalità  della controriforma non sono stati affatto superati dalle correzioni apportate al testo  rinviato alle Camere.  Alcuni di essi sono stati forse resi meno palesi,  ma questo non basta perché possa ritenersi adempiuto il dovere di rispettare la costituzione e di dare ad essa lealmente attuazione nella misura più ampia e più profonda.

Al di là dell'incostituzionalità di molte delle singole specifiche norme del disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, quella che più si evidenziava in esso era la contrarietà del disegno complessivo delineato dalla controriforma rispetto al disegno  delineato dalla Costituzione.

Il disegno costituzionale è quello di affidare il governo della magistratura  al  Consiglio superiore della magistratura, e cioè ad un organo eletto prevalentemente dagli stessi magistrati, al quale la Costituzione attribuisce la funzione di esprimere  e di attuare l'autonomia dell'ordine giudiziario.
E' affermazione comune, nella giurisprudenza costituzionale, nella letteratura costituzionalistica e nella convinzione  unanime della magistratura,   che l'esistenza del Consiglio superiore della magistratura  e l'attribuzione a tale organo delle funzioni di governo della magistratura  siano il vero baluardo dell'indipendenza dell'istituzione  giudiziaria e dei singoli magistrati e quindi la garanzia essenziale  dell'imparzialità del sistema di giustizia, sia nel suo insieme, sia con riferimento a ciascun giudice e a ciascun processo. 

La previsione costituzionale di un organo di tal genere e la funzione cui esso risponde nel disegno costituzionale implica logicamente che  alla sua competenza esclusiva siano attribuite - senza possibilità di interferenze e di condizionamenti dall'esterno - tutte le funzioni che direttamente o indirettamente possano incidere sullo status dei magistrati e quindi condizionare la loro indipendenza e tutte quelle  che parimenti compongono  la funzione di governo dell'amministrazione della giurisdizione.

Ora, il dato significativo del disegno di legge  in esame è costituito dal numero davvero impressionante, dalla sistematica univocità, dalla precisa concordanza delle innovazioni dirette a togliere, ridurre, limitare  o neutralizzare le funzioni del Consiglio superiore della magistratura.  E' appunto il numero, la gravità e l'univoca concordanza  di questi elementi a far comprendere qual è la complessiva ragione ispiratrice di fondo  - peraltro neppure nascosta ed anzi più volte dichiarata - che questa riforma è diretta ed idonea a realizzare. L'intento complessivo è quello di ridurre e/o neutralizzare o condizionare il ruolo del Consiglio superiore della magistratura  nel governo della magistratura e dei magistrati. Ma è proprio questa funzione della riforma ciò che la pone in radicale contrasto con il dettato costituzionale.   Guardando all'insieme della riforma e non  solo ai suoi singoli segmenti risulta ben chiaro che essa delinea un disegno dell'istituzione giudiziaria confliggente  rispetto al modello che per essa la  costituzione ha imposto al legislatore di seguire , quando gli ha affidato il compito, fino ad ora inadempiuto,  di emanare "una nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformità alla Costituzione".

Lo stesso può dirsi per il principio  di  uguaglianza dei magistrati stabilito dall'articolo 107 terzo comma della Costituzione  che ha trovato attuazione  nel tempo mediante la tendenziale abolizione della "carriera". 
Lo stesso  vale per la concezione del potere giudiziario come potere diviso e diffuso, che viene  cancellata con il ripristino di un assetto strettamente gerarchico nelle Procure della Repubblica.
            
Lo stesso vale per la separazione delle carriere attuata tra magistrati giudicanti e magistrati del pubblico ministero in modo surrettizio ma comunque in contrasto con la Costituzione, che  attribuisce  indistintamente la funzione giurisdizionale ai  magistrati - senza differenziare tra giudici e pubblici ministeri  (articolo 102, primo comma);  che considera giudici e pubblici ministeri come componenti di un unico ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (articolo 104);  quali elettori dell'unico Consiglio superiore della magistratura  e quali componenti di esso (articolo 104 commi secondo e seguenti);  che assoggetta giudici e pubblici ministeri esclusivamente ai poteri del Consiglio superiore della magistratura per tutto ciò che riguarda il loro status (articolo 105); che per entrambi stabilisce  la nomina esclusivamente per concorso (articolo 106, primo comma), nonché l'inamovibili e la distinguibilità solo per funzioni (articolo 107).   
            
  Sul piano tecnico-giuridico,  quindi, appare evidente che la progettata riforma dell'ordinamento giudiziario è contraria alle regole o ai principi della costituzione proprio perché è ad essi contrario il risultato  della combinazione dei singoli disposti precettiv,  tale da far risultare che  "gli organi legislativi si sono serviti della legge   per una finalità diversa  da quella che la norma costituzionale addita", secondo la formulazione  che si legge in Corte cost. sent. 53 del 1974.  Il fatto  è che la  legge deve alla Costituzione non solo un rigoroso rispetto formale, ma anche e soprattutto un rispetto sostanziale e materiale, che va quindi riferito anche al risultato  dei meccanismi e delle combinazioni normative e non solo alle  singole disposizioni di cui la disciplina si compone.

 4.  Lo stesso carattere elusivo appare connotare gran parte delle correzioni adottate per "rispondere" ai rilievi del Presidente della Repubblica.
  Resta infatti l'illegittima - oltre che del tutto illogica - alterazione del procedimento valutativo del CSM in ordine alle attitudini professionali dei magistrati mediante l'attribuzione ad esso di un compito di mera valutazione del giudizio formulato  dalla Scuola.  Resta il carattere vincolante  per il Consiglio - come tale e per ciò solo assolutamente e palesemente incostituzionale -  del giudizio di non idoneità formulato dalla c.d. commissione di concorso.  Resta la possibilità per il Ministro di ricorrere al TAR contro le deliberazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, quasi che  il Ministro, come ha segnalato il Presidente della Repubblica,   possa assumere "il ruolo di titolare di un interesse legittimo contrapposto a quello del Consiglio Superiore della Magistratura  parificabile a quello del controinteressato che si dolga dell'essere stato escluso".

5. Il nostro Paese attraversa per molti aspetti un periodo molto difficile. Proprio la gravità del momento deve indurre tutti  a recuperare misura ed equilibrio nei rapporti tra le istituzioni.  L'avversione  nei confronti della magistratura, di cui questo disegno di riforma è espressione, è in sé cosa non degna di uno Stato costituzionale.  Ma soprattutto la prudenza deve  indurre a non compiere passi idonei  a minare il valore  e il ruolo che debbono  essere riconosciuti alle massime e fondamentali istituzioni di garanzia del nostro ordinamento costituzionale. 

 L'Assemblea
 - da mandato

alla Giunta della Sezione di presentare il documento così approvato all'assemblea dell'ANM del 25 giugno 205;

- invita

tutti i magistrati della cassazione, della Procura Generale e del Massimario a partecipare all'assemblea generale dell'Associazione nazionale magistrati che si terrà nell'Aula Magna della cassazione Cassazione sabato  25 giugno 2005  alle ore 10;

- propone

    all'Assemblea Generale dell'A.N.M. di conferire alla Giunta Esecutiva Centrale  il più ampio mandato  ad individuare e decidere le forme più idonee - compreso lo sciopero - per manifestare  alle istituzioni e all'opinione pubblica la continuità e la fermezza del dissenso della magistratura tutta rispetto al disegno di legge  sulla riforma dell'ordinamento giudziario. 

Roma 23 giugno 2005
 

  giovedì 23 giugno, ore 21, alla Casa della Cultura, su proposta di Amnesty International, sezione italiana, Circoscrizione Lombardia:
"Casa dolce casa" atto unico sulla violenza domestica alle donne
  testo di Fanny Dalla Valle
psicologa e attrice
 
e di
  Samantha Gamberini,
formatrice esperta di tematiche del genere
   ...in scena Fanny Dalla Valle e Paolo Vergnani
musiche originali eseguite dal vivo dagli autori: Marcello Bruno e Pino Pio Arborea
regia di Marco Marchegiani  supervisione di Francesco Brandi
                          Mai più violenza sulle donne
Si vogliono analizzare i meccanismi culturali, sociali e psicologici sottostanti il fenomeno della violenza domestica. L'obiettivo è di sfatare i luoghi comuni sul tema, a partire dal tentativo di circoscriverlo a realtà sociali degradate.
  Nuovo servizio di Casa della Cultura di Milano
Le iniziative della Casa della Cultura sulla rete: in audio e in video

 

Sul sito della Casa della Cultura  potete trovare un nuovo servizio. Andate alla home page del nostro sito: www.casadellacultura.it e trovate una sezione multimediale. Se entrate, trovate due opzioni possibili: una audio e una video.
Nella sezione audio trovate la registrazione audio di tutti gli incontri che si tengono presso di noi (al momento, sono archiviate tutte le iniziative svoltesi da aprile 2005 in avanti). Nella sezione video trovate la registrazione video (e audio) di alcuni incontri tenutisi ultimamente in Casa della Cultura.
Si tratta di una nuova operazione, costruita con la collaborazione della TV internet Arcoiris.tv, che permette di rendere disponibile in rete, e quindi per sempre, l'archivio audio digitale delle nostre iniziative e nel contempo di avviare una sperimentazione della fruibilità tramite TV Internet anche delle attività culturali più impegnative.
La casa della cultura
via Borgogna, 3
Milano
20 giugno 2005

  "I sette fratelli"
di Antonio Greppi
 

 Desideriamo invitarVi a partecipare all'incontro di presentazione del libro "I SETTE FRATELLI"  di Antonio Greppi, Sindaco della Liberazione di Milano, organizzato delle Sez. ANPI di Zona 5 (Martiri di Via Tibaldi, Vigentina e Stadera-Fiore) in collaborazione con  la Sez. ANPI Barona, con le Sez. ANPI di Zona Sud di Milano  e con l'Associazione La Conta,  che ci sarà, alle ore 21,00 di venerdì 17 giugno 2005 presso la sala "W. Tobagi" del Consiglio di Zona 5 di Milano
In particolare parteciperanno all'incontro:

·Maria Cervi – Nipote di Papà CERVI·Sergio Fogagnolo – Presidente del Com.itato familiari caduti di Piazzale Loreto - Raffaele De Grada – Critico d’arte – Comandante Partigiano Angelo Pessogn- elli – Presidente del Consiglio di Zona 5 – Milano
Vi siamo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziativa di cui sopra e/o diffondere la stessa tra le persone interessate alla stessa. 
 
Ciao

Associazione "La Conta"
16 giugno 2005

  Sciopero del telespettatore
   "Schermi al plasma e auditel, parabole, telecomando e prime-time, spot, intervalli, reality e zapping...
Per tre giorni parleremo d'altro.
24-25-26 giugno
Torna lo Sciopero Nazionale dei Telespettatori..."
Info e adesioni a
info@sciopero.tv
associazione esterni
10 giugno 2005
   Otto per mille e lo sbattezzo
   All'indomani del fallimentare referendum/referendum sulla procreazione
assistita, l'associazione Cerco un Bimbo, la maggiore associazione italiana
di pazienti infertili, attivamente impegnata da anni nella battaglia contro
la legge 40/2004, rilancia le iniziative:

- OTTOPERMILLE, per non devolvere l'8x1000 alla chiesa cattolica
- LO SBATTEZZO, per la cessazione degli effetti civili del battesimo.

L'iniziativa OTTOPERMILLE, che Cerco Un Bimbo ha proposto già dal 2003 al
momento dell'approvazione del disegno di legge che sarebbe poi diventato la
famigerata legge 40/2004, è stata rilanciata in questi giorni e ha già visto
una massiccia adesione: oltre 200 firme in pochi giorni (l'elenco è sul
nostro sito alla pagina
http://www.cercounbimbo.net/index.php?pid=97).

Per quanto riguarda LO SBATTEZZO, ovviamente le adesioni sono in numero
minore ma registriamo già almeno una decina di persone che ne hanno fatto
formale richiesta.

Le cifre non sono certo da capogiro, ma riteniamo sia un segnale
significativo delle reazioni dei pazienti infertili (la gran parte dei quali
sono cattolici) all'atteggiamento della chiesa cattolica nei confronti della
procreazione assistita.

Invitiamo tutti coloro che hanno sostenuto la battaglia contro la legge 40 e
la campagna referendaria ad aderire alle nostre iniziative. Tutte le
informazioni sono disponibili sul nostro portale,
www.cercounbimbo.net

Federica Casadei
Presidente Associazione Cerco Un Bimbo
www.cercounbimbo.net

   
  ARCOIRIS trasmette anche sul satellite grazie a un accordo con TAXI CHANNEL

TUTTI I GIORNI dalle 23:00 alle 02:00
 
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 CHIUDERE IL CPT DI VIA CORELLI

Appello alla città democratica e antirazzista

A Milano esiste un “luogo” nascosto allo sguardo della città, protetto da muri di cemento alti tre metri che vorrebbero renderlo invisibile, e che vorrebbero cancellare dalla vita quotidiana della metropoli le donne e gli uomini che vi sono rinchiusi. Lo chiamano “Centro di permanenza temporanea e assistenza” (CPT), ma è un vero e proprio luogo della detenzione. Si trova in via Corelli, sotto la tangenziale est, che in quel punto è “difesa” dalla vista del Centro da paraventi di ferro.
Un CPT, ovvero una gabbia per uomini e donne, colpevoli solamente di esistere; persone che non hanno commesso alcun reato e che non hanno subito nessun processo, ma che ciononostante vengono rinchiuse e private della libertà personale fino a due mesi. Sono colpevoli unicamente di non essere cittadini comunitari, di aver varcato dei confini, di cercare una possibilità di vivere, di vivere meglio, di scegliere liberamente dove vivere; giudicate colpevoli di lavorare in nero, di non essere stati regolarizzati dai datori di lavoro; giudicate colpevoli di aver perso il lavoro e di non averne trovato un altro. Privi di documenti non risultano cittadini di alcun paese e, rinchiusi in un centro inaccessibile a chiunque, finiscono per scomparire in un buco nero.
Un CPT, l'assurdo di un mondo che abbatte ogni limitazione alla libera circolazione di merci, denaro, flussi
finanziari, ma che teme l'idea che gli esseri umani si muovano sfuggendo al controllo.
In questo modo in Italia viviamo un doppio binario giuridico, che prevede, accanto al diritto ordinario, spazi di eccezione riservati a particolari categorie di persone. In tali spazi, che comportano una sorta di extraterritorialità all'interno del territorio dello stato nazionale, l'eccezione diventa la regola. La detenzione amministrativa nei CPT è l'istituto attraverso cui si è instaurata in Italia tale eccezione.
Da due mesi in via Corelli detenute e detenuti si sono ribellate/i: hanno protestato contro la violenza a cui sono sottoposte/i; hanno rifiutato le condizioni di vita che sono loro imposte; hanno contestato la logica stessa del CPT. Hanno chiesto a noi tutte/i di entrare, di verificare, di protestare – in un luogo dove l'accesso alle associazioni e agli enti di tutela è ostacolato soprattutto se avvertito come potenzialmente conflittuale; ci hanno detto: “come potete accettare questo luogo? In un paese democratico non possono esistere questi centri di detenzione!”

 Noi dobbiamo rispondere al loro appello e per questo ci rivolgiamo alla Milano democratica, accogliente e antirazzista, perché non faccia cadere nel vuoto l’appello delle detenute e dei detenuti di via Corelli, perché si mobiliti e porti in tutta la città la loro voce e la voce di quelle/i che vogliono chiudere questa ferita aperta nella nostra città, vogliono chiudere il CPT e impedire che nello stesso luogo venga aperto il “Centro di Identificazione per richiedenti asilo”.

 Una mobilitazione che sia l’occasione per un monitoraggio attivo nel centro, perché se oggi l'ingresso nei CPT è condizionato alla presenza di parlamentari o consiglieri regionali, noi riteniamo necessario operare una pressione politica affinché questo diritto venga esteso ad organismi indipendenti e svincolati da qualsiasi difficoltà o disposizioni governative: un monitoraggio che serva a mostrare alla pubblica opinione l'esistenza di luoghi in cui il diritto è sospeso e discrezionale.
Una mobilitazione che sia l’inizio di una nuova stagione di diritti per le donne e i gli uomini migranti, mai più sottoposti alle discriminazioni, mai più sottoposti al ricatto e alla disumanizzazione dei CPT.

 Milano Migrante: ARCI, CS Leoncavallo, SinCobas, Naga, Baggio Social Forum, Dimensioni Diverse – Fiom Milano – Attac Milano – Confederazione Cobas – Missionari Comboniani Castelvolturno - Lila Cedius Onlus – Centro Multietnico La Tenda – Arci Servizio Civile Milano – Arciragazzi – Arci Metromondo – Arci VarieAzioni - Socialpress - Tavolo Migranti – Comunità Kurda Milano – Bastaguerra Milano - Associazione Alfabeti Onlus – Salaam Ragazzi dell’Olivo Milano – Ecumenici – Ass. Amici della casa Marta Larcher – Opera Nomadi Milano – Circolo “L. Previato” Prc Peschiera Borromeo – Associazione nazionale Giuristi Democratici (sez. Milano) - Giovani Comunisti - Partito della Rifondazione Comunista (Federazioni di Milano e Brianza) - Verdi

 Franco Arrigoni (segr. gen. regionale FIOM) – Luigia Pasi (segr. naz. SinCobas) - Luciano Muhlbauer, Mario Agostinelli, Osvaldo Squassina (consiglieri regionali Prc) - Carlo Monguzzi, Marcello Saponaro (consiglieri regionali Verdi) – Antonello Patta, Piero Maestri (consiglieri provinciali Prc) – Vittorio Agnoletto (europarlamentare Prc) – Gigi Malabarba (capogruppo Prc Senato) – Fiorello Cortiana (senatore Verdi) – Daniele Farina, Davide “Atomo” Tinelli, Giovanni Occhi (consiglieri comunali Prc) – Maurizio Baruffi (consigliere comunale Verdi) – Basilio Rizzo (consigliere comunale Miracolo a Milano) – Felice Besostri (coord. reg. Sinistra DS per il Socialismo) -  Stefano Costa (portavoce Fed. Verdi Milano) – Mario Gaeta (segretario Slc-Cgil Milano) - Giosuè De Salvo - Raffele Taddeo – Alfredo Tamisari (Ass. La Camera Chiara) – Giulio Zanotto (segr. Prc Sesto S. Giovanni) – Roberto Vassallo (capogruppo Prc Zona 4) – Filippo Maraffi (consigliere di zona 1 Prc) – Luca Prini (capogruppo Prc Zona 3) - Luca Brunet (capogruppo Prc Comune di Peschiera Borromeo) – Margherita Napoletano (consigliera comunale Prc Segrate) – Barbara Bee – Tommaso Vitale (Università Milano Bicocca) – Mario Furlan (fondatore City Angels) – Enzo Barone – Andrea De Lotto, Maria Grazia Bottici (Coord. genitori nidi e materne Chiedo Asilo) – Stefano Mencherini (giornalista) – Luca Fazio (giornalista il Manifesto) - Sandra Cangemi (Coordinamento lombardo Nord-Sud) – Antonio Barbato (RSU SinCobas Polizia municipale MI) – Nadia De Mond (Marcia Mondiale delle Donne) – Adriano Sgrò (segr. Fp-Cgil Milano) – Renato Pomari (direttivo Prc Monza) – Paolo Limonta (AZAD per la libertà del popolo kurdo) – Carlo Carelli (segr. Cgil Lodi) – Roberto Acerboni (capogruppo Prc Zona 6) – Paolo Cassini (presidente UISP) – Maurizio Merlotti (presidente QT.3, Sesto S.G.) – Federico Ceratti – Manuela Ronchi – Giorgio e Giancarla Nobili – Massimo Monti (capogruppo Prc Comune di Bollate) – Sandro Barzaghi (Assessore Provincia di Milano, Prc) – Lucia Sciacca , Daniele Boniardi (Prc Arese) – Antonio Oldani (Assessore Comune di Sedriano) – Alberto Giasanti (Università Milano Bicocca) – Rino Sanna – Germana Pisa - Francesco Radino - Daniele Nozzoli - Alessandro Rizzo -  Marco Fanoli (consigliere di zona 3 Prc) – Bruno Cousin (dottorando Univ. Milano Bicocca) – Bianca Dacomo Annoni (UnAltraLombardia) – Marcello Maneri (Università Milano Bicocca) – Fabrizio Casavola (Mahala) - Megachip Milano

 per adesioni: 333.4665107 – 338.4290610 – e.mail: lucmu@tin.it

   L'esseemmeesse SMS  di queste ore
   Il voto è un diritto democratico La vita è un diritto assoluto...Vai a votare e fai votare, la nostra autodeterminazione è in pericolo e i nostri diritti pure. Buon voto
 

Comunicato stampa Casa della Cultura

Cari amici/amiche, vi trasmettiamo i prossimi incontri, sempre presso la
nostra sede, via Borgogna 3, Milano:

 

 *lunedì 13 giugno ore 18.00 ospitiamo *
Sperling & Kupfer Editori hanno il piacere di invitarla alla
presentazione del libro:
LO STAGNO DI FUOCO di Daniele Nadir
intervengono Edoardo Boncinelli e Alessandro Cecchi Paone; sarà presente
l'autore

*martedì 14 giugno ore 18.00 *
RITA DI LEO e SERGIO ROMANO incontrano OTTORINO CAPPELLI autore di
DEMOKRATIZATSIYA, edit. Guida. Introduce LUIGI IPPOLITO
...In un'epoca in cui si è fatta una bandiera dell'obiettivo di
"esportare la democrazia" questo libro ripropone una tesi provocatoria:
una overdose di democrazia può rivelarsi fatale durante un processo di
transizione, specie se si tratta di una transizione dal comunismo. Guida
Editore e Casa della Cultura

*martedì 14 giugno ore 21.00 *
Dibattito in occasione della presentazione del volume TABU': ELOGIO DEL
PUDORE di MARTA APPIANI
intervengono, con l'autrice MARTA APPIANI, ALMATEA USUELLI,

psicoanalista; STEFANO ALLOVIO, antropologo; coordina MARCELLO CESA-BIANCHI
Casa della Cultura e FRANCOANGELI editore

*mercoledì 15 giugno ore 21.00 *
DIVISI, MA SEMPRE GENITORI
ne parlano IRENE BERNARDINI, MONIKA CZERNIN, REMO LARGO, CESARE
RIMINI; coordina VALERIA COVINI; a partire da "Figli sereni di genitori
separati" di REMO LARGO e MONIKA CZERNIN
FABBRI EDITORI

Cari saluti
Giovanna Lazzati

   
  Milano: importanti reperti romani velocemente coperti di cemento
 

 "Vi segnalo che in Piazza Meda, sede di un ritrovamento di reperti romani
che avrebbe potuto profilarsi come uno dei più importanti per ampiezza
(altro che le baggianate lette sui giornali) dato che emergevano tracce
(oltre che della ipotizzata "torre", dell'area sotterranea accessibile da
diversi passaggi ad arco ei anche del tracciato di un muro fra via Hoepli
e via Verri)  in una vasta area della piazza gli addetti del cantiere
hanno iniziato a cancellare le tracce di quanto trovato sia spianando il
terreno (facendo sparire il muro) sia ricoprendo la "torre" con colate di
cemento.

Non è possibile che tutto ciò avvenga nel silenzio della città. A questo
punto, poi, visto ciò che è emerso e ciò che a mio avviso non si vuol far
emergere non mi stupirei di scoprire, prima o poi, che da parte della
"Sovrintendenza beni archeologici" vi sia stata una colpevole
sottovalutazione o peggio, indifferenza."

fonte:  [centrosinistra_comunemi]

  REFERENDUM:
Per il successo del referendum può essere opportuno mobilitarsi presto
 

 "L'obiettivo del quorum è davvero a portata di mano. Le 1000 buone ragioni del Sì stanno progressivamente demolendo il muro dell'astensione e la gabbia di indifferenza che si è tentato di costruire attorno al referendum.

Per sconfiggere gli inviti all'astensionismo sono importanti una mobilitazione straordinaria in questi ultimi giorni, qualche piccolo sacrificio mattutino ed anche un po' di fantasia.

Tutte le persone convinte di votare Sì per l'avanzamento della ricerca, per uno Stato etico ma laico; tutte le donne che non accettano di sentirsi trattate con crudeltà dalla legge 40 come mere incubatrici; tutti i medici che vogliono continuare il loro lavoro secondo scienza e coscienza, vadano a votare Domenica mattina presto, già nelle prime ore successive all'apertura dei seggi.

Anche se perderanno un po' di sonno ne sarà valsa la pena: con il loro esempio e facendo registrare già alle 12,00 un'affluenza elevata, contageranno positivamente tanti altri cittadini e cittadine che sono in dubbio e li aiuteranno a capire che il loro voto è utile e importante per dare all'Italia una legge più saggia e meno crudele.

E' importante, infatti, andando a votare in massa già dal mattino, dimostrare che, quando si discute di diritti e libertà, gli italiani vogliono sentirsi protagonisti del loro futuro, e non succubi di divieti strumentali e furbeschi."

