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mercoledì, 04 maggio 2005
 

  Per inviare articoli o messaggi: lombardia@megachip.info
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Ultimi articoli inseriti:

E v e n t i  e  s e g n a l a z i o n i :

-       Il Manifesto di Un'AltraLombardia - la relazione di Mario Agostinelli 
        Lettera aperta a Mario Agostinelli e invito  per lunedi' 27 giugno -  di Rino Sanna 
-       In ricordo di Einstein e del suo pensiero sulla pace e sulla vita  -  a cura di gea
        e da: "L'Astronomia"
-     
"Facciamo la Pace?" - la positiva esperienza educativa della scuola "Casa del
        Sole" al Parco Trotter di  Milano  -  di Cristina Degan 
                       

- Campo 'Comunicazione' - parole, immagini, potere - dal 28 agosto al 4 settembre 2005  presentazione e informazioni su www.agapecentroecumenico.org e nell'articolo
- Rapporto sui Diritti Globali 2005 - Milano, 30 giugno, ore 18 - Centro S.Fedele
- Documento della Associazione Nazionale Magistrati in previsione del voto al Senato
Le iniziative della Casa della Cultura sulla rete: in audio e in video !
- Arcoiris TV - www.arcoiris.tv/
-Milano: Importanti reperti romani velocemente ricoperti di cemento. Fonte:  centrosinistra_comunemi
- Nuovi servizi della Casa della Cultura di Milano
- Resoconto di una esperienza di Media Education (Milano) - di Marco Capovilla

- Quando inizia la vita. Estratto del testo preparato a cura della Associazione Luca Coscioni nel contesto della discussione sul tema del prossimo referendum sulla legge 40/2004


A  b o t t a  c a l d a :

-  Moneta verde uno scudo contro l'insipienza - di rino sanna
- Il  My Day del Paese Italia è iniziato..di rino sanna
- Valutazioni e considerazioni del dopo-referendum:
- Riflessioni sul referendum - di Communitas
-
Come mai, le donne... - di germana pisa
- Iniziative da pazienti infertili: otto per mille e lo sbattezzo - di Federica Casadei
L'otto per mille  -  di germana pisa
- Lo scempio -  di Rino Sanna



L' i n f o r m a z i o n e  n e g a t a :

- Nel sito: www.megachip.info: intervista a Claudio Fracassi, autore del libro da cui è tratto il capitolo proposto: intervista a cura di Marinella Ciamarra.

  a   b r u c i a p e l o:
...perchè stupirsi dell'esito delle elezioni in Iran, quando impazzano neocon e teocon, 
originali, d'imitazione e d'importazione, un po' dappertutto, nel mondo?
   
 

E v e n t i  / S e g n a l a z i o n i

 

 

  La Costituzione minacciata - incontro con Valerio Onida
Milano - giovedì, 30 giugno, ore 21 - Camera del Lavoro
p.le Segesta 4
 

 
Il popolo Italiano ha. scelto la Repubblica ed eletto la ASSEMBLEA COSTITUENTE che ha approvato la Carta Costituzionale.
Quattro saggi (?) dell'attuale maggioranza di governo si sono chiusi nella baita di Lorenzago e, tra una polenta e un fiasco di vino, hanno riscritto la Seconda Parte della Costituzione Italiana.
Ne è risultata:
dell'ordinamento dello Stato e insieme ad esso tutti gli altri istituti di garanzia a cominciare dalla Corte Costituzionale.
- una Costituzione che attribuisce al Presidente del Consiglio più potere di quello che attualmente ha già
- una Costituzione farraginosa, contraddittoria e sostanzialmente inapplicabile.
Per capire meglio e di più le finalità giuridiche e politiche
Per costruire i comitati Salviamo la Costituzione nei nostri territori

                                                 INCONTRO  PUBBLICO con
                                                       Valerio Onida
                                      ex Presidente della Corte Costituzionale

                                           Giovedì 30 Giugno ore 21.00

                                       Camera del Lavoro - Piazzale Segesta, 4

 Partecipano: LorisVegetti     Partigiano-Vìcepresidente ANPI Milano
Antonio Lareno  Segreteria CGDL Milano.


Noi ci battiamo civilmente, pacificamente, da mesi contro questo inaccettabile
stravolgimento della Costituzione e ci prepariamo a sostenere il NO al referendum
confermativo.

Promotori dei Comitati "Salviamo la Costituzione" Zona 7

 


   
  INVITO
Conferenza di presentazione del
RAPPORTO SUI DIRITTI GLOBALI 2005
promosso da CGIL, ARCI, Antigone, CNCA, Legambiente, Forum ambientalista
realizzato dall'Associazione Società Informazione
(edizioni Ediesse)
 

MILANO, giovedì 30 giugno 2005, ore 18
Sala Trasfigurazione, Centro San Fedele, piazza San Fedele 4 (MM1, fermata
Duomo)
partecipano:

padre Guido BERTAGNA, direttore Centro culturale San Fedele
Susanna CAMUSSO, segretaria generale CGIL Lombardia
Maurizio GUBBIOTTI, segreteria nazionale Legambiente
Gad LERNER, giornalista
Ciro PESACANE, presidente nazionale Forum Ambientalista
Giorgio ROILO, segretario generale Camera del lavoro di Milano
Sergio SEGIO, curatore del Rapporto
 
l'ingresso è libero e aperto al pubblico
 
www.dirittiglobali.it

 

ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI
Sezione della Cassazione
documento

 

L'Assemblea della Sezione Cassazione dell'Associazione Nazionale Magistrati,  riunita in Roma il 23 giugno 2005, ha approvato all'unanimità  dopo ampia discussione e a seguito di alcuni emendamenti il seguente  documento proposto dalla Giunta  della Sezione quale contributo per l'Assemblea generale dell'Associazione del 25 giugno 2005:

1.  Il Senato  sta discutendo il testo della legge delega sulla riforma dell'ordinamento giudiziario.  Si tratta di un atto normativo di grandissimo rilievo costituzionale, poiché la proposta tocca tutti i punti nevralgici dell'ordinamento giurisdizionale.  Appare quindi evidente quale debba essere il livello di attenzione e di partecipazione  che il Parlamento è chiamato a dispiegare per  una simile elaborazione legislativa, data anche l'estrema complessità delle soluzioni normative che vi vengono delineate.   La delicatezza dello scrutinio parlamentare  è  poi drammaticamente accentuata dal fatto che  esso avviene dopo che il testo è stato rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica per una nuova deliberazione, con un messaggio nel quale  Presidente della Repubblica  denunziava  "motivi di palese  incostituzionalità" nel disegno che le Camere avevano già approvato.
E' quindi motivo di sconcerto e di allarme - allarme per la salvaguardia di quei fondamentali principi di correttezza costituzionale che garantiscono garantisce il sistema politico istituzionale dal rischio di fenomeni degenerativi  - constatare  che i lavori parlamentari si svolgono in un clima  di concitazione  e di completa chiusura al confronto:  al confronto interno all'istituzione parlamentare, ma anche al confronto con l'esterno ed in particolare con la cultura giuridica,  mentre sembra ormai irremovibile il rifiuto di dare  qualunque ascolto alla voce della magistratura.   Chiamato ad emendare  un testo di riforma di grande rilievo costituzionale e di estrema complessità per espungerne le incostituzionalità gravi e palesi - ma anche, possibilmente,  quelle meno eclatanti -  era legittimo aspettarsi che il Parlamento avrebbe dedicato ad un simile compito tempi e impegno adeguati.   Così non è stato ed il soffocamento della discussione appare ancor più grave se si considera che il testo è rimasto  strutturato  nel modo  assurdo  e incomprensibile  denunziato dal Presidente della Repubblica, tale da porsi già di per sé in contrasto con  "la ratio delle norme costituzionali che disciplinano  il procedimento legislativo  e segnatamente con l'articolo 72 della Costituzione, secondo cui ogni legge deve essere approvata articolo per articolo e con votazione finale".

2.  Restano ferme, nei confronti del testo emendato del disegno di legge delega sulla riforma dell'ordinamento giudiziario, tutte le critiche  che al testo originario sono state rivolte - sul piano della costituzionalità, sul piano della razionalità ed anche sul piano della semplice ragionevolezza - dalla magistratura associata, dal Consiglio Superiore della Magistratura, dalla parte prevalente della cultura giuridica. In particolare resta fermo  - e deve essere  con chiarezza ribadito:

  a) che il vero, grande problema del nostro sistema di giustizia è quello dell'efficienza, che si manifesta nell'intollerabile durata dei nostri processi civili e penali;

 b) che è quindi evidente la necessità di dare priorità assoluta a questo problema, magari con misure drastiche, con cambiamenti anche non graditi a magistrati e avvocati ma tutti chiaramente orientati a soddisfare l'esigenza dei cittadini di avere una giustizia più rapida;

  c)  che nel disegno di legge delega non vi è neppure una norma, neppure un singolo comma, che introduca una sia pur modesta misura di efficienza.

