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venerdì, 01 luglio 2005
 

  Per inviare articoli o messaggi: lombardia@megachip.info
  E v e n t i / S e g n a l a z i o n i
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  L ' i n f o r m a z i o n e  n e g a t a
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  Ultimi articoli inseriti: vedi -agosto-settembre
  Eventi e segnalazioni
  • Forum Bari, 11 luglio -Lettera a Nichi Vendola - di Roberto Signorini
  • Le auto in centro e le fantasie dell'assessore Goggi - di Maurizio Baruffi
    Cpt via Corelli - Report riunione 30 giugno - di
    Luciano Muhlbauer
    Modalità di adesione al Forum di Bari dell'11 e 12 luglio
    Dopo l'incontro con il Prefetto, il 5 luglio 
    -  di Luciano Muhlbauer
    Incontro
    FOTOGRAFIA & INFORMAZIONE Milano -giovedì 14 luglio -
    http://www.fotoinfo.net
    Una nuova rubrica su Arcoiris.tv: lo spazio lettere e commenti
     
    www.arcoiris.tv/
    Comune di Milano - Nuovo Quartiere Fiera - Il Centro-Sinistra chiede
    un Consiglio straordinario  - 
    da Maurizio Baruffi
    Parcheggite: Nobel per la botanica a De Corato, Goggi e Albertini -
    da Maurizio Baruffi
    News 'Verdi' Palazzo Marino -  la nuova radio verde -
    dal Consigliere Maurizio Baruffi
    Fassino: La posizione del centrosinistra non è quella di Nichi Vendola  -  da Luciano Muhlbauer l'invito per il 19 luglio prossimo ai firmatari dell'appello per la chiusura dei Cpt
    Milano: De Corato e la strage delle robinie  -  da Maurizio Baruffi
  • Lombardia: la raccolta firme per una Legge di iniziativa popolare che miri alla riconversione della industria bellica  ottiene buoni risultati. - fonte: Roberto Ferioli
    Rete di Comunicazione per il Bene comune  -  dal sito
    www.megachip.info
    Il dvd di Arna's Children  -  da Juliano
    Telesur disturba, gli USA disturberanno Telesur...  -  di Fabio Bovi
    Gioventù "bruciata".Recupero dell'informazione contemporanea -
    di Rino Sanna
  • MURALE - di Mahmud Darwish (traduzione di Fawzi Al Demi) - progetto di Maria -  Nadotti

  A botta calda
  • L'Argentina volta pagina  - di Alessandro Rizzo
    SMS, passa-parola della società civile indignata   - 
    di ciottolo
    Un asteroide nel nostro futuro -
    di germana pisa
    Ricordo di Ambrosoli e: dell'eversione in atto e della giustizia negata
    di rino sanna
    Gli imperdibili per una estate felice - di
    banane & mazzette
    Un'altra barbarie sconvolge il mondo -
    di Alessandro Rizzo
    Considerazioni sul Live 8 e sulla ipocrisia - di Paolo Barnard da Rai Educational -
    segnalazione di Fabio Bovi
    Pòsto che questo non è l'unico mondo possibile  -  di Fabio Bovi
     
    Possiamo dire che no...?  -  di gea 
    Sciopero della Magistratura: livello massimo di allarme costituzionale -
    di Luigi Marini
    Chiacchiere alla fonte  -  di germana pisa
    Le scelte del 'Geniale'  -  da banane & mazzette

    Solidarietà al CSM! - del Dott. Armando Spataro
    Quel che scrisse Luigi Pintor  -
    di gea
    Fernando Pereira: esempio di dedizione alla causa dell’ecopacifismo
    - di Alessandro Rizzo

                                                           
 

  L'informazione negata
  • Università: il disegno di legge - da una lettera al "Corriere della Sera"  
  Il documento
  • Dal forum "Mare aperto" di Bari, il commento di Roberto Signorini di Megachip Lombardia - da Roberto Signorini
    La Sentenza: Dell'Utri "tramite tra mafia e Berlusconi" - segnalato da Fabio Bovi
    L'IRAP il TFR e lo sciopero trasporti-  di Rino Sanna
  Recensioni
  • I diari dalla Palestina e dal mondo di "Qui appunti dal presente" - alcuni brani dall'ultimo numero della rivista (www.quiappuntidalpresente.it)
  • "Il pretino"  -  di Marco De Poli  -  edizioni Yema
    "Di nessuna chiesa" la libertà del laico  -  di Giulio Giorello  - raffaellocortina editore
  L'intervista
  • “Indietro tutta”: un libro che analizza l'Italia decadente di oggi - intervista all'autore a cura di Alessandro Rizzo
   
  E v e n t i / S e g n a l a z i o n i
   
 

Sandro Lombardi  con  Mahmud Darwish
                                                            legge
M U R A L E
di Mahmud Darwish
traduzione di Fawzi Al Delmi  (Epochè - Milano)
                                                           a cura di
                                                           Federico Tiezzi
                                                           suono
                                                           Antonio Lovato
                                                           un progetto di
                                                           Maria Nadotti

8 settembre ore 20.30
MANTOVA, Teatro Bibbiena, via Accademia 57
13 SETTEMBRE  *  ore 21
MODENA, Teatro Storchi, largo Garibaldi 15
14 settembre  ore 21
FIRENZE, Teatro della Pergola, via della Pergola 18/32
17 e 18 settembre  *  ore 21
PALERMO, Teatro Garibaldi, via Castrofilippo 1

 

Gioventù "bruciata". Recupero dell'informazione contemporanea

Ho partecipato a due iniziative recenti che voglio collegare.
La presentazione del libro su Giorgio Ambrosoli al Circolo della Stampa e la cena pro Amazzonia Colombiana e non, al teatro Barrios.
Non svolgerò quì alcun resoconto.
Ma il riferimento è per sollecitare ad un'iniziativa verso la società del futuro : i giovani. 
Al Circolo Stampa i giovani erano proprio pochi. Alla cena erano pochi tutti, ma i giovani c'erano.
Ho conversato con alcuni , tra i 20 e i 30 anni, che erano in partenza per il 16° Festival Mondiale dei Giovani e degli Studenti in programma a Caracas, 7-16 agosto.
Ho chiesto se sapevano la storia di Ambrosoli o di Calvi e mi hanno confessato di saperne "poco"...........
Mi sono reso conto che all'epoca potevano avere qualche anno di vita e che la scuola da tempo rifiuta di aggiornare gli unici veri programmi didattici,  i programmi alla vita vissuta. 
Ritengo che si debbano unire gli sforzi di MEGACHIP, LIBERA , OMILEGIS, etc  e tutte le altre forze possibili e da coinvolgere, in un progetto di recupero dell'informazione negata sulla nostra storia sicuramente contemporanea .
Nel momento dello sfascio violento culturale istituzionale, sociale, economico e democratico dobbiamo reagire costruendo il recupero dell'immagine pulita del nostro paese.
 L'immagine della speranza, l'immagine della proiezione del proprio futuro in un mondo che valga la pena di vivere. 
Questo soprattutto per dare conforto alla gioventù probabilmente spaesata dalla proposta di denaro senza misericordia e di arrembaggio fasullo e spietato alle spiaggie dell'egoismo sterile,  sul baratro del non senso e della violenza perfino nel modestissimo vissuto quotidiano.
Sono i personaggi grandiosi nella modestia del loro sacrificio come Ambrosoli e per fortuna molti altri anche della lotta alla mafia, che la società migliore , se esiste, deve riproporsi di promuovere fino alla nausea ad ogni occasione, creandone molte specifiche appositamente dedicate , visto che ciò è necessario ed urgente. 
Non abbiamo paura e non abbiamo vergogna di essere degli irrimediabili idealisti.
Nessuna mercificazione appaga il desiderio di partecipare all'essere e all'esistere. 
La propaganda mercantile e la tolleranza di stampa contro la distruzione del senso etico dell'esistenza vanno combattute fino all'ultimo respiro, sollevando in alto nella memoria di tutti i giorni i testimonials " veri"  che incoraggiano la gioventù e chiunque verso gli stimoli ideali senza i quali la voglia di vivere è solo voglia di ipocrisia violenta e di tragica insoddisfazione.  
Vediamo se è possibile evitare di attendere che organi d'informazione o istituzioni specifiche diano il loro apporto o sostegno.
Vediamo se è possibile riunire tutte le forze in una azione coordinata , articolata e condivisa, quasi direi asfissiante.
 
Scusate e grazie
rino sanna
27 luglio 2005

 

Telesur disturba, gli USA disturberanno Telesur...