Dal sito di
Giovanna Melandri
 
segnalazione della Associazione Communitas                                   

 

   

CHIUNQUE ABBIA PARENTI ALL'ESTERO INVII IL MESSAGGIO, GRAZIE..

 

 
 Referendum 2005  “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita” 

(Legge 19 febbraio 2004, n.40)
 
COMUNICATO PER I CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO

 

 Domenica 12 giugno e Lunedì 13 giugno 2005 si svolgeranno le consultazioni  per QUATTRO referendum popolari sul tema della “procreazione medicalmente assistita”.
 I quesiti referendari sono così denominati:
•        “Limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni”
•        “Norme sui limiti all’accesso”
•        “Norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all’accesso”
•        “Divieto di fecondazione eterologa”
 I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, potranno
partecipare al referendum votando PER CORRISPONDENZA, tramite il sistema
postale.
 A questo fine, il consolato competente, entro il 25 MAGGIO 2005, provvederà ad
inviare per posta, al domicilio di ciascun elettore, un PLICO contenente il testo della legge sul voto all’estero, un foglio informativo che illustra le modalità di voto, il certificato elettorale, le quattro schede elettorali (una per ciascun referendum), una busta completamente bianca ed una busta già affrancata recante l’indirizzo
dell’Ufficio consolare stesso.
 L’elettore, utilizzando la busta già affrancata e seguendo le istruzioni contenute
nel foglio informativo, dovrà spedire SENZA RITARDO le schede elettorali votate, in modo che arrivino al proprio Consolato entro - e non oltre - le ore 16 ora locale del 
9 GIUGNO 2005.
 L’elettore che, alla data del 29 MAGGIO 2005, non avesse ancora ricevuto a casa il
plico elettorale,  potrà rivolgersi al proprio Consolato per verificare la sua posizione
elettorale e chiedere un duplicato  
In allegato: modulo per votare per corrispondenza (Formato Word)
 GLI UFFICI CONSOLARI SONO A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI PER QUALSIASI
ULTERIORE INFORMAZIONE

MODULO PER LA RICHIESTA DI VOTARE PER CORRISPONDENZA
RISERVATO AI RESIDENTI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE

RISERVATO AI RESIDENTI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DELL’AMBASCIATA D’ITALIA IN ---------------------------CHE NON HANNO

RICEVUTO IL PLICO ELETTORALE INVIATO PER POSTA ENTRO IL 29 MAGGIO 2005
( da restituire all'Ufficio Consolare entro il primo giugno 2005 )

 IL

SOTTOSCRITTO_____________________________________________________

______
NATO A _______________________________________________ IL

____________________
RESIDENTE A

________________________________________________________________
TELEFONO________________________________________E-MAIL____________

________
ISCRITTO NELL'A.I.R.E. DEL COMUNE DI

_______________________________________
oppure/GIA' RESIDENTE NEL COMUNE DI

______________________________________
DICHIARA DI NON AVERE RICEVUTO IL PLICO ELETTORALE E COMUNICA DI

VOLER ESERCITARE IL DIRITTO DI VOTO PER CORRISPONDENZA IN OCCASIONE

DEL REFERENDUM DEL 12 GIUGNO 2005
________________________________________ 

________________________________________
(luogo e data) (FIRMATO)

Il presente modulo va restituito compilato all'Ufficio Consolare inviato via fax al n. 202 518 2141 oppure via e-mail all’indirizzo affariconsolari@itwash.org

Il cittadino che compila il presente modulo verra’ contattato dall’Ufficio Consolare per recarsi in Ambasciata per ritirare il plico elettorale.

 

   *     *     *     *
 

Centro di Iniziativa Gay Arcigay Milano
Gruppo Telefono Amico
Gay

5° Seminario nazionale della telefonia sociale gay-lesbica-trans

IL MIO AMORE NON VESTE COLORI PROIBITI

 

 Analisi e riflessioni sull'evoluzione
della rappresentazione della dimensione emotiva e affettiva
delle persone omosessuali e transessuali/transgender

11-12 GIUGNO 2005 Casa della Cultura Via Borgogna 3  Milano

Sabato 11 giugno – Tavola rotonda Ore 14 – Iscrizioni
Ore 14.30 – 5 anni di seminari tra impegno e sfide
Marco Albertini - Gruppo Telefono Amico Gay - Centro di Iniziativa Gay Arcigay
Milano
Maria Pia Bianchi - Presidentessa CORAL Coordinamento regionale lombardo linee
di aiuto telefonico
Ore 15 – L’amore che osa dire il suo nome
Eroi per caso
Piergiorgio Paterlini - Scrittore
Lesbiche… come ci amiamo
Daniela Bertamini - Psicologa clinica e consulente sessuologa
A come alternativa M come me stessa O come omologazione R come romantic* E
come eccetera
Maria Ornella Serpa - M.I.T. Bologna
Pausa
Ore 17 – A B C D E F G H I love you
Amore ed altre catastrofi

Tra melodramma e commedia, una mini riflessione intorno alle rappresentazioni
contemporanee dell’universo emotivo gay al cinema.
Giampaolo Marzi - Festival internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer culture di
Milano
La maschera e lo specchio: il vissuto dell’omosessualità tra estraneità ed
integrazione
Uber Sossi - Counsellor sistemico costruzionista
Intervento speciale in occasione del pride nazionale 2005 a Milano
30 anni di arcobaleno, 20 anni di Arcigay
Sergio Lo Giudice - Presidente nazionale Arcigay
Ore 18.30 – Conclusioni

Domenica 12 giugno – Giornata di formazione riservata ad operatrici ed operatori di telefoni amici
La formazione sarà condotta mediante l'utilizzo di modalità attive a partire dalla
specifica esperienza dei singoli e delle singole partecipanti.
Ore 9.30 – Iscrizioni
Ore 10 – 17 (pausa pranzo dalle 13 alle 14)
Alla scoperta di sé: i linguaggi delle emozioni e dei sentimenti nella relazione d'aiuto
Efrem Barcella - Counsellor rogersiano
Uber Sossi - Counsellor sistemico costruzionista
Intervento speciale 
Il progetto “SOS Omofobia”: realizzare un centralino telefonico di aiuto con le
istituzioni pubbliche
Alessandro Poto     Arcigay Roma Gruppo ORA

Le linee telefoniche gay-lesbica-trans di aiuto a Milano
Telefono Amico Gay: 02 541 22 227 lunedì-martedì-giovedì-venerdì dalle 20 alle 23
Linea Lesbica Amica: 02 63 11 86 54 giovedì dalle 19 alle 21
Linea Amica Trans: 02 541 22 227 mercoledì dalle 21 alle 23
AGEDO (genitori di omosessuali): 02 541 22 211 giovedì dalle 14 alle 17.30

 

   
    2 giugno 2005

FALLUJA-THE DAY AFTER  su Arcoiris TV

   
 

Dal settimanale Diario, in esclusiva le immagini della più grande strage degli americani in Iraq.
Questo video è stato girato a Falluja ai primi di gennaio del 2005, quando la città è stata riaperta dopo l'attacco americano iniziato l'8 novembre 2004, denominato "Operazione Al-Fajr" ("l'alba"). È un documento prezioso perché in quel momento la città era chiusa alla stampa internazionale.
Il video è stato consegnato al settimanale Diario dal Centro studi per la democrazia e i diritti umani di Falluja. Diario ha pubblicato un'ampia inchiesta sulla battaglia di Falluja il 27 maggio 2005.
"Falluja-The Day After" mostra la completa devastazione della città irachena, i corpi delle vittime, le fosse comuni, la riesumazione dei cadaveri da parte delle squadre di soccorso locali per tentare il riconoscimento delle vittime. L'ultimo corpo mostrato dal video è di una ragazza di 14 anni.

Durata: 18 minuti 12 secondi.

NOTA: Il video contiene immagini crude e impressionanti, adatte esclusivamente a un pubblico adulto.

   
inoltre: Appello promosso da Adista per la libertà di coscienza in vista del referendum del 12 e 13 giugno
"Giovanni Avena presenta l'appello promosso da Adista per la libertà di coscienza in vista del referendum del 12 e 13 giugno sulla procreazione assistita"

  Tutto colpa dei francesi?
Anteprima di Diario
, in edicola da venerdì
Il futuro dell'Unione europea. Il rapporto con gli Stati Uniti e con la Cina.
Il pericolo cinese, i prodotti tessili invadono il mercato italiano.
La globalizzazione dei dentisti
Le città francesi hanno detto SI all'Europa, ma le campagne hanno fatto prevalere il NO
I cinesi opprimono la minoranza musulmana.
Appello per Clementina Cantoni...
   
Informazione e Democrazia
Paolo Serventi Longhi - Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Marcello Zinola - Segretario del Sindacato Ligure dei Giornalisti. Parte civile al processo per i fatti del G8 a Genova
Roberto Reale - Giornalista e Docente di linguaggio televisivo.
Moderatore:
Mariagrazia Bonollo - Giornalista, ufficio stampa Beati i Costruttori di Pace.
  Mondi di Abya Yala in resistenza
Non morirà il fiore della parola. Portà morire il volto nascosto di chi la pronunzia, ma la parola che venne dal profondo della storia e della terra non potrà più essere stracciata dalla sovranità del potere. Per tutti la luce, per tutti tutto. Per noi l'allegra ribellione.
Documentario prodotto dalla fondazione Neno Zanchetta.
  Rototom Sunsplash - Nordest Italia
Reportage su uno dei maggiori festival (o raduno, come amano chiamarlo gli organizzatori) europei di musica reggae che si tiene ogni anno in Italia ad Osoppo (Friuli Venezia Giulia, Italia) nel quale si esibiscono i maggiori gruppi e sound system del mondo.
Nato 10 anni fa dalla passione di un gruppo di amici oggi il Rototom vede la partecipazione di più di 120.000 ragazzi, da ogni parte d'Europa, che per una settimana si accampano tra le montagne del Nordest.
Oltre all'evento musicale questo reportage fotografa le diverse tematiche che attraversano il Rototom Susplash (dalla Pace all'importanza di condividere una esperienza collettiva non solo musicale) con interviste a musicisti, organizzatori e invitati.
   
Il ruolo delle forze dell'ordine e del volontariato per garantire la sicurezza dei cittadini
"Il ruolo delle forze armate, delle forze di polizia e del volontariato per garantire la sicurezza dei cittadini" così si intitola la terza conferenza annuale sulla Difesa e sulla Sicurezza realizzata il 20 maggio 2005 presso la Sala Consiglio, Provinica di Bologna alla quale sono partecipati:
On. Filippo Berselli (sottosegretario alla difesa), Sen. Giancarlo Pasquini ( Democratici di Sinistra), On. Filippo Ascierto (Alleanza Nazionale), Col. Mario Pietrangeli ( comandante reggimento Genio Ferrovieri), Alessandro Alberani (segretario Cisl-Bo), Eugenio Ramponi (Presidente Forum Terzo Settore Bologna), Pier Luigi Stefani ( Presidente A.S.Vo.).
Modera l'incontro Giorgio Tonelli (giornalista R.A.I.)
   
"Un altro modo di raccontare il calcio" - "Calcio, cultura, informazione"
Ne discutono con il pubblico:
Luigi Bolognini, giornalista sportivo Corriere della Sera, fondatore della rivista Linea Bianca
Rudi Ghedini, scrittore, collabora con Carta e Linea Bianca
Andrea Scanzi, giornalista de Il Manifesto, Linea Bianca, Diario
Presenta
Stefano Caselli, giornalista
  Voci sui referendum: i no di Savino Pezzotta e i sì di Carlo Sini
Il leader della Cisl Savino Pezzotta e il filosofo Carlo Sini, docente di filosofia teoretica all'Università di Milano, spiegano la loro posizione sui quesiti del 12 giugno e del 13 Giugno.
  Leldorado - ITC Teatro
Tra favola e storia, tra episodi reali e invenzione fantastica si dipana la storia di Pepìn, un giovane avventuroso, un picaro semplice ma smaliziato che con il suo organetto va a cercare fortuna "nella Merica", come tanti suoi connazionali all'inizio del secolo scorso. E come tanti, Pepìn sarà costretto a scoprire l'illusione di una fortuna che non si materializza mai, di un "tesoro" sempre inseguito e mai raggiunto, di un paese che promette e non mantiene. Lo accompagna in questo mirabolante viaggio una schiera di personaggi minori e minimi, protagonisti di un'epopea comica e drammatica insieme, dove i sogni devono fare i conti con il disinganno di un'amara realtà. In scena, una attrice, Micaela Casalboni, filtra la vicenda attraverso gli occhi di Rosetta, la donna rimasta in Italia ad aspettare il suo Pepìn. Insieme a lei, tre musicisti accompagnano il racconto con sonorità che si intrecciano alla drammaturgia aprendo altre strade all'immaginario degli spettatori. Il trio è guidato da Riccardo Tesi, virtuoso dell'organetto, uno dei musicisti più importanti e innovatori sulla scena della musica etnica italiana e europea, che ha composto e arrangiato le musiche originali dello spettacolo, frutto di una coproduzione tra la Compagnia del Teatro dell'Argine e l'Assessorato alla cultura del Comune di San Lazzaro di Savena.
 

Etica e ricerca scientifica - Legambiente
Il referendum sulla procreazione assistita, al di là delle ragioni dei Sì e dei No, ripropone alcuni nodi fondamentali che rimettono in primo piano una questione che ha drammaticamente attraversato tutto il secolo pasato: il rapporto tra etica e scienza.
Per noi ambientalisti questo rapporto investe questioni fondamentali quali la responsabilità sociale della scienza, la cultura del limite, il senso della libertà di ricerca ancorata a valori sociali condivisi. Il seminario vuole offrire uu'occasione per discutere di alcuni nodi strategici ed etici che la ricerca scientifica pone oggi.

01. Intervento di Roberto della Seta
02. Intervento di Maria Berrini
03. Intervento di Flavia Zucco
04. Intervento di Marcello Cini
05. Intervento di Giovanni Berlinguer
06. Intervento di Caterina Botti
07. Intervento di Nicoletta Tiliacos
08. Intervento di Letizia Gabaglio
09. Intervento di Gianni Mattioli
10. Intervento di Alessandra Magistrelli
11. Intervento di Lucilla Ruffilli
12. Intervento di Vittorio Cogliati Dezza

 

Metti un box di Arcoiris Tv nel tuo sito internet
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height="32" border="0" alt="Non voglio dimosrare niente, voglio
mostrare. Federico Fellini"></a></td></tr><tr><td><SCRIPT
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box_5_filmati.php"></script></td></tr></table>

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In questo modo sul tuo sito apparira in modo automatico questo box con l'aggiornamento automatico dei primi 5 filmati della home page di Arcoiris Tv

Le vignette di Molly Bezz 

   
   Cronaca da un'AltraLombardia
 

Ieri sera, alla Camera Del Lavoro, all'assemblea di Unaltralombardia: sembrava di essere al cinema.
Il film di una politica finalmente diversa. In verità, ci avevano raccontato che si trattava di assemblea, per noi elettori.
 
Ma la sola "lettura dell'ordine del giorno" ci ha accompagnato fino a mezzanotte, quasi senza neppure accorgerci che il tempo era passato e che il momento dell'assemblea doveva per forza essere rinviato. Appunto alla prossima volta.
Ancora per questa volta gli interventi preordinati non hanno consentito una partecipazione assembleare se non negli applausi.
 
Ma io, candidato ad essere elettore , questa volta non mi lamento.
E' stata una bella serata di promesse, di richiesta appunto alla cittadinanza e  al mondo della mobilitazione associativa di esserci e di partecipare.
Promesse di una politica che probabilmente questa volta non ha intenzione di essere ipocrita e menzognera.
 
Una politica di rinnovamento dove un bel poeta  del vissuto sociale , come Niki Vendola, nella sua narrazione conclusiva, ci ha condotto a passare qualche notte gelida, di pioggia e di fuochi che si spengono,  insieme ai precari di Melfi.
A vivere insieme a loro attimi storici della loro paura di essere finalmente coraggiosi. Verso l'affermazione del diritto del Meridione di uscire dai secoli di dominazioni borboniche e di vicoli oscuri  e tenebrosi, terrorizzati da intrighi gattopardeschi e da violenze mafiose.
 
Il coraggio voluto dalla speranza della voglia di vivere di chi pronuncia la frase tabù : se vogliamo , possiamo.
E il racconto di Vendola ha materializzato un'idea di partecipazione politica che ha molto poco a che fare con le simbologie formali delle primarie sui generis, ovvero delle procedure di ratifica burocratica, quella per porre il marchio della riappropriazione da parte di istituzioni invecchiate e obsolete.
Le primarie pugliesi hanno in realtà liberato la politica trasparente quotidiana, quella sul campo, dagli orpelli contradditori.
 
E' stato in fondo come mandare a vuoto il tentativo di voler comunque imporre un marchio di potere su una realtà che cammina da sè, nonostante i condizionamenti delle direzioni di partito.
Il Meridione pacificamente rivoluzionario portava ieri sera ad una Milano afflitta nelle sue ambizioni mercantili e declinante come una speranza delusa, l' orizzonte aperto del rinnovamento necessario della politica dal basso, testimoniato da una vicenda storica attuale, pacificamente rivoluzionaria e appassionata.
 
E su questo filone della riaffermazione della politica del vissuto si sono svolti tutti gli interventi precedenti.
Quello di apertura di Mario Agostinelli che rinvia al prossimo futuro la vittoria mancata delle ultime regionali. Rinvia la vittoria possibile alla realizzazione di una promessa di apertura ad una politica di rinnovamento delle forme e della sostanza della rappresentanza, dove eletti ed elettori si ritrovino ad un appuntamento periodico e ripetuto, fisicamente realizzato in ogni ambito opportuno di partecipazione.
 
Dove il momento del voto rappresenti per un verso la conclusione di un processo di condivisione dei programmi e, per l'altro, l'inizio della condivisione delle scelte per il conseguimento degli obiettivi.
Paolo Cagna Ninchi ha rappresentato le aspettative, che la politica eletta ha il dovere di soddisfare, di tutta quella parte della popolazione innominata e nascosta delle associazioni e della mobilitazione politica che pervadono come una linfa i tessuti vitali della società degli elettori.
Majorino, segretario Ds milanese, ha sottoscritto quasi un mea culpa, a titolo personale, dichiarandosi per una Milano pubblica.
 
Finalmente il "pubblico" che riacquista la sua priorità , quasi senza meraviglia come affermava Molinari , "quello" della tutela del bene pubblico per antonomasia : l'acqua.
Senza meraviglia , perchè l'organizzazione dei beni primari  a soddisfazione dei bisogni primari, non può essere una sorprendente novità, se non nel senso della prima forma originaria della politica, cioè nel senso dell' organizzazione e della condivisione delle ragioni della convivenza.
 
E qui sta , secondo il neodeputato  europeo Agnoletto, la spiegazione del no francese contro le prepotenze dell'individualismo liberista, globalizzante e privatizzante i profitti. Quello delle direttive Bolkenstain, capace di sconvolgere gli assetti sociali conquistati in quasi un secolo di lotte  e di mediazioni.
Questo "no", francese e non solo, al progetto provvisorio e calato dall'alto di Costituzione Europea, nato senza adeguato dibattito in alcuna sede interparlamentare internazionale.
 
Un segnale preciso, non contro l'unione pacificatrice, progressiva e pilotata tra le culture e i popoli , ma contro progetti quasi forsennati di confusione e di mescolanza , capaci di rinnovare ancora una volta i conflitti interni e  le guerre.
Argomenti precisi della sinistra cosiddetta radicale , probabilmente dell'evoluzione sociale della soddisfazione dei bisogni a scapito del privilegio, che ha condotto Pietro Folena a spostare la sua azione politica , dichiarandosi ora riconciliato con le sue motivazioni profonde.
 
E infine, da parte di Paolo Ferrero, una vera novella nella definizione confusa e nella progettualità rivoluzionaria del "pubblico" e del "privato" : il concetto di pubblico non risucchiato nel groviglio malato, inefficiente , della burocrazia, della malversazione e delle cooptazioni del potere , ma affidato ad istituti immersi in un principio sano e opportunamente istituzionalizzato della partecipazione politica attiva dei cittadini.
 
Insomma, tre ore e mezzo dense di interventi, che promettono e richiedono per il prossimo futuro la candidatura libera ed aperta degli elettori a prendere parte consistente ed attiva al progetto politico ed alla sua realizzazione in itinere.
 
Nell'ingresso, si raccoglievano le firme per
1) la Legge Regionale d'Iniziativa Popolare per disarmo e riconversione dell'industria bellica
    link
www.disarmolombardia.org
2) la proposta di legge regionale d'iniziativa popolare sul diritto al reddito sociale
   link  www. redditolombardia.org
rino sanna


 

 
  31 maggio - La partita del cuore
Arance di natale ambasciatore della nazionale italiana cantanti


Le strade della Nazionale Italiana Cantanti e di Arance di Natale si incrociano.
Il prossimo 31 maggio allo Stadio Meazza di Milano si terrà la "Partita del Cuore 2005", il più importante appuntamento nel calendario della Nazionale Italiana Cantanti.

La manifestazione vedrà in campo la Nazionale Cantanti capitanata da Eros Ramazzotti ed una rappresentativa denominata “Golden Team” capitanata da Andriy Shevchenko, che avrà tra le sue fila grandi campioni dello sport.
I fondi raccolti andranno alla FONDAZIONE ANDRIY SHEVCHENKO, per la costruzione di un orfanotrofio a Kiev in Ucraina, e alla FONDAZIONE RICHARD GERE FOR TIBET; ma ci saremo anche noi!

Arance di Natale, assieme a tutti i Camper Club e camperisti che vorranno partecipare, avrà un settore riservato dello stadio (2° anello) da cui poter assistere alla partita. L’incasso della vendita dei biglietti (costo euro 10) per i posti a noi riservati sarà utilizzato per acquistare attrezzature per il Consultorio sanitario dell’Ospedale di Vinnitsa, in Ucraina, destinazione di una delle prossime carovane di Arance di Natale.

Arance di Natale sarà quindi presente a questa manifestazione per poi, con i suoi camper, diventare l’ambasciatore dei protagonisti della “Partita del Cuore” nella volontà comune di fare qualcosa per questo paese dell’est europeo.

L’evento sarà trasmesso in diretta su RaiUno a partire dalle ore 20,45.

Per informazioni:
Cell. 0444611408 - 3483554002 (ore pasti e serali)
mail: livio.galliolo@arancedinatale.org

   
 

Comunicato stampa di casa della Cultura (Milano)
Nuovo servizio della Casa della Cultura di Milano: Conferenze, dibattiti, seminari, in rete

Sul sito www.casadellacultura.it
si inaugura un nuovo servizio.

Cliccando sulla sezione MULTIEDIA
, si potranno scegliere sia la sezione Registrazioni Audio sia la sezione Riprese Video.
Nella prima sezione, si avranno a disposizione le registrazioni audio di tutti gli incontri tenuti nella sede di via Borgogna 3 (attualmente sono archiviate le iniziative a partire dall’aprile 2005).
Nella seconda sezione, si troveranno anche le registrazioni in video (e in audio) di alcune iniziative recenti.

Questo servizio, fornito con la collaborazione della TV Internet Arcoiris.tv, permette di rendere disponibile in rete – quindi perennemente – l’archivio audio digitale del progetto politico-culturale della Casa della Cultura, e nel contempo consente di sperimentare l’effettiva fruibilità delle attività culturali più impegnative tramite TV Internet.

   
  ARCOIRIS trasmette anche sul satellite grazie a un accordo con TAXI CHANNEL

TUTTI I GIORNI dalle 23:00 alle 02:00
 
Come vederci:
Canale Sky: 863

Oppure:
Hotbird 6 - 13° est
FREQUENZA: 11.013
FEQ: 3/4
POLARIZZAZIONE: orizzontale
SYMBOL RATE: 27.500
   
  Cari amici,
vi trasmettiamo l'invito alla presentazione - martedì 7 giugno alle 18.30 alla libreria Hoepli di Milano - de "IL TESORO" di Franco Taviani: non solo un amico da sempre, ma il nostro primo "maestro", quello che "spingendoci" più di trent'anni fa sulla via del cinema, ha impresso alla nostra vita il corso che conoscete...
Saremo lieti di rivedervi in quella occasione, in cui si parlerà di quei sogni che danno un senso alla nostra realtà quotidiana.