Dell'interesse pubblico - incontestabile e da tutti condiviso - ad avere processi  meno lenti, meno cavillosi, più chiari e più efficienti - in altre parole, più giusti -  questa riforma non intende occuparsi, quasi che  fossero altri gli obiettivi più importanti ed urgenti da perseguire.
Resta anche fermo - e deve ugualmente essere ribadito con chiarezza - il giudizio di assurdità  e di concreta impraticabilità formulato da tutti i commentatori riguardo  ad un sistema  che  determina una "esasperata frammentazione dei magistrati  in quindici diverse funzioni, dieci livelli di inquadramento di grado, tredici tipi di concorsi e sei diverse composizioni delle commissioni"  e che, nella sua imbarazzante macchinosità,  non solo riuscirà inattuabile, ma, ove mai attuato,   implicherebbe una partecipazione dei singoli magistrati a procedure concorsuali potenzialmente così frequente da determinare  una drastica riduzione del tempo  impiegato nell'esercizio della funzione giudiziaria.  

3.  Gli elementi incostituzionalità  della controriforma non sono stati affatto superati dalle correzioni apportate al testo  rinviato alle Camere.  Alcuni di essi sono stati forse resi meno palesi,  ma questo non basta perché possa ritenersi adempiuto il dovere di rispettare la costituzione e di dare ad essa lealmente attuazione nella misura più ampia e più profonda.

Al di là dell'incostituzionalità di molte delle singole specifiche norme del disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, quella che più si evidenziava in esso era la contrarietà del disegno complessivo delineato dalla controriforma rispetto al disegno  delineato dalla Costituzione.

Il disegno costituzionale è quello di affidare il governo della magistratura  al  Consiglio superiore della magistratura, e cioè ad un organo eletto prevalentemente dagli stessi magistrati, al quale la Costituzione attribuisce la funzione di esprimere  e di attuare l'autonomia dell'ordine giudiziario.
E' affermazione comune, nella giurisprudenza costituzionale, nella letteratura costituzionalistica e nella convinzione  unanime della magistratura,   che l'esistenza del Consiglio superiore della magistratura  e l'attribuzione a tale organo delle funzioni di governo della magistratura  siano il vero baluardo dell'indipendenza dell'istituzione  giudiziaria e dei singoli magistrati e quindi la garanzia essenziale  dell'imparzialità del sistema di giustizia, sia nel suo insieme, sia con riferimento a ciascun giudice e a ciascun processo. 

La previsione costituzionale di un organo di tal genere e la funzione cui esso risponde nel disegno costituzionale implica logicamente che  alla sua competenza esclusiva siano attribuite - senza possibilità di interferenze e di condizionamenti dall'esterno - tutte le funzioni che direttamente o indirettamente possano incidere sullo status dei magistrati e quindi condizionare la loro indipendenza e tutte quelle  che parimenti compongono  la funzione di governo dell'amministrazione della giurisdizione.

Ora, il dato significativo del disegno di legge  in esame è costituito dal numero davvero impressionante, dalla sistematica univocità, dalla precisa concordanza delle innovazioni dirette a togliere, ridurre, limitare  o neutralizzare le funzioni del Consiglio superiore della magistratura.  E' appunto il numero, la gravità e l'univoca concordanza  di questi elementi a far comprendere qual è la complessiva ragione ispiratrice di fondo  - peraltro neppure nascosta ed anzi più volte dichiarata - che questa riforma è diretta ed idonea a realizzare. L'intento complessivo è quello di ridurre e/o neutralizzare o condizionare il ruolo del Consiglio superiore della magistratura  nel governo della magistratura e dei magistrati. Ma è proprio questa funzione della riforma ciò che la pone in radicale contrasto con il dettato costituzionale.   Guardando all'insieme della riforma e non  solo ai suoi singoli segmenti risulta ben chiaro che essa delinea un disegno dell'istituzione giudiziaria confliggente  rispetto al modello che per essa la  costituzione ha imposto al legislatore di seguire , quando gli ha affidato il compito, fino ad ora inadempiuto,  di emanare "una nuova legge sull'ordinamento giudiziario in conformità alla Costituzione".

Lo stesso può dirsi per il principio  di  uguaglianza dei magistrati stabilito dall'articolo 107 terzo comma della Costituzione  che ha trovato attuazione  nel tempo mediante la tendenziale abolizione della "carriera". 
Lo stesso  vale per la concezione del potere giudiziario come potere diviso e diffuso, che viene  cancellata con il ripristino di un assetto strettamente gerarchico nelle Procure della Repubblica.
            
Lo stesso vale per la separazione delle carriere attuata tra magistrati giudicanti e magistrati del pubblico ministero in modo surrettizio ma comunque in contrasto con la Costituzione, che  attribuisce  indistintamente la funzione giurisdizionale ai  magistrati - senza differenziare tra giudici e pubblici ministeri  (articolo 102, primo comma);  che considera giudici e pubblici ministeri come componenti di un unico ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere (articolo 104);  quali elettori dell'unico Consiglio superiore della magistratura  e quali componenti di esso (articolo 104 commi secondo e seguenti);  che assoggetta giudici e pubblici ministeri esclusivamente ai poteri del Consiglio superiore della magistratura per tutto ciò che riguarda il loro status (articolo 105); che per entrambi stabilisce  la nomina esclusivamente per concorso (articolo 106, primo comma), nonché l'inamovibili e la distinguibilità solo per funzioni (articolo 107).   
            
  Sul piano tecnico-giuridico,  quindi, appare evidente che la progettata riforma dell'ordinamento giudiziario è contraria alle regole o ai principi della costituzione proprio perché è ad essi contrario il risultato  della combinazione dei singoli disposti precettiv,  tale da far risultare che  "gli organi legislativi si sono serviti della legge   per una finalità diversa  da quella che la norma costituzionale addita", secondo la formulazione  che si legge in Corte cost. sent. 53 del 1974.  Il fatto  è che la  legge deve alla Costituzione non solo un rigoroso rispetto formale, ma anche e soprattutto un rispetto sostanziale e materiale, che va quindi riferito anche al risultato  dei meccanismi e delle combinazioni normative e non solo alle  singole disposizioni di cui la disciplina si compone.

 4.  Lo stesso carattere elusivo appare connotare gran parte delle correzioni adottate per "rispondere" ai rilievi del Presidente della Repubblica.
  Resta infatti l'illegittima - oltre che del tutto illogica - alterazione del procedimento valutativo del CSM in ordine alle attitudini professionali dei magistrati mediante l'attribuzione ad esso di un compito di mera valutazione del giudizio formulato  dalla Scuola.  Resta il carattere vincolante  per il Consiglio - come tale e per ciò solo assolutamente e palesemente incostituzionale -  del giudizio di non idoneità formulato dalla c.d. commissione di concorso.  Resta la possibilità per il Ministro di ricorrere al TAR contro le deliberazioni del Consiglio Superiore della Magistratura, quasi che  il Ministro, come ha segnalato il Presidente della Repubblica,   possa assumere "il ruolo di titolare di un interesse legittimo contrapposto a quello del Consiglio Superiore della Magistratura  parificabile a quello del controinteressato che si dolga dell'essere stato escluso".

5. Il nostro Paese attraversa per molti aspetti un periodo molto difficile. Proprio la gravità del momento deve indurre tutti  a recuperare misura ed equilibrio nei rapporti tra le istituzioni.  L'avversione  nei confronti della magistratura, di cui questo disegno di riforma è espressione, è in sé cosa non degna di uno Stato costituzionale.  Ma soprattutto la prudenza deve  indurre a non compiere passi idonei  a minare il valore  e il ruolo che debbono  essere riconosciuti alle massime e fondamentali istituzioni di garanzia del nostro ordinamento costituzionale. 

 L'Assemblea
 - da mandato

alla Giunta della Sezione di presentare il documento così approvato all'assemblea dell'ANM del 25 giugno 205;

- invita

tutti i magistrati della cassazione, della Procura Generale e del Massimario a partecipare all'assemblea generale dell'Associazione nazionale magistrati che si terrà nell'Aula Magna della cassazione Cassazione sabato  25 giugno 2005  alle ore 10;

- propone

    all'Assemblea Generale dell'A.N.M. di conferire alla Giunta Esecutiva Centrale  il più ampio mandato  ad individuare e decidere le forme più idonee - compreso lo sciopero - per manifestare  alle istituzioni e all'opinione pubblica la continuità e la fermezza del dissenso della magistratura tutta rispetto al disegno di legge  sulla riforma dell'ordinamento giudziario. 