Ricevo questo buona notizia dal'associazione Europea/Argentina: ASEAR.
La camera dei deputati degli Stati Uniti ha già approvato un decreto per "disturbare
le trasmissioni di Telesur" (dovra' esere approvato dal senato). Questo e' significativo. Dimostra quanto il controllo dell'informazione mondiale è importante e come sia fondamentale per creare consenso nel mondo globalizzato.
Noi in italia ne sappiamo qualcosa....
Ciao
Fabio
 
"Oggi, per instaurare un regime, non c'è più bisogno di una marcia su Roma né di
un incendio del Reichstag, né di un golpe sul palazzo d'inverno. Bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa: e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione" Indro Montanelli

IL 24   LUGLIO 2005
TELE SUR COMINCIA LE SUE TRASMISSIONI
PROGETTO TELESUR

Costruendo l'ALBA di un'epoca

Telesur è un progetto politico Latinoamericano, antiegemonico che nasce dalla necessità di dare finalmente ai cittadini latinoamericani una voce propria, Dare voce a chi non l'ha mai avuta senza essere visti con occhio "extramericano".
"Da 513 anni siamo stati abituati ad essere visti con occhi estranei che ci dicono chi siamo, dove siamo, come siamo, cosa dobbiamo fare. E noi continuiamo a cercare in
quegli occhi la nostra identità.
L'offensiva della comunicazione egemonica ci fa sapere molto sulla Cecenia, però molto poco sui nostri vicini: ci fanno sapere un mucchio di cose che non hanno a che fare con noi stessi e pretendono di definire le nostre radici, la nostra esistenza, i nostri sforzi e le nostre frustrazioni, la nostra vita quotidiana. Telesur è nata per facilitare la costruzione di uno spazio sociale e culturale comune e per essere la finestra da cui poter osservare le verità e le realtà Latinoamericane".

                                                                                                                                 (Hugo Chávez)

 

 

 

 NOW AVAILABLE ON D.V.D
"ARNA'S CHILDREN"- THE FILM.

"A must-see documentary. Sure to spark controversy for its straightforward
presentation of the Palestinian struggle, ['Arna's Children'] limns a devastating
group portrait of the legacy of occupation." – Variety
WWW.ARNA.INFO
"Arna's children"- the film
                now available on D.V.D
                                
www.arna.info
The cost of d.v.d copy -20 euro- 100 shekels.
 Please send a cheque payable to the order of Andalus Publishing,
POB 53036, Tel Aviv 61530, Israel
 
Wire Transfers should be made to: Bank Hapoalim, Branch # 504,
 Account #: 299565, Swift code: POALILIT, ABA #: 026008866
Andalus Publishing
 POB 53036 Tel Aviv, 61530
 Tel +972-3-649-1705
 Fax +972-3-649-9172
 
yael@andalus.co.il
 www.andalus.co.il

 

 

 Segnalazione importante tratta dal sito: www.megachip.info

Nella sezione Le attività di Megachip sono presenti le iniziative dal territorio italiano e ne segnaliano una- tra le altre -  la Rete di Comunicazione per il Bene comune.

la redazione

   Legge di iniziativa popolare per il rilancio della riconversione dell'industria bellica
La raccolta di firme in Lombardia :  le adesioni, le cifre
 

 La raccolta di firme a sostegno della legge di iniziativa popolare per il rilancio della riconversione dell'industria bellica in Lombardia ha superato le 4500 firme.
Per info
www.disarmolombardia.org
L'obiettivo affichè la proposta di legge sia valida è di cinquemila firme. L'obiettivo della campagna è di arrivare a diecimila firme; questo obiettivo va raggiunto entro la metà di settembre.
Chiediamo quindi a gruppi, associazioni e singoli che condividono l'obiettivo di rilanciare l'attività dell' Agenzia regionale per la riconversione dell'industria bellica di dare una mano alla campagna nella raccolta delle firme e comunque nella diffusione di questa iniziativa.
Cerchiamo anche volontari per gestire il banchetto per la raccolta firme alla Festa nazionale dell' Unità che si terra a Milano, a partire da fine agosto.
Per segnalare iniziative, disponibilità a collaborare con la campagna o richiedere informazioni info@disarmolombardia.org
Segnaliamo inoltre che alla campagna hanno aderito i comuni di:
Cinisello Balsamo, Besana in Brianza e Lurate Caccivio.
Ricordimo inoltre che alla campagna ha aderito il Coordinamento Provinciale Milanese per la Pace "La Pace in Comune": di cui fanno parte la Provincia di Milano e i Comuni di Agrate Brianza, Bresso, Brugherio, Carugate, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Corsico, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Melegnano, Melzo, Monza, Opera, Pero, Pieve Emanuele, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Rho, San Donato Milanese, Sedriano, Senago, Sesto San Giovanni, Trezzo sull¹Adda, Vaprio d¹Adda, Vimodrone. Prossimamente sarà possibile recarsi a firmare per la legge di iniziativa popolare anche presso questi comuni.
Roberto Ferioli
Associazione per la Pace
19 luglio 2005

 

 


 

DE CORATO E LA STRAGE DELLE ROBINIE

Questa mattina le motoseghe del Vice Sindaco Riccardo De Corato hanno fatto
fuori 3 robinie in Via Volturno.
La strage delle piante milanesi prosegue senza che venga reso pubblico il
documento con la lista degli alberi "morituri".
Perchè questa mancanza di trasparenza ? L'amministrazione teme forse che
qualcuno possa controllare la validità delle diagnosi di condanna al taglio che casualmente coincidono quasi sempre con i luoghi su cui sono previsti cantieri per i parcheggi o per le nuove strade ?
Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale di Milano
www.ilbaruffi.it   0288450208-9
13 luglio 2005

   
 

Ai firmatari dell'Appello alla città per chiudere il Cpt di Via Corelli

Cari/e tutti/e
abbiamo assoluta necessità di trovarci prima che le ferie svuotino la città. E'
pertanto convocata la riunione dei firmatari dell'appello:
 
MARTEDI' 19 LUGLIO
ore 18.30
presso la sede dell'Arci Milano
Via Adige,11

 
Ordine del giorno:
1. confronto con Prefetto per definire "lettera d'intenti" per monitoraggio
associazioni di Via Corelli (stato dell'arte, come chiudere, come operariamo, costituzione Consulta cittadina Corelli ecc.)
2. bilancio Bari (assemblea movimenti del 10 e Forum Regioni dell'11) e iniziative
conseguenti in autunno
3. situazione Milano (sgomberi campi, espulsioni, sicurezza ecc.) e eventuali
iniziative
4. varie ed eventuali
In allegato trovate un po' di materiali interessanti:
- Documento finale assemblea movimento di Bari del 10/7
- Documento finale del Forum dei Presidenti delle Regioni di Bari del 11/7
- odierna dichiarazione di Fassino contro l'ipotesi di chiusura dei Cpt
- presa di posizione Fp-Cgil per chiusura Cpt
un abbraccio
Luciano Muhlbauer
COMUNICATO  STAMPA  DI CARLO PODDA
SEGRETARIO GENERALE FP-CGIL NAZIONALE

La Funzione Pubblica  CGIL per la chiusura dei C.P.T.

Di fronte alla ripresa degli sbarchi di immigrati sul territorio nazionale, e alle conseguenti polemiche politiche (paradossalmente, interne alla maggioranza di governo) la Fp Cgil ribadisce la netta condanna della legge Bossi-Fini sull’immigrazione, legge inumana e inefficace che ha avuto come risultato:

• le tragiche morti, nei nostri mari e nelle nostre città, di uomini, donne, bambini …
• l’offesa a elementari principi di legalità, in particolare con il ricorso ad espulsioni di massa, verso Paesi che non garantiscono adeguati livelli di civiltà giuridica nei confronti dei migranti, e con la costituzione dei Centri di Permanenza Temporanea, vere e proprie prigioni
• la crescita incontrollata di un vero e proprio mercato del lavoro nero, caratterizzato dallo sfruttamento dei migranti nell’ambiente di lavoro, dalle difficoltà ingiustificabili nell’accesso ad abitazioni decenti e ad altri essenziali servizi alla persona, dal mancato riconoscimento di elementari diritti di cittadinanza (quali il voto, almeno amministrativo), fino al rischio della propria sicurezza fisica.Questo Governo non è neanche riuscito a dotare le amministrazioni interessate all’attuazione della legge delle necessarie risorse, umane e strumentali, ha emanato norme confuse, non ha effettuato alcun investimento sulla formazione del personale da impiegare negli sportelli unici per l’immigrazione, limitandosi a ricorrere nei periodi di maggior carico di lavoro alla chiamata di centinaia di lavoratori interinali, anche qui coerentemente ai peggiori indirizzi della sua azione di Governo.
Nonostante ciò, lavoratrici e lavoratori pubblici, dei ministeri, degli enti locali, delle
forze di polizia, hanno consentito – con la loro professionalità e la loro umanità – una gestione della legge che fosse la meno devastante possibile, e a loro, alla loro capacità di attuare le norme con spirito di solidarietà e di accoglienza, va il principale merito nella regolarizzazione di oltre 700.000 immigrati: vero concreto esempio di un lavoro pubblico che mette il servizio in condizione di garantire, anche nelle situazioni più difficili, essenziali diritti di cittadinanza.
Pertanto la Fp Cgil, nel ribadire l’impegno delle proprie strutture ad un confronto
serrato con il governo e le amministrazioni interessate all’attuazione della legge, chiede alle forze politiche dell’Unione di centrosinistra un impegno esplicito a porre fine a questa vergogna, attraverso l’abrogazione della Bossi-Fini, la chiusura dei CPT, l’adozione di una normativa sull’immigrazione orientata all’accoglienza, al rispetto della dignità umana, all’integrazione piena dei diritti e dei doveri.
In questa prospettiva, la Fp Cgil aderisce alla giornata di mobilitazione indetta per il
prossimo 11 luglio dalla Regione Puglia, e da tante altre amministrazioni regionali, per l’immediata chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea.
Roma, 8 luglio 2005                         nella foto: Luciano Muhlbauer