Giovanna e Marco De Poli

Franco Brogi Taviani
Il tesoro

Martedì 7 giugno alle 18.30
presso la libreria Hoepli
Milano, via U.Hoepli 5

Interverranno:
Mario Monicelli
Marco Fabio Apolloni

sarà presente l’autore

Marsilio
www.iltesororomanzo.it




La Signoria Vostra è invitata

…difficile staccarsi dalle sue avventure, mirabolanti quanto forti…
…un italiano bellissimo, impeccabile e fluido, alto e intimo, creativo, pieno di invenzioni e neologismi, di complessa semplicità…
(Lietta Tornabuoni - La Stampa - 25 febbraio 2005)

Affreschi grotteschi, Veneri ignude, amorini, corridoi oscuri e un giardino lussureggiante come una giungla misteriosa. Nelle cantine di quel palazzo misterioso è stato massacrato dai Nazisti il notabile ebreo Pardo Vidas. E’ questo lo scenario in cui Guglielmo cresce, certo che fra quelle mura, protette dal fantasma di Pardo, vi sia nascosto un tesoro - come sostiene una diceria popolare ben radicata nel quartiere ebreo della cittadina (siamo nella provincia toscana). La crescita di Guglielmo va di pari passo con la ricerca del tesoro sulla cui mappa si sveleranno, a poco a poco, tutte le tappe della sua formazione: l’amore, la ribellione, il sesso, la paura, la violenza, il coraggio,  l’illusione…
Guglielmo si muove fra le cose della vita con tragicomica sventatezza, che prima ci tiene in ansia, ma poi ci fa sorridere e ridere.
   
  Ricordare Piazza della Loggia
un attentato che pose sotto attacco la "polis" democratica.
Piazza della Loggia: la strategia del terrore insanguina la partecipazione sociale e civile
 
Volevo dedicare questo mio intervento al ricordo di una ricorrenza che si celebrerà il prossimo 28 maggio: una ricorrenza triste, drammatica, quella, tristissima, di un fatto che ha insanguinato l'Italia, la democrazia, la nostra Repubblica fondata sulla Costituzione, il patrimonio culturale antifascista del nostro Paese, la cui identità democratica è nata dalla Resistenza contro l'oppressione nazifascista.


Il 28 maggio 1974 a Brescia, in Piazza della Loggia, scoppiò una bomba che provocò morti e feriti: un grosso boato, le urla, il sangue, l'invito del sindacalista che teneva il comizio a non disperdersi e a non farsi abbandonare al panico: l'attentato, infatti, avvenne proprio nel corso di un comizio sindacale operaio in Piazza
 Fu un attentato diverso dagli altri attentati terroristici che hanno sconvolto il Paese nel corso degli anni, dal 1969 al 1987 circa. Gli attentati hanno avuto come bersagli, o figure eminenti del mondo istituzionale, da Rumor a Moro a Ruffini, oppure erano architettati per incutere terrore nelle fila dei cittadini, detonando ordigni e mietendo vittime innocenti in una Banca, oppure davanti alla questura, oppure su un treno, su un aereo. Il terrore era finalizzato a minacciare la popolazione e a segnalargli che il pericolo per la sua vita era presente ovunque, in ogni luogo ; l'insicurezza instaurava un clima di totale smarrimento a livello personale e sociale, creando una situazione di incertezza e di impotenza nel programmare liberamente e autonomamente la propria vita, la propria mobilità, le proprie relazioni interpersonali.
L'attentato di Piazza della Loggia caricava di un elemento in più il crimine terroristico: attaccava la folla unita per rivendicare i propri diritti, le proprie istanze sociali, la propria emancipazione. Era, quello di quel giorno 28 maggio 1974, un momento di forte partecipazione democratica e popolare in un evento che univa i lavoratori in una rinnovata richiesta di diritti in una rinnovata coscienza collettiva , nella richiesta di migliori condizioni salariali.
Il terrore ha sconvolto questo momento di democrazia per imporre l’assoluto diniego, l’assoluta contrarieta’ a qualsiasi rivendicazione di progresso sociale che si esprimesse nella partecipazione politica e nell'organizzazione collettiva, strumenti di democrazia reale.
 La dimensione della famiglia, dell'ambito quotidiano personale, individuale, della cosidetta "oikos" lasciava il posto a un'altra vittima della furia terroristica: la dimensione della polis, dell'agorà, ossia di quella dimensione che viene considerata da Hannah Arendt in "Vita activa" come alta dimensione sociale e collettiva di forte unità all'insegna del cambiamento sociale e politico.
Il terrore colpiva il momento aggregativo dove l'uomo diventa uomo, dove il cittadino non delega qualcuno per rappresentarlo, ma diventa lui stesso protagonista attivo delle battaglie sociali e delle battaglie che possano apportare un miglioramento delle proprie condizioni vitali ed esistenziali, nel contesto generale e universale sociale e collettivo.


Il 28 maggio in quella mattinata primaverile c'erano molte persone, molti cittadini, molti lavoratori in Piazza della Loggia: c'era anche un'insegnante di liceo, Giulietta Banzi, il cui ricordo è contenuto nelle parole di un collega il quale parla di Giulietta come una lavoratrice che come tante e tanti altri presenti quel giorno, si impegnava e manifestava nel lungo percorso della emancipazione..Questo percorso fu tristemente insanguinato e violentemente fermato da un vile attentato terroristico di matrice neofascista, con la complicità di apparati segreti e militari dello stato.
Affermo questo in quanto, subito dopo la strage, i pompieri con gli idranti spazzarono via ogni "resto" tragico dell'efferato reato, eliminando, così, ogni possibile riferimento reale e visibile funzionale all'acquisizione di prove testimoniali utili nella ricerca della verita’ dei fatti.
Tutto questo sembrò preordinato ed è tristemente funzionale allo stato attuale del dibattimento procedimentale sul grave attentato: le varie istanze del procedimento hanno rilevato che non c'è nessun colpevole per questo fatto efferato!
Oggi si cerca di reperire altri capi di accusa ma, più il tempo scorre, maggiore è la probabilità che l'esito finale del procedimento si risolva con sentenza di non condanna dei responsabili.


L'oblio, l'assenza della memoria storica dei fatti, la mancanza di un ricordo condiviso, collettivo, congiurano tutti insieme a far sì che non ci siano le condizioni per fare giustizia, per rendere giustizia ai morti, alle loro famiglie, alla coscienza collettiva offesa.
Il vulnus che si aprirebbe con una sentenza che sancisse  l’impossibilità di fare giustizia sarebbe un ulteriore vulnus nella storia di questa nostra repubblica, oggi offesa da un revisionismo revanscista e da una mancanza di trasmissione dei valori ideali che sono patrimonio delle lotte sociali di decenni.
Il passato deve essere non solo dietro di noi ma ispirarci costantemente nel presente e per il futuro: dobbiamo fare in modo che  le future generazioni possano trarre da noi esempio per un futuro migliore.
Credo che la mancanza di chiarezza e di giustizia affossi vieppiù la volontà della nostra comunità di progredire, vanifichi la sua determinazione a far sì che  il passato non si ripeta nei suoi errori e fallimenti nelle nefandezze e nei crimini che sono stati commessi e che, se ripetuti, potrebbero portare nuove vittime e nuove sofferenze.


Piazza della Loggia 1974: siamo in piena epoca radical-movimentista, l'epoca che ha le sue radici nel movimento internazionale del 1968, dove pacifismo, rivendicazione dei diritti sociali, lotta contro le ingiustizie erano i moventi ideali e ideologici. Di questa stagione delle utopie positive, dell'immaginazione al potere, della cosiddetta rivoluzione culturale, del motto "la verità è rivoluzionaria", del realismo nella ricerca, che cosa rimane e rimarrà: i ricordi di diverse persone che hanno vissuto quella stagione, ma che hanno abbandonato ogni speranza di riscatto nel vedere la tragicità degli eventi alimentare la disillusione collettiva, disillusione per  l'impossibiltà della realizzazione dell'utopia. Quali i segni di oggi?.. avvento del capitalismo, avvento del neoliberismo, vittoria del libero mercato sulla politica, sulla partecipazione, impossibilità sociale di modificare l'esistente, nichilismo e istenzialista…
Ricordare per cercare la verità storica, ma anche per un impegno verso le classi sociali attuali meno abbienti e lavoratrici, verso i giovani, per favorire il passaggio di un testimone di un'utopia positiva che mai deve tramontare e che deve essere resistente di fronte a eventi che, dallo stragismo di Stato, dalla strategia del terrore al nichilismo storica e reazionario, all'avvento dell'individualismo e del familismo atomizzante, possano metterne in discussione e arenare ogni processo verso la vera libertà: quella collettiva.

Alessandro Rizzo
 

Brevi interviste proposte subito dopo la presentazione del progetto "Accademia della Pace", il giorno 13 maggio, allo Spazio Oberdan di Milano

a cura di Germana

Domande a MariaA Rita, della Scuola Erasmo da Rotterdam di Bollate (Milano)

Che impressione hai avuto?
Ottima, un ottimo valido progetto e penso che possa dare tanto..
Eravate stati preparati o avete conosciuto solo stamani il Progetto che è stata presentato dall’assessore Sandro Barzaghi?
Noi avevamo già  fatto un progetto con la nostra classe con la organizzazione  Save the Children per cui conoscevamo un po’ la tematica
Cosa ti ha colpito di più dell’incontro e di quanto hai ascoltato?
A me è piaciuta molto la spiegazione del prof dell’università Bicocca (prof Mantegazza)
Come hai vissuto il colpo di scena finale con la simulazione del suo arresto?
Male io ho preso proprio uno spavento!

Pensi che questo Progetto avrà seguito ? E, nella scuola ci sono molti professori che sono d’accordo con esso?
Si’ accettano di essere coinvolti in questa esperienza
Ti ringrazio, Maria Rita


Il parere di PITTAO ELISA della Scuola del CONSERVATORIO ‘GIUSEPPE VERDI’ DI MILANO

Cosa pensi del progetto illustrato stamani?
Molto bello ma penso che occorra fare un bel po’ di strada per riuscire a mettere d’accordo tutti..

Vi  avevano parlato del progetto a scuola, prima di oggi? o non ne sapevate?
Noi siamo arrivati qua un po’ impreparati perchè non avevamo molte informazioni su questa iniziativa che stavano lanciando  però comunque è stato interessante..hanno detto cose verissime cose giustissime assolutamente reali e contemporanee.. però ..non so come da parte della mia scuola verra’ accolta ;non so se si riuscirà veramente a riunire tutti, a trovarsi tutti insieme d’accordo, come diceva quella ragazza  in sala, quella che veniva da una scuola non di Milano..

Pero’ partecipando alla prevista assemblea del 26, dove ci si potrà scambiare idee, informalmente, sarà più facile..
Sì, lo spero

Una insegnante alla Scuola del CONSERVATORIO DI MILANO:  MANUELA MICELLI

Buongiorno!Volevo chiederLe che impressione ha avuto da  oggi…
Altissima!..Per tante ragioni insieme:  perchè c’è questa assunzione di responsabilità..  di centralità della importanza della educazione, da parte delle Istituzioni,  della importanza dei valori educativi che devono passare nelle scuole. Io credo che come insegnanti, molti, da sempre, cercano di fare qualcosa nel loro piccolo con maggiore o minore capacità..  ma se le iniziative sono dei singoli si fa fatica a farle vivere, a trasmettere qualcosa;  soprattutto, manca quel senso comune che poi passa tra i giovani che poi diventa forza collettiva nel momento in cui c’è una iniziativa che coagula tutte le energie insieme. Quindi,  questo,  secondo me, e la cosa più importante:  un momento di incontro che diventa proposizione di attività E’  bellissima questa cosa! Poi belli gli interventi e bella la modalità di gestione dell’ assemblea perchè questa novità che finalmente non si sentono discorsi noiosi ma c’è un po’ di animazione.. c’è lo piazzamento dovuto all’intervento imprevisto alla rottura emotiva che finalmente ci richiama l’attenzione!
 infatti io notavo la partecipazione degli studenti che e’ molto diversa da quella che mediamente hanno
Quando io vado ad una assemblea di studenti mediamente  trovo che i ragazzi non capiscono non seguono più,  sono distratti da altre cose, sono passivi.Qui,  stamattina, c’era una attenzione una partecipazione viva e loro capivano tutto ma capivano  perchè il linguaggio usato, le modalità comunicative e anche i contenuti dei discorsi erano tutti molto forti; quindi, io  credo che sia questa la chiave: dire le cose e sapere anche trovare il modo per dirle…!

Come ha conosciuto il Progetto?..
Io ho collaborato già, quest’anno, con la Provincia per il progetto sulla’Pedagogia della Resistenza’ e questo mi era piaciuto moltissimo e avevo notato come, dal niente, ci fosse stata questa capacità della Amministrazione provinciale di far vivere un lavoro nelle scuole.. che all’inizio era faticosissimo tirare su perché  non c’era nessuno che coordinasse.  Invece, un po’ alla volta, e’ cresciuto cresciuto cresciuto e, dalle prime riunioni,  dai primi incontri che avevano anche un pubblico scarso, poco alla volta la cosa è cresciuta e allora  ho trovato  che forse era la via giusta.

Sono molti i ragazzi che ritiene sensibili a questo tema, al tema della Pace, al Progetto presentato oggi? Uno studente poco fa diceva: e’ tutto molto bello ma non so quanto si riuscirà a realizzare, anche a come coordinarci..

E’ che oggi c’è un atteggiamento di sfiducia diffusa e tra i giovani l’atteggiamento di sfiducia la disillusione il ripiegamento su se stessi sono fortissimi e allora, riuscire a battere questo è difficile E’per questo che bisogna agire anche” sulla pancia”  secondo me.. Solo se agisci sulla pancia allora riesci ad attivare quella energia, quelle risorse che sono nei giovani.
 I giovani hanno delle  grandissime risorse ma non lo sanno più perchè la televisione ci ha reso tutti passivi  no?.. Quindi, bisognerà lavorare tantissimo, non sarà facile però io sono abbastanza ottimista cioè credo  che questo tipo di struttura che noi sentiamo  ci sostiene ci aiuterà a portare a termine positivamente queste cose e forse un pochino alla volta si potrà creare una svolta anche nella coscienza dei giovani, nella loro sensibilità. Il gruppo di studenti che ho portato con me  stamattina erano da un lato molto interessati molto colpiti e anche vogliosi  di fare qualcosa ma poi titubanti e dicevano: ma poi, rusciremo a fare’?...
Be’ vediamo!
C’e anche questa frammentazione di forze in cui tutti siamo calati ..

Certo

E invece con un aiuto cosi  consistente anche cosi’ familiare informale  nel modo di porsi.. questo fa sentire che non sei solo..E nella scuola ce ne e bisogno vero?!

EH SI’, certo!

Grazie, auguri!
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Michy Bosco dell'Associazione "OLTRE ONLUS"

Posso chiederti la tua opinione sulla giornata?
Scrivo per il sito di megachip e specificamente per mclombardia..
Io non sono studente
Io collaboro con la associazione e gruppo teatrale che ha messo in scena la drammatizzazione..

Ah si’! il gruppo “fare anima”|
molto interessante.. affascinante!
Mi interessa, anche se non sei studente, la tua impressione sull’incontro pubblico di oggi


Si’..Io penso che sia assolutamente il caso di fermare questa finta informazione; non c’è democrazia c’è un abisso che si viene a creare  tra istituzioni  e  cittadino: penso che sia stato coraggioso e che   debba fissarsi nella coscienza di tutti quello che ha detto Giulietto Chiesa per quanto riguarda la situazione mondiale, umana, il  fatto che l’uomo sta seguendo soltanto il profitto invertendo i ruoli e considerando la terra sua quando in realta’ è l’uomo che è della Terra.

Uno scenario inquietante per il futuro quello prospettato da Chiesa…e, purtroppo, reale e  realistico
..Una cosa che avrei voluto dire ma non c’era bisogno di aggiungere altra drammaticità..  era il fatto  ..  per esempio.. in Bolivia le multinazionali hanno comprato l’acqua e non danno da bere alla popolazione Cioe’ trattengono lo stipendio per scambiarlo con l’acqua
Questo fa molto male al nostro animo all’umanita’ intera.
stiamo mangiando il luogo che ci fa vivere…
Per quanto riguarda.. Mantegazza un discorso fantastico, dal punto di vista antropologico, filosofico: sulla non violenza è riuscit,o secondo me, a toccare i punti più profondi che fanno scattare la violenza: l’educazione, l’atteggiamento dei genitori . Poi ha spianato con le sue parole il discorso di Chiesa sulla informazione..

Grazie Micky

   
 

La Pace siamo noi: cronaca da una mattinata speciale, a Milano. 

Pensate che sia difficile, se non impossibile, ottenere l’assoluta attenzione – e il coinvolgimento – di qualche centinaio di studenti adolescenti e giovani in  una conferenza di quattro ore? Vi dovrete ricredere, dopo la prova data stamattina, alla grande assemblea intorno al progetto ‘Accademia della Pace’, a Milano. Se, tuttavia, voleste sperimentare la verità di quanto asserisco, dovrete avere l’accortezza di invitare conferenzieri come il prof. Mantegazza, l’assessore Barzaghi, il giornalista ed eurodeputato Giulietto Chiesa.. E non dovrete dimenticare di prendere in seria considerazione, nel programmare l’evento, la presenza del gruppo teatrale fare anima, che si appresti a simulare nientemeno che  un arresto in diretta di uno dei conferenzieri…!
Questo è avvenuto stamani , in un .esperimento di psicologia o psico-mozione di massa che ha dato un colpo di frusta ad una platea già sufficientemente motivata e tesa.
Bisognava essere lì…quando due individui coi capelli cortissimi e in abito scuro d’ordinanza sono saliti con piglio deciso sul palco e hanno squadernato sotto il naso del prof. Mantegazza un foglio la cui natura non sembrava - si e’ capito presto - consentire dubbi: una ingiunzione di fermo di polizia  Essere li’ e scrutare la reazione di Giulietto Chiesa, che era appena arrivato e sembrava diventato di ghiaccio..come tutti noi del resto. Essere lì e  assistere, poi,  alle prime esclamazioni dalla platea trasformatesi presto in grida, vedere il professore cercare di resistere all’imposizione,  chiedere spiegazioni che gli venivano negate dai ceffi sempre più perentori e quasi a contatto fisico con lui..fino al lasciarsi arrestare!
E poi..la sdrammatizzazione del tutto, la rivelazione che si trattava di uno scherzo: che tutto aveva provato, nel pubblico presente, il coinvolgimento attivo , la protesta spontanea..
A corollario di questa performance, che non mi sento di separare dall’evento principale: la presentazione di cosa è Accademia della Pace, cui stavamo assistendo, ma semmai a sottolinearlo in intensità, le parole di una donna tra il pubblico, che ha ricordato altre parole di un uomo famoso: ho visto arrestare ebrei e non ho detto nulla, ho visto trascinare via ingiustamente.. e non ho fatto nulla. Quando hanno portato via me, non c’era piu’ nessuno…
 Ho dato molto spazio a questi aspetti di ambiente(E, a proposito di ambiente e di qualita’ non posso non ricordare l’atteggiamento irritale dell’assessore alla Istruzione Barzaghi che, alla fine delle relazioni, porta in giro il microfono tra la gente della platea..).. ma mi sono sembrati altrettanto significativi che la qualità assoluta del progetto presentato stamani: creare nelle Scuole figure referenti della Pace, creare una rete di intenzioni, iniziative, azioni  atteggiamenti di Pace.

Pero’ a questo punto voglio dire con forza che: sarebbe far torto alle persone presenti , come alla importanza del progetto, voler attribuire solo alla perizia dei relatori e di quegli  attori il successo della convention e della proposta in essa veicolata. Infatti la proposta di Accademia della Pace ha portato alla Sala dello Spazio Oberdan, stamani, centinaia di giovani con i loro docenti e ve li ha portati gia’ motivati a quella proposta! Quel colpo di teatro e’ stato solo la riprova, l’esito direi.. di una tensione emotiva e di una attenzione assoluta alle parole che venivano ascoltate. E si è trattato di una performance, di un living theatre assolutamente coerenti al clima presente o meglio: forse non poteva, il clima che c’era in sala, che esprimersi  con quella reazione: di stupore, rabbia, ribellione …cio’ che si prova in sostanza, a sentir parlare di collasso di civiltà e di guerra infinita.

Per chi dice poi di non aspettarsi niente di buono dai soliti giovani d’oggi..((che poi siamo stati tutti giovani d’oggi e sarebbe ora di mettere in soffitta certi luoghi comuni verbali e non)))
..a lui dico che può fare autocritica ed io che, non di rado, discuto animatamente con chi dice che i giovani suddetti sono vuoti e immotivati e sostengo che non lo sarebbero affatto se si dessero loro motivazioni che siano tali..io personalmente sono sempre felice di rilevare che i giovani non deludono mai.

La parola pace è stata declinata molte volte e molte volte stamani: si è detto che la pace non è solo assenza di guerra; così come si e detto che la guerra non equivale a conflitto, che può e deve esistere, ma che il conflitto puo’ preludere o meno alla guerra, dipende da come lo si riconosce e gestisce: nelle relazioni più personali e in quelle sociali e tra i popoli. Si è detto che non è vero che la guerra deve essere per forza nel destino dell’uomo e che si puo’ cambiare mentalità e progetto per il futuro.
Ne va della nostra sopravvivenza come genere umano. Semplicemente e drammaticamente questo.

germana pisa
13 maggio 2005

   
  Resoconto di un’esperienza di Media Education che sta dando frutti positivi.

Da qualche anno in alcune scuole italiane è in corso di sperimentazione la Media Education. Il gruppo milanese di Megachip, accogliendo lo scorso autunno un invito da parte del Comune di Cinisello Balsamo, ha ideato, presentato e coordinato un progetto di educazione ai media in alcune scuole elementari e medie di Cinisello. Il tema scelto è stato il telegiornale: che cos’è, come è fatto, come si guarda, come progettare e produrne uno da sé. Insostituibile braccio operativo del progetto è stato il Centro Multimediale, gestito dal Comune stesso. Hanno partecipato sei classi, tra quinte elementari e prime medie, riunite in quattro gruppi omogenei.

La prima parte del progetto è consistita in alcuni interventi preparatori, rivolti sia agli insegnanti sia ai formatori del Centro Multimediale, nel corso dei quali sono state illustrate le motivazioni che raccomandano l’introduzione della media education nella scuola e, successivamente, è stata concordata la metodologia di lavoro e la scansione temporale dei temi da trattare negli interventi in classe. 

I laboratori, due ore alla settimana, hanno affrontato prima gli aspetti teorici e, in una seconda fase, quelli pratici della creazione di un vero e proprio TG degli alunni. Le riprese sono in fase di ultimazione in questi giorni e la prossima settimana sarà dedicata al montaggio, in modo da arrivare al 21 maggio con tutti i “TG dei bambini” pronti. Quel giorno infatti a Villa Ghirlanda, dalle 16 alle 19 ci sarà un grande
Medi@Festival nel corso del quale saranno presentati tutti i laboratori che sono stati proposti e svolti nelle scuole di Cinisello, da quelli sul fumetto a quelli sulla pubblicità, per finire con i TG.

Parallelamente all’attività con gli studenti, sono stati fatti anche degli incontri pomeridiani-serali ai quali sono stati invitati i genitori dei bambini che hanno partecipato ai laboratori e gli insegnanti delle scuole coinvolte. In questi incontri è stato prima proiettato il “backstage” del lavoro in classe e poi sono stati trattati vari temi, dall'analisi del linguaggio dell'immagine fissa, all'uso della fotografia nell'informazione giornalistica, alle esperienze di educazione ai media a livello internazionale. Gli incontri con docenti e genitori sono stati tenuti da Marco Grollo, Edward Rozzo e Marco Capovilla.

Il progetto si concluderà, sempre a Villa Ghirlanda a Cinisello Balsamo, con una serata di convegno scientifico aperto a tutti - lunedì 23 maggio alle ore 20.45 – dal titolo:
I MEDIA COME EDUCAZIONE ALLA DEMOCRAZIA E ALLA PARTECIPAZIONE SOCIALE
alla quale abbiamo invitato Giulietto Chiesa (europarlamentare e Presidente di Megachip), Ennio Remondino (giornalista Rai), Giovanni Cesareo (Politecnico di Milano), Fausto Colombo (Univ. Cattolica) e Paolo Ferri (Univ. Bicocca).

Marco Capovilla
   
 

Lettera invito per il 13 maggio al mondo della Scuola

29 aprile 2005
AI SIGG. DIRIGENTI SCOLASTICI
AI CONSIGLI DI ISTITUTO
106679/10344/00
AI COLLEGI DOCENTI
ISTITUTI ISTRUZIONE SUPERIORE
LORO SEDI

Oggetto: Progetto Accademia della Pace.
 
L’Assessorato all’Istruzione ed Edilizia Scolastica della Provincia di Milano invita le scuole che intendono organizzare nel corso del prossimo anno scolastico iniziative sul tema della pace e dei diritti umani a partecipare al seminario di presentazione del progetto “Accademia della Pace”, che si terrà venerdì 13 maggio 2005 dalle ore 9,30 alle ore 13,30 presso lo spazio Oberdan in via Vittorio Veneto 2, a Milano.
Invitiamo le scuole interessate ad individuare tra docenti e studenti i Referenti alla Pace che parteciperanno al seminario introduttivo e si faranno parte attiva nella costruzione dei progetti nella propria scuola.
Si prega di comunicare l’adesione a tale iniziativa tramite l’apposita scheda allegata, segnalando i nominativi ed i riferimenti per i contatti, agli uffici del Settore Istruzione della Provincia.