Roma 23 giugno 2005
 

  giovedì 23 giugno, ore 21, alla Casa della Cultura, su proposta di Amnesty International, sezione italiana, Circoscrizione Lombardia:
"Casa dolce casa" atto unico sulla violenza domestica alle donne
  testo di Fanny Dalla Valle
psicologa e attrice
 
e di
  Samantha Gamberini,
formatrice esperta di tematiche del genere
   ...in scena Fanny Dalla Valle e Paolo Vergnani
musiche originali eseguite dal vivo dagli autori: Marcello Bruno e Pino Pio Arborea
regia di Marco Marchegiani  supervisione di Francesco Brandi
                          Mai più violenza sulle donne
Si vogliono analizzare i meccanismi culturali, sociali e psicologici sottostanti il fenomeno della violenza domestica. L'obiettivo è di sfatare i luoghi comuni sul tema, a partire dal tentativo di circoscriverlo a realtà sociali degradate.
  Nuovo servizio di Casa della Cultura di Milano
Le iniziative della Casa della Cultura sulla rete: in audio e in video

 

Sul sito della Casa della Cultura  potete trovare un nuovo servizio. Andate alla home page del nostro sito: www.casadellacultura.it e trovate una sezione multimediale. Se entrate, trovate due opzioni possibili: una audio e una video.
Nella sezione audio trovate la registrazione audio di tutti gli incontri che si tengono presso di noi (al momento, sono archiviate tutte le iniziative svoltesi da aprile 2005 in avanti). Nella sezione video trovate la registrazione video (e audio) di alcuni incontri tenutisi ultimamente in Casa della Cultura.
Si tratta di una nuova operazione, costruita con la collaborazione della TV internet Arcoiris.tv, che permette di rendere disponibile in rete, e quindi per sempre, l'archivio audio digitale delle nostre iniziative e nel contempo di avviare una sperimentazione della fruibilità tramite TV Internet anche delle attività culturali più impegnative.
La casa della cultura
via Borgogna, 3
Milano
20 giugno 2005

  "I sette fratelli"
di Antonio Greppi
 

 Desideriamo invitarVi a partecipare all'incontro di presentazione del libro "I SETTE FRATELLI"  di Antonio Greppi, Sindaco della Liberazione di Milano, organizzato delle Sez. ANPI di Zona 5 (Martiri di Via Tibaldi, Vigentina e Stadera-Fiore) in collaborazione con  la Sez. ANPI Barona, con le Sez. ANPI di Zona Sud di Milano  e con l'Associazione La Conta,  che ci sarà, alle ore 21,00 di venerdì 17 giugno 2005 presso la sala "W. Tobagi" del Consiglio di Zona 5 di Milano
In particolare parteciperanno all'incontro:

·Maria Cervi – Nipote di Papà CERVI·Sergio Fogagnolo – Presidente del Com.itato familiari caduti di Piazzale Loreto - Raffaele De Grada – Critico d’arte – Comandante Partigiano Angelo Pessogn- elli – Presidente del Consiglio di Zona 5 – Milano
Vi siamo grati se vorrete dare diffusione elettronica all'iniziativa di cui sopra e/o diffondere la stessa tra le persone interessate alla stessa. 
 
Ciao

Associazione "La Conta"
16 giugno 2005

  Sciopero del telespettatore
   "Schermi al plasma e auditel, parabole, telecomando e prime-time, spot, intervalli, reality e zapping...
Per tre giorni parleremo d'altro.
24-25-26 giugno
Torna lo Sciopero Nazionale dei Telespettatori..."
Info e adesioni a
info@sciopero.tv
associazione esterni
10 giugno 2005
   Otto per mille e lo sbattezzo
   All'indomani del fallimentare referendum/referendum sulla procreazione
assistita, l'associazione Cerco un Bimbo, la maggiore associazione italiana
di pazienti infertili, attivamente impegnata da anni nella battaglia contro
la legge 40/2004, rilancia le iniziative:

- OTTOPERMILLE, per non devolvere l'8x1000 alla chiesa cattolica
- LO SBATTEZZO, per la cessazione degli effetti civili del battesimo.

L'iniziativa OTTOPERMILLE, che Cerco Un Bimbo ha proposto già dal 2003 al
momento dell'approvazione del disegno di legge che sarebbe poi diventato la
famigerata legge 40/2004, è stata rilanciata in questi giorni e ha già visto
una massiccia adesione: oltre 200 firme in pochi giorni (l'elenco è sul
nostro sito alla pagina
http://www.cercounbimbo.net/index.php?pid=97).

Per quanto riguarda LO SBATTEZZO, ovviamente le adesioni sono in numero
minore ma registriamo già almeno una decina di persone che ne hanno fatto
formale richiesta.

Le cifre non sono certo da capogiro, ma riteniamo sia un segnale
significativo delle reazioni dei pazienti infertili (la gran parte dei quali
sono cattolici) all'atteggiamento della chiesa cattolica nei confronti della
procreazione assistita.

Invitiamo tutti coloro che hanno sostenuto la battaglia contro la legge 40 e
la campagna referendaria ad aderire alle nostre iniziative. Tutte le
informazioni sono disponibili sul nostro portale,
www.cercounbimbo.net

Federica Casadei
Presidente Associazione Cerco Un Bimbo
www.cercounbimbo.net

   
  ARCOIRIS trasmette anche sul satellite grazie a un accordo con TAXI CHANNEL

TUTTI I GIORNI dalle 23:00 alle 02:00
 
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 CHIUDERE IL CPT DI VIA CORELLI

Appello alla città democratica e antirazzista

A Milano esiste un “luogo” nascosto allo sguardo della città, protetto da muri di cemento alti tre metri che vorrebbero renderlo invisibile, e che vorrebbero cancellare dalla vita quotidiana della metropoli le donne e gli uomini che vi sono rinchiusi. Lo chiamano “Centro di permanenza temporanea e assistenza” (CPT), ma è un vero e proprio luogo della detenzione. Si trova in via Corelli, sotto la tangenziale est, che in quel punto è “difesa” dalla vista del Centro da paraventi di ferro.
Un CPT, ovvero una gabbia per uomini e donne, colpevoli solamente di esistere; persone che non hanno commesso alcun reato e che non hanno subito nessun processo, ma che ciononostante vengono rinchiuse e private della libertà personale fino a due mesi. Sono colpevoli unicamente di non essere cittadini comunitari, di aver varcato dei confini, di cercare una possibilità di vivere, di vivere meglio, di scegliere liberamente dove vivere; giudicate colpevoli di lavorare in nero, di non essere stati regolarizzati dai datori di lavoro; giudicate colpevoli di aver perso il lavoro e di non averne trovato un altro. Privi di documenti non risultano cittadini di alcun paese e, rinchiusi in un centro inaccessibile a chiunque, finiscono per scomparire in un buco nero.
Un CPT, l'assurdo di un mondo che abbatte ogni limitazione alla libera circolazione di merci, denaro, flussi
finanziari, ma che teme l'idea che gli esseri umani si muovano sfuggendo al controllo.
In questo modo in Italia viviamo un doppio binario giuridico, che prevede, accanto al diritto ordinario, spazi di eccezione riservati a particolari categorie di persone. In tali spazi, che comportano una sorta di extraterritorialità all'interno del territorio dello stato nazionale, l'eccezione diventa la regola. La detenzione amministrativa nei CPT è l'istituto attraverso cui si è instaurata in Italia tale eccezione.
Da due mesi in via Corelli detenute e detenuti si sono ribellate/i: hanno protestato contro la violenza a cui sono sottoposte/i; hanno rifiutato le condizioni di vita che sono loro imposte; hanno contestato la logica stessa del CPT. Hanno chiesto a noi tutte/i di entrare, di verificare, di protestare – in un luogo dove l'accesso alle associazioni e agli enti di tutela è ostacolato soprattutto se avvertito come potenzialmente conflittuale; ci hanno detto: “come potete accettare questo luogo? In un paese democratico non possono esistere questi centri di detenzione!”

 Noi dobbiamo rispondere al loro appello e per questo ci rivolgiamo alla Milano democratica, accogliente e antirazzista, perché non faccia cadere nel vuoto l’appello delle detenute e dei detenuti di via Corelli, perché si mobiliti e porti in tutta la città la loro voce e la voce di quelle/i che vogliono chiudere questa ferita aperta nella nostra città, vogliono chiudere il CPT e impedire che nello stesso luogo venga aperto il “Centro di Identificazione per richiedenti asilo”.

 Una mobilitazione che sia l’occasione per un monitoraggio attivo nel centro, perché se oggi l'ingresso nei CPT è condizionato alla presenza di parlamentari o consiglieri regionali, noi riteniamo necessario operare una pressione politica affinché questo diritto venga esteso ad organismi indipendenti e svincolati da qualsiasi difficoltà o disposizioni governative: un monitoraggio che serva a mostrare alla pubblica opinione l'esistenza di luoghi in cui il diritto è sospeso e discrezionale.
Una mobilitazione che sia l’inizio di una nuova stagione di diritti per le donne e i gli uomini migranti, mai più sottoposti alle discriminazioni, mai più sottoposti al ricatto e alla disumanizzazione dei CPT.

 Milano Migrante: ARCI, CS Leoncavallo, SinCobas, Naga, Baggio Social Forum, Dimensioni Diverse – Fiom Milano – Attac Milano – Confederazione Cobas – Missionari Comboniani Castelvolturno - Lila Cedius Onlus – Centro Multietnico La Tenda – Arci Servizio Civile Milano – Arciragazzi – Arci Metromondo – Arci VarieAzioni - Socialpress - Tavolo Migranti – Comunità Kurda Milano – Bastaguerra Milano - Associazione Alfabeti Onlus – Salaam Ragazzi dell’Olivo Milano – Ecumenici – Ass. Amici della casa Marta Larcher – Opera Nomadi Milano – Circolo “L. Previato” Prc Peschiera Borromeo – Associazione nazionale Giuristi Democratici (sez. Milano) - Giovani Comunisti - Partito della Rifondazione Comunista (Federazioni di Milano e Brianza) - Verdi