   

IMMIGRAZIONE: FASSINO, SBAGLIATA LA CHIUSURA DEI CPT
POSIZIONE CENTROSINISTRA NON E' QUELLA DI NICHI VENDOLA

(ANSA) - ROMA, 12 lug - ''Considero una semplificazione
errata la chiusura dei Cpt''. Lo afferma il segretario dei Ds,
Piero Fassino, conversando alla Camera con i cronisti.
'Se noi
diamo la sensazione che si smantellino gli strumenti
di lotta alla clandestinita' - osserva Fassino - rischiamo
solamente di accrescere il sentimento di ostilita' dei cittadini
italiani verso tutti gli immigrati''.
Secondo il leader della Quercia ''bisogna intervenire sull'
attuale assetto dei Cpt e trasformali in centri con condizioni
piu' civili, piu' umane e piu' moderne''.
Incalzato dai cronisti sull' atteggiamento del governatore
della Puglia Nichi Vendola, a favore della chiusura dei centri,
Piero Fassino ha cosi' risposto: ''La posizione del
centrosinistra non e' quella di Nichi Vendola''. (ANSA).
Roma - 12 luglio 2005                               nella foto: Piero Fassino

   
 

 NOTIZIE, INFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONE SUL "CONSIGLIERE "FUORILUOGO" A PALAZZO MARINO
 AGENDA

Martedì 12 luglio dalle 20.30 alle 22.30 Maurizio Baruffi parteciperà alla trasmissione televisiva "Carta straccia", condotta da Roberto Poletti, su Antenna 3.
Giovedì 14 luglio, alle 18.30  Spazio Oberdan V.le Vittorio Veneto 2  (Angolo P.zza
Oberdan) MM1 - P.ta Venezia)
Presentazione del volume Marijuana. I Miti e i Fatti di Lynn Zimmer e John P. Morgan (Edizioni Vallecchi)
Interverranno: Pietro Adamo, Maurizio Baruffi, Franco Corleone, Giulio Giorello,
Gad Lerner, Henri Marangon, Armando Massarenti, Sergio Scalpelli.
La radio dei Verdi ha iniziato a trasmettere sulla città di Milano. La frequenza è
92.2. Gli orari delle trasmissioni e il palinsesto lo trovate su
*www.ecoradio.it

VERDE IN CITTA'
Dal Bosco di Gioia agli alberi di Largo V°Alpini. Proseguono i tagli e avanzano le
ruspe. Un Nobel per la botanica agli inventori della "parcheggite"...
     * 
www.ilbaruffi.it/new/articolo.php?id=880
     *  www.ilbaruffi.it/new/articolo.php?id=877
PARCHEGGI
Che senso ha prevedere 26 parcheggi interrati nel centro cittadino per sistemare
10mila auto, quando tutti i giorni ne entrano 600mila a Milano ?
*
www.ilbaruffi.it/new/articolo.php?id=872
 E poi, girovagando per il sito, potrete trovare comunicati stampa, mozioni,
interrogazioni, interventi in aula e la rassegna stampa.
Grazie a quanti hanno la pazienza di ricevere, leggere e commentare. Mi scuso
invece con chi si senta disturbato da questo messaggio.
maurizio@ilbaruffi.it .
Chi volesse diffondere questa newsletter o indicarmi persone da inserire in
indirizzario mi darà un grande aiuto. Per registrarsi l'indirizzo è:
                *
www.ilbaruffi.it/fr_contact.htm

 Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale di Milano
www.ilbaruffi.it
 

   
 

 PARCHEGGITE: Nobel per la botanica a De Corato, Goggi e Albertini

"La prossima settimana toccherà agli alberi di Largo V°Alpini. Nei giorni scorsi era capitato alle sofore di Viale Montello, in prossimità della Piccola Scuola di Circo, e a quelle di Piazza Novelli. Alberi malati gravi, incurabili, in base ai documenti prodotti dagli uffici del Comune di Milano.
Il caso vuole che si tratti sempre di località nelle quali è previsto uno dei molti
posteggi sotterranei che l'amministrazione Albertini lascerà in eredità ai milanesi. Naturalmente il taglio viene effettuato per ragioni di sicurezza, per tutelare l'incolumità dei passanti, perchè quelle piante potrebbero cadere da un momento all'altro.
E subito scattano le rassicurazioni: gli alberi verranno piantati di nuovo. Se poi nel
frattempo, magari dopo qualche mese, dovesse partire proprio lì dove si trovavano gli alberi malati un cantiere per un nuovo posteggio, pazienza...
 Bisogna proprio attribuire un Nobel per la botanica alla triplice Albertini, Goggi e De
Corato, che hanno scoperto la parcheggite, una nuova forma di malattia terminale degli alberi milanesi, che si sviluppa giusto con qualche mese di anticipo sull'apertura dei cantieri, senza che esista così un nesso fra abbattimenti delle piante e lavori per i posteggi. E così le statistiche di Trilussa-De Corato risultano sempre perfette e vincenti."
 
 Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale di Milano
www.ilbaruffi.it   0288450208-9
10 luglio 2005                                                    nelle foto: Julia "butterfly" Hill, che difese la foresta millenaria
                                                                                            di sequoie, soggiornando piu' di un anno su di una
                                                                                            di esse, che chiamò: Luna

   
 

Comune di Milano: Il centrosinistra vuole un Consiglio straordinario sul progetto delle tre torri
Nuovo quartiere Fiera


I residenti chiedono più verde
Entro fine mese la decisione della giunta
Il disegno di Citylife, firmato da Libeskind, Isozaki e Hadid, rivoluzionerà l´area
SANDRO DE RICCARDIS
da Repubblica - 10 luglio 2005

Un consiglio straordinario da convocare entro il 31 luglio, prima che la Giunta approvi il Pii, il Piano integrato d´intervento, l´atto formale senza il quale il progetto di recupero della vecchia Fiera non può partire. Il centrosinistra e i residenti del quartiere sono uniti nel chiedere più verde e un nuovo passaggio in aula per conoscere i dettagli tecnici del piano e le modifiche apportate in questi mesi dalle commissioni tecniche di Palazzo Marino. «Il Consiglio ha votato solo gli indici volumetrici del progetto - accusa Maurizio Baruffi, consigliere dei Verdi e primo firmatario della richiesta di convocazione della seduta straordinaria -. Per il resto, abbiamo conosciuto i dettagli del piano di riqualificazione della Fiera soltanto dai giornali».
La Giunta intende approvare il piano che rivoluzionerà la toponomastica di un pezzo di città entro fine mese. Senza alcun passaggio in consiglio comunale, anche se al progetto originario - disegnato dai tre architetti Daniel Libeskind, Arata Isozaki e Zaha Hadhid per la cordata Citylife (Generali-Sai) - sono state apportate rilevanti modifiche urbanistiche. E´ stata innanzitutto ampliata la superficie di verde, con 25mila metri quadrati aggiunti al progetto originario, ed è stata modificata la viabilità dell´intero quartiere, dove sorgeranno parcheggi per complessivi 9.500 posti auto.
Residenti e opposizioni chiedono per questo che venga convocato un consiglio straordinario per il prossimo 19 luglio. «Il presidente del Consiglio ci ha proposto la data del 15 settembre - dice ancora Baruffi -. Giudice ci ha comunicato che in un eventuale consiglio straordinario in luglio, nessun rappresentante di Fiera e Citylife si sarebbe presentato in aula. E´ ridicolo - continua ancora Baruffi - essere convocati soltanto a settembre, quando tutto è già stato deciso, e non ci trova d´accordo il fatto che chi dovrà riqualificare l´area non si presenti a illustrare le modifiche apportate al progetto».
Nella conferenza dei capigruppo di martedì, ci sarà la decisione sulla richiesta delle opposizioni. «La giunta non può opporsi - dice Giovanni Occhi, capogruppo di Rifondazione Comunista -. C´è il precedente di Monza di pochi giorni fa. Il Tribunale amministrativo ha dato ragione ai consiglieri di opposizione, che avevano chiesto di riportare il Piano integrato d´intervento in consiglio comunale». E sul progetto di Citylife, Occhi attacca: «E´ stato deciso interamente da Fiera senza una vera dialettica con le istituzioni. E infatti non ci piace: le volumetrie consentite sono il doppio di quelle concesse normalmente per il recupero delle aree dismesse».

Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale di Milano
www.ilbaruffi.it   0288450208-9
9 luglio 2005

   
 

 Scrivi ad Arcoiris

Su Arcoiris Tv, da qualche giorno, lo spazio "lettere": puoi inviare le tue lettere, i tuoi commenti ad esse,  le tue opinioni!
www.arcoiris.tv/

   
 

FOTOGRAFIA & INFORMAZIONE
http://www.fotoinfo.net
Giovedì 14 Luglio 2005 alle ore 21 a Milano

Fotografia & Informazione organizza una serata in cui verranno proiettati
due documentari sul lavoro dei video-foto-giornalisti impegnati sui fronti di
guerra, con testimonianze e immagini che ne mostrano la difficile e talvolta
tragica esperienza nei molteplici conflitti aperti nel mondo.

