NOI ELETTORI VOGLIAMO ESSERE COOPTATI DAGLI ELETTI. QUESTO E' IL CONTROLLO DEMOCRATICO.
Non deve succedere che ricominci la danza delle tre carte, che ricominci il minuetto del "prego, passi prima lei".
Non vogliamo scambiare elezioni anticipate in cambio di gentili concessioni all'ultimo MOSTRO INCOSTITUZIONALE, in un rinnovato patteggiamento bicamerale, dove sempre -e come prima- soccomberà proprio chi crede di essere il più furbo.
Non vogliamo scambiare mediazioni tra la famiglia e il lavoro (depredati dei loro frutti, il reddito e il risparmio) confinati nel ricatto della precarietà, e lo speculatore di turno che minaccia di andarsene con il malloppo. Non ne possiamo più di imprenditori di poca intrapresa e molta "finanza", che in pochi anni dividono e ricompongono cento volte gli stessi assetti societari, solo per la convenienza contabile e fiscale delle operazioni di bilancio , ma senza neppure lontanamente creare sinergie produttive o di mercato, salvo espellere ad ogni nuova "trovata" un po’ di scorie di materiale, quello umano.
Non vogliamo scambiare la richiesta di un'informazione critica, assidua, puntuale e non confessionale con qualche posto sul ponte di comando RAI (una presidenza Annunziata o un consigliere Petruccioli).
Non rinunciamo a smantellare il duopolio della disinformazione allo scopo di conservare al paese il beneficio di un "grande" imprenditore mediatico che basa il proprio potere personale sulla spericolatezza delle manovre offshore e sulla possibilità poi di coprirle manovrando il potere politico.
Noi vogliamo una legislazione sull'informazione, assistita da sanzioni automatiche ed immediatamente esecutive; vogliamo che questa legge sia presidiata da un Comitato di controllo estraneo alla politica ed agli operatori di settore, a rotazione frequente, composto da esperti e probiviri, di nomina pubblica (compreso l'elettorato) e durata biennale, munito di potere d'intervento correttivo.
Non vogliamo rinunciare ad un sistema sanitario programmato e amministrato in trasparenza, libero dai vincoli delle lobbies farmaceutiche, per acconsentire ad una riduzione dell'IRAP. La sanità deve essere finanziata con strumenti capaci di distribuire il carico su tutte le componenti della ricchezza del paese, cioè su tutti i fattori produttivi: reddito delle imprese e delle arti e professioni (Irap) reddito delle persone (Irpef o contributi) e perfino delle amministrazioni pubbliche (realizzando contestualmente anche un controllo della spesa); altrimenti chi ne dovrebbe sostenere l'onere? E vorremmo davvero credere che le imprese che pagano l'Irap commisurata anche al costo del lavoro, poi non ne tengono conto nella determinazione dei salari e degli stipendi ? Ma se così fosse perché non convertiamo direttamente ai lavoratori le quote Irap in modo che le riversino allo Stato come contributo di solidarietà per la sanità pubblica ?
Noi non cediamo il principio -essenziale per la convivenza sociale- del BENE COMUNE amministrato e gestito sotto il controllo democratico all’idea perversa e tanto in voga dell'affidamento al Dio Denaro esasperato del monopolio assoluto mascherato e travestito da operatore professionale nel regno della libertà d'intrapresa economica.
Noi non cediamo il dovere sociale dell’ISTRUZIONE PUBBLICA cosmopolita, pluridisciplinare e pluralista alla ghettizzazione del sapere cosiddetto professionale e classista o a quella dell'integralismo confessionale.
MA SOPRATTUTTO NON DEVE SUCCEDERE CHE NOI ELETTORI CEDIAMO ALL'ATTUALE MAGGIORANZA IL CONTROLLO ANCHE DELL'OPPOSIZIONE IN CAMBIO DI UNA SPARTIZIONE DI POTERE ALL'INTERNO DELLA CLASSE POLITICA.
I controllori dell’opposizione siamo noi elettori e perciò il consenso politico sul PROGRAMMA lo vogliamo esprimere noi e il controllo in itinere dell’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA lo vogliamo condurre insieme ai nostri rappresentanti. Noi vogliamo essere CONSULTATI PERIODICAMENTE ed esprimerci sulle scelte.
Non deve mai più succedere che siano logiche di potere a determinare scelte che ci possono portare a VANIFICARE CINQUANT'ANNI DI SACRIFICI E DI IMPEGNO DI RICOSTRUZIONE ECONOMICA, CIVILE E MORALE.
SI PREPARINO I RAPPRESENTANTI ATTUALI DELL'OPPOSIZIONE POLITICA A PROPORCI LE NUOVE FORME DELLA RAPPRESENTANZA DEMOCRATICA ALLO SCOPO DI COOPTARCI DIRETTAMENTE E INDIRETTAMENTE.
NOI NON SIAMO FIGLI DI UN DIO MINORE
IL NOSTRO CONSENSO E' LA VOSTRA LEGITTIMAZIONE.
ALTRIMENTI LA LEGITTIMAZIONE VERRA' RIFIUTATA.
rino sanna
12/04/05