Giansandro Barzaghi
Assessore all’Istruzione ed Edilizia Scolastica

Per  informazioni: Andrea Savi tel. 02 77.40.48.62
Servizio:
Diritto allo studio e sostegno alla progettazione didattica della scuola
Responsabile: dott.ssa Gabriella Gera Tel. 02 77.40.46.15
Pratica trattata da: Giovanna Sabatino Tel. 02 77.40.47.40
Info:
iniziativescuole@provincia.milano.it

PROGETTO "ACCADEMIA DELLA PACE"

L’Accademia della Pace è un progetto della Provincia di Milano che intende coinvolgere studenti, professori, associazioni pacifiste in un rapporto di cooperazione e partecipazione attiva per portare dal prossimo anno scolastico all’interno delle scuole iniziative rivolte alla costruzione della pace e dei diritti umani. Motore del progetto saranno le scuole dell’autonomia scolastica, che in prima persona vogliono realizzare progetti di “educazione alla pace” all’interno delle proprie scuole, che potranno comprendere iniziative di dibattito, mostre, proiezioni, teatro e tutte le altre forme comunicative
che ciascuna scuola riterrà più idonee per costruire azioni di pace.

Le associazioni pacifiste, che hanno collaborato con l’Assessorato all’istruzione ed edilizia scolastica all’ideazione del progetto complessivo, forniranno un supporto alle scuole, mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie competenze, per la stesura e la realizzazione dei progetti nei propri istituti.
La Provincia avrà invece il ruolo di indicare l’indirizzo generale in un rapporto paritario con le scuole, di mettere in rete le esperienze che si svilupperanno, di garantire la continuità, il ritmo, la costanza del percorso e la sua generalizzazione.

Le scuole interessate indicheranno studenti e insegnanti che saranno i Referenti alla pace e che avranno il compito di costruire iniziative nella propria scuola coinvolgendo altri studenti, allacciando legami col territorio e gli enti locali, relazionandosi con le altre scuole, in uno scenario ampio di confronto ed elaborazione collettiva. Avranno inoltre il compito di allestire all’interno della propria scuola un “Presidio di Pace”, ovvero un punto di riferimento fisico che, in funzione delle energie disponibili, potrà variare dalla semplice bacheca fino all’aula attrezzata.
Avvalendosi del supporto delle associazioni, l’Accademia della Pace metterà sistematicamente a confronto le diverse esperienze dei Referenti alla pace, quale momento necessario di generalizzazione e di rielaborazione delle varie esperienze locali.

Ci auguriamo che la scuola diventi un luogo in cui nella quotidianità si viva l’esperienza di costruzione attiva della pace.
Informare è importante ma non è sufficiente, per diffondere una cultura di pace è necessario generare un cambiamento nelle coscienze, che può passare solo attraverso una concreta responsabilizzazione personale e collettiva.
E’ dunque importante riuscire a portare nelle scuole esperienze dirette, vissuti reali e testimonianze, per far sentire agli studenti che qualcosa di concreto si può e si deve fare, inviando aiuti, facendo gemellaggi, promuovendo scambi e comunicazione con le popolazioni colpite dalle guerre.

 

MERITIAMO UNA MILANO MIGLIORE
L'incontro del 24 maggio e il prossimo

 

 L'incontro del 24 maggio di Meritiamo Milano Migliore ha visto dialogare e confrontarsi insieme cittadini, associazioni, sindacati e partiti, vale a dire tutti quegli attori che possono ridisegnare il modo di far politica, a partire dalla questione centrale della rappresentanza politica e quindi della classe dirigente che sarà chiamata a governare la città di Milano per le prossime elezioni comunali.
Le numerose analisi presentante dai relatori e dagli ospiti sulla crisi della città di Milano, metafora della più generale crisi del paese, che va dagli aspetti economici e del lavoro ad un più profondo problema di ordine culturale e di difesa dei diritti (istruzione, ambiente, cittadinanza, beni immateriali e politiche pubbliche), hanno comunque posto in primo piano la necessità di definire un percorso condiviso ed aperto fra cittadini e partiti che apra spazi concreti di partecipazione, anche attraverso strumenti come le primarie.

E' necessario costruire, grazie al contributo dei molti saperi delle associazioni milanesi, il programma per il nuovo governo della città di Milano, ma da solo il programma non basta. Occorre anche ridurre il deficit di democrazia che sta alla base dell'attuale classe dirigente e nelle istituzioni. Una buona amministrazione è fatta da un buon programma e da buoni amministratori che sanno ricucire il rapporto fiduciario fra eletti ed elettori, a Milano è ora il momento di sperimentare una nuova politica.

Il prossimo appuntamento pubblico di MMM cui chiamiano a collaborare tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Milano è per lunedì 20 giugno ore 20.30, sempre a Milano presso l'Auditorium S. Carlo, corso Matteotti 14.
per
Meritiamo Milano Migliore
luca grippa
 

www.laretedeimovimenti.it/mmm
www.meritiamomilanomigliore.it

   
  Da un cittadino milanese riceviamo  questo invito, per il prossimo 24 maggio, invito che volentieri pubblichiamo:
[La redazione]


Meritiamo una Milano migliore

Un gruppo di cittadini, che non vivono di politica e non sono legati a partiti, vuole una Milano Migliore.
Le prossime elezioni comunali possono essere l'occasione per rilanciare la centralità delle istituzioni cittadine in modo da renderle capaci di risolvere i problemi reali superando il chiuso gioco dei partiti. La selezione dei candidati e la formulazione dei programmi non possono pi essere realizzate dai soli vertici dei partiti o da circoli ristretti.

Per spingere i partiti verso quel rinnovamento che da anni si invoca occorre un risveglio della società civile e la mobilitazione eccezionale dei milanesi di tutte le etnie e professioni.

Meritiamo Milano Migliore chiede che vengano utilizzati alcuni criteri nella scelta della nuova classe dirigente della città:
•    elezioni primarie per scegliere i candidati
•    incompatibilità dei mandati e separazione fra rappresentanza politica e istituzionale
•    parità di genere negli ambiti decisionali
•    ricambio dei consiglieri comunali
•    adozione di efficaci istituti di partecipazione dei cittadini all'amministrazione della città.

Meritiamo un sindaco e amministratori che non arrivino da equilibri di spartizione, ma siano persone capaci, scelte fra i cittadini.
Milano una città complessa. Solo un'amministrazione ispirata a questi criteri di democrazia preliminare può affrontare in modo adeguato i problemi e i temi che ci riguardano: dalla qualità della vita e dell'ambiente, alla mobilità, alla casa, alla cultura in una visione di area metropolitana che le consenta una crescita armoniosa.

I milanesi meritano una Milano Migliore, discutiamone insieme.

Convenzione dei milanesi
martedì 24 maggio 2005, ore 21
Auditorium San Carlo Corso Matteotti 14, Milano
Info: mmm@aspide.info
   
  L’APPELLO

AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
AI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO
AI GRUPPI PARLAMENTARI


Avvertiamo come imprescindibile esigenza democratica che la RAI sia un “SERVIZIO PUBBLICO” libero, autonomo e autorevole.

Gli attuali vertici, le ventilate ipotesi di privatizzazione, le censure, indicano invece tutt’altra concezione della più importante azienda di produzione culturale e di comunicazione del paese.

Il “SERVIZIO PUBBLICO RADIOTELEVISIVO” deve impegnarsi per:
·    Un’informazione libera, plurale e critica;
·    Una rappresentazione sempre più aderente alla complessa realtà del paese, che tenda a far conoscere  e non ad omologare e che abbia come finalità la crescita culturale e civile dei cittadini.


Rivolgiamo questa petizione al Presidente della Repubblica che, da garante della Costituzione (art.3 e art.21), ha fatto ripetutamente sentire la sua voce a difesa del “servizio pubblico”; ai Presidenti di Camera e Senato e ai Gruppi Parlamentari, perché si adoperino per l’autonomia e l’autorevolezza della RAI, per renderla un effettivo “servizio” per i cittadini.

I firmatari della presente petizione, nell’attesa che il Parlamento provveda a stabilire norme per un servizio pubblico radiotelevisivo libero e autonomo, per favorire un equilibrato e plurale mercato dell’etere, chiedono:

·    LE IMMEDIATE DIMISSIONI DEL DECAPITATO CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE E DEL DIRETTORE GENERALE.. Unico esempio di CDA in carica senza Presidente.
·    NO ALLA PRIVATIZZAZIONE. Il blocco di qualsiasi ipotesi d’alienazione del patrimonio RAI. Nessuna “privatizzazione”, poiché l’interesse di tutti i cittadini – finanziatori e fruitori del servizio – non può essere subordinato a quello di gruppi o potentati economici. Pieno utilizzo delle risorse interne: professionali, tecniche e strutturali.
·    BASTA CON LE CENSURE. La fine delle politiche discriminatorie. I cittadini non hanno bisogno di tutori o censori. Coloro che sono stati esclusi in base a pregiudizi politici devono poter tornare in RAI. Li hanno cacciati da casa nostra, come se fosse casa loro.

UNA” LIBERA RAI” – DI TUTTI – SENZA ALCUN PADRONE

UN SERVIZIO PER I CITTADINI E PER LA LORO  CULTURA

COMITATO PROMOTORE: ARCI Pessina “La Ginestra”, Le Girandole, Aprile, Articolo 21 Lombardia, Avvocati e Democrazia, Communitas 2002, ComunicheRAI, Il Gabbiano, Girotondi per Cernusco, Girotondi di Varese, Girotondi per la democrazia Milano, Megachip Lombardia, Miracolo a Milano, Opposizione Civile, OTM Osservatorio Trasporto Pubblico, l’Osservatorio per la difesa della Giustizia e dei Diritti, Il Parlamentino, Partecipiamo, Polis Onlus, RSU Rai Milano, SAI Sindacato Attori Italiani Milano, Teatro Officina……………. .
SOSTENITORI: Franca Rame, Dario Fo, Vincenzo Consolo, Nando dalla Chiesa,  Gianni D’Elia, Corrado Stajano, Marco Travaglio, Stefania Ariosto, Gianni Barbacetto, Maurizio Baruffi, Massimo De Vita, Antonio Di Pietro, Jole Garuti, Peter Gomez,  Mimmo Lombezzi, Pierfrancesco Majorino, Gianfranco Pagliarulo, Ottavia Piccolo, Lidia Ravera, Basilio Rizzo, Augusto Rocchi, Federico Sinicato, ARCI Provinciale Milano…………..

Si può firmare l’appello tutti i giorni fino al 20 maggio alla Tenda di Piazza Cordusio a Milano

04 maggio 2005
   
  Mercoledì 18 maggio 2005 - Inaugurazione ore 18,30

MOSTRA:
OMAGGIO A TIZIANO TERZANI, FOTOGRAFIE DI UN'AMICIZIA


Galleria Grazia Neri
- Milano, via Maroncelli 14

Saranno presenti:
ETTORE MO
VINCENZO COTTINELLI
ANGELA TERZANI STAUDE
 
La mostra rimane aperta dal 18 maggio al 10 giugno 2005

Info: 02/625.27.238
Ingresso libero
   
 

Un'altra Lombardia parte da Milano

Dalla Camera del Lavoro, Sala Di Vittorio, il progetto di "Un'altra Lombardia", prende le ali, giovedì 14 aprile,e pone le premesse per diventare un corpo organizzato di diverse realtà che propongono un'alternativa politico amministrativa possibile e realizzabile.

A introdurre il tema della serata è  Mario Agostinelli, neo eletto consigliere regionale di Rifondazione Comunista, ideatore del progetto: dalla proposta si passi auspicabilmente al dialogo e al confronto per precostruire un progetto veramente concreto e realizzabile.

E' significativo il luogo scelto per celebrare questo avvio di forte impronta sociale e politica: la Camera del Lavoro, la CGIL, da sempre Confederazione rappresentativa degli interessi dei lavoratori, della lotta per l'emancipazione e della politica per i salari, unico motore che possa garantire equilibrato progressivo sviluppo dell'economia e della ricchezza del paese e che nel Paese sostenga e diffonda la partecipazione ai propri destini.

Le presenze alla tavola rotonda sono molte e rappresentative di una Sinistra che desidera contare nella definizione di programmi, all'interno di una Unione che si ponga come reale alternativa al Centro Destra.
Questo è ottimo - avverte Agostinelli nella sua relazione - ma il risultato deve essere reso produttivo in senso politico e progettuale, affinchè il cambiamento si possa veramente realizzare.

Un'altra Lombardia si potrà avere partendo da Milano, dove, in occasione delle prossime elezioni,  la partita si giocherà tutta, senza il pregiudizio della sconfitta. I risultati sono stati buoni per il Centro sinistra, nella citta' di Milano alle recenti consultazioni regionali e non possono che essere preludio e stimolo per una campagna elettorale che parta già da adesso, da questo momento.

Da Milano città, l'auspicabile cambiamento nella gestione politico- amministrativa a livello comunale potrebbe dare un forte impulso al cambiamento possibile nel resto del Paese.

Sono presenti al convegno diverse espressioni del mondo associativo e partitico lombardo: le sigle, considera Agostinelli, devono convergere in modo unitario, pur senza smarrire la propria identità, in un unico spazio che sia  laboratorio politico per l'alternativa.

Partire dal locale per pensare al globale: è la finalità ribadita come propria da "Un'altra Lombardia". Nel locale è possibile potenziare quella cultura dei diritti, dell'emancipazione delle classi lavoratrici, della solidarietà, dell'integrazione sociale e dell'eguaglianza sostanziale, della Pace, della tolleranza, delle pari opportunità; è possibile  contaminare, in questo modo, il panorama nazionale e globale caratterizzato da  uno sviluppo iniquo, in un panorama dove forti corporazioni monetarie, finanziarie ed economiche, le lobby, le multinazionali, rappresentate nel Fondo Monetario e nella Banca Mondiale, nel WTO, dettano le regole soddisfacenti gli interessi di profitto, perpetrando lo sfruttamento delle risorse e l'arricchimento di pochi. La redistribuzione delle risorse e del reddito possono creare le condizioni di costruzione di un mondo diverso, che veda nella pace e nella solidarietà tra i popoli il presupposto della difesa dei diritti civili e dell'autodeterminazione politica.

Nel medesimo giorno del nostro incontro alla Camera del Lavoro, L'Unione ha costituito, con la prima riunione dei gruppi, le premesse per costruire - tutti insieme - una politica coordinata di opposizione, in Regione, a una Giunta di Centrodestra macchiata dal sospetto di malagestione affaristica e corporativa, oltre che dall'accusa di reati finanziari a livello internazionale: lo scandalo oil for food.

La Sinistra alternativa può pesare solamente se può unitariamente, nelle sue componenti, influire nelle scelte di coalizione con le sue proposte che si espressione di valori condivisi.

Le forze aderenti a Uniti nell'Ulivo non sono riuscite a prospettare, come era nel progetto iniziale, un Gruppo Unico in Regione: difficoltà interne e assestamenti di equilibri tra le diverse componenti hanno precluso il raggiungimento di questa finalità. Le forze della Sinistra in Regione non dovrebbero, d'altra parte, rappresentarsi come  un contenitore, una formula vuota e ciò non sarà perché le proposte alternative sono nella direzione di un cambiamento che preveda aspetti qualificanti, come:  lotta alla precarieta', la tassazione graduale in base al profitto e al reddito, servizi sociali  che siano erogati in modo uniforme, di qualità più elevata e nella misura necessaria per le esigenze della cittadinanza.

È necessario invertire la tendenza, aprire una stagione nuova, che vinca quella rassegnazione che ci vota alla sconfitta: con questo spirito chiediamo ai cittadini di aiutarci a realizzare un progetto politico solidale e democratico, capace di integrare efficienza e qualità della vita, crescita economica e diritti del lavoro, mobilità e sostenibilità ambientale, e dove la partecipazione di tutti non sia una parola vuota. E', questa, una fase di alta densità progettuale e Altra Lombardia se ne fa motore progettuale, nella prospettiva di una società diversa e altra, di una società di un domani prossimo in cui, innovazione si sposi con le conquiste sociali e civili di anni di lotte di resistenza e sindacali.

Alessandro Rizzo
04 maggio 2005

   
  ARCOIRIS Arcoiris da maggio sul satellite

Dal 1° maggio 2005 arcoiris trasmettera' anche sul satellite grazie a un accordo con taxi channel
Sito: www.arcoiris.tv



TUTTI I GIORNI DALLE 23:00 alle 02:00

 
Canale Sky: 863

Oppure: Hotbird - Eutelsat 13° est - frequenza 11.200 - fec 5/6 - polariz. verticale
 
   A  b o t t a   c a l d a
   
  Moneta verde. Uno scudo contro l'insipienza e la malafede.
   Si aggirano per le nostre contrade volti contraffatti da una mimica facciale imbronciata e irridente.Sempre oscuramente minacciosa !
L'unica eccezione fra di loro è quel qualcuno che quando interpellato non riesce a trattenere un ancor più equivoco, incontenibile, perdutamente ammiccante sorriso che sembra dire : "ah, finalmente adesso l'hai capita !"
"Adesso che il mio amico televisore mi ha ben fatto ministro di un'eversione istituzionale vieni pure a interpellarmi, a chiedere il mio parere !"
 
Promettono celodurismi dipinti di un verde insipiente e forsennato.
Hanno assistito come ministri del culto monetario distruttivo alla strage di una risorsa usata al contrario perchè operasse come un uragano.
Consigliano rimedi taumaturgici monetari ad un paese ormai avvinghiato da un gorgo economico -sociale, già di per sé vertiginoso .
 
 
L' operatore dedito alla consumazione del pasto caldo del commercio con l'estero sa che vale un principio : qualità e prezzo.
Sui mercati interni come su quelli internazionali.
Se poi vendi "all'estero", devi scegliere una moneta stabile nel tempo, perchè la dilazione di pagamento è anch'essa uno strumento del commercio.
 
E questo lo preferiscono entrambi, sia il compratore che il venditore. Perchè altrimenti, da quì alla conclusione dell'affare, con la riscossione del prezzo, la convenienza dell'acquisto e viceversa della vendita, potrebbe sfumare.
Altrimenti devi spendere energie e risorse economiche in complicati strumenti di copertura sui rischi delle fluttuazioni monetarie.
 
Quindi, anche se vendi da un paese che adotta la liretta, magari preferisci ugualmente  vendere in dollari o in euro. Una moneta forte e quindi stabile.
L'importante è la misura del prezzo, sia che tu la esprima in lire o in un'altra moneta.
Non è affatto vero che prima si vendesse all'estero in lire.
Poteva essere molto più affidabile vendere in dollari, perché moneta più stabile, più facilemente reperibile sui mercati finanziari.
L'importante era che il prezzo fosse buono.E la qualità migliore.
 
Ed ora ragioniamo in verde , col nostro famoso sorriso cosparso come cipria un po' sgretolata, fissamente, sulla nostra mimica facciale.
 
La teoria della doppia moneta promette l'ultimo assalto alla democrazia economica.
Ammesso che l'ormai non oscuro disegno delle P Numerate e Tesserate e quello convergente di Poteri Forti, che distribuiscono pozioni velenose per la struttura sociale, lo volessero mai consentire, si tratterebbe di dire al Paese del Potere Debole, perché incapace di reazioni referendarie, che la sua sottomissione è senza speranza.
 
Vediamo .
Una moneta interna. Per esempio: la lira, per gli scambi interni e un'altra moneta, per esempio l'euro, per gli scambi internazionali ?
Ma allora, se usiamo l'euro, la liretta come potrebbe giovare a promuovere la vendita sui mercati internazionali di  prodotti senza qualità, ma appetibili forse solo per il prezzo ?
E quale precipizio incontenibile si aprirebbe per i conti dello stato, denominato in lire ?
Quando i mercati finanziari  decretassero che il debito estero italiano, il famoso BOT, deve pagare il 25 % se vuole che qualcuno lo sottoscriva e rovesciando sui mercati finanziari il fiume di BOT già acquistati, ormai senza valore, peggio di quelli Argentini ? di un paese già rapinato da mille golpe pilotati ?
 
Allora viceversa : usiamo la liretta per vendere con profitto all'estero e l'euro per gli scambi interni ?
Ma allora queste povere massaie (la famosa casalinga, di Voghera mi pare) come farebbe a rimediare il  bilancio della quarta ed ora terza  e prossimamente seconda settimana del mese ?
E se questa poverina, dopo aver digiunato per due settimane e aver vagato a rischio della vita, per i marciapiedi da protesi d'anca, volesse mettere tutto il suo risparmio in euro per comprare i famosi BOt allo 0,000000000125 % , che vanno a ruba sui mercati finnaziari internazionali, a quale tasso di cambio tramuterebbe in lire la lauta rendita in euro dei BOT ?
Già oggi questa poverina fa fatica a comporre la lista della spesa con una sola moneta, oltretutto perversa e intrattabile !
Figuriamoci con due !
 
E allora , allez! con i consulenti ! Magari quell'impiegato dei Poteri Forti che le ha dato in passato tanti buoni consigli : Argentina, Cirio, Parmalat e banchette varie !

Avremo in borsa i derivati sulle due monete ? i futures e le scommesse sugli indici di borsa italiani moltiplicati per due ?
Uno che scommette ben su due diverse valute , euro e liretta, che la casalinga (di Voghera mi pare) arriva a mangiare solo la prima settimana e che per la seconda settimana dovrà trovare un ponticello più economico sotto cui riposare la stanchezza infinita dei calcoli della spesa ? E se volesse fare una gita sotto un ponte all'estero ?
 
E allora che fare ? Ormai arricchita non le resta che buttarsi da sotto il ponte anche lei a fare scommesse sui derivati !
Cioè vere e proprie scommesse finanziarie, questi famosi derivati.
Insomma un gran c....ino !

 
E là in fondo il miraggio !
L'impresa : quella che fa qualità e prezzo, in qualunque moneta !
Quella che evita di fare del commercio estero un' avventura finanziaria speculativa!
Che evita di usare monete instabili per coprirsi dai rischi di cambio.
Niente altro che un gioco d'azzardo non indispensabile per vendere i tuoi prodotti.
 
E chi fa festa, chi ti fa la festa , sono i famosi Poteri Forti con le commissioni e le spese.
E ancora prima , viene la qualità del tuo prodotto, che per essere preferito, non può essere identico a quello degli altri.
 
Ecco perché la funzione dell'impresa è quella di fare ricerca .
Ecco perché la funzione dell'impresa è quella di fare innovazione di prodotto per aumentare l'appetibilità.
E ancor più occorre l'innovazione di processo produttivo per incidere sull'economia del costo di produzione.
Ecco perché non è impresa e non sono imprenditori quelli che ottengono risultati finanziari, effimeri e temporanei da fusioni e porcherie che speculano solo sulla riduzione della forza lavoro, facendo strage di risorse umane e diminuendo la capacità di acquisto della cosiddetta domanda interna.
 
Poi i consumi scendono e non si vende più.
Ecco perchè l'impresa deve contare sul lavoro. Il lavoro capitale.
Ecco perché il lavoro deve trovarsi in tutto un altro rapporto esterno di mediazione col capitale, non corrotto e manipolato da Poteri Forti dissennati e senza controllo.
Contare cioè sul contributo di capitale apportato attraverso il risparmio della propria famiglia, adeguatamente tutelato.
 
Ecco perché il lavoro deve porsi in un altro rapporto interno col capitale d'impresa : farla finita con i 2 o 3 euro al mese in più o in meno, o con i 50 centesimi di mensa o di ora d'aria .
Puntare al coraggio della libertà di rischiare, anche di sbagliare, ma partecipando alle decisioni sulle scelte.
Partecipando con retribuzioni adeguate al rischio di  giocarsi nelle scelte.
Non ci sono maghi in circolazione ! Ci sono spesso speculatori.
 
E contro tutto questo ci deve essere la vera democrazia economica che non subisce il ricatto delle crisi indotte .
Quella del Potere Debole che riconosce le sue potenzialità e smentisce i suoi vassallagi, confortati spesso dal potere condizionante del confessionalismo di sostegno.
Delle recessioni volute per sottomettere il lavoro alla ipocrisia e alla malversazione del capitale senza contrappesi.

 
Rino Sanna

22 giugno 2005
 
   
   Il my day del Paese è iniziato...
 

 Il mondo della magistratura italiana si prepara DOMANI il 25 GIUGNO PROSSIMO a vivere il suo MAYDAY all'assemblea generale dell'Associazione nazionale magistrati che si terrà  a Roma nell'Aula Magna della Cassazione sabato  25 giugno 2005  alle ore 10.
 Provate a concentrarvi ed a riuscire a innorridire misurando la vostra impotenza con la lettura del documento da me proposto, sopra, oggi..pur in mancanza  del rispetto delle norme etiche e positive del rispetto della corrispondenza. L'emergenza è solo pari alla gravità.
 