STAINS OF WAR di Charles Glass, BBC, 1992, 30', in inglese
documentario dedicato ai fotoreporter di guerra; con testimonianze di Larry
Burrows, Don McCullin, George Rodger, W. Eugene Smith, Colin Jacobson, Horst
Faas, Fouad Khoury.

METTI A FUOCO E SCAPPA: I SOLDATI DELL'IMMAGINE
di Mimmo Lombezzi e Sabina Fedeli, Italia1
(trasmesso all'interno del programma "Mission"), 2002, 45', in italiano
reportage che racconta la vita e la morte di coloro che registrano
l'immagine della guerra, per passione e per mestiere; con testimonianze di
Livio Senigalliesi, Riccardo Venturi, Roger Hutchings, Grazia Neri.

Al termine della proiezione interverranno i giornalisti
Mimmo Lombezzi e Sabina Fedeli

Giovedì 14 Luglio 2005 alle ore 21 presso
pol!femo
Fabbrica del Vapore
Via Luigi Nono, 7
20154 Milano
zona Cimitero Monumentale
(Tram 12, 14, 33, 29-30, Bus 43)

ingresso a offerta libera per il finanziamento di Fotografia & Informazione
Associazione Italiana Giornalisti dell'Immagine,
fino al raggiungimento disponibilità massima di posti


==========================================
FOTOGRAFIA & INFORMAZIONE
Associazione Italiana Giornalisti dell'Immagine
www.fotoinfo.net - fotoinfo@fotoinfo.net
ISCRIZIONE: http://www.fotoinfo.net/iscrizione/
===========================================

   
  Per aderire a
Mare Aperto - Idee per aprire le frontiere e chiudere i CPT:
via fax al n.080.5406260
o via mail all'indirizzo
addettostampa.presidente@regione.puglia.it
   
 

Ai firmatari dell'Appello alla Città:
report dell'incontro con il Prefetto Ferrante

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"Ieri 5 luglio si è svolto l'incontro tra il Prefetto Ferrante e la delegazione dei
firmatari dell'Appello alla Città. Oltre al Prefetto erano presenti il suo capogabinetto e il vicecapogabinetto, il responsabile della Croce Rossa di Corelli e il responsabile della C.R. provinciale. La nostra delegazione era costituita, come deciso alla riunione del 30 giugno: Patti (Arci), Parenti (Naga), Pasi (SinCobas), Volpato (CS Leoncavallo), Patta (Prc), Barraco (Verdi) Angella (P. Umanista), Maestri (cons. provinciale) e Muhlbauer (cons. regionale); Giudici (Fiom), parte della delegazione, non ha potuto partecipare per un'emergenza dell'ultimo minuto.
 L'incontro è iniziato con una visita all'interno del Cpt. Probabilmente superfluo
sottolineare che tutto era più pulito e più in ordine del solito. Il clima era quello di una visita guidata e dunque molto diverso dalle visite fatte in altri momenti da parlamentari e consiglieri...
 Abbiamo potuto vedere anche il Centro di Identificazione per richiedenti asilo
provvisiorio, in fase di ultimazione. Praticamente una ex-camerata del Cpt viene destinata a questo scopo e un ingresso separato dall'esterno sta per costruito. L'interno è dunque analogo alle camerate del Cpt in senso stretto. Sollecitato, il Prefetto ha dichiarato che la regola sarà quella della permanenza notturna dei richiedenti asilo, mentre di giorno possono entrare e uscire dal centro come credono.
Con questa nuova situazione, i posti disponibili dentro il Cpt si riducono da 140 a
112, essendo appunto 28 destinati al Centro di identificazione.
 I detenuti nel Cpt sono attualmente quasi tutti Rom (circa 80), provenienti in gran
parte dal campo sgomberato di via Capo Rizzuto. Degli altri "ospiti" quasi la metà sono ex-carcertati, che come al solito si vedono aggiunti due mesi di galera extra dopo la fine pena. Tre di loro ci hanno chiesto colloquio, cosa che è avvenuto alla fine dell'incontro con il Prefetto.
 L'incontro vero e proprio si è svolto in un clima sereno, nel senso che il Prefetto si è
mostrato disponibile di fronte a tutte le nostre richieste, accogliendole. Abbiamo chiesto che quanto accordato venisse fissato nero su bianco e anche questo è stato accolto. La forma concreta è ancora da definire (dichiarazioni d'intenti, protocollo di intesa ecc.?), ma venerdì prossimo si terrà un incontro tecnico in Prefettura, dove si cercherà di tradurre il tutto in un testo scritto. Comunque sia, è stato raggiunto verbalmente un accordo sui seguenti punti:
1. visita periodica dentro il Cpt di carattere ispettivo e con colloqui con detenuti che
lo desiderassero (tipo sportello)
2. possibilità visite fuori dalle scadenze periodiche, previa autorizzazione
Prefettura
3. possibilità per parlamentari e consiglieri regionali di farsi accompagnare da
collaboratori (applicando la regola vigente nelle carceri)
4. possibilità per "ospiti" di poter richiedere visita medica esterna,
utilizzando il servizio medico messo a disposizione da noi. Le visite
mediche indipendenti si svolgeranno nei locali dell'infermeria della Croce
Rossa ed è salvaguardato il rapporto confidenziale medico-paziente.
5. dare pubblicità ai detenuti di tutto questo
6. informazione regolare da Prefettura a noi su presenze all'interno del Cpt
(nazionalità, provenienza, numero ecc.)
Da aggiungere che su nostra domanda, il Prefetto ha dichiarato che intende
autorizzare anche visite da parte di consiglieri provinciali e comunali di Milano, nonché del competente CdZ, qualora venissero richieste.Va ribadito che tutto ciò va tradotto in testo scritto e forse ci saranno ancora dei problemi. Inoltre, sempre come deciso nella riunione del 30/6 scorso, al fine del funzionamento di questo meccanismo di monitoraggio ci siamo costituiti in Consulta Cittadina Corelli, intendendo compresi tutti i firmatari dell'appello.
 In conclusione, la mobilitazione messa in atto in questi mesi e l'iniziativa dell'Appello
ha prodotto dunque il risultato di aprire una "finestra" della società civile su Via Corelli. La Prefettura ha dunque riconosciuto quella parte della città che chiede la chiusura dei Cpt come un soggetto che può monitorare quanto avviene nel centro.
 Ora sta a noi rendere operativo e produttivo il lavoro. Pertanto sarà necessario
convocare una riunione di tutti i firmatari, dove definire gli impegni e le forze. La cosa migliore sarebbe settimana prossima, in orario accessibile ai più. Così, inoltre, conosciamo anche i risultati degli incontri di Bari del 10 (assemblea di movimento) e dell'11 (forum dei Presidenti di Regione)."
Luciano Muhlbauer
6 luglio 2005

 

   
 

PER NICHI VENDOLA

Caro presidente della Regione Puglia
sono uno dei moltissimi cittadini democratici che non hanno né voce né rappresentanza politica perché il centrosinistra è chiuso nelle sue "fabbriche" e nei suoi "cantieri", pieni del rumore di patteggiamenti velenosi e della confusione di parole senza programma. Per questo sono costretto ad aderire a titolo del tutto personale all'incontro di Bari per la chiusura dei CPT, e a dichiarare il mio far parte di quell'Italia "fuorilegge" che non considera carta straccia la Costituzione, che non accetta la detenzione e i maltrattamenti di uomini e donne incolpevoli, che non accetta la normalità quotidiana dei naufragi, delle deportazioni di massa e dei ghetti per nomadi nelle periferie, che non accetta le sfilate naziste del sabato e l'impunità loro garantita, che non accetta l'irruzione a mano armata della polizia nelle case degli immigrati per terrorizzarli, che non accetta i soprusi per il rilascio dei permessi di soggiorno, che non accetta il controllo del biglietto solo a chi ha la pelle o l'accento diversi, che non accetta l'uso del tu per rivolgersi agli stranieri non vip, che non accetta il ritorno del razzismo fascista o l'avvento del segregazionismo di tipo statunitense,
sudafricano o israeliano.
Condanno le scelte dell'attuale governo di destra, mi vergogno di quelle dei passati governi di centrosinistra e temo quelle dei governi futuri: infatti, quand'anche il centrosinistra vincesse le elezioni del 2006 (nonostante gli sforzi straordinari che sta facendo per perderle), la sua politica senza principi e la sua inveterata abitudine ad inseguire inutilmente le destre rischiano di perpetuare i CPT, peraltro già da esso creati, e di promuovere nuove politiche discriminatorie. A meno che un vasto movimento di cittadini riesca ad imporre il proprio netto rifiuto del razzismo, così come ha già imposto la visibilità, se non l'attuazione, del proprio netto rifiuto
della guerra.
Spero che l'incontro di Bari contribuisca a dare voce al diffuso e inascoltato bisogno primario di diritti e di uguaglianza per gli immigrati, che è un bisogno non solo loro ma di tutti noi, e negando il quale anche l'esigenza di legalità e di sicurezza resta inattuabile, pura espressione di inconsapevolezza o di malafede. Caro Vendola, i nipoti di Beccaria esistono, e sono anche tanti: semplicemente, come i principi migliori dell'illuminismo duecento anni dopo, sono "fuorilegge". Si tratta di cercarli e farli parlare: si scoprirebbe che molte più persone di quante si creda desiderano vivere senza vergogna e in parità di diritti con nuovi concittadini
immigrati.
Invio questo messaggio a tutti coloro con cui sono in contatto, invitandoli a dare anch'essi la propria adesione all'incontro di Bari e ai suoi obiettivi.