 Franco Arrigoni (segr. gen. regionale FIOM) – Luigia Pasi (segr. naz. SinCobas) - Luciano Muhlbauer, Mario Agostinelli, Osvaldo Squassina (consiglieri regionali Prc) - Carlo Monguzzi, Marcello Saponaro (consiglieri regionali Verdi) – Antonello Patta, Piero Maestri (consiglieri provinciali Prc) – Vittorio Agnoletto (europarlamentare Prc) – Gigi Malabarba (capogruppo Prc Senato) – Fiorello Cortiana (senatore Verdi) – Daniele Farina, Davide “Atomo” Tinelli, Giovanni Occhi (consiglieri comunali Prc) – Maurizio Baruffi (consigliere comunale Verdi) – Basilio Rizzo (consigliere comunale Miracolo a Milano) – Felice Besostri (coord. reg. Sinistra DS per il Socialismo) -  Stefano Costa (portavoce Fed. Verdi Milano) – Mario Gaeta (segretario Slc-Cgil Milano) - Giosuè De Salvo - Raffele Taddeo – Alfredo Tamisari (Ass. La Camera Chiara) – Giulio Zanotto (segr. Prc Sesto S. Giovanni) – Roberto Vassallo (capogruppo Prc Zona 4) – Filippo Maraffi (consigliere di zona 1 Prc) – Luca Prini (capogruppo Prc Zona 3) - Luca Brunet (capogruppo Prc Comune di Peschiera Borromeo) – Margherita Napoletano (consigliera comunale Prc Segrate) – Barbara Bee – Tommaso Vitale (Università Milano Bicocca) – Mario Furlan (fondatore City Angels) – Enzo Barone – Andrea De Lotto, Maria Grazia Bottici (Coord. genitori nidi e materne Chiedo Asilo) – Stefano Mencherini (giornalista) – Luca Fazio (giornalista il Manifesto) - Sandra Cangemi (Coordinamento lombardo Nord-Sud) – Antonio Barbato (RSU SinCobas Polizia municipale MI) – Nadia De Mond (Marcia Mondiale delle Donne) – Adriano Sgrò (segr. Fp-Cgil Milano) – Renato Pomari (direttivo Prc Monza) – Paolo Limonta (AZAD per la libertà del popolo kurdo) – Carlo Carelli (segr. Cgil Lodi) – Roberto Acerboni (capogruppo Prc Zona 6) – Paolo Cassini (presidente UISP) – Maurizio Merlotti (presidente QT.3, Sesto S.G.) – Federico Ceratti – Manuela Ronchi – Giorgio e Giancarla Nobili – Massimo Monti (capogruppo Prc Comune di Bollate) – Sandro Barzaghi (Assessore Provincia di Milano, Prc) – Lucia Sciacca , Daniele Boniardi (Prc Arese) – Antonio Oldani (Assessore Comune di Sedriano) – Alberto Giasanti (Università Milano Bicocca) – Rino Sanna – Germana Pisa - Francesco Radino - Daniele Nozzoli - Alessandro Rizzo -  Marco Fanoli (consigliere di zona 3 Prc) – Bruno Cousin (dottorando Univ. Milano Bicocca) – Bianca Dacomo Annoni (UnAltraLombardia) – Marcello Maneri (Università Milano Bicocca) – Fabrizio Casavola (Mahala) - Megachip Milano

 per adesioni: 333.4665107 – 338.4290610 – e.mail: lucmu@tin.it

   L'esseemmeesse SMS  di queste ore
   Il voto è un diritto democratico La vita è un diritto assoluto...Vai a votare e fai votare, la nostra autodeterminazione è in pericolo e i nostri diritti pure. Buon voto
 

Comunicato stampa Casa della Cultura

Cari amici/amiche, vi trasmettiamo i prossimi incontri, sempre presso la
nostra sede, via Borgogna 3, Milano:

 

 *lunedì 13 giugno ore 18.00 ospitiamo *
Sperling & Kupfer Editori hanno il piacere di invitarla alla
presentazione del libro:
LO STAGNO DI FUOCO di Daniele Nadir
intervengono Edoardo Boncinelli e Alessandro Cecchi Paone; sarà presente
l'autore

*martedì 14 giugno ore 18.00 *
RITA DI LEO e SERGIO ROMANO incontrano OTTORINO CAPPELLI autore di
DEMOKRATIZATSIYA, edit. Guida. Introduce LUIGI IPPOLITO
...In un'epoca in cui si è fatta una bandiera dell'obiettivo di
"esportare la democrazia" questo libro ripropone una tesi provocatoria:
una overdose di democrazia può rivelarsi fatale durante un processo di
transizione, specie se si tratta di una transizione dal comunismo. Guida
Editore e Casa della Cultura

*martedì 14 giugno ore 21.00 *
Dibattito in occasione della presentazione del volume TABU': ELOGIO DEL
PUDORE di MARTA APPIANI
intervengono, con l'autrice MARTA APPIANI, ALMATEA USUELLI,

psicoanalista; STEFANO ALLOVIO, antropologo; coordina MARCELLO CESA-BIANCHI
Casa della Cultura e FRANCOANGELI editore

*mercoledì 15 giugno ore 21.00 *
DIVISI, MA SEMPRE GENITORI
ne parlano IRENE BERNARDINI, MONIKA CZERNIN, REMO LARGO, CESARE
RIMINI; coordina VALERIA COVINI; a partire da "Figli sereni di genitori
separati" di REMO LARGO e MONIKA CZERNIN
FABBRI EDITORI

Cari saluti
Giovanna Lazzati

   
  Milano: importanti reperti romani velocemente coperti di cemento
 

 "Vi segnalo che in Piazza Meda, sede di un ritrovamento di reperti romani
che avrebbe potuto profilarsi come uno dei più importanti per ampiezza
(altro che le baggianate lette sui giornali) dato che emergevano tracce
(oltre che della ipotizzata "torre", dell'area sotterranea accessibile da
diversi passaggi ad arco ei anche del tracciato di un muro fra via Hoepli
e via Verri)  in una vasta area della piazza gli addetti del cantiere
hanno iniziato a cancellare le tracce di quanto trovato sia spianando il
terreno (facendo sparire il muro) sia ricoprendo la "torre" con colate di
cemento.

Non è possibile che tutto ciò avvenga nel silenzio della città. A questo
punto, poi, visto ciò che è emerso e ciò che a mio avviso non si vuol far
emergere non mi stupirei di scoprire, prima o poi, che da parte della
"Sovrintendenza beni archeologici" vi sia stata una colpevole
sottovalutazione o peggio, indifferenza."

fonte:  [centrosinistra_comunemi]

  REFERENDUM:
Per il successo del referendum può essere opportuno mobilitarsi presto
 

 "L'obiettivo del quorum è davvero a portata di mano. Le 1000 buone ragioni del Sì stanno progressivamente demolendo il muro dell'astensione e la gabbia di indifferenza che si è tentato di costruire attorno al referendum.

Per sconfiggere gli inviti all'astensionismo sono importanti una mobilitazione straordinaria in questi ultimi giorni, qualche piccolo sacrificio mattutino ed anche un po' di fantasia.

Tutte le persone convinte di votare Sì per l'avanzamento della ricerca, per uno Stato etico ma laico; tutte le donne che non accettano di sentirsi trattate con crudeltà dalla legge 40 come mere incubatrici; tutti i medici che vogliono continuare il loro lavoro secondo scienza e coscienza, vadano a votare Domenica mattina presto, già nelle prime ore successive all'apertura dei seggi.

Anche se perderanno un po' di sonno ne sarà valsa la pena: con il loro esempio e facendo registrare già alle 12,00 un'affluenza elevata, contageranno positivamente tanti altri cittadini e cittadine che sono in dubbio e li aiuteranno a capire che il loro voto è utile e importante per dare all'Italia una legge più saggia e meno crudele.

E' importante, infatti, andando a votare in massa già dal mattino, dimostrare che, quando si discute di diritti e libertà, gli italiani vogliono sentirsi protagonisti del loro futuro, e non succubi di divieti strumentali e furbeschi."

Dal sito di
Giovanna Melandri
 
segnalazione della Associazione Communitas                                   

 

   

CHIUNQUE ABBIA PARENTI ALL'ESTERO INVII IL MESSAGGIO, GRAZIE..

 

 
 Referendum 2005  “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita” 

(Legge 19 febbraio 2004, n.40)
 
COMUNICATO PER I CITTADINI ITALIANI RESIDENTI ALL’ESTERO

 

 Domenica 12 giugno e Lunedì 13 giugno 2005 si svolgeranno le consultazioni  per QUATTRO referendum popolari sul tema della “procreazione medicalmente assistita”.
 I quesiti referendari sono così denominati:
•        “Limite alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni”
•        “Norme sui limiti all’accesso”
•        “Norme sulle finalità, sui diritti dei soggetti coinvolti e sui limiti all’accesso”
•        “Divieto di fecondazione eterologa”
 I cittadini italiani residenti all’estero, iscritti nelle liste elettorali, potranno
partecipare al referendum votando PER CORRISPONDENZA, tramite il sistema
postale.
 A questo fine, il consolato competente, entro il 25 MAGGIO 2005, provvederà ad
inviare per posta, al domicilio di ciascun elettore, un PLICO contenente il testo della legge sul voto all’estero, un foglio informativo che illustra le modalità di voto, il certificato elettorale, le quattro schede elettorali (una per ciascun referendum), una busta completamente bianca ed una busta già affrancata recante l’indirizzo
dell’Ufficio consolare stesso.
 L’elettore, utilizzando la busta già affrancata e seguendo le istruzioni contenute
nel foglio informativo, dovrà spedire SENZA RITARDO le schede elettorali votate, in modo che arrivino al proprio Consolato entro - e non oltre - le ore 16 ora locale del 
9 GIUGNO 2005.
 L’elettore che, alla data del 29 MAGGIO 2005, non avesse ancora ricevuto a casa il
plico elettorale,  potrà rivolgersi al proprio Consolato per verificare la sua posizione
elettorale e chiedere un duplicato  
In allegato: modulo per votare per corrispondenza (Formato Word)
 GLI UFFICI CONSOLARI SONO A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI PER QUALSIASI
ULTERIORE INFORMAZIONE