Il mondo della magistratura italiana si prepara a difendere da sola uno dei cardini di uno dei tre poteri fondamentali dello Stato, in splendido isolamento dal resto paese, dimenticata dai mezzi d'informazione e soprattutto da questo popolo di minchioni, che già da sè si esautora oltrechè dall'esercizio del voto, conquistato con molte vite, anche dall'esercizio elementare di difendere in piazza le proprie garanzie istituzionali.
 
Il disastro è imminente e si completerà con il MAYDAY MAYDAY MAYDAY DEL REFERENDUM SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE...
 IL MAYDAY DEL PAESE ITALIA E' INIZIATO . IL CONTEGGIO DI UN TEMPO DRAMMATICO ANCHE.
SE E' VERO CHE IL TEMA DELLA PACE RIESCE A MUOVERE IL POPOLO ITALIANO,
 DEVE ESSERE CHIARO CHE QUESTO E' ANCHE IL MAYDAY DELLA PACE..........................

rino sanna
24 giugno 05

 
   RIFLESSIONI SUL REFERENDUM
 

 Il referendum sulla fecondazione assistita ha ottenuto il quoziente di partecipazione più basso nella storia del referendum medesimo.
La prima riflessione riguarda la probabilità o meno che adesso la legge  40 venga corretta
in parlamento. Malgrado  le considerazioni trasversali che convergono sulla esistenza di  talune aberrazioni nella legge stessa, e l'altissima percentuale di SI ai quesiti, la distanza tra elettori e legislatori è tale che sarà  ben difficile veder messa in calendario una discussione parlamentare sul tema, stanti anche le priorità che la situazione  economica richiede e che senza grande senso di responsabilità, da parte del Governo, sono state, fino ad ora, messe da parte.
La seconda riflessione  è su come siamo riusciti a rendere inutilizzabile, anzi,
fastidiosamente inviso,  un fondamentale strumento di democrazia diretta, che i nostri padri costituenti opportunamente previdero per consentire, in determinati casi, il ritorno della sovranità al popolo cui appartiene: è vero, infatti, che esso la esercita "nelle forme e nei limiti" etc. (art. 1 Cost.), ma lo strumento  referendario aveva appunto lo scopo di consentire  il controllo diretto da parte dell'elettorato, qualora  vi fosse fondato motivo di ritenere che i suoi rappresentanti, nelle istituzioni,  non ne avessero interpretato correttamente la volontà su rilevanti  questioni di principio.
Invece oggi  il referendum, agli occhi della stragrande maggioranza dei cittadini, è
diventato un fastidioso strumento, che incomoda gli elettori, per lo più in luminose e calde giornate estive, su questioni  incomprensibili ai più, e su cui gli elettori ritengono debbano discutere gli eletti in parlamento. Un appuntamento, insomma, da rifiutare "a prescindere".
Le domande che si pongono sono allora le seguenti:
- come valutare il contributo di altissime (ahimé!) personalità istituzionali, nonché di
parlamentari, i quali hanno concorso alla delegittimazione dell'istituto per sottrarre l'operato del legislatore al giudizio dei cittadini?
- cosa rispondere, da domani in poi, a quelli tra i soggetti sopra indicati che ad ogni
pié sospinto invocano, quale fonte della loro legittimazione, la sovranità popolare, e - al contrario - per delegittimare l'operato di altri poteri dello Stato la presunta non consonanza al "comune sentire del popolo"?
- perché non riconoscere che l'uso eccessivo di uno strumento così delicato richiede
una riflessione approfondita da parte di tutti ?
- non è forse ora di rivedere una normativa che richiede un quoziente di
partecipazione forse troppo elevato rispetto all'odierno "fisiologico" basso afflusso di votanti che caratterizza le moderne democrazie rappresentative?
Communitas 2002
15 giugno 2005

   
   L'otto per mille
 

 Impazza alla radio,oggi, la radio che ascolto io, ma suppongo impazzi dappertutto…impazza suadente e modulato nei toni e con suono d’organo e cori angelici che si intuiscono in sottofondo, lo spot della Chiesa Cattolica Romana che chiede l’obolo dell’otto per mille a cagione delle sue benemerenze. A me, pur cattolica, fa l’effetto, oggi, 13 giugno, di una carta vetrata che passa su di una ferita o di un motorino con la marmitta in orgasmo che mi martoria il cervello all’improvviso o di un punta che urla stridula su di una superficie..Non mi vengono altre similitudini ma la somma di questi tre malesseri di sicuro non eguaglia  il mio malessere di oggi, dopo il referendum ...
Sara’ tutta colpa della Chiesa, il risultato? Sara’, anche, che gli italiani non
rinunciano a partire per le vacanze, neanche se si tratta di rimandare di due giorni? Sara’ che la democrazia gli fa schifo?
Cosa bisogna proporre agli italiani per indurli a sollevare le chiappe dalla sedia o
dalla sdraio per andare a votare a un referendum? Quali quesiti.. Magari quale deve essere la destinazione di un nuovo stadio di calcio? ..o piuttosto chi deve essere il conduttore del prossimo Sanremo o di 'buona domenica?'.. o se sono favorevoli alla pizza margherita piuttosto che a quella siciliana?
E gli si deve spiegare che possono votare anche se la cosa non li riguarda
direttamente al momento..metti la fecondazione assistita ad esempio, ma che potrebbe riguardare un domani i loro figli ..Non  lo sanno? Se ne fregano?
E la la Chiesa Cattolica Romana, questa Chiesa ruina della democrazia.. pensa di
avere aumentato i suoi adepti dopo la sua chiassata anti referendum? E di aver mantenuto i fedeli di prima?
E Ruini sognera’ i fasti del papa re?
E dove vogliamo arrivare?..
A destinargli l’otto per mille no di certo, ma, a dire il vero, questo accadeva da un
po' di tempo, non sarebbe una novita'.
Pero', certo, oggi, questo tempismo, questa coincidenza di chiedere con
coro d'angeli l'obolo santo..Come stride, come centuplica la rabbia!...
germana pisa
14 giugno2005

   Lo scempio
 

 Lo scempio dichiarato e che ci viene scaraventato in faccia , ad ogni occasione, sulla intangibilità e onorabilità del diritto di voto sta diventando in questo paese un vero e proprio schifo istituzionale.Non ci sono dubbi. Viceversa questo cosiddetto parlamento è molto attivo nella legiferazione in materia di tutela all'evasione o all'elusione del sistema giudiziario e della sua applicazione elusiva nella pratica quotidiana dei comportamenti illeciti , delle vere e proprie truffe organizzate, legalizzate e codificate dal sistema.
La colpa è nostra e dei governi che abbiamo votato. Significa che il nostro sistema democratico non dispone di garanzie sufficienti, alla faccia della parità di diritto tra accusa e difesa.
Mi sembra che stiamo esagerando, passando ogni limite di decenza, nel momento in cui, senza che nessuno ci rimetta appunto neppure la faccia (e sarebbe troppo poco davvero!) veniamo insultati e giubilati come elettori e come votanti , nel pieno dell'esercizio del diritto democratico di rappresentanza e di manifestazione della volontà.
Alludo alle note vicende per le quali si presentano liste con le firme dei morti e si
ottiene il diritto di candidarsi, ovvero si fa tabula rasa della privacy e si invadono archivi sotto tutela, ovvero da ultimo si proclama nel pieno esercizio delle proprie funzioni di farsi beffa delle norme poste a presidio proprio del voto nel significato più profondo, più delicato e meritevole di tutela e di rispetto.
Dell'informazione o stampa ormai non vale neppure più la pena di parlare.
L'unica scelta che neppure ci appartiene è tra Petruccioli o minus.
Mi riferisco alle attività di banda orchestrata e organizzata che si agitano sul tema di questo referendum, su una legge più degna di un istituto di pena medioevale che di un paese civile.
Gli interventi sono quelli che invitano all'astensione. Non da parte mia , l'unico nessuno-imbecille che in fondo avrebbe diritto e titolo per farlo, ma da parte di parlamentari, delle due più alte cariche dello Stato, dopo il Presidente, e da parte della massima autorità religiosa legata da un patto esplicito con il nostro Ordinamento statuale.
 Mi riferisco alla mancata osservanza del criterio fondamentale per cui se un istituto referendario,addirittura per la sua validità, si basa sul quorum dei votanti, si faccia esplicitamente e dichiaratamente finta che il rigore del controllo sugli aventi diritto, sia un optional, come il volante o i freni o il motore su un autovettura.
 
Ma in questo caso però non possiamo dire che le leggi manchino.
In una normale applicazione del diritto positivo vigente essi sono puniti daTesto Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n 361--- tit VII
Art. 98  1. Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un
pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.ooo.ooo. .
Legge 25 maggio 1970, n. 352 Norme sui referendum
51. Le disposizioni penali, contenute nel Titolo VII del testo unico delle leggi per la elezione della Camera dei deputati, si applicano anche con riferimento alle disposizioni della presente legge.
Le sanzioni previste dagli articoli 96, 97 e 98 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti negli articoli stessi contemplati riguardino le firme per richiesta di referendum o per proposte di leggi, o o voti o astensioni di voto relativamente ai referendum disciplinati nei titoli I, II e III della presente legge.
Le sanzioni previste dall'articolo 103 del suddetto testo unico si applicano anche quando i fatti previsti nell'articolo medesimo riguardino espressioni di voto relative all'oggetto del referendum.
 Ma se la P DUE è ormai un fatto realizzato...
Dov'è che queste istituzioni così fraudolentemente rappresentate ci vogliono portare?
 Al disastro economico certamente, ormai lo sappiamo. E' assicurato e anche quello influisce a togliere indipendenza e democrazia.
Ma in più dove ? Alla guerra di religione degna solo delle oscurità tribali e medioevali ?
Penso che un ricorso alla Corte di Giustizia Europea dovrebbe sortire qualche effetto.
 Ma penso soprattutto che questo popolo imbelle dovrebbe scendere in piazza per gridare contro questo vizio ormai quotidiano e impunito di malmenare e di beffeggiare il nostro più sacrosanto diritto democratico:
quello di votare  e di imporre rispetto del diritto di voto , nel momento della sua espressione e nel momento successivo della sua pratica attuazione.
Questo è l'unico significato del voto in un paese del diritto.
Ma subito dopo dobbiamo noi candidarci come elettori, come quelli che pretendono dopo il voto di essere consultati continuativamente e periodicamente,tra un'elezione e la successiva , dai rappresentanti che abbiamo eletto e che evidentemente non possiamo lasciare da soli a decidere della nostra sorte
 Vi invito anche  a leggere il magnifico articolo di Jole Garuti su web magazine
http://www.wema.com/art.asp?id=1866
e per coloro che assistono ai seggi, i consigli pratici di
http://www.uaar.it/documenti/archivio/archivio2001/2001-05-27a.html
 
Rino Sanna
 

 

   Lettera aperta a...
 

San Paolo - All’Amministratore Delegato
Piazza San Carlo 156 -10121 Torino

San Paolo - Al direttore Filiale 23
Via Mantova ang. Isonzo- 20100 Milano

e  p. c.  Al Direttore de Il Sole 24 Ore
Via Monte Rosa 91 -20149 Milano

Milano, Italia, 3 giugno anno di grazia economico-sociale,secondo i presidenti,   2005.
 

  Oggetto : tutela del risparmio. Capitalismo , società imbelle dei poteri forti.
               Io fuggo io scappo a gambe levate , ma dove ? nei paesi 
               comunisti?...
  Inseguito e braccato da un abbraccio  vampiresco, a lungo andare mortale, dopo decenni di onorato servizio, con il vostro benservito, io benemerito cliente , io scappo, io fuggo. Ma dove ? 
Deposito titoli contenente un solo titolo : 26.000 Obbligazioni Parmalat Finance , assistite dalla garanzia di Parmalat s.p.a., in regime dichiarativo. Nel senso che è dichiarato che voi non avete nulla da fare ! Valore prestato 50 milioni, valore restituito 0,00000000000000000000000000001. Attività di gestione del deposito assolutamente inesistente per vincolo di indisponibilità del titolo disposta dalla procedura fallimentare. SIC!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Libretto di risparmio collegato : nessuna attività, tranne  5 addebiti trimestrali di euro 21,19 al trimestre per complessivi euro 105,95 ( 13 di tenuta deposito- 4,26 di imposta di bollo- 1,80 di spese, per ogni trimestre). SIC !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Dopo decenni di onorato servizio il vostro umile servitore-cliente se ne va , ormai troppo tardi, a gambe levate. Eppure l’avevate capito ! I clienti sono più appetibili dei dipendenti (parola standard)   Questi li dovete pagare , i primi invece vi pagano loro ! E lautamente ! anche indebitamente !
E pertanto dopo decenni di puntuale soddisfacimento delle vostre ragioni di credito, portatore di un bidone spietato , il vostro fedele diretto collaboratore nella costruzione del vostro pane quotidiano rivolto alla tutela del risparmio (mai prima come sopra rappresentata) nel vostro inesorabile percorso via via , da Banca di Legnano, a Banco Lariano, su ,su, fino a Istituto San Paolo, ( i santi, a partire dai bisognosi del 1563, se Dio vuole non mancano mai !)  io vi ho umilmente accompagnato e servito, perfino nella mia attività professionale.
E adesso basta ! Me ne vado tutto rosicchiato (meglio che eroso) come da inqualificabili roditori, il più lontano possibile. Adesso sarete portatori del consenso al concordato fallimentare per Tanzi e soci, per diminuire un eventuale gravame , certamente neppure ipotizzabile, di una responsabilità. Concordiamo cosa ? Che voi e loro non ci rimettete una lira ?
Io voterò contro !!!!!!!!! 26.000 miliardi di buco ! Una finanziaria spalmata ancora sulla testa dei creduloni ! Una salvaguardia del lavoro in Parmalat o un attenuante delle responsabilità ?
Nella mia personale accezione, certamente diversa ed opposta al contesto normativo di questo onorevole paese, si chiama appropriazione. Avendo provveduto io personalmente alla domanda di insinuazione al passivo , onorandomi di non far parte del Comitato Creditori Parmalat da voi costituito generosamente a vostre spese, mi domando quale indaffarato sommesso encomiabile lavoro vi abbia assorbito nel tenere la memoria operativa, sul mio conto deposito, del mio eclatante bidone.
Ma così è . Prima di una novella Argentina annunciata da sguaiate inascoltate fanfare, io riconosco gli splendidi collaboratori di una intrapresa nazionale , evidentemente disconosciuta.
 Al direttore del Sole 24ore, del maggiore quotidiano economico nazionale ricordo che qualche anno fa io fui sulle pagine di questo giornale, per aver fotografato il toro di Wall Street in occasione di un viaggio premio, vinto conquistando il primo posto in un concorso indetto dal giornale. 
 Pensi direttore, in un periodo in cui fare previsioni economiche sui parametri dell’economia europea equivaleva a giocarsi la sottana, io , inarrivabile sibilla, vinsi il primo premio !
 Ma evidentemente neppure la lettura degli astri può bastare in Italia a tenersi indenne dal concerto nazionale organizzato , per la distruzione del risparmio e dell’economia nazionale.
 Io farò tesoro e debita propaganda , perché cresca nella benemerita patria del diritto, il popolo dei clienti fedeli , salvaguardati e difesi dalla legge, umili servitori fino alla pensione e oltre,  dei cosiddetti Istituti di garanzia e difesa del risparmio delle famiglie.
 Noi pazienti succubi delle regole statuali che assegnano ai controllati la scelta e il pagamento dei propri controllori e certificatori della propria disonestà/onestà e trasparenza/mistificazione.
 Ma quale società, quale politica ? Quale storia ? Quale democrazia ? Quale pace ?
 Ma quale imperscrutabile disegno , quale pozione avvelenata, quale tavoletta delle tre carte , quale fascino agghiacciante di magia e di potere occulto, quale accolita di sedicenti giornalisti , formatori e pedagoghi accompagna l’incidere storico e inesorabile della ferraglia cialtrona degli eserciti di  questo medioevo senza fine della democrazia?
 Quale torpore della morte civile e sociale continuerà ad accompagnarci, popoli di servitori senza coglioni , verso il baratro ripetuto  e periodico dei disastri bellicosi delle economie  e delle società?
 Questi progetti di declino voluto e indotto, dove unicamente si salva e si perpetua il vassallaggio del lavoro a beneficio della gloria e dell’accumulazione del capitale giocato sulle roulette sicuramente spericolate dei cosiddetti mercati e delle milizie schierate degli eserciti ?
 Chi riuscirà a far crescere la consapevolezza delle genti al loro diritto di autodeterminare la loro crescita equilibrata con la conservazione della specie e della terra, unica risorsa non infinita, come la pazienza di pennuti, crocifissi in una tragica ipnosi ?
 Il denaro come strumento di scambio della creatività dei popoli, e non come presidio alla conservazione dei privilegi e alla perpetuazione dello sfruttamento.
Non c’è bisogno di tornare al baratto.
 Qualcuno racconti finalmente alla gente una storia del futuro diversa , dove i servipastori del Padre Padrone di Gavino Ledda, maestri d’arte e i loro pubblicitari con il marchio della serenità, abbiano diritto di chiedere in prestito il risparmio delle famiglie, per intraprendere il loro mestiere di offrire latticini e formaggi non avvelenati, senza bisogno di annullare le loro competenze e il loro destino nella mani inaffidabili di sedicenti millantatori imprenditori di smanie di truffa e di potere.
 Non sono gli strumenti che difettano, è la consapevolezza di non aver bisogno di parassiti.
E’ il presidio di un amministratore pubblico cresciuto alla scuola della soddisfazione dei bisogni, dell’equilibrio dello sviluppo, della celebrazione dell’equità, della mortificazione delle prepotenze, della garanzia di una costituzione universale della solidarietà e della pace.
 Democrazia è cancellare il sortilegio dei poteri forti, è scolpire nell’indipendenza economica delle solidarietà la bellezza della soddisfazione dei bisogni e lo sviluppo critico delle ragioni e delle conoscenze.
Cerchiamo il Cicerone sconosciuto che scopra finalmente il vero Catilina di un novello “ quousque tandem Catilina  NOI TI CONSENTIREMO abutere patientia nostra  ?”

 
R.  Sanna
 
 

da Repubblica 15 maggio 2005

LA PROTESTA
 
In piazzale Accursio l´iniziativa dei residenti che hanno sfidato anche la pioggia
 
In girotondo per salvare gli alberi
 


Un girotondo per difendere gli alberi di piazzale Accursio. Sono arrivati con i cartelli che hanno stampato in questi mesi, con i volantini e gli appelli da inviare a Palazzo Marino. E, nonostante la pioggia, hanno circondato le loro piante, il verde di quartiere che vogliono salvare dalla minaccia di un parcheggio sotterraneo.
Sofore, rubinie, un grande cedro. Tutti con una storia, per gli abitanti che si sono riuniti in un comitato. E ora anche con un nome. Perché subito dopo essersi presi per mano per circondarli, i residenti hanno deciso di adottare i loro alberi. Con un´asta, organizzata per decidere come chiamare ciascuna pianta. «Costruire quei box - protestano quelli del comitato - non solo ci priverebbe del verde, ma trasformerebbe per quattro anni la nostra zona in un incubo». Per il consigliere dei Verdi, Maurizio Baruffi, una possibilità alternativa c´è: «Costruire il posteggio dall´altra parte della piazza risparmiando molti alberi, salvando il campo giochi per bambini e evitando agli abitanti quattro anni di polveri e disagi».

   
 

Due NO

Leggiamo nelle prime cronache on line di inizio settimana le storie di due NO..uno singolo ed uno collettivo..
C'e' - da un lato - la imprenditrice di cui si sono perse le tracce da una settimana e di cui si teme il sequestro e che invece si scopre essersi rifugiata al mare staccando il cellulare e rimuovendo la sim card..Non solo. anche dormendo in auto sulla spiaggia.

Dall'altro lato, cronaca infinitamente piu' tesa e foriera di un diluvio di articoli ed analisi, c'è un NO grosso come..la Francia, ma forse dire Francia è riduttivo, anzi sicuramente..

A inizio settimana, leggendo, vediamo due esempi di ribellione: di ribellione si tratta a mio parere, almeno a giudicare dalla prima impressione..(potrò fare ammenda) nel caso della imprenditrice che pare abbia -come si dice, per una volta in termine non allusivo alla morte - staccato la spina: dello stress, dell'essere, dell'apparire, della corsa, della routine, del dover essere, della competizione?...e chi piu' ne ha piu' ne metta.

Dall'altro versante, la Francia: che ancora una volta ci sorprende e ci fa luce: no a Bolkenstein, no all'Europa solo del denaro e del profitto, no all'Europa della precarietà e poi aggiungo: dei ghetti per migranti, dell'ingiustizia sociale, di una Costituzione che non nasce dal popolo ma che è stata costruita dall'alto e in cui non si legge nulla che possa far pensare ad un'Europa futura diversa e piu' giusta...

gepi

 
  Costituzione Europea: come 2 più 2 non fa quattro

Una accademia della pace di una società responsabile europea che  ha bisogno di trovare la mediazione trasparente tra capitale e lavoro, per evitare che la costituzione europea , la costituzione del mondo, veda la sinistra votare contro e la destra votare a favore.
 
Effettivamente in Italia ci sono ancora gli anticomunisti viscerali.
Ma non crediamo alle apparenze.
..Gli anticomunisti residui
non sono quelli che così si dichiarano.
Perchè per costoro anche l'anticomunismo è una finzione di potere.
 
Fingono su tutto come finge colui che mercifica tutto. Anche la vendita di balle è un commercio. Per comprare potere.
Il potere di fingere anche sui valori come sui bisogni. Per farne oggetto di commercio.
Commercio per il potere.
 
Gli anticomunisti veri,- veri malati sociali,- sono quelli che non lo dicono. Ma che ci credono.
Come credono ancora
che il comunismo si sia mai potuto materializzare storicamente in qualche forma o rappresentazione sociale. Men che meno l'orrido dei regimi totalitari , che si sono involuti fino ad esplodere addirittura dall'interno.
Il mondo esterno ha funzionato solo come catalizzatore all'implosione dei regimi della dittatura comunista; comunista solo di nome.
Questi fideisti di un comunismo incarnabile in sembianze del vissuto socio-economico, ne hanno perciò paura.
Come si temono i demoni e le presenze ossessive.
 
Ed è per questo
che il senso di segreto tormento è di fatto inconfessabile.
Costoro si aggirano nell'area della sedicente sinistra italiana, e non solo. Nell'area del centro sinistra. Del centro. Del centro destra-sinistra. E via di seguito.
Ecco perchè si manifestano con esplosioni improvvise e non più contenibili, di ribellione ad un percorso di costruzione di un futuro sociale ed economico, invece percorribile per questo paese.
 
Non bastano
i risultati conseguiti anche soltanto qualche giorno prima, che gli raccontano che "l'azzardo di condividere anche una sola ipotesi con la sinistra radicale"  (quella appunto così camuffata nel nome , "ma che è comunista") potrebbe portarli ad ottenere il consenso elettorale vincente.
Non basta.
Il demone comunista si impadronisce della loro serenità. Non è che temano una minaccia per il loro stato economico consolidato! Ma no. Dicono : "Ma che c'entrano i soldi ?"
 
Loro sono di sinistra, per una società solidale e non per il liberismo individualista. Anzi raccolgono transfughi ! Dal pensiero privatizzante al pensiero solidale!
Pare cha anche il capo dei transfughi , ormai sull'orlo dell'abisso, stia trattando il riciclo.
 
E poi vanno in Europa. A rappresentarci. Ed anche lì si dibattono nello stesso dilemma e mentre quì fanno le bizze e fanno esplodere in un soffio , come petali al vento di candide margherite, mesi di composizione difficile e articolata, lì prendono posizione al centro-sinistra, no al centro, no al centro-destra.E via di seguito.
E cominciano a non avere più chiarissimo cosa devono fare.
 
Questo pur di non prendere consapevolezza che la storia cammina.
Che il pensiero del liberismo sfrenato è finito. Perchè non è più funzionale neppure a se stesso.
Facciamo un esempio. Supponiamo che un provvido imprenditore abbia assoldato il proprio dipendente e che gli abbia fornito i mezzi per ricomprare i prodotti che l'impresa dei due realizza.
 
Allora due soggetti d'impresa e due soggetti sociali. Uno trae vantaggio dal possesso del capitale, l'altro trae risorse vitali cedendo lavoro.
Entrambi perpetuano la razza, come si dice. Ma se il primo, diciamo forte del suo "prestigio", diciamo intraprendente, non reinveste nell'impresa il maggior profitto e continua a sottrarre risorse da destinare al patrimonio personale, alla lunga quell'intrapresa potrebbe languire.
 
Anche se dovesse accumulare grandi quantità di denaro e di potere, alla lunga non saranno i suoi consumi a sviluppare la società duale.
 A maggior ragione languiranno i consumi e quindi i profitti dell'intrapresa: se progressivamente e relativamente diminuirà il corrispettivo riconosciuto al dipendente del lavoro.
 
Costui, soggetto dipendente, deve rispettare la sua malasorte. Salvo due condizioni. La prima di dover essere capace oltrechè di consumare , anche di risparmiare. Perchè ? Ma perchè rinviando al futuro appagamenti procrastinabili, potrebbe trovarsi risorse di capitale da investire.
Il secondo handi cap che deve superare è quello della dipendenza concettuale, diciamo virtuale.
Quello di ritenersi incapace di supplire alla mancanza non del capitale ma del capitalista.
 
Deve capire che alla lunga è diventato più bravo. Forse gli manca un pò di pelo. Ma come potrebbe speculare su se stesso ?
L'importante è che capisca che quella volontà di intraprendere deve essere la sua : perchè per lui non si tratta di un gioco torbido, ma è una necessita di vita.
Capire che quel risparmio accumulato con rinuncie e sacrifici deve rimanere suo , soggetto alle sue decisioni.
ALLORA SI' : L'ALGORITMO FUNZIONERA' . DUE FARA' ANCORA QUATTRO E ANCHE DI PIU'
 
E se in un contesto rinnovato, se IMPROVVISAMENTE i capitalisti per nascita e per carriera dovessero reimmettere al gioco sociale tutte le risorse che hanno distratto dalle intraprese e accumulato in patrimoni personali, alla ripresa mancherebbe forse il capitale ?
No certo !

 
Ma alla ripresa del gioco al massacro, mancherebbe certamente un dipendente con spirito di imprenditore e quindi non più dipendente.
 
Non saranno sindacati  a vocazione padronale a guidare questa rivoluzione pacifica.
Sarà un concerto sociale consapevole, desideroso di vincere la sua malattia cronica.
Una società davvero dell'Accademia della Pace, come quella che si potrebbe sognare possa sgorgare da iniziative come quella sotto gli auspici della Provincia di Milano, della scuola e delle associazioni.
Vuoi vedere ? a chi può far paura un progetto come questo ? magari a chi si intende di comunioni e liberazioni, diciamo così secondo prassi e consuetudine ?
Quelli con le loro ossessioni di comunismo ?
 
Un concerto di legislatori capaci di concepire e disegnare i programmi della scuola della consapevolezza.
Capaci di cancellare gli strumenti della  circuizione del risparmiatore , depredato da delinquenti che praticano il furto con destrezza.
Capaci di assicurare il funzionamento dell'amministrazione della giustizia. L'unica vera, quella tempestiva.
Quella che salvaguarda , certo i diritti della difesa pari a quelli dell'accusa.
Ma che impedisce l'elusione del principio della buona fede.
 
Capaci di conservare intatto, fino al suo deposito ai piedi della società in attesa quotidiana, il messaggio puntuale trasparente e veritiero di un'informazione genuina , non travestita da pagliaccio e da imbonitore.
Un concerto dove la politica cerca il consenso della partecipazione continuativa e periodica dei  propri elettori alla funzione sostanziale del controllo democratico.
 
Un concerto dove la solidarietà non è una mistificazione, ma serve a salvaguardare i beni primari proprio dall'accanimento della privatizzazione e della speculazione.
Questa la prossima rivoluzione necessaria, prima che il mondo perisca di nuovo sotto la spinta di una volontà di guerra, che in una nuova immane tragedia nasconde i non-diritti alla perpetuazione di un gioco al massacro, per il trionfo macabro di liberismi talmente forsennati da essere persino e appunto autodistruttivi.
 
Questo per permettere a mondi nuovi di federazioni di pace, come potrebbe essere l'Europa, di condurre processi attenti di conversione verso l'unificazione.
Unificazione di mondi e di sistemi economici, che il trucco storicamente perpetuato del capitalismo ha tenuto talmente distanti e diversi che immaginare la loro fusione sic et simpliciter non può che essere devastante.
 
Solo un progetto di avvicinamento pilotato, trasparente e progressivo può consentire che i sistemi sociali si avvicinino e convergano.
Ma se la società non è vigile e non vuole essere consapevole , per essere forte a sufficienza, ancora una volta il gioco delle tre tavolette avrà la meglio.
Perchè il mondo abbia la peggio. E qualcuno continui a ritenersi legittimato ad accumulare  capitali di profitti e di guerra.
 
La distruzione per la ricostruzione, se è vero che sia un volano, può essere anche realizzata quotidianamente senza cadaveri.
La nuova rivoluzione porterà una nuova speranza.
Quella di vedere che le matematiche complesse seguono leggi trasparenti : che due+due fa quattro e al massimo anche qualcosa di più.
 
Che una Costituzione europea non stravolge pensieri e volontà.
Pensate. Oggi , rebus sic stantibus,  per il SI alla Costituzione  votano gli interessi costituiti di coloro che hanno sempre pensato al divide et impera. Che al massimo hanno ritenuto conveniente nutrire nazionalismi anche esasperati.
Che si aspettano di trarre da ostilità, conflitti, confusione e degrado nuovi spunti di sfruttamento.
 
Per il NO alla Costituzione europea votano coloro che hanno davvero una vocazione di pace. Una vocazione sincera all'apertura verso comunicazioni e vincoli di appartenenza allargati fino all'universale.
 
Se questa matematica è stata travolta è perchè qualcuno, cresciuto proprio fuori misura nel potere di ricattare, ha imposto di giocare della carte sporche e qualcun altro , non potendo rinunciare ad un progetto di sviluppo allargato ,- nella speranza che i singoli contesti in declino potessero immaginare una ripresa,- ha dovuto subire di vedere mortificati principi economici che consigliavano progetti pilotati.
 
La realtà imponeva di ricordare che negli strumenti a disposizione nulla era vergine , ma tutto era già stato trafitto da brividi di speculazione e di accaparramento.
E dappertutto in misura diversa.
Che l'ipocrisia delle differenze era funzionale allo sfruttamento.
 
La rivoluzione della presenza individuale e della consapevolezza richiede di partecipare ad un progetto ambizioso : quello della mediazione vera tra capitale e lavoro.
Il lavoro va liberato dalla sua impotenza di vivere.
La libertà di rischiare è la libertà di vivere.

 
Anche respirare al primo vagito assomiglia quasi ad uno spasmo. M il suo effetto è portatore della speranza di vivere.
Non è vero. Non saremo tutti imbianchini e idraulici. Nel senso che questi saranno nel numero sufficiente.
Gli altri saranno uomini liberi di intraprendere insieme , senza concedere a nessuno di tradire la loro fiducia.
Loro saranno l'impresa del futuro calibrata nell'ambito di sistemi economici di cui favorire un'evoluzione e una convergenza possibile. Se lo vorranno.
Questo è il compito attuale, addirittura in grande ritardo, della classe dirigente di un mondo in pericolo di vita.
Ovvero di morte, che è un po' lo stesso.

rino sanna
   
 

Cicoria

TU CICCIOBELLO, DETTO “CICORIONE”,
TU CHE ALLA DESTRA OFFRISTI L ‘INSALATA
D’ UNA SINISTRA FRATTA E FRANTUMATA
TU SURROGATO DELL’ OPPOSIZIONE 

VANITOSO RADICCHIO,
TROPPO INNAFFIATO DALLA TELEVISIONE

TU LIQUIDASTI IN UN SOL DI’ L’UNIONE
PER PRIMEGGIARE IN UN ALTRO GOVERNICCHIO

DICON DI TE CHE SEI DEPURATIVO
AMARICANTE, DIURETICO PER CERTO SEDATIVO

MA DISTILLANDO CICUTA A “MORTADELLA”
CON LA FACCIA PENSOSA E GIA’ABBRONZATA
PRECIPITASTI TUTTI NOI IN PADELLA
RISUSCITANDO LA DESTRA SMANDRAPPATA

E OR LA SINISTRA GRAZIE ALLA TUA BORIA
PER ANNI MANGERA’ PANE E CICORIA !

Mimmo Lombezzi

     
    La natura della cicoria

In questi giorni drammatici, sono andata a cercare sul libro delle erbe la parola cicoria ed ho letto avidamente le sue caratteristiche, per farmi una ragione…Mi pare di avere appurato,anzitutto, che si chiama anche centaurèa ma con i libri di erbe e rimedi naturali ci si confonde a volte, tale è la profusione di piante che la Natura ci offre!
..Comunque.. Tale centaurèa "è efficace contro i dolori di stomaco e la stitichezza…”('Guarire con le erbe' Oscar Mondatori, serie Supermanuali - autrice Suor Bernardina, edizione 1993)
Non so se il particolare del doppio nome dell’erba sia noto a Francesco il Bello, che ha nominato tout court la parola cicoria e solo quella; comunque, leggo nel manuale che “cicoria selvatica o ‘barba di frate’ è una composita; pianta perenne, ama i terreni calcarei e sabbiosi…”
Ma soprattutto leggo: “questa pianta medicinale dalle virtù notevoli è consigliata contro le affezioni epatiche e biliari..”
Quindi il bel Francesco, che si e nutrito intensivamente di questa pianta per almeno due anni, ha introiettato, senza saperlo, una sorgente di benessere e le sue lagnanze non hanno ragione di essere.
Ma i casi sono due: ha lasciato credere di avere avuto danni fisici con l’assunzione della centaurèa suddetta e ha bleffato o ha parlato per pura ignoranza. E c’è una terza possibilità: che abbia mandato un messaggio trasversale..(così si chiama) al suo momentaneo rivale di bolognese lignaggio, invitandolo - trasversalmente appunto - a nutrirsi di cicoria per curare le inevitabili affezioni epatiche  che non potranno mancare di manifestarsi in lui, dal momento che la conoscenza del rimedio gli è stata negata dall’amico, il quale preferisce lo stile del messaggio trasversale alla comunicazione diretta...

germana pisa
     
 

Il piccolo fratello

La mattina del 16 maggio 2005, alle ore sette,  il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è materializzato nello spazio virtuale di una piccola tv privata veneta e ha diffuso, da lì, le sue parole per un quarto d’ora, rivendicando di avere fatto tutto il possibile per l’economia e dicendo in modo accorato che non riteneva, nelle attuali strettezze, di poter avallare i 110 euro di aumento per gli Statali.

Singolare questa voglia di insinuarsi nello spazio della piccola tv alle prime ore del mattino. Sembra di vederlo, il presidente che, dopo una notte insonne di tormento per le sorti italiche, decide che non può tacere!  Che qualcuno lo deve stare ad ascoltare, che diamine! Non si riesce a comunicare! ‘Non siamo riusciti a comunicare il messaggio..’
..lo ricordate il ritornello del dopo elezioni nella libera casa delle loro libertà?

Ma vediamo di analizzare questo fatto qui: che il presidente B. decide di materializzarsi alle sette del mattino tra uno spot, una celia e una rassegna stampa. A ben vedere, si può pensare, conoscendo il soggetto, che egli deve essersi detto qualcosa come:’dai.. che mi presento all’ora del mattino in cui la gente sta prendendo il caffe’, prima di andare al lavoro. Pensa l’effetto che fa vedere il presidente che si alza anche lui presto!’

Vuoi mettere l’effetto che fa dare il proprio messaggio all’inizio di giornata! Quale input, quale scossa!

Non sottovaluterei questa incursione mattutina nell’etere veneto, da vero piccolo fratello che non ha da chiedere per comparire e che suggerisce che lui e’ sempre li’ pronto, a comunicare il suo verbo, a stimolo e monito per la giornata che si apre!
Quale altra strategia puo’ avergli suggerito il blitz mediatico appena dopo l’alba? O quale pressante angoscia notturna gli ha fatto decidere di afferrare il telefono e parlare, come fa un qualsiasi mortale quando telefona a 'telefono amico' per confidarsi nelle ambascie?
Diavolo d’un uomo!
Ma noi non siamo tranquilli, scherziamo ma non siamo tranquilli, vuoi vedere che ...
 A B. non bastano le sue reti e quelle nazionali per diffondere il verbo; ritiene, forse giustamente, che la sua immagine sia usurata in quegli spazi e che in sostanza non gli bastino più. La sua e’ una ingordigia che gli toglie il sonno. Credo che, se potesse, si comprerebbe d’un colpo tutte le piccole tv e farebbe un bel pacco anche delle radio...e questa sorda voglia non gli deve dare tregua.
Pero’ noi lo sappiamo...

germana pisa

   
 

Coraggioso Giorgino

Farsi gettare a mare dal capitano di una nave che affonda: alcune espressioni
di dissenso a orologeria ricordano degli striptease. Propongo che si assegni
al collega Giorgino, per il suo coraggioso gesto, il premio
"REPORTERS SANS GUEPIERES".

Mimmo Lombezzi

 

Al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Oggetto: Appello per la libertà di stampa

Il rapporto della Freedom House (www.freedomhouse.org/aboutfh/index.htm), l'agenzia statunitense che si occupa della libertà di stampa nel mondo colloca l'Italia al 79mo posto della classifica, dietro il Benin (71), Capo Verde (76) e Timor Est (73). La Freedom House, fondata da Eleanor Roosevelt è nota per essere moderata: in un solo anno l'Italia ha perso ha perso cinque punti. Era 74ma, ora è tra la Bulgaria (78) e la Mongolia (80), ma più in basso di Namibia (66)
e Botswana (72).

Il rapporto insinua inoltre che Lei conservi un'influenza diretta su tre reti di Sua proprietà e su tre canali Rai, godendo, all'interno dello spazio televisivo messo a disposizione dei politici, di una fetta pari al 42 per cento del totale.  Una situazione che compromette la democrazia nel nostro Paese e rischia di pregiudicare l'immagine dell'Italia Oltreoceano, dopo averla già danneggiata agli occhi dell'opinione pubblica europea.

Le chiediamo dunque uno scatto di orgoglio, come quello che ha ispirato la Sua ultima incursione a "Ballarò", un gesto che segni una coraggiosa "discontinuità" con il Suo precedente governo. Ripristini, signor Presidente del Consiglio, la libertà di stampa. Cominci, se accetta il nostro consiglio, proprio dalla tv, affidando la presidenza Rai e, soprattutto, la direzione generale a professionisti dell'informazione di fama europea.

Restituisca inoltre ai loro programmi e ai loro ruoli i cosiddetti "desaparecidos del video": cioè tutti quei professionisti, esterni e interni alla televisione pubblica o privata che per ragioni misteriose in questi quattro anni sono stati banditi dallo schermo o emarginati, dai giornalisti come Massimo Fini, ai dirigenti come Carlo Freccero, ai comici come Daniele Luttazzi, per citare solo i più noti fra dozzine di casi meno famosi ma altrettanto importanti.

Certi della Sua attenzione, Le porgiamo rispettosi saluti in attesa di un Suo positivo riscontro.

"Senza Bavaglio"
gruppo sindacale di giornalisti

   
 

Come offendere il cittadino

Si potrebbe scrivere un trattato sulla materia prendendo  spunto dalle ultime esternazioni dell'attuale Presidente del Consiglio.
Non bastava aver subito il più pesante arrembaggio al proprio potere d'acquisto, aver sopportato l'arroganza dei bottegai che hanno approfittato del cambiamento del 'metro di misura' per raddoppiare i propri immediati incassi; non bastava aver sopportato la litania che criminalizzava l'euro come fonte di tutti i guai economici, includendo in questa criminalizzazione chi l'aveva strenuamente voluto; non bastava iscrivere nella categoria dei pazzi chi si ostinava a ringraziare la moneta unica per averci salvato dalla bancarotta nazionale e chi trovava molto significativo e molto 'europeo' poter fare acquisti con la stessa moneta  in quasi tutti i paesi dell'area, senza dover subire il salasso della conversione monetaria (consentendo così il tanto temuto confronto dei prezzi), tutto questo non bastava.
Ci voleva che proprio il capo dell'esecutivo ci spiegasse che se il costo della vita è così fuori controllo (checchè ne dica l'ISTAT che ha perso ogni credibilità nazionale e internazionale), la colpa è dei cittadini che non hanno vigilato e non hanno dato la preferenza a quei negozi che praticavano prezzi migliori, e non responsabilità dell'esecutivo che ''non poteva far nulla''!
E così, avendo trovato il vero colpevole, tutto il Governo si ritiene assolto e gratificato dagli splendidi risultati elettorali conseguiti.

Simona Giovannozzi  Di Communitas
infocommunitas-unsubscribe@communitas2002.it

11 maggio 2005

   
 

L'ultima spiaggia

B come balenottero: un balenottero in prossimità del delirio potrebbe incitare il suo branco allo spiaggiamento. Ogni riferimento è purtroppo non solo poco immaginario , ma addirittura letterale. Ma non tutte le balene , non tutto il plancton lo seguirà.

L'istinto di sopravvivenza, malgré lui, pervade ancora un Paese, in fondo ancora incredulo inebetito dalla necessità di credere che in soli tre anni si riesca ad affondare l'economia di un paese, un Paese che aveva voluto fidarsi stupidamente di una promessa di una rapida ricchezza senza responsabilità e governata dalla distruzione del rispetto delle regole.

Ma se tutti diventiamo rapinatori alla fine chi potremo derubare? Si, siamo sull'orlo del baratro, ma abbiamo ancora la possibilità di reagire! Ma occorre fare presto, occorre farlo subito.

Non ci sono i tempi per consentire ai falliti forsennati di esperire l'ultimo tentativo, l'ultima chance: quella "buona" perfino per i malfattori: lo promettono sempre, anche a se stessi  : "faccio questa e poi smetto". "Cari soci, è vero non stiamo andando benissimo, ma ho trovato: Se lasciate fare a me, vendiamo le spiaggie e così vedrete che il paese azienda ritorna a marciare e saremo presto in utile".

Bisogna evitare la cosiddetta "procedura fallimentare", quel funerale che si celebra quando non c'è più niente da fare.

I possibili falliti vanno fermati, prima che la loro autodistruzione coinvolga tutto il resto, fermati insieme ai loro sacerdoti , spesso sedicenti commercialisti, che li hanno consigliati bene sul come sottrarre (nel gergo tecnico giudiziario si dice "distrarre") i guadagni all'azienda per destinarli al loro patrimonio personale, ma che hanno ammanettato e immobilizzato il corpo aziendale operativo, delle dirigenze e delle maestranze.

I probabili falliti vanno fermati prima che lascino come sempre i cosiddetti dipendenti (ma quando la finiremo con questo anacronistico e deleterio rudere economico?) senza una lira di stipendio; prima che lascino i fornitori a vedersi trasformati in mummie, in gergo si chiamano creditori chirografari, cioè messi "al muro"tutti alla pari, senza più pagamenti . Che lascino le banche come belle statuine immobilizzate ancora con la mano tesa a dare quattrini, mentre precipitano nel baratro di tutti i prestiti che non saranno mai più onorati. Che lascino i clienti orfani di tutta quella cianfrusaglia inservibile che hanno comprato, senza che nessuno mai sia capace di farla funzionare. C'è forse ancora un'imprenditoria sana. Ma c'è soprattutto una cultura aziendale sana. A patto che ne acquisisca la consapevolezza.

Nonostante i 5 milioni di precari (moltiplicati per due a coppia fanno 10 milioni di cittadini italiani), nonostante il 7 % di riduzione della domanda di prodotto alle aziende (in gergo si chiama livello degli ordinativi), c'è certamente un corpo aziendale e dirigenziale capace di proseguire..proprio grazie al fatto che questa precarietà , esclusa la drammatica verità per quanto riguarda la mancanza di promessa e di fedeltà dell'impresa verso il lavoratore, è per ora ancora fittizia, nel senso che non tutti sono ancora avventizi.

In Argentina le duecento aziende narrate da THE TAKE (LA PRESA) che sono ripartite, sfidando il cosiddetto mercato, pur con il vuoto di risorse in cui un liberismo ottuso e sfrenato, un' imprenditoria parassita e incapace, sostenuta da una politica ruffiana , accompagnata perfino da un militarismo capace  addirittura di genocidio, le aveva abbandonate, ci hanno provato a sperimentare finalmente tutta la voglia di futuro e di sopravvivenza.

Noi siamo prima. Noi per fortuna siamo ancora in una fase precedente. Ma per quanto ? Si sente odore di polvere da sparo. Si sente un odore acre di fumo. Da dove viene ? Viene da tutte le polveri bruciate sul cosiddetto mercato immobiliare. Quello della compra-vendita degli immobili. Il famoso mattone a prezzi da record.

Non sarà la prima crisi economica che vede segnali premonitori nella crescita fuori norma dei valori degli immobili. fuori norma, cioè crescita solitaria del mercato immobiliare e di quello del prestito bancario e finanziario ad esso collegato,rispetto al resto dell'economia.

Anche gli Stati Uniti in anni recenti hanno visto spesso parte del sistema bancario saltare in aria. Anche la famosa crisi del 29 (29 ottobre 1929, martedì nero, la borsa perde in pochi giorni il 39,2%) degli anni trenta (guarda un po'.. prima della seconda guerra mondiale con quel che segue) hanno visto analogie terrificanti.

Basta pensare, ad onta dei falsari millantatori, a cosa sarebbe già oggi il destino del nostro paese se non fossimo ancorati all'euro! Il nostro sistema starebbe già precipitando. Il costo del denaro sarebbe già salito alle stelle. I prezzi anche. E nel fuggi-fuggi qualche furbacchione potrebbe ancora arricchirsi da insanabile ingordo.

Ma c'è qualche fortuna che sarebbe fasulla. Ci sarebbe qualche cerino acceso che brucia di mano in mano, qualche fortuna  che, se non realizzata, cioè venduta in tempo all'ultimo tapino, lascerebbe in mutande il suo "creatore più o meno allegro e fantasioso", con il suo consigliere spiaggista.

Quanto rimarrebbe di "esportabile" di un patrimonio immobiliare o di diritti televisivi e pubblicitari di tutte le televisioni di un paese in dissesto?

Cosa vogliamo pensare.. che l'80 per cento delle famiglie italiane, proprietarie, a costo di sacrifici pluriennal,i della casa di abitazione, sia chiamata a "restituirla" al paese spiaggiante  per sostenere l'economia in tracollo ? Alla faccia della patrimoniale di Bertinotti?

La storia delle partecipazioni statali ha comunque rappresentato una risorsa fondamentale nonostante tutte le sue orribilità, i monopoli e gli oligopoli, una classe dirigente (i famosi boiardi) presto parassita e dedita agli affari suoi, un malaffare tra soldi e politica (con l'apoteosi di tangentopoli), sostanzialmente nonostanteun progressivo degrado del controllo politico. Oggi probabilmente dobbiamo escogitare qualcosa di analogo, nel rispetto delle regole europee.

Ma, soprattutto, occorre dire basta alle politiche di ammiccamento. Il liberismo non è una risorsa: è una minaccia.

La politica chiede l'alleanza con il sistema-Paese ma, soprattutto, deve concedere il sostegno soltanto a fronte di precisi impegni e soltanto ponendo le condizioni del controllo in itinere di questi impegni reciproci. Gli aiuti che si danno devono stabilire una contropartita, se non altro in termini di controllo del loro impiego e dei relativi risultati.

La cittadinanza si deve svegliare , con la voglia di assumere le proprie responasbilità, a costo di stravolgere tutti i tabù, consapevole dei suoi mezzi e della sua voglia di non precipitare.

L'integrazione mondiale deve programmare il proprio processo. Il costo sociale e civile di un'integrazione senza regole, spinta dall'ingordigia forsennata del capitalismo insaziabile o dalla pretesa di accelerare i tempi (usata come pretesto e come arma di consenso politico interno),  potrebbe diventare ancora una volta catastrofico.

Soprattutto bisogna fare presto. Ripudiare e sconfiggere la correlazione tra guerra e ripresa economica. Questo periodo deve passare alla storia non come nuovo medioevo dopo la terza guerra mondiale, ma come THE TAKE, LA PRESA.

Rino Sanna
06 maggio 2005

   
 

Un museo per la seconda repubblica

La "Casa delle Ambiguità", cioè l'Ulivo, è già riuscita a dividersi persino su un percorso breve come quello che separa il Parlamento dal Colle e c'è da scommettere che da qui alle politiche del 2006 ,"Troppo Bello" Rutelli , il Parolaio Rosso e "Arrogant" (parfum-pour-homme) D'Alema riusciranno a esprimere un tale vocazione alla rissa e all' autofagia da vanificare a suon di scazzi il risultato delle amministrative.
Può darsi anche però che la "Caserma delle libertà" esploda, schiacciata dai conflitti di interesse della Lega, dell'Udc e di AN.
In ogni caso sarebbe interessante progettare sin da ora - alla Biennale ? - un "Museo della seconda repubblica" dedicato soprattutto al pubblico straniero.
Un grande parco - a metà fra Cattelan e De Chirico - che raccolga la straordinaria collezione di oggetti simbolici prodotta da questo periodo : il "kit del presidente", l'ampolla del Dio Po, il Triciclo, la cravatta tricolore, il timone di D'Alema, la scrivania di ciliegio di Vespa, la lampada abbronzante di Rutelli , la bici di Prodi, il capestro della Lega sventolato in parlamento, il tartùr-carroarmato dell'assalto al campanile di Venezia , il portaocchiali-prepuzio di Bertinotti, le pinze del lifting di Berlusconi, i capelli shock  della Pivetti , le pallottole di Bossi , le mise osé della Mussolini e per finire la Bandana….
Come direbbero i critici fighettoni "la politica come arte, evento" Etc.etc.

