Quante sono state le versioni a giustificazione dell’accaduto nella fatale strada per l’aeroporto di Baghdad, lanciate da varie fonti richiamantesi al governo americano? Quante, dal momento in cui Berlusconi, dopo “uno scatto d’ira” ha afferrato il telefono per convocare l’ambasciatore americano… E fino a queste ultime ore?
Abbastanza – mi pare – da far pensare ad uno sbandamento, ad un imbarazzo, ad una continua modulazione, ad un..(se non suonasse macabro).. aggiustamento del tiro.
Si era partiti, lo ricordo, con la “sparatoria accidentale”, per passare alla circostanza che i Servizi italiani non avevano avvertito l'amico americano dell'operazione di salvataggio della nostra Giuliana, fino alla rivelazione dell'istituione del chek point per proteggere l'operazione stessa. E tuttavia disgraziatamente, il chek point non lo sapeva..
Questo sbandamento la dice lunga, fa immaginare un soprassalto di stupore iniziale, tipo: “ma come! Tanto rumore per questo !” per passare poi, a un arrogante “ Che vogliono?!” e poi, via via, forse dico "forse", si passa alla consapevolezza del grave incidente diplomatico e di possibili conseguenze future nei rapporti con l’amico B. italiano..
Forse.
Forse, a differenza del “migliore alleato dell’Italia”, Berlusconi ha invece capito subito la portata di quanto era accaduto, l’ha capito e se n'è preoccupato moltissimo, come è giusto che sia e come i fatti di queste ore gli confermano o gli dovrebbero confermare.
Le persone si fanno molte domande, che ne sottendono altre; sì, c’è polemica, ma prevale lo sgomento, prevalgono gli interrogativi, prevale il senso di comunita’ offesa dal “migliore alleato”, fortemente ferita , che vive la morte di un uomo probo, coraggioso, perfino eroico come la morte di un suo caro, di un prossimo.
Che, forse, confronta la vita di lui, la sua discrezione, la sua serieta’, la sua umanita’, la sua eleganza, il suo stile di vita, con l’affannosa volgare esibizione, quotidiana, di un potere volgare, spesso violento in tutte le sue componenti e propaggini, volgare violento e strabordante dagli schermi televisivi, strabordante e urlante dai caratteri cubitali dei quotidiani, che schizzano inchiostro avvelenato. Tutto questo da un lato; dall’altro la figura di lui, di Nicola, per il quale si prova un impeto di riconoscente rispetto, anche di affetto.. che ci riconcilia – amaro dirlo – con la vita, con i “valori”, che egli ha portati alti!
germana pisa
7 marzo 2005