MODULO PER LA RICHIESTA DI VOTARE PER CORRISPONDENZA
RISERVATO AI RESIDENTI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE

RISERVATO AI RESIDENTI NELLA CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DELL’AMBASCIATA D’ITALIA IN ---------------------------CHE NON HANNO

RICEVUTO IL PLICO ELETTORALE INVIATO PER POSTA ENTRO IL 29 MAGGIO 2005
( da restituire all'Ufficio Consolare entro il primo giugno 2005 )

 IL

SOTTOSCRITTO_____________________________________________________

______
NATO A _______________________________________________ IL

____________________
RESIDENTE A

________________________________________________________________
TELEFONO________________________________________E-MAIL____________

________
ISCRITTO NELL'A.I.R.E. DEL COMUNE DI

_______________________________________
oppure/GIA' RESIDENTE NEL COMUNE DI

______________________________________
DICHIARA DI NON AVERE RICEVUTO IL PLICO ELETTORALE E COMUNICA DI

VOLER ESERCITARE IL DIRITTO DI VOTO PER CORRISPONDENZA IN OCCASIONE

DEL REFERENDUM DEL 12 GIUGNO 2005
________________________________________ 

________________________________________
(luogo e data) (FIRMATO)

Il presente modulo va restituito compilato all'Ufficio Consolare inviato via fax al n. 202 518 2141 oppure via e-mail all’indirizzo affariconsolari@itwash.org

Il cittadino che compila il presente modulo verra’ contattato dall’Ufficio Consolare per recarsi in Ambasciata per ritirare il plico elettorale.

 

   *     *     *     *
 

Centro di Iniziativa Gay Arcigay Milano
Gruppo Telefono Amico
Gay

5° Seminario nazionale della telefonia sociale gay-lesbica-trans

IL MIO AMORE NON VESTE COLORI PROIBITI

 

 Analisi e riflessioni sull'evoluzione
della rappresentazione della dimensione emotiva e affettiva
delle persone omosessuali e transessuali/transgender

11-12 GIUGNO 2005 Casa della Cultura Via Borgogna 3  Milano

Sabato 11 giugno – Tavola rotonda Ore 14 – Iscrizioni
Ore 14.30 – 5 anni di seminari tra impegno e sfide
Marco Albertini - Gruppo Telefono Amico Gay - Centro di Iniziativa Gay Arcigay
Milano
Maria Pia Bianchi - Presidentessa CORAL Coordinamento regionale lombardo linee
di aiuto telefonico
Ore 15 – L’amore che osa dire il suo nome
Eroi per caso
Piergiorgio Paterlini - Scrittore
Lesbiche… come ci amiamo
Daniela Bertamini - Psicologa clinica e consulente sessuologa
A come alternativa M come me stessa O come omologazione R come romantic* E
come eccetera
Maria Ornella Serpa - M.I.T. Bologna
Pausa
Ore 17 – A B C D E F G H I love you
Amore ed altre catastrofi

Tra melodramma e commedia, una mini riflessione intorno alle rappresentazioni
contemporanee dell’universo emotivo gay al cinema.
Giampaolo Marzi - Festival internazionale di Cinema Gaylesbico e Queer culture di
Milano
La maschera e lo specchio: il vissuto dell’omosessualità tra estraneità ed
integrazione
Uber Sossi - Counsellor sistemico costruzionista
Intervento speciale in occasione del pride nazionale 2005 a Milano
30 anni di arcobaleno, 20 anni di Arcigay
Sergio Lo Giudice - Presidente nazionale Arcigay
Ore 18.30 – Conclusioni

Domenica 12 giugno – Giornata di formazione riservata ad operatrici ed operatori di telefoni amici
La formazione sarà condotta mediante l'utilizzo di modalità attive a partire dalla
specifica esperienza dei singoli e delle singole partecipanti.
Ore 9.30 – Iscrizioni
Ore 10 – 17 (pausa pranzo dalle 13 alle 14)
Alla scoperta di sé: i linguaggi delle emozioni e dei sentimenti nella relazione d'aiuto
Efrem Barcella - Counsellor rogersiano
Uber Sossi - Counsellor sistemico costruzionista
Intervento speciale 
Il progetto “SOS Omofobia”: realizzare un centralino telefonico di aiuto con le
istituzioni pubbliche
Alessandro Poto     Arcigay Roma Gruppo ORA

Le linee telefoniche gay-lesbica-trans di aiuto a Milano
Telefono Amico Gay: 02 541 22 227 lunedì-martedì-giovedì-venerdì dalle 20 alle 23
Linea Lesbica Amica: 02 63 11 86 54 giovedì dalle 19 alle 21
Linea Amica Trans: 02 541 22 227 mercoledì dalle 21 alle 23
AGEDO (genitori di omosessuali): 02 541 22 211 giovedì dalle 14 alle 17.30

 

   
    2 giugno 2005

FALLUJA-THE DAY AFTER  su Arcoiris TV

   
 

Dal settimanale Diario, in esclusiva le immagini della più grande strage degli americani in Iraq.
Questo video è stato girato a Falluja ai primi di gennaio del 2005, quando la città è stata riaperta dopo l'attacco americano iniziato l'8 novembre 2004, denominato "Operazione Al-Fajr" ("l'alba"). È un documento prezioso perché in quel momento la città era chiusa alla stampa internazionale.
Il video è stato consegnato al settimanale Diario dal Centro studi per la democrazia e i diritti umani di Falluja. Diario ha pubblicato un'ampia inchiesta sulla battaglia di Falluja il 27 maggio 2005.
"Falluja-The Day After" mostra la completa devastazione della città irachena, i corpi delle vittime, le fosse comuni, la riesumazione dei cadaveri da parte delle squadre di soccorso locali per tentare il riconoscimento delle vittime. L'ultimo corpo mostrato dal video è di una ragazza di 14 anni.

Durata: 18 minuti 12 secondi.

NOTA: Il video contiene immagini crude e impressionanti, adatte esclusivamente a un pubblico adulto.

   
inoltre: Appello promosso da Adista per la libertà di coscienza in vista del referendum del 12 e 13 giugno
"Giovanni Avena presenta l'appello promosso da Adista per la libertà di coscienza in vista del referendum del 12 e 13 giugno sulla procreazione assistita"

  Tutto colpa dei francesi?
Anteprima di Diario
, in edicola da venerdì
Il futuro dell'Unione europea. Il rapporto con gli Stati Uniti e con la Cina.
Il pericolo cinese, i prodotti tessili invadono il mercato italiano.
La globalizzazione dei dentisti
Le città francesi hanno detto SI all'Europa, ma le campagne hanno fatto prevalere il NO
I cinesi opprimono la minoranza musulmana.
Appello per Clementina Cantoni...
   
Informazione e Democrazia
Paolo Serventi Longhi - Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana
Marcello Zinola - Segretario del Sindacato Ligure dei Giornalisti. Parte civile al processo per i fatti del G8 a Genova
Roberto Reale - Giornalista e Docente di linguaggio televisivo.
Moderatore:
Mariagrazia Bonollo - Giornalista, ufficio stampa Beati i Costruttori di Pace.
  Mondi di Abya Yala in resistenza
Non morirà il fiore della parola. Portà morire il volto nascosto di chi la pronunzia, ma la parola che venne dal profondo della storia e della terra non potrà più essere stracciata dalla sovranità del potere. Per tutti la luce, per tutti tutto. Per noi l'allegra ribellione.
Documentario prodotto dalla fondazione Neno Zanchetta.
  Rototom Sunsplash - Nordest Italia
Reportage su uno dei maggiori festival (o raduno, come amano chiamarlo gli organizzatori) europei di musica reggae che si tiene ogni anno in Italia ad Osoppo (Friuli Venezia Giulia, Italia) nel quale si esibiscono i maggiori gruppi e sound system del mondo.
Nato 10 anni fa dalla passione di un gruppo di amici oggi il Rototom vede la partecipazione di più di 120.000 ragazzi, da ogni parte d'Europa, che per una settimana si accampano tra le montagne del Nordest.
Oltre all'evento musicale questo reportage fotografa le diverse tematiche che attraversano il Rototom Susplash (dalla Pace all'importanza di condividere una esperienza collettiva non solo musicale) con interviste a musicisti, organizzatori e invitati.
   
Il ruolo delle forze dell'ordine e del volontariato per garantire la sicurezza dei cittadini
"Il ruolo delle forze armate, delle forze di polizia e del volontariato per garantire la sicurezza dei cittadini" così si intitola la terza conferenza annuale sulla Difesa e sulla Sicurezza realizzata il 20 maggio 2005 presso la Sala Consiglio, Provinica di Bologna alla quale sono partecipati:
On. Filippo Berselli (sottosegretario alla difesa), Sen. Giancarlo Pasquini ( Democratici di Sinistra), On. Filippo Ascierto (Alleanza Nazionale), Col. Mario Pietrangeli ( comandante reggimento Genio Ferrovieri), Alessandro Alberani (segretario Cisl-Bo), Eugenio Ramponi (Presidente Forum Terzo Settore Bologna), Pier Luigi Stefani ( Presidente A.S.Vo.).
Modera l'incontro Giorgio Tonelli (giornalista R.A.I.)
   
"Un altro modo di raccontare il calcio" - "Calcio, cultura, informazione"
Ne discutono con il pubblico:
Luigi Bolognini, giornalista sportivo Corriere della Sera, fondatore della rivista Linea Bianca
Rudi Ghedini, scrittore, collabora con Carta e Linea Bianca
Andrea Scanzi, giornalista de Il Manifesto, Linea Bianca, Diario
Presenta
Stefano Caselli, giornalista
  Voci sui referendum: i no di Savino Pezzotta e i sì di Carlo Sini
Il leader della Cisl Savino Pezzotta e il filosofo Carlo Sini, docente di filosofia teoretica all'Università di Milano, spiegano la loro posizione sui quesiti del 12 giugno e del 13 Giugno.
  Leldorado - ITC Teatro
Tra favola e storia, tra episodi reali e invenzione fantastica si dipana la storia di Pepìn, un giovane avventuroso, un picaro semplice ma smaliziato che con il suo organetto va a cercare fortuna "nella Merica", come tanti suoi connazionali all'inizio del secolo scorso. E come tanti, Pepìn sarà costretto a scoprire l'illusione di una fortuna che non si materializza mai, di un "tesoro" sempre inseguito e mai raggiunto, di un paese che promette e non mantiene. Lo accompagna in questo mirabolante viaggio una schiera di personaggi minori e minimi, protagonisti di un'epopea comica e drammatica insieme, dove i sogni devono fare i conti con il disinganno di un'amara realtà. In scena, una attrice, Micaela Casalboni, filtra la vicenda attraverso gli occhi di Rosetta, la donna rimasta in Italia ad aspettare il suo Pepìn. Insieme a lei, tre musicisti accompagnano il racconto con sonorità che si intrecciano alla drammaturgia aprendo altre strade all'immaginario degli spettatori. Il trio è guidato da Riccardo Tesi, virtuoso dell'organetto, uno dei musicisti più importanti e innovatori sulla scena della musica etnica italiana e europea, che ha composto e arrangiato le musiche originali dello spettacolo, frutto di una coproduzione tra la Compagnia del Teatro dell'Argine e l'Assessorato alla cultura del Comune di San Lazzaro di Savena.
 

Etica e ricerca scientifica - Legambiente
Il referendum sulla procreazione assistita, al di là delle ragioni dei Sì e dei No, ripropone alcuni nodi fondamentali che rimettono in primo piano una questione che ha drammaticamente attraversato tutto il secolo pasato: il rapporto tra etica e scienza.
Per noi ambientalisti questo rapporto investe questioni fondamentali quali la responsabilità sociale della scienza, la cultura del limite, il senso della libertà di ricerca ancorata a valori sociali condivisi. Il seminario vuole offrire uu'occasione per discutere di alcuni nodi strategici ed etici che la ricerca scientifica pone oggi.

01. Intervento di Roberto della Seta
02. Intervento di Maria Berrini
03. Intervento di Flavia Zucco
04. Intervento di Marcello Cini
05. Intervento di Giovanni Berlinguer
06. Intervento di Caterina Botti
07. Intervento di Nicoletta Tiliacos
08. Intervento di Letizia Gabaglio
09. Intervento di Gianni Mattioli
10. Intervento di Alessandra Magistrelli
11. Intervento di Lucilla Ruffilli
12. Intervento di Vittorio Cogliati Dezza

 

Metti un box di Arcoiris Tv nel tuo sito internet
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height="32" border="0" alt="Non voglio dimosrare niente, voglio
mostrare. Federico Fellini"></a></td></tr><tr><td><SCRIPT
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box_5_filmati.php"></script></td></tr></table>

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In questo modo sul tuo sito apparira in modo automatico questo box con l'aggiornamento automatico dei primi 5 filmati della home page di Arcoiris Tv

Le vignette di Molly Bezz 

   
   Cronaca da un'AltraLombardia
 

Ieri sera, alla Camera Del Lavoro, all'assemblea di Unaltralombardia: sembrava di essere al cinema.
Il film di una politica finalmente diversa. In verità, ci avevano raccontato che si trattava di assemblea, per noi elettori.
 
Ma la sola "lettura dell'ordine del giorno" ci ha accompagnato fino a mezzanotte, quasi senza neppure accorgerci che il tempo era passato e che il momento dell'assemblea doveva per forza essere rinviato. Appunto alla prossima volta.
Ancora per questa volta gli interventi preordinati non hanno consentito una partecipazione assembleare se non negli applausi.
 
Ma io, candidato ad essere elettore , questa volta non mi lamento.
E' stata una bella serata di promesse, di richiesta appunto alla cittadinanza e  al mondo della mobilitazione associativa di esserci e di partecipare.
Promesse di una politica che probabilmente questa volta non ha intenzione di essere ipocrita e menzognera.
 
Una politica di rinnovamento dove un bel poeta  del vissuto sociale , come Niki Vendola, nella sua narrazione conclusiva, ci ha condotto a passare qualche notte gelida, di pioggia e di fuochi che si spengono,  insieme ai precari di Melfi.
A vivere insieme a loro attimi storici della loro paura di essere finalmente coraggiosi. Verso l'affermazione del diritto del Meridione di uscire dai secoli di dominazioni borboniche e di vicoli oscuri  e tenebrosi, terrorizzati da intrighi gattopardeschi e da violenze mafiose.
 
Il coraggio voluto dalla speranza della voglia di vivere di chi pronuncia la frase tabù : se vogliamo , possiamo.
E il racconto di Vendola ha materializzato un'idea di partecipazione politica che ha molto poco a che fare con le simbologie formali delle primarie sui generis, ovvero delle procedure di ratifica burocratica, quella per porre il marchio della riappropriazione da parte di istituzioni invecchiate e obsolete.
Le primarie pugliesi hanno in realtà liberato la politica trasparente quotidiana, quella sul campo, dagli orpelli contradditori.
 
E' stato in fondo come mandare a vuoto il tentativo di voler comunque imporre un marchio di potere su una realtà che cammina da sè, nonostante i condizionamenti delle direzioni di partito.
Il Meridione pacificamente rivoluzionario portava ieri sera ad una Milano afflitta nelle sue ambizioni mercantili e declinante come una speranza delusa, l' orizzonte aperto del rinnovamento necessario della politica dal basso, testimoniato da una vicenda storica attuale, pacificamente rivoluzionaria e appassionata.
 
E su questo filone della riaffermazione della politica del vissuto si sono svolti tutti gli interventi precedenti.
Quello di apertura di Mario Agostinelli che rinvia al prossimo futuro la vittoria mancata delle ultime regionali. Rinvia la vittoria possibile alla realizzazione di una promessa di apertura ad una politica di rinnovamento delle forme e della sostanza della rappresentanza, dove eletti ed elettori si ritrovino ad un appuntamento periodico e ripetuto, fisicamente realizzato in ogni ambito opportuno di partecipazione.
 
Dove il momento del voto rappresenti per un verso la conclusione di un processo di condivisione dei programmi e, per l'altro, l'inizio della condivisione delle scelte per il conseguimento degli obiettivi.
Paolo Cagna Ninchi ha rappresentato le aspettative, che la politica eletta ha il dovere di soddisfare, di tutta quella parte della popolazione innominata e nascosta delle associazioni e della mobilitazione politica che pervadono come una linfa i tessuti vitali della società degli elettori.
Majorino, segretario Ds milanese, ha sottoscritto quasi un mea culpa, a titolo personale, dichiarandosi per una Milano pubblica.
 
Finalmente il "pubblico" che riacquista la sua priorità , quasi senza meraviglia come affermava Molinari , "quello" della tutela del bene pubblico per antonomasia : l'acqua.
Senza meraviglia , perchè l'organizzazione dei beni primari  a soddisfazione dei bisogni primari, non può essere una sorprendente novità, se non nel senso della prima forma originaria della politica, cioè nel senso dell' organizzazione e della condivisione delle ragioni della convivenza.
 
E qui sta , secondo il neodeputato  europeo Agnoletto, la spiegazione del no francese contro le prepotenze dell'individualismo liberista, globalizzante e privatizzante i profitti. Quello delle direttive Bolkenstain, capace di sconvolgere gli assetti sociali conquistati in quasi un secolo di lotte  e di mediazioni.
Questo "no", francese e non solo, al progetto provvisorio e calato dall'alto di Costituzione Europea, nato senza adeguato dibattito in alcuna sede interparlamentare internazionale.
 
Un segnale preciso, non contro l'unione pacificatrice, progressiva e pilotata tra le culture e i popoli , ma contro progetti quasi forsennati di confusione e di mescolanza , capaci di rinnovare ancora una volta i conflitti interni e  le guerre.
Argomenti precisi della sinistra cosiddetta radicale , probabilmente dell'evoluzione sociale della soddisfazione dei bisogni a scapito del privilegio, che ha condotto Pietro Folena a spostare la sua azione politica , dichiarandosi ora riconciliato con le sue motivazioni profonde.
 
E infine, da parte di Paolo Ferrero, una vera novella nella definizione confusa e nella progettualità rivoluzionaria del "pubblico" e del "privato" : il concetto di pubblico non risucchiato nel groviglio malato, inefficiente , della burocrazia, della malversazione e delle cooptazioni del potere , ma affidato ad istituti immersi in un principio sano e opportunamente istituzionalizzato della partecipazione politica attiva dei cittadini.
 
Insomma, tre ore e mezzo dense di interventi, che promettono e richiedono per il prossimo futuro la candidatura libera ed aperta degli elettori a prendere parte consistente ed attiva al progetto politico ed alla sua realizzazione in itinere.
 