Mimmo Lombezzi
04 maggio 2005

   
 

Ospitiamo volentieri alcuni significativi interventi sul problema cruciale della fecondazione assistita, sulla legge 40 e sul referendum che ci chiamerà ad abolirla o a confermarla. Questo spazio è aperto ad altri contributi sull’argomento.
[La redazione]


Un interessante contributo di Letizia Paolozzi, da 'Liberazione' al dibattito di opinioni sulla procreazione assistita, sulla legge 40, sul referendum.

Referendum, l'importante è votare

Mettiamo che, per uno di quei casi della vita in cui vengono a trovarsi donne di una precisa generazione, io mi trovi in mezzo a un gruppo di femministe. Come se non bastasse, queste femministe, per storia, o per esperienza o per pratica politica sono "anche" ambientaliste e pure ecologiste. Si discute, ovviamente, delle intenzioni di voto nel prossimo referendum. Molte - quasi tutte - preannunciano i loro quattro Sì. Qualcuna voterà tre Sì e un No al quesito sull'eterologa. Ma una donna dice: «La legge 40 non mi piace. Tuttavia, per la diffidenza che provo nei confronti di una scienza invasiva e autoritaria, ho deciso: scelgo l'astensione».
E' una dissidente questa femminista? Una eccezione? Una pecora nera?
Dal momento che siamo abituate ad ascoltarci reciprocamente, a dare importanza alla parola femminile, il suo discorso non scivola via. Non ci lascia indifferenti. Nel vissuto personale di questa donna è ben presente la relazione madre-figlio. Lei ha un figlio. Anche se il suo corpo poteva metterne al mondo altri. Sulle "scelte procreative" (brutta definizione ma non me ne vengono in mente di diverse) è stata oculata. Anche in questo campo, assicura, lei ha sempre avuto - se ci passate l'estensione del concetto - una "coscienza del limite".
Perché vuole astenersi questa femminista con una sensibilità acuta per le sorti di questo pianeta?
Sia chiaro, non ha mai seguito un'etica assoluta. Non ha neppure agitato dei principi come fossero giusti in sé, a prescindere dalle loro conseguenze. Tuttavia, confessa, sente freddo nella schiena di fronte ai passi precipitosi della scienza. E se si arrivasse al riduzionismo biologico del corpo femminile, all'espulsione del padre biologico, alla speculazione del mercato sugli embrioni?
Esagerazioni da femminista, probabilmente.
Macché, protesta. C'è un nuovo modo di procreare. Le tecnologie riproduttive trasformano i corpi e i ruoli: femminile e maschile. Prefigurano un rovesciamento concettuale del legame, pur necessario, tra libertà e dipendenza nella maternità. Evidentemente, per lei le tecnologie riproduttive non sono un pericolo o un declino o una catastrofe morale (questo lo credono i repubblicani americani, quando sgranano il rosario del matrimonio omosessuale, dell'aborto o dell'insegnamento di Darwin nelle scuole).
Però le tecnologie le provocano ansia. Un'ansia ancora più forte, dopo le notizie arrivate dalla Corea del Sud e poi da Newcastle, in Inghilterra. Ma sì, naturalmente, con la ricerca speriamo di curare un largo numero di malattie. E se, nel frattempo, la scienza si trasformasse in apprendista stregone? Se il miglioramento genetico dell'uomo si avvicinasse sempre di più?
E poi si intravede la concreta possibilità che l'embrione, da organo che il corpo femminile difendeva, al quale offriva protezione, non sia più portato dal ventre di una donna.
Va bene. Anzi, va male. Comunque, adesso - ecco l'obiezione - siamo di fronte a dei quesiti referendari. Atteniamoci a quelli.
Però la femminista non ci riesce. Anche se la sua astensione non si identifica con la difesa della legge 40. Al contrario. Sente minacciata, con le prescrizioni e i divieti di questa legge, la sua autodeterminazione. Crede a un principio di laicità. Le ingerenze nelle scelte fondamentali della vita le ha combattute. E continua a combatterle.
Le parole dell'ex ministro Gasparri che attacca la legge sull'aborto giacché "nessuna legge è intoccabile", sono più che un campanello d'allarme.
Viene ricordato alla femminista che l'astensione spinge ormai a deformare, a distruggere l'istituto referendario. Va considerata una posizione definita. E quasi sicuramente vincente. La vera maggioranza…appartiene al non voto. Questa è l'indicazione della Chiesa. Di recente, l'arcivescovo di Genova, il cardinale Bertone ha fatto appello all'obiezione di coscienza ("legittima davanti a situazioni palesemente contrarie alla legge di Cristo") nel caso in cui dovessero vincere i Sì.
Per le gerarchie ecclesiastiche legge degli uomini e legge divina devono coincidere. Così la legge 40 viene difesa sulla base di un principio di autorità esterno alla legge stessa.
Nel frattempo, i manifesti per le strade recitano: "Chi difende la vita questa volta non vota". Dunque, chi va a votare è un/una assassina.
La femminista che voglia sottrarsi al gioco truccato di far mancare il quorum, che possibilità ha di farlo? Che possibilità ha di lasciare (in una percentuale magari piccola ma le donne non hanno mai creduto alla politica dei grandi numeri, piuttosto a quella di costruire una politica attraverso le relazioni) traccia di quella "coscienza del limite" alla quale crede fermamente?
Secondo me una possibilità ce l'ha: infatti, le posizioni non sono tre. Ma quattro. Come ha accennato in una intervista l'ex ministro Urbani, si può votare scheda bianca.
Con la scheda bianca questa femminista solleverebbe i temi che le stanno a cuore e che sono grandissimi. Ma che non si risolvono con il voto del 13 giugno. Insomma, potrebbe manifestare un'opinione che non coincide con le due posizioni - forse solo formalmente in campo - il Sì e il No. Potrebbe dunque tenere aperti i suoi interrogativi senza per questo portare il suo piccolo "contributo" a far mancare il quorum.
Letizia Paolozzi

"Liberazione"
27 maggio 2005

  COMUNICATO  STAMPA
di 'GIUSTIZIA E LIBERTA'
 

 La testata  GIUSTIZIA E LIBERTA’  in merito al delicato problema dell’“astensione” alla votazione dei 4 referendum del 12 giugno prossimo, scelta questa che viene propugnata da vari partiti politici, da alte cariche religiose ed anche da rappresentanti istituzionali che, per la loro funzione, dovrebbero essere “super partes”, intende farsi promotore di una denuncia presso la Procura della Repubblica di Roma per i seguenti motivi...
Questa storia del non voto ha preso una brutta piega ed è ora di rendercene conto, prima che sia troppo tardi. E’ ormai in gioco la segretezza del voto, con tutte le relative conseguenze sulla libertà.
Il cardinale Ruini ha indotto la CEI, la conferenza dei vescovi italiani, e successivamente lo stesso Papa, ad assumere una posizione di “invito a non votare”, come base organizzativa della vittoria del NO ai quesiti referendari.
I sostenitori del NO hanno suonato subito la grancassa in appoggio al cardinale Ruini, ed hanno sostenuto che l’astensione è prevista dalla Costituzione e perciò è legittimo praticarla, sottacendo però che il praticarla  è una cosa e imporla agli altri, con qualunque tipo di minaccia, è un’altra cosa. Speculando sull’equivoco viene evocato il diritto del cittadino ad astenersi, che in effetti è sacrosanto, per nascondere invece una vera e propria coercizione sulla scelta del voto da parte degli elettori.
Quello che viene ignorata, o peggio viene coscientemente violata, è la libertà di voto, che sta nella garanzia della sua segretezza.
E’ possibile che il cardinale Ruini non capisca che se l’astensione è il modo di votare NO, il volerla ottenere corrisponde all’annullamento della segretezza e perciò della libertà di voto ?
Una cosa è un cittadino che nella sua libertà decide di non andare a votare.
Un’altra cosa è una qualsiasi coercizione, psicologica o d’altro genere, esercitata sul cittadino per indurlo a non presentarsi al seggio elettorale, estorcendogli con ciò un pronunciamento di scelta di voto fuori della sua volontà. Volendo escludere, per ora, ma non si sa per quanto tempo ancora, la possibilità di pratiche violente da parte di fanatici in casi di questo genere, ci si domanda o no, in quali condizioni di disagio vengono posti gli elettori che volendo andare al seggio sanno di doversi svelare come sicuri votanti per il SI, e come tali automaticamente schedati e demonizzati come peccatori ?
Ci si domanda o no quale può diventare il disagio degli elettori nei seggi piantonati da parroci e magari da papaboys ?
Chi si presenterà ai seggi è costretto a svelare pubblicamente che voterà in difformità delle disposizioni dei vescovi e di chi nelle istituzioni li sostiene, sa che questi saranno informati sul fatto che lui ha trasgredito e che, per il solo fatto di aver votato, deve prepararsi ad affrontare possibili ritorsioni.
Come può costui sentirsi libero nell’esercizio del suo diritto di voto ?
Questa assenza di libertà nell’esercizio del voto è un fatto gravissimo, con conseguenze impensabili, tanto da dover indurre tutti a profonda riflessione.
Proprio in questi giorni in cui ricorre l’anniversario del sequestro e poi assassinio di Giacomo Matteotti, 81 anni or sono, colpevole di aver denunciato l’uso della violenza proprio nell’esercizio del voto, suona come sinistra l’irresponsabilità di chi ha aperto questa sfida del non voto.
Tutti sappiamo che l’assenza di condizioni di libertà diventa il terreno di coltura di tutte le violenze.
Dove si vuole arrivare ?
Sono chiamati in causa, a questo punto, i reggitori delle istituzioni, che hanno tutti giurato di garantire la libertà secondo la Costituzione. Questi reggitori non possono assistere passivi alla violazione della libertà, specie per l’esercizio del voto. E’ bene che riflettano che la loro passività diventerebbe complicità, anche per tutto quello che può succedere dopo.
La redazione
Giustizia e Libertà
Periodico politico indipendente
www.giustizia-e-liberta.com
e-mail: G-L@mclink.it
5 giugno 2005

   
 

 4 SI!

Noi siamo contrari a fare figli a tutti i costi, crediamo, al contrario, che occorra sviluppare una seria politica di contenimento delle nascite. Se non affrontiamo con urgenza la questione demografica, qualunque politica di sostenibilità sarà del tutto inutile e non allevierà la nostra pressione sul pianeta che ci permette di vivere.

Se davvero si vuole un figlio per amore e non per risolvere, impropriamente, qualche problema personale è molto più semplice e utile adottarne uno dei tanti senza genitori o in situazione di difficoltà.

Nonostante questa posizione abbiamo deciso di sostenere i SI.

E' necessario difendere con fermezza la laicità dello Stato, il diritto alla salute delle donne e la differenza tra "alcune cellule" che potrebbero diventare delle persone, e le persone reali.

Insomma 4 SI per la democrazia!

nel sito di progettogaia  www.progettogaia.org , insieme alla dichiarazione di voto qui pubblicata, c'è il richiamo ad una pagina web con importanti contributi e prese di posizione sul Referendum.

   
 

2 giugno 2005

  Intervista a Paola, del Comitato per il SI al Referendum
 

 Tu segui l’attività del Comitato per il  SI al Referendum del prossimo 12 13 giugno e il sito di riferimento www.comitatoreferendum.it Hai seguito la campagna per il SI dall’inizio?

Sono impegnata nel Comitato Nazionale per il Sì ai referendum dal febbraio del 2005. Ho “perso”, quindi, tutta la fase della raccolta firme, che è cominciata lo scorso agosto e in cui molti dei colleghi con cui oggi lavoro erano già attivamente impegnati. Nonostante a quel tempo io non sospettassi neanche l’ipotesi di poter essere membro così attivo di questa campagna, come addetta stampa e web editor, firmai per tutti e cinque gli iniziali quesiti (di cui poi è non è stato fatto passare uno, quello sull’abrogazione totale). Ricordo che firmai a Bologna, con un amico, che oggi è il referente del Comitato per il Sì di Molfetta, in Puglia. A quei tempi sentivo molto il tema della ricerca sulle staminali embrionali e sapevo ancora pochissimo della PMA. Dopo aver depositato le firme e dopo l’approvazione di quattro su cinque quesiti referendari, il Comitato Nazionale si è strutturato e ovviamente si è posto il problema di come comunicare una campagna politica così complessa, eppure così decisiva per il futuro di tutti noi. È stata una contingenza, quale una comune amicizia, a farmi conoscere il senatore Lanfranco Turci, l’infaticabile tesoriere e direi il padre fondatore del Comitato per il Sì. Lui cercava un’addetta stampa dalla vocazione militante; io cercavo un’esperienza di politica attiva forte, un momento di impegno pubblico, in cui coniugare la mia professione con un certo “servizio civile”. E così è cominciata la mia avventura a via del Gesù, la sede del nostro coordinamento operativo, dove lavoro insieme ad un’altra decina di splendide persone.
 

Sono alti i contatti al sito e giudichi importante la partecipazione al dibattito e alla campagna per il SI, fino a questo momento?

Il sito è il vero e proprio organo di informazione del comitato e vanta contatti numerosissimi (nonchè numerosissimi attacchi hacker, come avrete letto dai giornali). Se non sbaglio, in meno di un mese i nostri visitatori sono stati più di cinque milioni. La voglia di informarsi rispetto ai referendum del 12 e 13 giugno è forte. La gente ha avvertito fin dall'inizio (molto più dei partiti, oserei dire, che hanno iniziato a prendere posizioni forti e decise sul tema solo a poche settimane dal voto) che l’esito di questi referendum riguarda tutti. Non si tratta di un appuntamento che chiama in causa temi complicati, “da tecnici”. Si tratta di decidere sul futuro della ricerca in questo paese e sul futuro di molte coppie che hanno una malattia, la sterilità, che è estremamente comune e cui non vanno negate possibilità di cura serie, che non mettano a repentaglio la salute della donna. Sono d'accordo con chi ha scritto che per molte settimane, soprattutto all’inizio della campagna, il corpo della donna era il grande assente del dibattito. Si parlava di embrione, di coppia, di desiderio di genitorialità. Ma non si spiegava che la fecondazione assistita è una pratica medica seria ma impegnativa, che ha bisogno di criteri di regolamentazione davvero in grado di tutelare la salute della donna. Difendendone il corpo. Come possiamo non opporci, allora, a una legge che costringe le donne che ricorrono alla PMA a ripetere le stimolazioni ormonali più e più volte, perché impedisce la crioconservazione degli embrioni? Oggi un’amica del Comitato, una giornalista di una famosa emittente televisiva nazionale, che sta dando una mano all’ufficio stampa e al sito, e che si sta sottoponendo al suo terzo ciclo di PMA, mi ha detto: «Lo vogliamo spiegare bene che quando mi prelevano gli ovociti, se produco dieci embrioni la legge 40 mi obbliga a impiantarne tre, contemporaneamente, e a buttare nel cesso tutti gli altri? Mi sottopongo a controlli ogni due giorni, poi a un bombardamento ormonale, poi a un’operazione di prelievo in anestesia totale … Magari ho prodotto dieci embrioni…. E loro tre li tengono e gli altri li buttano via. Però se la fecondazione non riesce io non posso riprendermeli indietro. Devo ricominciare la trafila daccapo». Il corpo: è questo il punto. Lo Stato non può toccare il nostro corpo. E questa legge violenta i corpi di molte donne. E anche quelli di molti malati. I malati di diabete, di Parkinson, di Alzheimer, di SLA, di distrofia… le loro famiglie… Ci scrivono lettere bellissime, ci chiedono perché, anche se la ricerca sulle staminali embrionali è solo agli inizi, devono vedersi negata la speranza di una cura. Una cura per sé o per i loro figli. Non dimentichiamo, infatti, che la legge 40 vieta la diagnosi pre-impianto, quindi costringe i genitori portatori di malattie genetiche, come la talassemia (che colpisce soprattutto molte coppie del Sud Italia) o l'emofilia, per dirne solo un paio,  a non poter sperare di avere dei figli sani. Qualcuno chiama la diagnosi pre-impianto “eugenetica”. Questo dà chiaramente il polso di quanto questo paese è soffocato da condizionamenti extrascientifici, che ne ritardano il progresso. 

Un recentissimo sondaggio, di cui ho sentito riferire brevemente alla radio, sembra evidenziare che ci si avvicina considerevolmente alla cifra di elettori necessaria per il raggiungimento del quorum , contrariamente a quanto reso noto fino a poco tempo fa. Sei al corrente di questo sondaggio? E puoi dire, attraverso l’esperienza del tuo osservatorio, di avere tu pure la sensazione di un aumento di interesse e di partecipazione?

I sondaggi si susseguono in questi giorni l’uno all’altro. Devo dire, però, che – anche da studiosa di Scienza Politica – non trovo nessun determinismo nei sondaggi pre-elettorali. Sono uno strumento di rilevazione che non suscita in me alcun interesse. Devo anche aggiungere, però, che al Comitato misuriamo giornalmente il termometro di questa campagna politica. Lo facciamo attraverso le telefonate, le conversazioni con le persone che vengono a trovarci, le centinaia di e-mail che riceviamo ogni giorno. E la sensazione di un aumento di interesse e di partecipazione c’è. Questo non deve destare in noi nessuna illusione. Gli impedimenti istituzionali per ostacolare il raggiungimento del quorum ci sono tutti: la data balneare, le mancate agevolazioni del voto degli italiani all’estero, degli studenti fuori sede, dei malati in ospedale, dei detenuti nelle carceri… E per una campagna che si gioca all’ultimo voto questo conta e sposta molto. Nessuna illusione, quindi. Ma un incoraggiamento a crederci. E un invito a lavorare porta a porta, sms dopo sms, telefonata dopo telefonata per garantire questo risultato che sarebbe un segno di “nuovo risorgimento” della partecipazione e del livello di civiltà di questo paese. 

Cosa ritieni sia utile soprattutto fare per supportare la campagna informativa per il referendum?

Spiegare con chiarezza i contenuti dei referendum. Spiegarlo senza stancarsi, spiegarlo senza commenti, senza distorsioni, senza farciture ideologiche. Chi riesce a comprendere per che cosa si va a votare il 12 e 13 giugno passa automaticamente dalla nostra parte, dalla parte della libertà di ricerca, della libertà di cura, della libertà di dare la vita senza vedere lesi il diritto alla salute della donna. Non per altro i nostri avversari usano il trucco dell’astensione. Sanno che questa voglia di andare alle urne il 12 e 13 giugno va fermata ad ogni costo, perché è una voglia contagiosa. Contagiamoci a vicenda, allora. Facciamo volantinaggio sulle spiagge, se necessario. Convinciamo gli amici, i parenti, i colleghi di lavoro, i vicini di cyclette alla palestra. Convinciamoli che questi referendum riguardano tutti noi. Che se la legge 40 resta invariata c’è il rischio di retrocedere di qualche decennio, di vedere manomessa anche la legge 194 sull’aborto, di vedere messa in discussione la liceità di strumenti di diagnosi prenatale come l’amniocentesi e la villocentesi. Noi non vogliamo cancellare le regole sulla PMA con un colpo di spugna. Ed infatti parliamo di referendum "parzialmente" abrogativi. Lo scheletro della legge resterà in piedi e, con la vittoria dei 4 Sì, si potrà lavorare veramente e seriamente per migliorare le norme chiamate a regolare un terreno così spinoso. Noi vogliamo, però, un paese civile e all’avanguardia, che non veda i suoi cittadini costretti alla fuga all’estero per curarsi. Secondo dati recentissimi presentati dall’Osservatorio sul Turismo Procreativo, il numero di italiani che si reca all’estero per la fecondazione assistita o per la diagnosi pre-impianto è triplicato in un solo anno. Questo non può essere certo un vanto per l’Italia e peraltro spalanca nuovi scenari di diseguaglianze sociali inaccettabili.

intervista a cura di germana pisa
 
 

 

   
  I QUESITI  DEL REFERENDUM SULLA PROCREAZIONE ASSISTITA (PMA)12 - 13 giugno  2005 

Il 12 e 13 giugno siamo chiamati a votare per quattro referendum parzialmente abrogativi della legge 40 del 19 febbraio 2004
sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
 

Quesito 1Chiede di abrogare (annullare) le parti della legge che
non consentono l'utilizzo delle cellule staminali
embrionali per la ricerca scientifica nè il congelamento
degli embrioni.
Eppure queste ricerche sono importanti per poter trovare cure efficaci per malattie molto diffuse come vota il Parkinson, l'Alzheimer, la sclerosi,il diabete,i tumori.

VOTA SI
per permettere la ricerca scientifica e una prospettiva di cura per tutti.

Quesito 2 - Chiede di abrogare parte della legge al fine di:
. Consentire alle coppie fertili ma portatrici di gravi malattie   genetiche (fibrosi cistica, betatalassemia) di sottoporre ad esame  l'embrione prima di impiantarlo nell'utero onde evitare poi un aborto terapeutico.
. Non limitare a tre gli embrioni da produrre e da impiantare e di consentire il congelamento degli altri embrioni per successivi impianti in caso di insuccesso dei precedenti impianti.

VOTA SI
per difendere la salute della donna e del nascituro.

Quesito 3 - Propone di abrogare, tra l'altro, parte dell'art. 1 comma 1 per escludere l'attribuione al 'concepito' (in reltà l'embrione) degli stessi diritti e della stessa tutela giuridica riconosciuti alla madre. Questo principio dalle conseguenze assai rilevanti, che per la prima volta viene affermato in una legge, potrebbe mettere in discussione anche la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, basata sul principio di prevalenza della tutela della salute della madre rispetto alla tutela del feto.

VOTA SI
per ribadire la tutela della salute della donna

Quesito 4 - Chiede d'abrogare il divieto d'uso di spermatozoi ed ovociti di donatori esterni alla coppia. Con questa tecnica (fecondazione eterologa), peraltro consentita in tutta Europa, si dà la possibilità di avere figli a coppie in cui uno dei due partner sia completamente sterile ed a coppie in cui uno dei due abbia la certezza di trasmettere al nascituro gravi malattie genetiche.

VOTA SI
per consentire la pratica della fecondazione eterologa.

a cura del Circolo Archimede di Milano
e-mail: circolo@circoloarchimede.org

Per maggiori informazioni sui temi referendari, puoi visitare:
iovadoavotare.it
comitatoreferendum.it
madreprovetta.org
intesalaica.it
4si.it
mammeonline.net
staminali.aduc.it
bio-etica.org
rescognita.it
zadig.it

   
 

MegachipLombardia aderisce alla richiesta del SI

Mozione sulla procreazione medicalmente assistita


Tra poco più di un mese sarà oggetto del voto referendario la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita: una legge dissonante con quelle degli altri paesi europei; ideologica nel dettare una morale di Stato; con forti profili di incostituzionalità; rigidamente prescrittiva e incongruente.

 Una legge che è lontana dalla realtà delle relazioni tra i soggetti coinvolti nella procreazione, perché, attribuendo prevalente valore al concepito rispetto ai diritti delle persone e prefigurando per norma la contrapposizione tra concepito e madre, riduce la soggettività a biologia e stravolge  il senso della relazione di maternità. Perché, vietando la fecondazione eterologa, non riconosce la pluralità di modelli genitoriali e familiari, ignora il principio di autodeterminazione e impedisce che legami di affetto e solidarietà prendano consapevolmente il posto di legami di sangue.

Una legge che, vietando sperimentazione e ricerca persino sugli embrioni soprannumerari prodotti prima della legge 40, lasciati al grande freddo di un infinito congelamento, sacrifica a questi la libertà di ricerca scientifica finalizzata all'attuazione del diritto alla salute che è anche interesse della collettività.

 La via dei referendum per cancellare le peggiori storture della legge 40 si dimostra stretta e ardua: alla difficoltà dei quattro quesiti si aggiungono la limitatezza di spazi di informazione pubblica e la campagna astensionista in atto.

 L'impegno di Md è irrinunciabile perchè i temi posti dai referendum rimandano a principi  che sono patrimonio della corrente: la laicità dello Stato  - che non è indifferenza verso i valori etici, ma ricerca di principi compatibili con la pluralità delle culture presenti nella società, a garanzia dei pari diritti di tutti i cittadini -  e il diritto all'autodeterminazione degli individui nelle questioni che attengono alla procreazione.

 In vista della scadenza referendaria, ma non solo,  Md conferma l'impegno della corrente e di ciascun aderente a contribuire alla diffusione di informazione e a favorire la più ampia e consapevole partecipazione alla consultazione. Perché questo referendum non sia solo espressione di un voto, ma diventi  occasione di confronto e crescita, individuale e collettiva, che, al di là di ogni fondamentalismo, renda possibile nell'utilizzo delle opportunità offerte dalle tecnologie della riproduzione  il consapevole formarsi di un'etica della responsabilità.