Roberto Signorini -  Milano
r.signorini@flashnet.it
A d e s i o n i:
megachip lombardia
pio tarantini - milano
germana pisa - milano
                                                         nella foto: Nichi Vendola

   
   LE AUTO IN CENTRO
E LE FANTASIE DELL'ASSESSORE GOGGI.


"I posteggi che servono sono quelli di interscambio ai confini della città. Il Comune e
la Provincia utilizzino la Serravalle per questo scopo"
1997-2005: 8 anni di giunte Albertini. 2001-2005: 4 anni di poteri straordinari del
commissario al traffico Albertini.
2 i posteggi sotterranei in centro per cui siano iniziati i lavori Piazza Meda e Viale
Sabotino. 26 quelli immaginati da Goggi. A essere ottimisti il piano verrebbe portato a termine nel 2035 e servirebbe a sistemare 7400 automobili. Nel frattempo dove i parcheggi sotterranei esistono (Via Vittor Pisani, Piazza Fratelli Bandiera, Viale Majno per esempio) le auto vengono posteggiate in divieto di sosta in superficie,
nessuno passa a mettere le multe e i parcheggi rimangono semivuoti e inutilizzati.
La vera soluzione alternativa e radicale per ridurre la congestione e l'inquinamento è quella di frenare l'afflusso di auto da fuori Milano (600mila ingressi quotidiani secondo le stime più ottimistiche) e dalla periferia verso il centro cittadino. Il Comune dovrebbe coinvolgere la Provincia e utilizzare il proprio peso all'interno della Serravalle per progettare nuovi posteggi di interscambio lungo la cerchia della Tangenziale sulle aree di proprietà della Serravalle e dove ci sono gli svincoli di ingresso in città. ATM poi avrebbe il compito di gestire le aree sosta e di fornire gli adeguati servizi di trasporto pubblico verso il centro cittadino. La grande liquidità e l'attivo di bilancio di cui gode la società dei trasporti milanesi potrebbe essere
utilizzata per accendere i mutui necessari al finanziamento dell'operazione.
Maurizio Baruffi
Consigliere Comunale Verdi - Milano
www.ilbaruffi.it
   
 

CPT VIA CORELLI - REPORT RIUNIONE 30 GIUGNO

"Giovedì scorso si è tenuta la riunione dei firmatari dell'Appello alla città per preparare l'incontro con il Prefetto, dentro il Cpt di Via Corelli, che avrà luogo martedì 5 luglio, alle ore 16.30.
 E' stato ribadito che l'obiettivo non è quello di contribuire ad un migliore funzionamento del centro di detenzione, bensì di garantire un lavoro di monitoraggio che si inserisca nella campagna più generale per la chiusura dei Cpt. In questo senso l'attività che intendiamo definire al tavolo con il Prefetto ha due caratteristiche fondamentali: di ispezione e di capacità di assistenza indipendente sul piano sanitario e legale. 
 Concretamente, la delegazione che incontrerà il Prefetto lavorerà per ottenere:
- visite periodiche dentro il centro, la cui cadenza deve essere portato a conoscenza dei detenuti. Avranno un carattere sia ispettivo, che di "sportello" per i detenuti
- possibilità di visite anche al di fuori della cadenza concordata
- riconoscimento del diritto per parlamentari e consiglieri regionali di potersi far accompagnare da collaboratori nelle loro visite
- possibilità di accesso dei detenuti a medici esterni, indipendenti dalla Croce Rossa, qualora lo chiedano.
 Inoltre, è stato definito di dotarci di una denominazione, necessaria per offrire alla Prefettura un interlocutore riconoscibile: Consulta Cittadina Corelli
 La delegazione che incontrerà il Prefetto sarà composta in base ad un criterio di pluralità e competenza, poiché si tratta essenzialmente di un tavolo di "trattativa". In questo senso è stata ribadita anche la necessità di continuità con l'ultimo incontro. La riunione ha pertanto definito la seguente composizione di massima: un rappresentante (qualificato) per Naga, Arci, SinCobas, Fiom, CS Leoncavallo, Rifondazione, Verdi, Partito Umanista.
 Dopo l'incontro sarà convocata una nuova riunione, in orario più accessibile, al fine di definire operativamente il nostro funzionamento, in base a quanto emerso dal tavolo di confronto di martedì.
 Infine, è stata condivisa la proposta che i firmatari dell'Appello alla città facciano pervenire la loro adesione al Forum contro i Cpt, convocato per l'11 luglio a Bari, da Nichi Vendola e altri presidenti di Regione, che vedrà inoltre iniziative di movimento nel giorno precedente, sempre a Bari, sullo stesso argomento.
un saluto a tutti
Luciano Muhlbauer
5 luglio 2005                                         nella foto: Luciano Muhlbauer

 

   
  A  b o t t a  c a l d a
 

 

   

Le vacanze sono finite
Le vacanze sono veramente finite. E’ ora che i cittadini ritornino con i piedi per terra e , qualora avessero per qualche giorno o addirittura settimana, dimenticato che siamo sotto l’attacco del terrorismo, dedicandosi a piacevoli attività, a nuotate, visione di albe e tramonti, innocenti giochi con la sabbia, passeggiate nella natura, evasioni sentimentali ed intellettuali e quant’altro la vita può offrire…sarà bene che facciano attenzione, adesso e prendano nota delle parole del ministro dell’interno che rende note le date delle esercitazioni anti-terrorismo. E’ vero, siamo ancora in agosto e qualcuno è ancora in vacanza ma è bene che, prima di mettersi in auto anzi, prima di caricare i bagagli, rivolga la mente al dovere che lo aspetta, che non è più solo il ritorno al lavoro o alla scuola o a qualunque altra cosa, ma è la difesa personale e collettiva, perchè siamo in guerra, sissignori. Cosa ci credevamo? Quale illusione avevano tentato di coltivare davanti ai tramonti e alle lagune, nel meritato svago, nel relax agognato? Siamo in guerra, lo ha detto anche Pera e, con altri modi, ce lo ricorda Pisanu, che stamattina ha detto che in settembre cominceranno le esercitazioni anti terrorismo e siccome io scrivo da Milano ho memorizzato subito che, nella mia città, queste saranno dal venti al 25 settembre..(maledetto settembre! una volta questa data significava per me il ricordo del refrain di 29 settembre, da un po'di tempo pronunciare il nome di questo mese mi da' i brividi).
Anche sentire di questa esercitazione tra il 20 e il 25 settembre mi ha dato i brividi e..magari saro’ un po’ depressa non so..mi ha ricordato immediatamente che a Londra l’attentato alla metropolitana è avvenuto la mattina in cui si svolgevano le esercitazioni antiterrorismo, così mi risulta di aver letto. Tocchiamo ferro come si dice. Ma, insomma, quello che voglio esternare è che io non sento la necessita’ di una esercitazione antiterrorismo e che comunque questa cosa porta sfiga e mi sembra anche un po’ terroristica. Potendo, cerchero' di trovarmi fuori citta' in quelle ore, sì, credo che farò così.
gea:
24 agosto 2005

   
 

