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giovedì, 15 settembre 2005
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Ultimi articoli inseriti: |
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Eventi e segnalazioni
- Milano, 16 settembre."Viva Zapatero" di Sabina Guzzanti. Cinema Anteo ore 20:30
- Torino, 22-23-24 settembre. YOUNG WORDS HAPPENING "Meating Peace. Sottoscrivi una tregua" - da Alma Mazzoleni
- Milano, 23-24 settembre.1a Festa Nazionale dell'Acqua - da
Emilio Molinari e Rosario Lembo
- Attacchi intimidatori e minacce alla Casa della Legalità di Genova - da Christian Abbondanza
-L'Associazione per la Pace a Milano: il suo sito -Lettera aperta alle bambine e ai bambini senza scuola da ReteScuole (ne "Il Manifesto") -Appello all'altra Milano da retescuole.net -La corrispondenza tra la scuola araba di via Quaranta e il Comune di Milano sul sito www.retescuole.net -1 ottobre: Venezia, Isola di S.Servolo: Riflessi(oni) da un'isola - Comunicazione e informazione - Diritti nel sistema globale -Novità editoriale: Brandelli d'Italia - Chimienti editore -Novità editoriale: Il pretino - di Marco De Poli edizioni Yema - presentazione il giorno 7 ottobre a Milano
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A botta calda
- Il banditore - di gea
- Questa è la storia di uno di noi, nato per caso in via Gluk - di Rino Sanna
Viva Sabina - di gea Ricordo di Samir, il piccolo dai grandi voti - di Paolo Berizzi Alcuni fatti relativi alla vicenda della scuola araba di Via Quaranta, a Milano - redazione ..sulla vendita di libri per strada - da gea Berlusconi assolto - da "Repubblica"
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L'informazione negata
- "Università: il disegno di legge" - una lettera al Corriere della Sera
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Il documento
- Finanziaria Occulta. Associazioni delittuose e intercettazioni vietate.
(TFR INPS e Sistema corleone nel paese di Coglione) di rino sanna. -Milano Verso le Comunali 2006, il Cantiere muove i primi passi di Alessandro Rizzo
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Recensioni
- . Antonio Scurati - Bruno Vespa: aspetti della polemica dopo il
premio Campiello - di germana p.
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L'intervista
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Invito alla presentazione del romanzo 'Il Pretino' di Marco De Poli
Cari amici, venerdì 7 ottobre alle ore 18 alla libreria Odradek in via Principe Eugenio 20, a Milano (tel. 02 31 49 48) verrà presentato "Il pretino" (edizioni Yema). Introduce Mario Agostinelli. Ci auguriamo di avervi con noi in questa occasione. Giovanna e Marco De Poli
dalla presentazione di copertina: Il pretino, romanzo "sognato" da Marco 27 anni fa, nei giorni della transizione tra i Papi Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, romanzo per vari motivi inedito, viene ora pubblicato senza sostanziali modifiche, ma in sorprendente e non programmata coincidenza con una nuova "morte di Papa". "Il pretino" crediamo, ha conservato l'attualità e gli interrogativi legati ai grandi periodi di trasformazione storica, riflesso delle contraddizioni e delle lotte interiori dei singoli individui.
il pretino 1a edizione aprile 2005 edizioni Yema www.liber.it
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"Brandelli d'Italia" . Chimienti editore (a giorni in libreria) Gli autori: Giulietto Chiesa La virtualizzazione del reale e la fucina delle illusioni Nicola Colaianni
L'eversione costituzionale Margherita Hack La cultura del modello aziendale Nerio Nesi Il declino dell'economia italiana Gianni Vattimo La democrazia verso l'asfissia
Un’analisi severa dell’attività politica e legislativa del governo Berlusconi in materia di economia, giustizia, riforme, università, ricerca, comunicazione e della loro incidenza sulla qualità della democrazia in Italia. Cinque saggi inediti frutto di un progetto editoriale che intende proporsi all’attenzione della società civile e del mondo politico come strumento di discussione seria, concreta e progettuale per il futuro del Paese.
dal sito www.chimientieditore.it
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Riflessi(oni) da un’isola Comunicazione e informazione diritti nel sistema globale Convegno l'1 ottobre a San Servolo
La massa dei dati sul web, lo sviluppo ambivalente dei media, il digital divide, il diritto ad accedere ad un’informazione affidabile e verificabile per qualità, autenticità e sicurezza, la richiesta di nuove forme di regolamentazione e di governance, sono solo alcune delle questioni che impongono un dibattito etico su larga scala. L’isola di S.Servolo, già sede di diverse Università europee associate, diverrà così il luogo dove insediare un laboratorio permanente per affrontare una questione così rilevante per la nostra e per tutte le democrazie. Il programma sabato 1 ottobre ore 9.30 Saluti Davide Zoggia, Presidente della Provincia di Venezia Laura Di Lucia Coletti, Provincia Etica di Venezia
10-.00 – 13.00 prima sessione Comunicazione e informazione: diritti nel sistema globale Ignacio Ramonet, Direttore di Le Monde Diplomatique Presidente di Media Watch Global International Roberto Savio, Segretario Generale di Media Watch Global International Giulietto Chiesa, Giornalista Europarlamentare Fausto Colombo, Direttore Osservatorio sulla Comunicazione Università Cattolica di Milano Francesco Siliato, Docente di Sociologia dei Processi Culturali e Comunicativi al Politecnico di Milano Alex Zanotelli, Missionario Comboniano Dibattito coordina: Laura Di Lucia Coletti, Consigliere Provincia di Venezia Provincia Etica partecipa: Il Comitato Scientifico del World Political Forum
13.00 – 14.30 Buffet
14.30 – 16.30 seconda sessione workshop Media Watch Global International associazione internazionale che promuove i diritti dei cittadini di tutto il mondo ad essere correttamente informati. Media Watch International in Italia per promuovere la libertà di comunicazione e un autentico pluralismo Angeline Robbel Ballieu, Promotrice della creazione dei MWI Giovanni Cesareo, Docente di Sociologia della Comunicazione al Politecnico di Milano Francesco Siliato, Docente di Sociologia dei Processi Culturali Comunicativi al Politecnico di Milano Elisa Mereghetti, