Risposte pervenute a due testi di SALA STAMPA, firmati da Germana Pisa:
Oggi ci hanno chiesto di fare tre minuti di silenzio in memoria delle vittime della tragedia del Sud-est Asiatico...Ero in un grande magazzino, a mezzogiorno, e lo speaker ha chiesto a tutti di fermarsi (non "chi vuole", ma proprio tutti). Io non l'ho fatto, e ho continuato a girare con il mio carrello della spesa. Ingrato? Insensibile? Stronzo? Può darsi, ma in quel momento non ho davvero sentito il bisogni di partecipare a questo rito collettivo della commozione a comando. Che, personalmente, ha ulteriormente accresciuto il mio fastidio alla già fin troppo stucchevole vicenda degli "aiuti umanitari". Non cerco la comprensione di nessuno, e accetto gli improperi più coloriti nei miei confronti, ma davvero non riesco a sopportare che tutta questa drammatica, terribile, angosciante vicenda possa ancora una volta essere il lavacro di tutti i mali di noi "ricchi". Come sempre succede, la disgrazia di alcuni si trasforma per noi in una fantastica occasione per dimostrare la nostra bontà, il nostro altruismo, la nostra generosità. Da spot pubblicitario.
Sapete, noi siamo quelli che se per disgrazia ci rigano (involontariamente) la carrozzeria dell'automobile siamo capaci di massacrare di botte l'autore del gesto; siamo quelli che non hanno nessuna remora a parcheggiare sui marciapiedi, o in doppia fila, o sulle strisce pedonali; siamo quelli che guardiamo con disprezzo senegalesi, zingari, albanesi e marocchini; siamo quelli che invochiamo la superiorità dell'occidente su tutti; siamo quelli che andiamo nel Sud-est Asiatico per cercare quindicenni da scopare a buon mercato. Poi, però, come per magia, diventiamo tutti buoni quando dei poveri disgraziati vengono travolti da una ondata anomala che, in alcune nazioni, ha impiegato sei ore prima di arrivare. Perché in quelle povere nazioni, che vivono della carità che noi occidentali facciamo loro, i tour operator che realizzano magnifici resort con dieci piscine - sauna -buffet a volontà e danze tipiche, non hanno nemmeno i soldi per procurarsi un radar satellitare che li avviserebbe in tempo di terremoti, maremoti e tsunami conseguenti. Mandiamo auguri al mondo intero con i nostri telefonini dell'ultima generazione, ma non siamo in grado di avvisare dei poveracci di mettersi in salvo. Noi, moderni colonizzatori da vacanza "tutto compreso" lasciamo solo le briciole ai thailandesi, maldiviani, srilankesi e a tutte quelle popolazioni che, sulla loro terra, sono costretti a lavorare nei paradisi dei ricchi come sguatteri, o camerieri, o personale delle pulizie.
E sono sicuro che se a morire fossero stati solo gli abitanti di quelle terre, nessuno avrebbe chiesto di fare tre minuti di silenzio. Il tempo di una interruzione pubblicitaria. Il tempo che noi dedichiamo alla nostra vergogna.
walter pazzaia (05/01/05)
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Ci sono stati tre preavvisi molto chiari per tutti quelli che hanno voluto vedere. Il primo il terremoto, se uno vive in un isola o in una zona sismica vicina al mare deve sapere che dopo la scossa può arrivare un onda anomala e ci si deve allontanare dalla spiaggia. Il secondo, l'alta marea subito dopo il terremoto, molto più alta che di solito. Il terzo, il ritirarsi del mare che precede l'onda, molto oltre una bassa marea, molto veloce se lo si compara con l'abbassamento della marea che dura circa 6 ore. Se questo lo sapeva una bambina inglese perché non lo sapevano quelli del posto? possibile che non lo sapessero nemmeno i pescatori?
La tragedia per me è dovuta all'ignoranza, alla spaventosa ignoranza dell'uomo. L'uomo al giorno d'oggi è molto più ignorante, per esempio, di tutti gli altri animali. Tutti gli animali non domestici si sono salvati, non hanno trovato carcasse di animali non domestici.
Le radio, per non parlare della tv, di cui l'uomo dispone non servono per trasmettere informazioni urgenti, non servono per educare, servono per rincoglionire, per trasmettere pubblicità, per far guadagnare soldi ai proprietari, per invitare al consumo, ecc.
Il rincoglionimento è arrivato a un livello tale che temo che anche se fossero stati in grado di trasmettere la notizia non sarebbero state credute, anche perché in quelle spiaggie le persone non pensano a nulla che non abbia a che fare con il guadagnare soldi, con il commercio, ecc. Come infatti ora pensano infatti a rubare, a sequestrare bambini orfani... e già ci si litiga per la gestione del denaro degli aiuti.
Il turismo è la più inquinante delle industrie, anche se non contamina l'aria del posto, corrompe le abitudini e le tradizioni e inesorabilmente trasforma i pescatori in servi e molte loro donne in prostitute. Il resto non serve molto perché gli aerei, le organizzazioni, gli hotel, i ristoranti, molto volte i cuochi, i barman, gli animatori, sono di proprietà di o provengono dagli stessi paesi di cui provengono i turisti, che solo così si sentono a casa...
Per portare un cittadino europeo alla Maldive, si consuma circa una tonnellata di carburante, il biglietto non costa troppo caro perché il prezzo della benzina per gli aerei è sovvenzionato e costa meno di quello che paghiamo noi per le ns automobili...
rodrigo vergara (04/01/05)