Fernando Pereira: esempio di dedizione alla causa dell’ecopacifismo

E’ il 1985 e la Francia prosegue nei propri esperimenti nucleari nelle isole Marshall: un programma ampio per il riarmo nel Paese viene promosso e sostenuto dai grandi potentati economici e finanziari. La guerra nucleare in questa contingenza storica è un fine delle grandi potenze mondiali per poter imporsi sulla scena mondiale e per poter arginare l’espansionismo sovietico: la guerra fredda provoca tensione tra i due blocchi che si contendono il controllo delle sorti mercantili e geopolitiche del pianeta.
Fernando Pereira è un fotografo portoghese scappato dal proprio paese devastato da una delle più sanguinarie dittature degli ultimi tempi e, per rifiutare l’arruolamento forzato nell’esercito nazionale in partenza per la conquista imperialista dell’Angola, decide di fuggire, passando da una Spagna retriva e franchista, poco aperta al riconoscimento dei diritti d’asilo politico dei rifugiati, in Olanda, dove conosce la propria futura moglie, di nascita tedesca, che gli darà due figli.
Fernando aderisce il 10 luglio 1985 al progetto di Greenpeace pronta a salpare i mari con la propria nave Rainbow Warrior alla volta della Nuova Zelanda, dove ormeggerà nel porto di Auckland. La spedizione è finalizzata a portare aiuto concreto e fattivo alle popolazioni delle Isole Marshall, colpite da piogge acide dovute dagli effetti devastanti degli esperimenti nucleari promossi dalla potenza militare francese. La nave viene fatta affondare da due ordigni esplosi a bordo, posti da agenti dei servizi segreti con l’approvazione e il mandato del Presidente del tempo, Francoise Mitterand, come testimonia la deposizione di un esponente dei servizi in un articolo pubblicato quest’anno, alla luce del ventesimo anniversario del grave atto, su Le Monde.
Il 10 luglio 2005 viene commemorata la grave azione che non fu approfondita dall'informazione di massa con l'appostamento di una flottiglia presso la baia di Matauri, nei cui fondali giacciono ancora i resti dell'imbarcazione di Greenpeace. La Francia e la Nuova Zelanda hanno dedicato alcuni minuti di silenzio al ricordo delle vittime, mentre a Parigi è stato disegnato con i corpi dei militanti di Greenpeace un arcobaleno all'ombra della Torre Eiffel. La pace e la questione dell'ecosostenibilità, in nome del disarmo nucleare sono stati gli elementi maggiori che hanno investito la commemorazione del terribile e terroristico evento.
Dopo la caduta del Muro di Berlino e il cessare della guerra fredda la questione del disarmo è divenuta oggetto di superficiali e puramente esteriori impegni, mai concretizzati con azioni conseguenti, delle potenze mondiali, espressi in roboanti dichiarazioni presso Trattati Internazionali e bilaterali. Ancora oggi, però, vengono promosse e portate avanti dalla Francia in primis, con determinatezza e costanza, un'attività di riarmo nucleare con l'intento di una riutilizzazione dei dati emersi durante gli esperimenti nucleari condotti a Muroroa da parte della Francia. L'ipocrisia così espressa dalle potenze mondiali è il filo conduttore di un'azione che contraddice la buona intenzione e il pericolo di una nuova guerra nucleare e di offensive militari devastanti l'ambiente e l'umanità, il proprio futuro e l’avvenire sociale ed esistenziale.
Alla luce del 10° Anniversario della sua morte spicca con maggiore forza e determinatezza l'espressione politica e culturale derivante dall'esempio etico e civico di Alex Langer: nella sua identità valoriale traspare il primo esempio di connubio tra pacifismo ed ecologia. La solidarietà tra i popoli e la convivenza sociale per una prosperità sociale e civile della comunità internazionale non possono prescindere da un forte indirizzo nel compimento dell’impegno di garantire la ripartizione equa delle risorse, il loro riutilizzo in termini di riciclaggio e di un sistema di sviluppo che detenga come priorità assoluta la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema. Il disarmo nucleare è precondizione per avviare un processo forte che sia indirizzato a costruire una nazione mondiale di popoli e di cittadine e di cittadini che siano uniti dal principio di solidarismo e di pacifica convivenza.
L'esempio di Pereira e il ricordo di Langer combaciano nel riportare con forza e determinazione un impegno etico e politico, che ponga come questione prioritaria la messa al bando di qualsiasi armamento che possa essere seria minaccia alla sopravvivenza e all'esistenza delle persone nella totale garanzia di una prevaricazione delle superpotenze sugli altri popoli per interessi di dominio startegico e di imperialistica depredazione delle risorse naturali, ricchezze primarie di un popolo autodeterminato.

Alessandro Rizzo
3 agosto 2005

 

Quel che scrisse Luigi Pintor

 L’indimenticato Luigi Pintor scriveva su "Il Manifesto" il 13 marzo 2003,  all'inizio della guerra contro  l'Irak:"...Ci troviamo in una dimensione mai conosciuta che perciò non riusciamo a definire, una dimensione senza nome e innominabile. Si capisce che il pontefice evochi Satana, ma nei limiti della nostra ragione laica e del nostro linguaggio ci sentiamo muti."...
Erano le parole di un laico che, di fronte allo scatenarsi del nuovo orrore, si sentiva impotente a definire un male che si manifestava nel mondo e che, ora sappiamo.. lui non sa e che cosa scriverebbe oggi…era solo l’inizio di orrori più grandi , orrori che fanno vacillare la mente e il cuore, che preannunciano - temiamo - orrori e dolori ancora più grandi.
Mi colpirono molto quelle parole di Pintor, come tutto l’articolo da cui le trassi :uno dei suoi ultimi articoli prima della morte. Quelle parole mi sono tornate alla mente oggi, dopo che avevo scritto alcune cose sulle ore presenti, cariche di lutto. Cose che ora lascio da parte  per citare solo quel che scrisse Luigi e ricordare il suo sgomento; che è come il nostro, in queste ore, ma non solo in queste, perchè ormai in molte ore precedenti a queste  ci siamo domandati cosa sia questo scatenarsi della follia nel mondo intorno a noi, come se una potenza del Male cavalcasse il nostro orizzonte deciso ad oscurarlo del tutto.
gea
23 luglio 2005                                          nella foto: Luigi Pintor                             
                                                     

  Solidarietà al CSM! 

Siamo abituati a chiedere, anzi talvolta a "pretendere" che il CSM intervenga rapidamente a tutela di uffici o singoli magistrati aggrediti e vilipesi; siamo pronti a criticarne eventuali ritardi, decisioni non condivise, circolari che compromettono le nostre aspettative soggettive;  
siamo rapidi a denunciare - talvolta qualunquisticamente - i condizionamenti correntizi...
Ma adesso siamo noi che dobbiamo scendere in campo, "a tutela del CSM", così pesantamente accusato - nientemeno che dalla seconda carica dello Stato-di straripamento anticostituzionale (accuse che eravamo abituati a sentire pronunciate dai soliti noti, megafoni e/o avvocati del partito-azienda)! E la terza carica dello Stato, il Presidente-della-Camera-Super-Partes, non è da meno rispetto alla seconda, distinguendosi solo per i toni, apparentemente meno aggressivi.
Vale la pena di ricordare allora - ed ancora una volta - non solo che l'odg tanto vituperato dal Presidente-del Senato-super-partes è stato approvato e firmato dal Capo dello Stato ma che lo stesso Presidente Ciampi, nel corso della sua prima visita al CSM nel '99, a specifica domanda dell'allora Vice Presidente del CSM prof. Giovanni Verde, incitò il CSM ad esprimere - anche d'ufficio - il proprio parere su proposte e disegni di legge riguardanti la giustizia.
Vorrei capire se il Presidente-del Senato-super-partes ed il Presidente-della-Camera-Super-Partes pensano che la riforma dell'Ordinamento Giudiziario riguardi o meno la giustizia o se pensano, come l'intera magistratura italiana, che la reali ragioni della controriforma nulla abbiano a che fare con il miglior funzionamento e la migliore organizzazione del servizio giustizia, 'chè in tal caso si cmprenderebbe la ritenuta - da loro - incompetenza del CSM.
Al Vice Presidente Virgioni Rognoni (di cui sono ammirabili la prontezza, precisione e fermezza delle repliche) ed a tutti i consiglieri componenti il CSM - meno quelli che fanno mancare il numero legale ed impediscono al CSM stesso l'esercizio delle sue alte funzioni costituzionali - la solidarietà forte e sincera di chi scrive unita all'invito (pur superfluo) a non desistere.
Grazie.
Spero che i magistrati italiani facciano pervenire a tutti i consiglieri un forte ed ideale abbraccio

Armando Spataro
21 luglio 2005

 

 

Le scelte del 'Geniale'..

..mentre l'Italia affonda, nonostante tutti abbiano due telefonini, e le prime pagine dei giornali si riempiono dei morti per terrorismo (non solo a Londra, ma anche a Baghdad ed in Turchia), il "Geniale" non trova niente di più importante che fare un titolone su 8 colonne 8 dedicato agli sprechi di Nicky Vendola, reo di aver portato da 9 a 11 il numero degli assessori...
 ...restiamo in fiduciosa attesa che "Il Geniale" dedichi un colonnino a pagina 26 per
dare notizia dell'avvenuta pubblicazione delle motivazioni della condanna di Marcello dell'Utri a nove anni di galera per mafia...
 ...nel frattempo in una piazza italiana immigrati ballano per festeggiare l'attentato
di Londra; peccato che questa notizia sia stata data, con grande evidenza, solo da Tele Padania, e che si sia rivelata una bufala...
banane&mazzette
19 luglio 2005

 

Chiacchiere alla fonte

Per una volta.. Non si tratta – qui – della fonte, intesa come quel luogo  da cui le notizie sgorgano, ma di una vera fonte e della sua sorgente: un luogo magico dove ci si trova (ed io mi ci sono trovata) per raccogliere una acqua purissima, dal sapore delicato e inconfondibile, che sgorga dalla roccia: lì, nella piccola radura in mezzo al bosco, vanno persone in una processione quasi continua e ci vanno non da un solo paese, non da  una sola regione. 
Quella fonte si trova in Liguria, in un punto dell’entroterra di Ponente ed è
conosciuta da secoli, mentre non so quando la si sia convogliata nel  modesto tubo che esce dalla roccia così che agevolmente si può, – chinandosi - bere e riempire molti recipienti. Nella roccia da cui esce l’acqua, è presente il caratteristico muschio – il polytrichium  - che inequivocabilmente attesta, con la sua presenza lì, che quella che sgorga è acqua di sorgente e che ha una elevata purezza.

La processione alla fonte è continua e davvero non so come quel signore, quindici anni fa, pensasse di poter facilmente privatizzarla e come non si aspettasse che gli sarebbe stato opposto un rifiuto.. E che rifiuto! Narrano, le persone che c’erano, che molti, giunti dal paese e dalle provincie vicine ed anche dalle regioni vicine, attesero nella radura l'arrivo della persona che intendeva circondare il luogo della fonte con i segni della proprietà e che tutte quelle persone attesero in compagnia di molti attrezzi tipici del lavoro di campagna, vanghe rastrelli  ed altro. La fonte rimase di tutti.  Devo dire che fa impressione e fa sorridere anche sentire una storia così, in questi nostri giorni in cui c'è la corsa a possedere l'acqua, a privatizzare questa come altri beni essenziali. Allora - quindici anni fa -  questa tendenza non era ancora così accelerata, però c'era nella gente la consapevolezza di un bene posseduto, e che bene! quella consapevolezza non dovrebbe andare perduta, proprio adesso!

Mentre ci si trova lì - ecco - tra persone mai conosciute prima, in attesa di riempire tanti recipienti, sgorgano, assieme all’acqua, anche i discorsi e tutti traggono in un certo qual modo origine da quella fonte, dal suo esserci e dal suo essere ancora a disposizione di tutti: quindi il discorso si fa politico e in varie direzioni e modi..E non c’è paragone dal fare discorsi politici chiusi in una sala piuttosto che farli qui, vicino a questa acqua, :-)) nella radura di alberi alti, da cui il sole filtra, nel silenzio, nel fresco, nella consapevolezza della natura intorno, della sua ricchezza, del bene che dobbiamo proteggere dall’avidita’..
germana pisa
19 luglio 2005

 

 Sciopero magistratura: livello massimo di allarme costituzionale

lo sciopero del terzo o primo dei tre poteri costituzionali di questo paese rappresenta di per sè non una indebita interferenza ma un allarme doloroso lanciato a questo paese per la tenuta del sistema democratico è tragicamente vero è come se una parte della struttura dello stato dichiarasse di scioperare alla propria funzione di pilastro, non solo dell'ordinamento giudiziario, ma di pilastro dell'intero ordinamento dello stato medesimoè come se la struttura dello stato urlasse al paese che il sistema democratico è già a rischio di tenuta è per questo che condivido l'iniziativa dello sciopero e ringrazio i magistrati italiani per aver preso la decisione di scioperare pur nella piena consapevolezza di dover adottare uno strumento di estrema ratio, denunciando la mancanza di un contrappeso costituzionale, ovvero denunciando che una dittatura della maggioranza, insinuatasi nelle maglie dei contrappesi istituzionali non adeguatamente coordinati con l'evoluzione verso il maggioritario del sistema elettorale e con le regole sull'istituto della fiducia che regola il funzionamento del Parlamento, rischia di attentare al principio dell'autonomia dei tre poteri costituzionali (estraggo gli elementi del seguito di questa comunicazione da un messaggio lanciato su una specifica mailing list; nell'ipotesi che questo estratto possa costituire infrazione alle regole vigenti sulla riservatezza, per quanto necessario, dichiaro fin d'ora la mia cosciente responsabilità a causa della gravità della situazione e della necessità di dare adeguata diffusione agli elementi d'informazione indispensabili per la consapevolezza,).
Si è tenuta ieri mattina a Roma una conferenza stampa nell'ambito del "Progetto per una giustizia accessibile, rapida, trasparente" con la partecipazione dei presidenti o segretari generali (delle associazioni che aderiscono all'iniziativa, e cioè MAGISTRATURA DEMOCRATICA, ARCI,ALTROCONSUMO, CITTADINANZATTIVA, FEDERCONSUMATORI, C.G.I.L.) il testo della presentazione che ha aperto la conferenza stampa

Roma, 11 luglio 2005
LA GIUSTIZIA è APPESA AD UN FILO: una metafora per dire che la giustizia è giunta ormai ad una svolta drammatica, ma anche un modo per segnalare che sta per spezzarsi il cavo che collega l'intero sistema informatico.
Presso la Procura di Torino, ufficio pilota e simbolo dell'informatica giudiziaria italiana, il sistema è prossimo al collasso: occorrono 45 minuti per iscrivere una notizia di reato e sei giorni perché gli avvocati possano
avere informazioni dal registro generale.  Difficoltà tecniche e carenze di personale stanno mettendo in ginocchio anche questo ufficio, tradizionalmente efficiente.
Niente male per un Ministro che ha fatto della lotta al "debito di giustizia" un obiettivo dichiarato. Dichiarato ma non perseguito, perché tutte le energie sono state spese per un obiettivo diverso e più importante: il conflitto quotidiano col Consiglio superiore e con la magistratura intera.
Un anno fa Magistratura democratica propose alle associazioni sindacali ed a quelle dei consumatori un progetto comune sulla giustizia. L'impossibilità di proseguire nei tentativi di dialogo con la politica e la debolezza del
confronto con l'avvocatura rendevano evidente la necessità di un mutamento di rotta per recuperare il punto di vista dei cittadini "attivi". Il programma di lavoro presentato nell'ottobre 2004 si è articolato attorno a quattro incontri tematici, che hanno esaminato lo stato delle cose, messo a fuoco i bisogni e le aspettative, sviluppato idee e possibili interventi per rendere la giustizia più vicina ai cittadini, più efficiente, più trasparante.
Tutto questo formerà un documento comune che presenteremo dopo l'estate e che si occuperà di alcuni snodi essenziali del servizio giustizia e delle iniziative che le istituzioni e i cittadini debbono affrontare per renderlo
migliore.
Ciò che sta accadendo, tuttavia, conduce ogni giorno di più quel servizio oltre il punto di rottura e sembra toglierci ogni possibilità d'azione.
La mancanza di idee positive è totale e ci pare, forse, più grave addirittura della drammatica mancanza di risorse. Le vicende della DGSIA (la direzione generale dell'informatica) sono oggi il simbolo di questa crisi politica. E' certo che l'innovazione tecnologia e la sua efficace applicazione sono gli strumenti attorno a cui costruire un servizio moderno e migliore, sono una necessità, come hanno dimostrato le iniziative e gli investimenti sul processo civile telematico.
Ebbene, dal febbraio scorso la DGSIA è priva di direttore generale e lo per è per una scelta consapevole del Ministro. La dr.ssa Rolleri è stata allontanata perché il Ministro ha preteso ad ogni costo che il direttore generale sia un non magistrato, scelta che contrasta con quanto prevede la legge istitutiva del sistema informatico della pubblica amministrazione (il riferimento è all'art.1 DPR 28 ottobre 1994, n.748 e successive modificazioni). La rigida posizione del Ministro è stata smentita da una decisione del TAR Lazio (n.8225/2004, depositata il primo settembre 2004) e, più di recente, da due pronunce della Corte dei Conti, che non ha registrato il decreto di nomina del nuovo direttore generale proprio per contrasto con la legge (ampia la motivazione della deliberazione n.10/2005/P depositata il 23 giugno 2005).  Il risultato dell'operato del Ministro è una situazione di stallo istituzionale e di delegittimazione della figura nominata.
La mancanza di un direttore generale sembra essere in una fase come questa altrettanto grave della mancanza di risorse economiche. Lo sbilancio nei fondi della DGSIA a giugno 2005 sfiora i 30 milioni di Euro, e rappresenta
il frutto di una crisi che si trascina ormai dal 2002, quando furono improvvisamente tagliati i fondi di cassa e ridotti gli stanziamenti. Ma ormai siamo al punto di rottura e non è più possibile per gli uffici operare in condizioni di emergenza perenne. Non soltanto  mancano le risorse per qualsiasi forma di investimento, ma mancano i fondi per l'assistenza e per i ricambi e per di più manca personale tecnico adeguato. In altre parole, non solo il Ministero non è più in grado di gestire lo sviluppo di iniziative che aveva definito centrali, come il processo telematico o il progetto per la valutazione dell'efficienza condotto con il C.S.M., ma non è più in grado di assicurare agli uffici giudiziari la funzionalità quotidiana: al di là dei disservizi gravissimi come quelli che si verificano anche a Torino, dobbiamo segnalare che il blocco di un solo server o di una rete locale in tempi brevissimi comporterebbero per gli uffici giudiziari di quella sede il blocco totale delle attività.
Alle difficoltà dell'informatica si somma la drammatica inadeguatezza del sistema statistico, non più in grado di fornire dati attendibili e di governare le informazioni necessarie per qualsiasi scelta strategica o gestionale. Non solo la Direzione generale non è stata in grado di fornire al Ministro e al Parlamento dati utili circa gli effetti delle
modifiche al regime di prescrizione, ma registriamo con preoccupazione la perdita di qualità del dato statistico e il formarsi di veri e propri "vuoti" di informazione, come quelli che riguardano l'intero distretto di Torino.