Nell'ingresso, si raccoglievano le firme per
1) la Legge Regionale d'Iniziativa Popolare per disarmo e riconversione dell'industria bellica
    link
www.disarmolombardia.org
2) la proposta di legge regionale d'iniziativa popolare sul diritto al reddito sociale
   link  www. redditolombardia.org
rino sanna


 

 
  31 maggio - La partita del cuore
Arance di natale ambasciatore della nazionale italiana cantanti


Le strade della Nazionale Italiana Cantanti e di Arance di Natale si incrociano.
Il prossimo 31 maggio allo Stadio Meazza di Milano si terrà la "Partita del Cuore 2005", il più importante appuntamento nel calendario della Nazionale Italiana Cantanti.

La manifestazione vedrà in campo la Nazionale Cantanti capitanata da Eros Ramazzotti ed una rappresentativa denominata “Golden Team” capitanata da Andriy Shevchenko, che avrà tra le sue fila grandi campioni dello sport.
I fondi raccolti andranno alla FONDAZIONE ANDRIY SHEVCHENKO, per la costruzione di un orfanotrofio a Kiev in Ucraina, e alla FONDAZIONE RICHARD GERE FOR TIBET; ma ci saremo anche noi!

Arance di Natale, assieme a tutti i Camper Club e camperisti che vorranno partecipare, avrà un settore riservato dello stadio (2° anello) da cui poter assistere alla partita. L’incasso della vendita dei biglietti (costo euro 10) per i posti a noi riservati sarà utilizzato per acquistare attrezzature per il Consultorio sanitario dell’Ospedale di Vinnitsa, in Ucraina, destinazione di una delle prossime carovane di Arance di Natale.

Arance di Natale sarà quindi presente a questa manifestazione per poi, con i suoi camper, diventare l’ambasciatore dei protagonisti della “Partita del Cuore” nella volontà comune di fare qualcosa per questo paese dell’est europeo.

L’evento sarà trasmesso in diretta su RaiUno a partire dalle ore 20,45.

Per informazioni:
Cell. 0444611408 - 3483554002 (ore pasti e serali)
mail: livio.galliolo@arancedinatale.org

   
 

Comunicato stampa di casa della Cultura (Milano)
Nuovo servizio della Casa della Cultura di Milano: Conferenze, dibattiti, seminari, in rete

Sul sito www.casadellacultura.it
si inaugura un nuovo servizio.

Cliccando sulla sezione MULTIEDIA
, si potranno scegliere sia la sezione Registrazioni Audio sia la sezione Riprese Video.
Nella prima sezione, si avranno a disposizione le registrazioni audio di tutti gli incontri tenuti nella sede di via Borgogna 3 (attualmente sono archiviate le iniziative a partire dall’aprile 2005).
Nella seconda sezione, si troveranno anche le registrazioni in video (e in audio) di alcune iniziative recenti.

Questo servizio, fornito con la collaborazione della TV Internet Arcoiris.tv, permette di rendere disponibile in rete – quindi perennemente – l’archivio audio digitale del progetto politico-culturale della Casa della Cultura, e nel contempo consente di sperimentare l’effettiva fruibilità delle attività culturali più impegnative tramite TV Internet.

   
  ARCOIRIS trasmette anche sul satellite grazie a un accordo con TAXI CHANNEL

TUTTI I GIORNI dalle 23:00 alle 02:00
 
Come vederci:
Canale Sky: 863

Oppure:
Hotbird 6 - 13° est
FREQUENZA: 11.013
FEQ: 3/4
POLARIZZAZIONE: orizzontale
SYMBOL RATE: 27.500
   
  Cari amici,
vi trasmettiamo l'invito alla presentazione - martedì 7 giugno alle 18.30 alla libreria Hoepli di Milano - de "IL TESORO" di Franco Taviani: non solo un amico da sempre, ma il nostro primo "maestro", quello che "spingendoci" più di trent'anni fa sulla via del cinema, ha impresso alla nostra vita il corso che conoscete...
Saremo lieti di rivedervi in quella occasione, in cui si parlerà di quei sogni che danno un senso alla nostra realtà quotidiana.

Giovanna e Marco De Poli

Franco Brogi Taviani
Il tesoro

Martedì 7 giugno alle 18.30
presso la libreria Hoepli
Milano, via U.Hoepli 5

Interverranno:
Mario Monicelli
Marco Fabio Apolloni

sarà presente l’autore

Marsilio
www.iltesororomanzo.it




La Signoria Vostra è invitata

…difficile staccarsi dalle sue avventure, mirabolanti quanto forti…
…un italiano bellissimo, impeccabile e fluido, alto e intimo, creativo, pieno di invenzioni e neologismi, di complessa semplicità…
(Lietta Tornabuoni - La Stampa - 25 febbraio 2005)

Affreschi grotteschi, Veneri ignude, amorini, corridoi oscuri e un giardino lussureggiante come una giungla misteriosa. Nelle cantine di quel palazzo misterioso è stato massacrato dai Nazisti il notabile ebreo Pardo Vidas. E’ questo lo scenario in cui Guglielmo cresce, certo che fra quelle mura, protette dal fantasma di Pardo, vi sia nascosto un tesoro - come sostiene una diceria popolare ben radicata nel quartiere ebreo della cittadina (siamo nella provincia toscana). La crescita di Guglielmo va di pari passo con la ricerca del tesoro sulla cui mappa si sveleranno, a poco a poco, tutte le tappe della sua formazione: l’amore, la ribellione, il sesso, la paura, la violenza, il coraggio,  l’illusione…
Guglielmo si muove fra le cose della vita con tragicomica sventatezza, che prima ci tiene in ansia, ma poi ci fa sorridere e ridere.
   
  Ricordare Piazza della Loggia
un attentato che pose sotto attacco la "polis" democratica.
Piazza della Loggia: la strategia del terrore insanguina la partecipazione sociale e civile
 
Volevo dedicare questo mio intervento al ricordo di una ricorrenza che si celebrerà il prossimo 28 maggio: una ricorrenza triste, drammatica, quella, tristissima, di un fatto che ha insanguinato l'Italia, la democrazia, la nostra Repubblica fondata sulla Costituzione, il patrimonio culturale antifascista del nostro Paese, la cui identità democratica è nata dalla Resistenza contro l'oppressione nazifascista.


Il 28 maggio 1974 a Brescia, in Piazza della Loggia, scoppiò una bomba che provocò morti e feriti: un grosso boato, le urla, il sangue, l'invito del sindacalista che teneva il comizio a non disperdersi e a non farsi abbandonare al panico: l'attentato, infatti, avvenne proprio nel corso di un comizio sindacale operaio in Piazza
 Fu un attentato diverso dagli altri attentati terroristici che hanno sconvolto il Paese nel corso degli anni, dal 1969 al 1987 circa. Gli attentati hanno avuto come bersagli, o figure eminenti del mondo istituzionale, da Rumor a Moro a Ruffini, oppure erano architettati per incutere terrore nelle fila dei cittadini, detonando ordigni e mietendo vittime innocenti in una Banca, oppure davanti alla questura, oppure su un treno, su un aereo. Il terrore era finalizzato a minacciare la popolazione e a segnalargli che il pericolo per la sua vita era presente ovunque, in ogni luogo ; l'insicurezza instaurava un clima di totale smarrimento a livello personale e sociale, creando una situazione di incertezza e di impotenza nel programmare liberamente e autonomamente la propria vita, la propria mobilità, le proprie relazioni interpersonali.
L'attentato di Piazza della Loggia caricava di un elemento in più il crimine terroristico: attaccava la folla unita per rivendicare i propri diritti, le proprie istanze sociali, la propria emancipazione. Era, quello di quel giorno 28 maggio 1974, un momento di forte partecipazione democratica e popolare in un evento che univa i lavoratori in una rinnovata richiesta di diritti in una rinnovata coscienza collettiva , nella richiesta di migliori condizioni salariali.
Il terrore ha sconvolto questo momento di democrazia per imporre l’assoluto diniego, l’assoluta contrarieta’ a qualsiasi rivendicazione di progresso sociale che si esprimesse nella partecipazione politica e nell'organizzazione collettiva, strumenti di democrazia reale.
 La dimensione della famiglia, dell'ambito quotidiano personale, individuale, della cosidetta "oikos" lasciava il posto a un'altra vittima della furia terroristica: la dimensione della polis, dell'agorà, ossia di quella dimensione che viene considerata da Hannah Arendt in "Vita activa" come alta dimensione sociale e collettiva di forte unità all'insegna del cambiamento sociale e politico.
Il terrore colpiva il momento aggregativo dove l'uomo diventa uomo, dove il cittadino non delega qualcuno per rappresentarlo, ma diventa lui stesso protagonista attivo delle battaglie sociali e delle battaglie che possano apportare un miglioramento delle proprie condizioni vitali ed esistenziali, nel contesto generale e universale sociale e collettivo.


