| R e c e n s i o n i | |
| "Salmodia della Speranza" David Maria Turoldo letto da Moni Ovadia e Maddalena Crippa |
|
Sono arrivata alle 20.30, sicura di poter trovare posto perché sapevo che sarebbe stato possibile l'ingresso già a quell'ora. L'inizio della rappresentazione era previsto per le 21.30. Le code - due - si dispiegavano su diverse file e tracciavano un'inversione a U. Si entrava da sinistra e dal centro Alle 21.15 hanno aperto i portoni e la folla ha iniziato ad affluire all'interno. Non potevo vedere chi avevo alle spalle, ma immagino che in molti siano rimasti fuori. Il Duomo era pieno di persone stipate l'una accanto all'altra. C'erano dei maxi-schermi, ma non tutti hanno potuto vedere ciò che si svolgeva all'altare. Tutti, però, hanno potuto sentire benissimo. Ricordo accanto a me un ragazzo che ogni tanto, stanco della posizione eretta ed immobile, cercava di inginocchiarsi o sedersi, senza successo, per mancana di spazio fisico tra un corpo e l'altro. Ma veniamo alla rappresentazione, ricca di emozioni e di suggestioni. Le voci penetranti (non saprei come esprimermi altrimenti) di Moni Ovaia e Maddalena Crippa, che erano coadiuvati da alcuni bravissimi attori, ci hanno invitati - anzi, esortati - alla riflessione, al ricordo, alla vigilanza. Lì, ancora una volta, ho sentito che è possibile l'unione fra diverse appartenenze, quando il denominatore comune sono l'uomo, la libertà, la giustizia, la democrazia. Moni Ovadia ha intonato un canto ebraico tanto struggente da farci accapponare la pelle. La sua voce si elevava altissima e sì, la musica in questo caso sarebbe stato un inutile addobbo... Al termine del canto si è elevato un applauso lunghissimo. Non avevamo capito le parole, certo, ma, come per magia, la magia del cuore e dei sentimenti, la nostra comprensione era totale. L'orchestra ha suonato musiche bellissime. Di altissimo livello la composizione e l'esecuzione. Durante la rappresentazione ho appreso che padre David Maria Turoldo teneva sul comodino, accanto alla Bibbia, le "Lettere dei condannati a morte della Resistenza". Maddalena Crippa ed altri attori ne hanno lette alcune. Fanno riflettere sul senso della vita." Valfreda P. - Milano |
|