Purtroppo i pericoli non si esauriscono qui.
Presto mancheranno anche i magistrati. Essendosi intestardito a non assumere nuovi magistrati fino a che non fosse entrata in vigore la riforma dell'ordinamento giudiziario, il Ministro ha ritardato di oltre due anni i bandi di due concorsi che secondo la legge n.48/2001 avrebbero dovuto essere celebrati entro il 2003. Questo ritardo ed alcune valutazioni tecniche errate faranno si che il primo dei due concorsi non potrà concludersi prima del 2008, col risultato che per almeno 4-5 anni non sarà possibile avere ricambio negli organici di magistratura e fare fronte al prevedibile aumento dei pensionamenti, con grave danno per gli uffici giudiziari e per l'efficienza del sistema.
Già da oggi manca il personale amministrativo ed è mal distribuito. I livelli di scopertura in molti uffici sono elevatissimi, con punte che nelle aree del Nord sfiorano il 50%.  Basti dire che il Tribunale di Torino ha dovuto ridurre il numero delle udienze penali a causa della carenza di assistenti, con evidenti ricadute sulla durata dei processi. Un parte consistente del personale tecnico ha lasciato un'amministrazione priva di qualsiasi politica dell'innovazione. Il blocco dei programmi di riqualificazione ha aggravato la crisi del settore.
Manca una politica per la magistratura onoraria. Di proroga in proroga, con continue norme emergenziali (v. il d.l. n.115 del 30 giugno scorso)  il Ministro dimostra di non avere alcun progetto organico e la sua inerzia dà
spazio a proposte parlamentari diverse e contraddittorie che non trovano spazi politici e non hanno le necessarie risorse. A questo si aggiunga che il Ministro non è in grado di procedere alla revisione degli organici dei giudici di pace, che pure una delle leggi di proroga ha indicato come una priorità, e questo sta bloccando tutti i bandi di reclutamento in atto e impedendo al C.S.M. di sostituire i giudici di pace che lasciano l'incarico.
E' con grande preoccupazione che in questo anno di lavoro comune abbiamo visto la situazione deteriorarsi. A fronte della crisi drammatica appena sintetizzata non sembra certo possibile pensare che si dia finalmente
attuazione alla normativa istitutiva degli URP presso gli uffici giudiziari, né che si investa nell'accesso per i disabili negli uffici giudiziari o si istituiscano strutture per il controllo della qualità del servizio. I processi tornano ad allungare la propria durata e con le politiche attuali non si vedono possibilità concrete di inversione di rotta. Anzi, i nuovi interventi normativi, come quello sulla prescrizione, sembrano destinati ad aggravare le difficoltà dell'organizzazione del lavoro.
Non per questo il nostro lavoro ed il nostro progetto si fermeranno. Non possiamo rinunciare all'idea di ricucire i rapporti fra gli operatori, ristabilire un dialogo con i cittadini, intervenire perché i fondi non vengano sprecati, costruire insieme idee che possano trovare realizzazione.
Di fronte a politiche ideologiche e inefficienti i "cittadini attivi" nelle loro diverse realtà non possono rassegnarsi e vogliono farsi carico di un bisogno di giustizia che anche bisogno di uguaglianza, di rispetto dei diritti più deboli e, in fondo, bisogno di quella democrazia che la nostra Costituzione ha incarnato.

Luigi Marini
- 14 LUGLIO 2005

   
 

Possiamo dire che no...?

Possiamo onestamente dire che non ce l’aspettavamo? Direi di no. Forse la avevamo rimossa, ma era pur sempre in un angolo della nostra coscienza a tallonarci; questa paura sottile era li’, nascosta ed ora e’ uscita allo scoperto, facendoci lo sberleffo. Ciappete!! Dobbiamo farci i conti col folletto? Certo! Si tratta di vedere come. Forse rimuovendo questa paura? Non credo. Allora, guardandola in faccia? Forse. Cosa dobbiamo guardare in faccia? Il mostro in carne e ossa? Questo non è possibile..Neanche nelle migliori sedute di psicoanalisi capita che si materializzi molto facilmente; qui non possiamo pretenderlo. Pero’, in qualche modo, dobbiamo guardare in faccia il mostro folletto e allora dobbiamo trovare il sistema. Dobbiamo farci una ragione. Non e’ facile. ma proviamoci. Per esempio…Così come quando è inverno sappiamo che avremo freddo e quando è estate ci sarà l’afa, quando siamo in guerra sappiamo che puo’ capitare di morire o di rimanere seriamente feriti. Ma noi siamo in guerra? Si’, lo siamo. Yes we do! Possiamo farci qualcosa? Difficile. Pero’ siamo consapevoli ed è gia’ qualcosa. Spiace? Spiace pensare che un giorno potrei non tornare a casa o mio figlio potrebbe non tornare? Naturalmente. Immagino che questo sentimento sia molto presente nei cuori degli abitanti di Baghdad o di Falluja o di Kabul o di Ramadi ..o di Cecenia; noi dobbiamo abituarci.
gea
13 luglio 2005                                        nella foto: L'Urlo  di  Munch

   
 


Pòsto che questo non è l'unico mondo possibile
(..
e che sicuramente non e' il migliore possibile...)

Quel Famoso "Altro Mondo" che si vuole costruire oggi non e' un utopia o un sogno.
La vera Utopia, il sogno irrealizabile e' pensare che QUESTO MONDO sia sostenibile e possa ancora portare a un futuro.
Se non vogliamo vivere nel terrore della guerra infinita che genera terrorismo infinito, poverta', morte, Ecosuicidio ... sarebbe meglio iniziare a darsi da fare!!!
E non penso si tratti di essere "No Global", "comunista", etc... si tratta semplicemente di aprire gli occhi e utilizzare il cervello!!
Ciao
Fabio
 
"Quando nel mondo ci sono troppe cose che non vuoi vedere, e' il momento giusto per aprire gli occhi" (anonimo)
 " O non violenza o non esistenza. Se non vivremo insieme come fratelli, moriremo insieme come stolti" (M.L.King)

2 articoli dal Manifesto di oggi 13 luglio:

 
Una guerra proverbiale
«New York, Madrid, Londra: il terrorismo attacca di nuovo». Questo è stato il titolo principale di molti giornali del mondo, nell'edizione che ha informato sulle esplosioni che hanno scosso la capitale britannica. Coincidenza rivelatrice: non una riga sull'Afghanistan o sull'Iraq. I bombardamenti contro l'Afghanistan e contro l'Iraq non sono - e non continuano a essere - attentati terroristici, che nel caso dell'Iraq si ripetono un giorno dopo l'altro? Non è sempre, o quasi sempre, la classe lavoratrice a metterci i morti negli attentati e nelle guerre? Non meritano, le vittime di ogni espressione del disprezzo per la vita umana, lo stesso rispetto e la stessa compassione? Per non saper leggere né scrivere, non meno di tremila contadini sono stati fatti a pezzi dalle bombe che cercavano, senza incontrarlo, Bin Laden in terra afghana. E non meno di 25mila civili, molti dei quali donne e bambini, sono stati fatti a pezzi dalle bombe che cercavano, senza trovarle, le armi di distruzione di massa in Iraq, nonché per il bagno di sangue che l'occupazione straniera del paese continua a creare. Se fosse stato l'Iraq a invadere gli Stati uniti, un'anomalia cui nessuno pensa, in proporzione le vittime civili ammonterebbero a trecentomila nordamericani. I tuoni di un simile orrore avrebbero risuonato nei secoli. Invece, essendo i morti iracheni essi si sono trasformati rapidamente in un fatto normale.
 Nel 1776 la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati uniti affermò che tutti gli uomini nascono uguali, tuttavia pochi anni dopo la prima costituzione chiarì il concetto: essa stabilì che nel censimento della popolazione ciascun nero equivaleva a tre quinti di una persona. Quante parti o pezzetti di persona vale oggi un iracheno?
«Alcuni sono più uguali di altri» così si dice. E dicono: «verranno altri che ti faranno del bene». Il terrore di stato, fecondo padre di tutti i terrorismi, trova alibi perfetti nei terrorismi che genera. Sparge lacrime di coccodrillo ogniqualvolta la merda colpisce il ventilatore e finge innocenza di fronte alle conseguenze delle proprie azioni. Però non devono rammaricarsi i signori del mondo: le atrocità che commettono i fanatici e i pazzi, li offrono le giustificazioni e regalano l'impunità.
«Le bugie hanno le gambe corte»
E' chiaro a tutti: le bugie hanno gambe lunghissime. Tanto lunghe che corrono a una velocità molto superiore alle smentite degli stessi bugiardi.
Dopo aver urlato ai quattro venti che l'Iraq era un pericolo per l'umanità Bush e Blair ammisero pubblicamente che il paese che avevano invaso e annientato non possedeva armi di distruzione di massa. Nelle successive elezioni negli Stati uniti ed in Gran Bretagna il popolo li ricompensò rieleggendoli.
«Il crimine non paga»
Ora i proverbi non sanno ciò che dicono. Il mondo spende niente meno che 2.200 milioni di dollari al giorno - sì al giorno - nell'industria militare, industria della morte, e giorno dopo giorno la cifra sale e sale. Le guerre abbisognano di armi, le armi abbisognano di guerre e le guarre abbisognano di nemici.
Non c'è commercio più profittevole che l'assassinio praticato su scala industriale. La sua industria derivata, l'industria della paura, consacrata alla fabbricazione di nemici, è oggi come oggi la
fonte principale di guadagno delle imprese dedicate all'intrattenimento e alla comunicazione. A Hollywood non c'è più un film senza eplosioni, e i suoi sceneggiatori aggiungono paura alla paura: e se fosse poco il panico sulla terra, aggiungono minacce terroristiche importandole da altri pianeti.
L'industria militare ha bisogno di produrre paura per giustificare la sua esistenza. Un circuito perverso: il mondo diventa un mattatoio che diventa un manicomio che diventa un mattatotio che... L'iraq, paese bombardato, occupato, umiliato, è la scuola del crimine più attiva dei giorni nostri. I suoi invasori, che si definoscono liberatori, hanno montato lì il più prolifico vivaio di terroristi, che si alimenta con lo scoramento e con la disperazione.
«Dio aiuta chi si alza presto»
Si alza presto chi dirige la guerra? Si alzano presto i banchieri di successo? In realtà, il proverbio esorta gli umili lavoratori