| A b o t t a c a l d a |
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I “media” nuova frontiera del papatoTutti hanno notato come negli ultimi anni la Chiesa abbia intensificato l’uso dei media, visivi e non, nella sua opera continua di evangelizzazione e di “gestione” delle proprie pecorelle. Un esempio eclatante è, in questo contesto, Radiomaria, emittente radiofonica diffusa su tutto il territorio nazionale e molto potente (in mezzi economici e in kilohertz). Tuttavia il fenomeno non è nuovissimo; già a partire dal secolo XIX, i più avveduti esponenti della Chiesa avevano compreso l’importanza dei mezzi di comunicazione: basti pensare a Don Bosco, che utilizzò ampiamente la stampa e molte altre forme di aggregazione e di comunicazione per annunciare la Buona Novella ai giovani. Chi conosce anche solo un po’ la formula educativa dei salesiani di Don Bosco, non può non trovare in alcune sue espressioni esteriori e scenografiche (dai canti all’uso degli slogan) l’eco di forme attuali di coagulo e di rappresentazione del consenso. Più recentemente, papa Woytila ha mostrato di avere pienamente compreso il valore dei media -in particolare della televisione- e l’importanza del loro uso. Si è creato così il “fenomeno Woytila”, che è definitivamente esploso in occasione della sua malattia, della sua agonia, del suo funerale, raggiungendo vette di contagio mediatico di massa in un fenomeno straordinario quanto a mio parere preoccupante di consenso indotto attraverso la sua riproposizione continua, incessante… Nessuna dimenticherà mai la componente “regale e trionfale ” della cerimonia di saluto di Giovanni Paolo II e non sfugge come, in quello spettacolo, la Chiesa di Roma intesa come potere sia stata vissuta in tutto il mondo, per qualche ora, come pienamente legittimata a quello stesso potere. Forse solo chi ha ricevuto una educazione cattolica e ancora vive su di sè le problematiche e le contraddizioni di questo imprinting può avere una piena coscienza di cosa sia accaduto e non può che sentirsi intimidito e spaventato della cosa… Del nuovo papa si può dire che si è affrettato a cavalcare l’onda lunga dell’evento mediatico, la cui eco ancora si diffonde, e l’impressione è che egli sia stato subito attento a non lasciarla infrangere nelle secche della quotidianità, così poco regale. Le sue passeggiate e i suoi bagni di folla a poche ore dalla elezione sono stati immensamente indicativi di una consapevolezza e di un proposito futuro. germana pisa |
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La madunina e il 25 Aprile 2005E’ stato bello vedere la madonnina del Duomo di Milano che, lassù tra le guglie più alte, tutta luccicante al sole, teneva la bandiera italiana. E' sembrata più 'umana' di quanto già non appaia sempre; perchè in effetti è così: quella madonnina è particolarmente poco 'severa' e 'distante' da noi, nonostante lo scettro regale dorato di gloria che regge accanto; e oggi, come dico, era ancora più facile sentirla vicina da parte delle migliaia di persone che affollavano la piazza per ascoltare parole di rito, ma non rituali affatto,visti i tempi che corrono... Il sole oggi è uscito a Milano - dopo giorni di pioggia quasi ininterrotta - nell'ora d'inizio della manifestazione e l'ha scaldata e accompagnata per tutto il tempo. Così, c'era un'aria gaia intorno, anche per questo segno, ma, insieme, c'era un'aria grave e consapevole del momento. Certo ricorderemo questo giorno e passeranno alla storia di questo ventunomilanovecentoquindicesimo giorno di libertà la bellissima folla che ha invaso la città, l'uomo che in alto sul camion sventolava la bandiera cantando, il vecchio partigiano che ha abbracciato Ciampi con immenso calore… Così come le parole -faticose di età ma ancora piene di vigore- di uomini e donne che hanno vissuto quei giorni lontani e oggi ci hanno invitato a non dimenticare. E a vigilare e perseverare nella lotta per la libertà e per la democrazia. germana pisa |
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Nel fortinoLa reazione di Berlusconi all’abbandono di un pezzo della sua maggioranza è, già di per sè, alle prime battute, uno strappo ulteriore al rapporto con il Paese: si tratta, come era prevedibile, purtroppo, di una reazione stizzita, chiusa nel suo rancore, e lo testimoniano le parole che ha lanciato, nel pomeriggio del 15 Aprile: “Non vi libererete facilmente di me”. Superfluo dire che la nostra, di reazione, non può, non possa che essere, in risposta: “ vogliamo liberarci al più presto di te”...Ammesso ciò sia possibile, dal momento che le difficoltà sembrano dare nuova linfa vitaminizzante al personaggio e sarebbe da domandarsi se, per caso, non si dovrebbe prendere in maggiore considerazione questo aspetto della sua psicologia, nel predisporre ogni strategia che si rispetti . Se di qualcosa ancora ci fosse stato bisogno per completare il ritratto della persona, la reazione di oggi la fornisce e non è tranquillizzante. Sembra di capire, per quanto lo si possa ,occhieggiando attraverso le cortine tirate di palazzo Chigi , che il presidente Berlusconi consideri l’idea di seguire la strada consueta di ogni crisi..passaggio al Colle, riferire in parlamento, come l’ultima delle opzioni. Si suppone, anzi, che questa opzione sia la meno desiderabile per lui, dal momento che egli dà ultimamente per scontato che libererà il futuro capo del governo dalla ingombrante serie di incombenze, procedure, ossequi, viaggi di andata e ritorno al Colle medesimo e che dovervi sottostare, oggi, lui perdente potenziale in queste ore, sarebbe già un segno di sconfitta e un depotenziamento virtuale delle sue intenzioni riformatrici. Non sappiamo al momento come andrà a finire, di sicuro sappiamo che i nostri interessi non appaiono essere in cima alle preoccupazioni del presidente del Consiglio e nutriamo qualche dubbio che lo siano nella testa anche dei suoi alleati, sia quelli fedeli che quelli meno fedeli. Avrà ragione il notista del quotidiano on line che ipotizza un viaggio di Ciampi a Palazzo Chigi, per stanare Berlusconi?... germana pisa |