Communitas 2002, nel partecipare all'impegno di diffusione delle corrette informazioni sulla Procreazione Medicalmente Assistita oggetto del prossimo Referendum a cui TUTTI siamo chiamati a pronunciarci, ritiene utile diffondere la Mozione uscita dal recente Congrasso di Magistratura Democratica che evidenzia con chiarezza le motivazioni giuridiche e sociali che devono indurci a sostenere le ragioni di una modifica consapevole della legge 40/2004.
Diffondiamo pertanto la Mozione citata.

Communitas 2002
11 maggio 2005

     
  La presa di posizione
Come cittadina, come biologa

"Mancano pochi giorni al Referendum. Sono assolutamente convinta che come cittadine/i si debba votare, come si crede meglio, ma votare.

Voglio sottoporvi le mie riflessioni sicuramente influenzate dal fatto che sono una cittadina, ma anche una biologa.

Come cittadina, penso che così come le leggi sul divorzio e sull'aborto, una legge più liberale sulla fecondazione assistita non obbliga nessuno a ricorrere a questa pratica, mantre una legge restrittiva, come quella vigente, obbliga coloro che possono a recarsi all'estero e coloro che non possono rinunciare a una maternità e paternità possibili. Molte coppie che avrebbero volentieri preferito l'adozione sono state scoraggiate dalle troppe inchieste burocratiche e hanno scelto questa opzione quasi per disperazione.

Non vale nemmeno la pena di parlare dell'obbligo d'impianto di ovuli fecondati con gravi difetti genetici con la "facoltà" di ricorrere poi all'aborto, nè dell'obbligo di farsi impiantare l'ovulo anche se gravi circostanze portano alla necessità di non poter più avere una gravidanza. Tutto questo è assimilabile allo stupro e dà alla donna la dignità di una mera fattrice, senza diritti di fronte al Grande Ovulo Fecondato, protetto dalla legge, che ritiene giusto punire la donna e farla soffrire per aver sognato di avere un figlio. A quando la lapidazione della reproba?

Fin qui la cittadina; come biologa non mi sento di parlare di "embrione", ma appunto solo di ovulo fecondato. Nella vita fertile di una coppia, senza problemi di salute, molti ovuli vengono fecondati, ma non si insediano in utero e pertanto vanno dispersi, senza che nessuno abbia mai pensato che si tratti di aborti spontanei. Questo avviene certamente in modo inconsapevole, ma ciò non toglie che vi sia una bella differenza tra ovulo fecondato ed embrione, che tale diventa solo se insediato in utero.

Studi sulle cellule staminali: il problema è evidentemente aperto e non è detto che gli ovuli fecondati siano i donatori più efficaci di cellule staminali ad uso terapeutico, migliori delle staminali endogene che si trovano in molti nostri tessuti. La loro assoluta "totipotenza" potrebbe infatti renderle meno controllabili e farle più facilmente degenerare in cellule tumorali. Tuttavia la ricerca è ai primi passi (forse ai secondi) e non si può pensare che sia più etico per un ovulo fecondato morire inutilmente piuttosto che salvare delle vite compiute. Sappiamo benissimo che il loro destino è la distruzione e allora non vedo francamente la differenza etica tra la donazione di organi e la donazione di ovuli fecondati. Quelli già esistenti sono sufficienti per i prossimi cento anni almeno, per cui non esisterà il pericolo di un commercio di ovuli fecondati se si crea una normativa per la donazione degli eccedenti per ricerca esclusivamente a scopo terapeutico.

Nemmeno le cellule staminali ovviamente ci daranno l'immortalità, perchè la morte è stata un'invenzione necessaria perchè possa esprimersi la vita con la sua continua creazione di sorprendenti meraviglie.

Le staminali potranno però recuperare i tetra e paraplegici, risolvere o attenuare moltissime malattie degenerative disabilitanti, curare, meglio dei trapianti d'organo, malattie gravi ed alleviarne la sofferenza.

Le cellule staminali non hanno nulla a che vedere con la clonazione tipo pecora Dolly: lì era stato usato il patrimonio genetico di una cellula somatica inserendolo in un ovulo "svuotato" del suo DNA in modo di creare una nuova pecora identica alla pecora originaria che era quindi "sorella", come i gemelli monovulari, non madre di Dolly. Un esercizio senza chiare finalità, condannato dal suo stesso creatore come esperimento per mille motivi fallimentare.

Spero di non avervi scandalizzato, nè annoiato, nè deluso, nel caso siate esperti, per l'aproccio troppo divulgativo. In tutti tre i casi vi chiedo scusa.

Concludo come ho iniziato: il quesito è serio ed è giusto esprimere chiaramente il nostro pensiero evitando il limbo degli ignavi che preferiscono l'ambiguità dell'astensione al coraggio della responsabilità delle proprie opinioni.

Elena Cavallone
Biologa all’Universita’ di Milano
E della Associazione per la Pace.


04 maggio 2005
   
  Noi cristiane per il referendum
  
”Siamo chiamati/e a un referendum che non avremmo voluto in quanto, in una democrazia, la funzione di legiferare - soprattutto su grandi temi che hanno ricaduta sulla vita personale e sulle coscienze individuali - dovrebbe avvenire senza pregiudizi ideologici, cercando soluzioni che possano rappresentare regole condivise da tutte/i perché tutelano i diritti costituzionali di ogni cittadino/a. Molte/i di noi hanno partecipato con altre cittadine/i alla raccolta delle firme per questo referendum in quanto le decisioni prese con la legge 40 sono espressione di una visione etica parziale e di parte e si traducono in limitazioni autoritarie della libertà individuale e della libertà di ricerca scientifica.

A quarant'anni dal Concilio Vaticano II, che sembrano essere trascorsi invano, la gerarchia cattolica italiana mostra ancora una volta il suo comportamento autoritario non riconoscendo il ruolo e l'autonomia del popolo di Dio, donne e uomini invitati da quel Concilio a confrontarsi con "i segni dei tempi" in libertà, senza barriere ideologiche e nel riconoscimento del contributo che può venire da tutte/i nella diversità di lettura di nuovi segni

E' possibile per la gerarchia imporre a credenti e non credenti, divieti per ragioni di "peccato", secondo una pratica sanzionatoria tipica del confessionale? Dove si colloca lo Stato laico in difesa di chi non è credente o non aderisce alla Chiesta cattolica?

Vale la pena vietare o è preferibile educare all'uso responsabile della scienza e dei rimedi che offre alla cura di malattie? Come si può impedire alla scienza di progredire?

E' cristiano rifiutare alle persone sterili di avere figli, quando sarebbe possibile dare un aiuto ad una maternità e paternità desiderata ma difficile?

E' giustificato un atteggiamento repressivo e punitivo nei confronti delle donne che ricorrono alla fecondazione imponendo limiti all'impianto degli ovuli fecondati e l'accettazione di embrioni con gravi malformazioni accertate?

La possibilità di generare ha un ruolo determinante nel processo di costituzione dell'identità femminile, ancora oggi influenzata da archetipi biblici e antropologici; la maternità è in molti casi vissuta come necessità e destino. Di conseguenza, il corpo privato di tale possibilità viene sentito come un corpo colpevole e perciò "punito": sicuramente un corpo infelice.

La medicina impegnata a rimuovere gli ostacoli al concepimento non può essere liquidata come "medicina del desiderio", quasi che il desiderio così umano di avere figli fosse equivalente ad un qualsiasi altro desiderio (secondo gli insegnamenti della chiesa istituzionale spesso il desiderio è stato equivalente al peccato!).

Il desiderio di maternità e quello di paternità costituiscono sempre un esercizio di libertà nei confronti della vita e non possono essere legati ad una concezione di famiglia fondata soltanto sul legame di "sangue", riproposta nella legge con il divieto della fecondazione eterologa.

Le donne sanno bene la differenza tra una cellula fecondata e un ovulo e uno spermatozoo separati: solo l'accoglimento nell'utero e la partecipazione della donna fa divenire attraverso la gravidanza (e non essere) l'embrione persona! Due fattori, tempo e spazio, sono imprescindibili: gravidanza = tempo, donna = spazio.

Si può osservare che anche numerosi/e filosofi/e, scienziati/e, teologie/e cattolici/e intellettuali laici, seguendo del resto il diffuso comune buon senso non inquinato da pregiudizi ideologici, non ritengono che l'embrione possieda fin dai primi istanti le caratteristiche di una piena individualità umana, ma che questa sia acquisita gradualmente.

Legittimare la personalità dell'embrione ha - sicuramente - una ricaduta sulla legge 194 che tutela l'interruzione della gravidanza e non afferma il diritto all'aborto, legge per la cui salvaguardia si sono schierate molte cattoliche e molti cattolici.

Nella legge 40, al divieto delle analisi sull'embrione prima dell'impianto nell'utero della donna, viene opposta, nel caso della possibilità di trasmissione di malattie genetiche, l'ipocrita possibilità di abortire, "rimedio" che, pur applicando quanto previsto dalla legge 194, è sempre una pratica notoriamente più invasiva e traumatica.

Altra conseguenza sarà il ritorno alla messa sotto tutela del corpo della donna: se una donna lavoratrice subisce un "aborto bianco" sarà colpa sua o dell'impresa presso cui è occupata? e se le piace fare sport e questo viene giudicato come un'imprudenza per il nascituro?

E' risaputo, d'altra parte, che anche in natura molti embrioni si sfaldano naturalmente prima di impiantarsi stabilmente nell'utero: quale status avranno? Si dovrà riformare l'articolo del codice civile sulla persona?

La Chiesa italiana si pronuncia oggi dopo che i primi nati con la fecondazione assistita - omologa ed eterologa - vanno all'università e sono milioni nel mondo: come si pone nei loro confronti? e nei confronti di quei paesi che hanno legiferato in altro modo, in particolare nei confronti delle leggi europee che sempre più dovrebbero assimilarsi fra loro? Scomunicherà chi, potendo, andrà all'estero?

Sappiamo che - nel caso di abrogazione degli articoli della legge 40 attraverso il Si ai quesiti referendari - la ricerca di nuove regole condivise dovrà fare i conti con acquisizioni ed interrogativi della comunità scientifica e di quella giuridica ma innanzitutto dovrà, finalmente, prendere atto del patrimonio di riflessione che viene dai luoghi delle donne e ad esse rispondere, non solo tutelando la loro salute ma salvaguardando il principio all'autodeterminazione scritto innanzitutto nella legge 194. Potrà essere un primo passo verso una democrazia compiuta, che assuma cioè la dualità dei soggetti della cittadinanza in un confronto aperto e senza principi superiori imposti dall'alto."

Gruppi donne delle Comunità cristiane di Base
04 maggio 2005
   
  E’ maggio, fioriscono bandiere
  
Non ci sono solo bandiere delle pace sbiadite dal tempo alle finestre e ai balconi della città: ce ne sono di nuove di zecca. Di quelle ‘storiche’ sappiamo tutto, alziamo gli occhi andando sul sicuro; quelle nuove ci sorprendono piacevolmente; così come ci hanno addolorato quelle che sono sparite, per il rispetto umano, credo, degli inquilini all’interno di quei balconi e di quelle finestre, persone che – forse - hanno dato retta alle critiche di vicini benpensanti,. particolarmente attenti al decoro - così si usa dire - delle facciate  degli androni e annessi... E dove “decoro” e’ certamente parola che assume significati cangianti quanto poco espressivi di comportamento o posizionamento o manifestazione anticonvenzionale.
A furia di sentir dire che” insomma quella bandiera” e “ma come mai signore mio..ancora quella bandiera, la guerra è finita..” o simili..qualcuno ha finito per ritirarla, la bandiera, tradendo il pacifista dentro di sé, per uniformarsi al deserto di bandiere intorno.  Questo è, più che non ci credesse più alla sua efficacia comunicativa.
A incoraggiamento di chi fosse tentato di non resistere più alle sollecitazioni sottili del vicino di casa o dell’amministratore di condominio, dò  per certo che, dopo un certo lasso di tempo, se si lascia scorrere il momento critico dell’attacco, se si resiste e si continua pervicacemente a tenere fuori la bandiera, le critiche si smorzano, le frasette allusive  muoiono sulla bocca del vicino di casa nel momento in cui stanno per uscire e si trasformano magicamente in un sorriso. Qui forse esagero.

C’è comunque un ritorno di bandiere, l’ho notato. Proprio stamani ne ho visto comparire tre nuove in una via qui vicino. Qualche giorno fa non c’erano, escludo che abbiano sostituito le vecchie sbiadite. Un buon viatico per un inizio di giornata…

Germana Pisa
04 maggio 2005
   
  Roma Diario dal presidio
  
Nuovi colori, nuove parole
Ieri sera abbiamo riaperto il Presidio con una novità assoluta: i pacifisti americani al nostro fianco. E' stato un presidio bello, colorato, rallegrato dai nuovi cartelli degli amici americani: Stephanie, Marco e Judith con i quali abbiamo subito solidarizzato. Si è ripreso il sistematico posizionamento dei cartelli, dello striscione e delle bandiere, mentre il nastro isolante passava da una mano all'altra. Subito in sintonia con i nuovi amici che guardavano come fare e poi ci aiutavano.

Fonte: Art. 11 Roma
22 aprile 2005
Ieri sera abbiamo riaperto il Presidio con una novità assoluta: i pacifisti americani al nostro fianco. E' stato un presidio bello, colorato, rallegrato dai nuovi cartelli degli amici americani: Stephanie, Marco e Judith con i quali abbiamo subito solidarizzato. Si è ripreso il sistematico posizionamento dei cartelli, dello striscione e delle bandiere, mentre il nastro isolante passava da una mano all'altra. Subito in sintonia con i nuovi amici che guardavano come fare e poi ci aiutavano.

Marco ci ha suggerito di mettere meglio in evidenza lo striscione art. 11 "l'Italia ripudia la guerra", magari da un palo all'altro, come i panni distesi al sole di gucciniana memoria, ma purtroppo gli abbiamo spiegato che non si poteva. Ma aveva ragione lui.
I loro cartelli tra le bandiere di pace, nel reticolo di sbarre, che corona "l'ovile", facevano effetto. Hanno fatto effetto. I turisti hanno preso moltissime fotografie, stavolta siamo stati fotografati più della colonna la centro della piazza. E Lab ha sparato la sua battuta: "dobbiamo farci dare un contributo dal sindaco di Roma, come attrazione turistica".
E' passato anche un signore che per 5 giorni ha digiunato davanti Montecitorio per reclamare i diritti dei padri che non vedono i propri figli. Fa parte di un movimento per i diritti dei figli dei genitori separati. (sul sito trovate le informazioni www.figlinegati.it.
Parlavamo tra di noi, scambiandoci di posto, cambiando argomento, confrontandoci sulle diverse iniziative in corso, per trovare nuove sinergie. Un lavorio di menti, di occhi, di parole. Che toccasana per noi che amiamo la partecipazione, che preferiamo esserci, abbandonando l'idea della indifferenza. Tutti concordi nel fare e nell'agire.

C'era Chiara con la sua bici. E' arrivato Hilia (ma si scrive così?) con sua moglie, così simpatica e aperta come l'abbraccio che ha scambiato con Ilaria. Castagnola ci ha rifocillato con la pizza e i suoi biscottini, Mauro che ha scattato molte foto e che faremo in modo di farvi avere. Veramente un grande piacere. Perché le donne e gli uomini amano stare insieme, amano condividere gioiosamente le esperienze. Judith ci ha mostrato un libro con foto bellissime: donne di tutti i paesi contro la guerra.
E poi quante persone si sono fermate. Stephanie ce lo racconta attraverso queste parole: "C'era una famiglia di Boston.. che sono attivi contro la guerra. Poi un gruppo di Seattle, anche loro avevano partecipato in proteste contro la guerra.
C'era una coppia di gay da New York City. Uno era cittadino canadese e avevano deciso di trasferirsi in Canada, visto la situazione negli USA, specialmente per i gay. Io avrei preferito vederli restare e lottare per i diritti, ma capisco la loro decisione…”
E poi c'era quella simpaticissima ragazza di Chicago che si è fermata a fare la foto con noi. È studentessa di medicina e stava a Roma per una conferenza. Ci ha raccontato che ad Ottobre 2004, poco prima delle elezioni, in macchina aveva attraversato lo stato di Michigan, il quale era uno degli stati cosidetti "in bilico". Ha detto che per 3 ore, tutti i cartelloni lungo l'autostrada erano della campagna elettorale. O Bush, o Kerry. Niente pubblicità per automobili, per telefonini, etc. Solo politica. Ma la cosa sorprendente è che i cartelloni non dicevano "vota per me", ma "non votare per lui", cioè erano tutti contro!

Lei lavora anche con un gruppo di medici per i diritti umani, e in particolare contro le mine anti - uomo, e aveva conosciuto Gino Strada che ha parlato alla sua universitá"Chiara ci ha anticipato che per stasera consegnerà al Presidio l'articolo su Falluja. Parlavano delle atroci uccisioni avvenute nella città fantasma e ho notato una grande tristezza in Stephanie, i suoi occhi le si sono velati.
Abbiamo ricordato i problemi dei reduci di un'altra guerra: Vietnam.
Amaramente constatando che certi errori non insegnano mai a coloro i quali governano il mondo.

Il portone si è chiuso. Un palazzo di nuovo in affitto? Non sappiamo.....
Noi siamo rimasti ancora per continuare a parlare piacevolmente. Poi tolte le tende ci siamo ricomposti. Ci siamo salutati tutti con baci e abbracci per la prossima volta.
Resta una sensazione nuova nell'andare via: I colori iridati e i colori della bandiera americana dei cartelloni con su scritto: "United States Citizens for Peace" e "Stop the War: US Citizens for Peace".

Daniela (Roma)
04 maggio 2005
 
   L' i n f o r m a z i o n e   n e g a t a
 


   I l   d o c u m e n t o
   
 

Appello

Bolkestei : e-mail bombing sul parlamento europeo!

Chiediamo il ritiro della direttiva bolkestein!
Inondiamo di e-mail la commissione mercato interno del parlamento europeo!

 
Nella giornata di oggi 24 maggio, la Commissione Mercato Interno del Parlamento Europeo inizia la discussione della Direttiva Bolkestein. La Commissione Mercato Interno si pronuncerà con un voto entro la prima metà di giugno. Sarà l’ultima tappa prima del passaggio della Direttiva al Parlamento Europeo in prima lettura (ad oggi previsto per fine settembre/inizio ottobre). Crediamo sia importante far sentire ai membri della Commissione Mercato Interno la voce di quanti in questi mesi e in tutta Europa si stanno mobilitando contro una Direttiva che privatizza i servizi pubblici, deregolamenta in maniera definitiva i diritti del lavoro, azzera I poteri discrezionali delle autorità locali liberamente elette.
Proponiamo a tutte/i di inviare e far inviare una email ai seguenti indirizzi, con il seguente testo :

“Gentile Onorevole, la Commissione Mercato Interno, di cui lei è membro ha iniziato la discussione della Direttiva Bolkestein. Volevo informarla che, insieme a decine di migliaia di cittadini e lavoratori di tutta Europa considero la Direttiva Bolkestein un feroce attacco ai servizi pubblici, ai diritti del lavoro e alla democrazia come luogo del bene comune e della partecipazione collettiva. Sto lottando nel mio territorio per sensibilizzare quante più persone possibili e tutti assieme chiediamo il ritiro della Direttiva Bolkestein. Mi aspetto che Lei sappia e che voti di conseguenza. Distinti saluti”

“Kind Member of European Parliament, the internal market Commission you belong to has begun the discussion about the Bolkestein Directive. I’d like to let you know that, together with thousands of citizens and workers of all Europe, I consider the Bolkestein Directive al atrocious attack to the public services, the worker’s rights and the democracy, seen as the place for the common goods and collective participation.
I’m fighting in my territory in order to make aware about it many persons as possible, and all together we ask for the withdrawal of the Bolkestein Directive. I expect that you know it and that your vote will be consequent.
Regards”

ahedh@europarl.eu.int; ahedh@europarl.eu.int; ajaatteenmaki@europarl.eu.int; alambsdsorff@europarl.eu.int; amackowka@onet.pl; amackowka@op.pl; amccarthy@europarl.eu.int; aschwab@europarl.eu.int; bdoorn@europarl.eu.int; bpatrie@europarl.eu.int; bvergnaud@europarl.eu.int; bweiler@europarl.eu.int; cheathonharris@europarl.eu.int; e-b.svensson@bredband.net; egebhardt@europarl.eu.int; eherczog@europarl.eu.int; gbloom@europarl.eu.int; gpodesta@europarl.eu.int; hdkristensen@europarl.eu.int; hruhle@europarl.eu.int; jfourtou@europarl.eu.int; jslajer@europarl.eu.int; jtoubon@europarl.eu.int; jwuermeling@europarl.eu.int; klechner@europarl.eu.int; llehtinen@europarl.eu.int; mdevitis@europarl.eu.int; mhandzlik@europarl.eu.int; mharbour@europarl.eu.int; michal.kaminski@sejm.pl; mmedinaortega@europarl.eu.int; mthyssen@europarl.eu.int; phillip@phillipwhiteheadmep.net; pjonckheer@europarl.eu.int; pwhitehead@europarl.eu.int; tmanders@europarl.eu.int; wnewton@europarl.eu.int; zplestinska@europarl.eu.int; zroithova@europarl.eu.it

   
 

Stralcio dal documento di Magistratura Democratica
http://www.magistraturademocratica.it/md.php/9/712

2. Le difficoltà dello Stato costituzionale di diritto

L'attuale fase istituzionale e politica non è il contingente risultato di una serie di cause transeunti.

Essa presenta certamente aspetti particolari, legati agli orientamenti delle forze politiche tuttora dominanti ed al rischio di un declino economico e sociale del Paese.

Ma altri elementi strutturali nascono al di là dei confini nazionali e trovano origine in trasformazioni complessive dei modi di produzione e di distribuzione della ricchezza e nelle pulsioni autoritarie che si manifestano in molti Paesi, col pericolo di una messa in discussione dello Stato costituzionale di diritto. Ciò ci impone di allargare lo sguardo e di confrontarsi con le modificazioni globali della sfera pubblica dell'economia, della politica e del diritto.

Emerge ovunque una tendenza alla compressione dei diritti, anche fondamentali, individuali e collettivi, con particolare evidenza in alcuni ambiti quali la salvaguardia della sicurezza collettiva, la sfera del diritto penale, la tutela del lavoro, la tutela dell'ambiente, l'immigrazione, il diritto allo studio, il diritto alla salute, il diritto ad informare ed essere informati, la tutela dei minori davanti a tutti gli organi giurisdizionali.

I diritti vengono riconosciuti solo se compatibili con le scelte politiche e con le logiche di mercato.
Si assiste inoltre alla riduzione della garanzia giuridica a tutto vantaggio della dimensione della forza politica, attraverso l'enfatizzazione del principio di maggioranza e l'esaltazione dell'onnipotenza del legislatore, anche col sacrificio del principio di eguaglianza davanti alla legge.

Si è, infine di fronte ad un attacco all'indipendenza della magistratura ed in genere ad una contestazione di tutte le autorità che operano al fuori del circuito del consenso politico, nel quadro di un disegno che mira a ridimensionare il ruolo costituzionale della giurisdizione e lo spazio proprio delle istituzioni di garanzia.

3. La crisi della democrazia in Italia

In Italia questa tendenze si sono espresse nel progetto di mutare radicalmente la Costituzione e nella proposta "complementare" di stravolgere lo statuto della magistratura.

Le numerose leggi ad personam approvate in questi anni hanno già rappresentato una lesione della legalità costituzionale e del diritto uguale. Ma sino ad ora è rimasto impregiudicato (ed in parte ha concretamente operato) il ricorso alla giustizia costituzionale.

La controriforma dell'ordinamento giudiziario, ove fosse approvata, non potrà reggere ad una seria verifica di conformità alla Costituzione da parte di un Corte costituzionale autorevole, libera e indipendente. Ma perché ciò accada è necessario, appunto, che la Corte costituzionale resti tale.

Ciò significa che per MD il terreno prioritario di attenzione è quello della difesa della Costituzione e del contrasto degli attuali progetti di modifica.

Contro la rottura costituzionale costituita dal disegno di legge già approvato in prima lettura dalle Camere, che -modificando il rapporto tra i vari poteri e le relazioni Stato e Regioni, delineati nella II Parte della Carta costituzionale- finisce con l'incidere sugli stessi diritti fondamentali, non basta più la parola d'ordine, pure nobile e significativa, della resistenza costituzionale. "

"...invio stralcio ricavato dallo stesso documento e ringrazio i magistrati di Magistratura Democratica per questa assunzione di responsabilità:
ben venga finalmente la magistratura che "fa politica" con questa attenzione al bene pubblico dello stato di diritto"

rino sanna
11 maggio 2005

   
 
   R e c e n s i o n i
 

 

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