Il 28 maggio in quella mattinata primaverile c'erano molte persone, molti cittadini, molti lavoratori in Piazza della Loggia: c'era anche un'insegnante di liceo, Giulietta Banzi, il cui ricordo è contenuto nelle parole di un collega il quale parla di Giulietta come una lavoratrice che come tante e tanti altri presenti quel giorno, si impegnava e manifestava nel lungo percorso della emancipazione..Questo percorso fu tristemente insanguinato e violentemente fermato da un vile attentato terroristico di matrice neofascista, con la complicità di apparati segreti e militari dello stato.
Affermo questo in quanto, subito dopo la strage, i pompieri con gli idranti spazzarono via ogni "resto" tragico dell'efferato reato, eliminando, così, ogni possibile riferimento reale e visibile funzionale all'acquisizione di prove testimoniali utili nella ricerca della verita’ dei fatti.
Tutto questo sembrò preordinato ed è tristemente funzionale allo stato attuale del dibattimento procedimentale sul grave attentato: le varie istanze del procedimento hanno rilevato che non c'è nessun colpevole per questo fatto efferato!
Oggi si cerca di reperire altri capi di accusa ma, più il tempo scorre, maggiore è la probabilità che l'esito finale del procedimento si risolva con sentenza di non condanna dei responsabili.


L'oblio, l'assenza della memoria storica dei fatti, la mancanza di un ricordo condiviso, collettivo, congiurano tutti insieme a far sì che non ci siano le condizioni per fare giustizia, per rendere giustizia ai morti, alle loro famiglie, alla coscienza collettiva offesa.
Il vulnus che si aprirebbe con una sentenza che sancisse  l’impossibilità di fare giustizia sarebbe un ulteriore vulnus nella storia di questa nostra repubblica, oggi offesa da un revisionismo revanscista e da una mancanza di trasmissione dei valori ideali che sono patrimonio delle lotte sociali di decenni.
Il passato deve essere non solo dietro di noi ma ispirarci costantemente nel presente e per il futuro: dobbiamo fare in modo che  le future generazioni possano trarre da noi esempio per un futuro migliore.
Credo che la mancanza di chiarezza e di giustizia affossi vieppiù la volontà della nostra comunità di progredire, vanifichi la sua determinazione a far sì che  il passato non si ripeta nei suoi errori e fallimenti nelle nefandezze e nei crimini che sono stati commessi e che, se ripetuti, potrebbero portare nuove vittime e nuove sofferenze.


Piazza della Loggia 1974: siamo in piena epoca radical-movimentista, l'epoca che ha le sue radici nel movimento internazionale del 1968, dove pacifismo, rivendicazione dei diritti sociali, lotta contro le ingiustizie erano i moventi ideali e ideologici. Di questa stagione delle utopie positive, dell'immaginazione al potere, della cosiddetta rivoluzione culturale, del motto "la verità è rivoluzionaria", del realismo nella ricerca, che cosa rimane e rimarrà: i ricordi di diverse persone che hanno vissuto quella stagione, ma che hanno abbandonato ogni speranza di riscatto nel vedere la tragicità degli eventi alimentare la disillusione collettiva, disillusione per  l'impossibiltà della realizzazione dell'utopia. Quali i segni di oggi?.. avvento del capitalismo, avvento del neoliberismo, vittoria del libero mercato sulla politica, sulla partecipazione, impossibilità sociale di modificare l'esistente, nichilismo e istenzialista…
Ricordare per cercare la verità storica, ma anche per un impegno verso le classi sociali attuali meno abbienti e lavoratrici, verso i giovani, per favorire il passaggio di un testimone di un'utopia positiva che mai deve tramontare e che deve essere resistente di fronte a eventi che, dallo stragismo di Stato, dalla strategia del terrore al nichilismo storica e reazionario, all'avvento dell'individualismo e del familismo atomizzante, possano metterne in discussione e arenare ogni processo verso la vera libertà: quella collettiva.

Alessandro Rizzo
 

Brevi interviste proposte subito dopo la presentazione del progetto "Accademia della Pace", il giorno 13 maggio, allo Spazio Oberdan di Milano

a cura di Germana

Domande a MariaA Rita, della Scuola Erasmo da Rotterdam di Bollate (Milano)

Che impressione hai avuto?
Ottima, un ottimo valido progetto e penso che possa dare tanto..
Eravate stati preparati o avete conosciuto solo stamani il Progetto che è stata presentato dall’assessore Sandro Barzaghi?
Noi avevamo già  fatto un progetto con la nostra classe con la organizzazione  Save the Children per cui conoscevamo un po’ la tematica
Cosa ti ha colpito di più dell’incontro e di quanto hai ascoltato?
A me è piaciuta molto la spiegazione del prof dell’università Bicocca (prof Mantegazza)
Come hai vissuto il colpo di scena finale con la simulazione del suo arresto?
Male io ho preso proprio uno spavento!

Pensi che questo Progetto avrà seguito ? E, nella scuola ci sono molti professori che sono d’accordo con esso?
Si’ accettano di essere coinvolti in questa esperienza
Ti ringrazio, Maria Rita


Il parere di PITTAO ELISA della Scuola del CONSERVATORIO ‘GIUSEPPE VERDI’ DI MILANO

Cosa pensi del progetto illustrato stamani?
Molto bello ma penso che occorra fare un bel po’ di strada per riuscire a mettere d’accordo tutti..

Vi  avevano parlato del progetto a scuola, prima di oggi? o non ne sapevate?
Noi siamo arrivati qua un po’ impreparati perchè non avevamo molte informazioni su questa iniziativa che stavano lanciando  però comunque è stato interessante..hanno detto cose verissime cose giustissime assolutamente reali e contemporanee.. però ..non so come da parte della mia scuola verra’ accolta ;non so se si riuscirà veramente a riunire tutti, a trovarsi tutti insieme d’accordo, come diceva quella ragazza  in sala, quella che veniva da una scuola non di Milano..

Pero’ partecipando alla prevista assemblea del 26, dove ci si potrà scambiare idee, informalmente, sarà più facile..
Sì, lo spero

Una insegnante alla Scuola del CONSERVATORIO DI MILANO:  MANUELA MICELLI

Buongiorno!Volevo chiederLe che impressione ha avuto da  oggi…
Altissima!..Per tante ragioni insieme:  perchè c’è questa assunzione di responsabilità..  di centralità della importanza della educazione, da parte delle Istituzioni,  della importanza dei valori educativi che devono passare nelle scuole. Io credo che come insegnanti, molti, da sempre, cercano di fare qualcosa nel loro piccolo con maggiore o minore capacità..  ma se le iniziative sono dei singoli si fa fatica a farle vivere, a trasmettere qualcosa;  soprattutto, manca quel senso comune che poi passa tra i giovani che poi diventa forza collettiva nel momento in cui c’è una iniziativa che coagula tutte le energie insieme. Quindi,  questo,  secondo me, e la cosa più importante:  un momento di incontro che diventa proposizione di attività E’  bellissima questa cosa! Poi belli gli interventi e bella la modalità di gestione dell’ assemblea perchè questa novità che finalmente non si sentono discorsi noiosi ma c’è un po’ di animazione.. c’è lo piazzamento dovuto all’intervento imprevisto alla rottura emotiva che finalmente ci richiama l’attenzione!
 infatti io notavo la partecipazione degli studenti che e’ molto diversa da quella che mediamente hanno
Quando io vado ad una assemblea di studenti mediamente  trovo che i ragazzi non capiscono non seguono più,  sono distratti da altre cose, sono passivi.Qui,  stamattina, c’era una attenzione una partecipazione viva e loro capivano tutto ma capivano  perchè il linguaggio usato, le modalità comunicative e anche i contenuti dei discorsi erano tutti molto forti; quindi, io  credo che sia questa la chiave: dire le cose e sapere anche trovare il modo per dirle…!

Come ha conosciuto il Progetto?..
Io ho collaborato già, quest’anno, con la Provincia per il progetto sulla’Pedagogia della Resistenza’ e questo mi era piaciuto moltissimo e avevo notato come, dal niente, ci fosse stata questa capacità della Amministrazione provinciale di far vivere un lavoro nelle scuole.. che all’inizio era faticosissimo tirare su perché  non c’era nessuno che coordinasse.  Invece, un po’ alla volta, e’ cresciuto cresciuto cresciuto e, dalle prime riunioni,  dai primi incontri che avevano anche un pubblico scarso, poco alla volta la cosa è cresciuta e allora  ho trovato  che forse era la via giusta.

Sono molti i ragazzi che ritiene sensibili a questo tema, al tema della Pace, al Progetto presentato oggi? Uno studente poco fa diceva: e’ tutto molto bello ma non so quanto si riuscirà a realizzare, anche a come coordinarci..

E’ che oggi c’è un atteggiamento di sfiducia diffusa e tra i giovani l’atteggiamento di sfiducia la disillusione il ripiegamento su se stessi sono fortissimi e allora, riuscire a battere questo è difficile E’per questo che bisogna agire anche” sulla pancia”  secondo me.. Solo se agisci sulla pancia allora riesci ad attivare quella energia, quelle risorse che sono nei giovani.
 I giovani hanno delle  grandissime risorse ma non lo sanno più perchè la televisione ci ha reso tutti passivi  no?.. Quindi, bisognerà lavorare tantissimo, non sarà facile però io sono abbastanza ottimista cioè credo  che questo tipo di struttura che noi sentiamo  ci sostiene ci aiuterà a portare a termine positivamente queste cose e forse un pochino alla volta si potrà creare una svolta anche nella coscienza dei giovani, nella loro sensibilità. Il gruppo di studenti che ho portato con me  stamattina erano da un lato molto interessati molto colpiti e anche vogliosi  di fare qualcosa ma poi titubanti e dicevano: ma poi, rusciremo a fare’?...
Be’ vediamo!
C’e anche questa frammentazione di forze in cui tutti siamo calati ..

Certo

E invece con un aiuto cosi  consistente anche cosi’ familiare informale  nel modo di porsi..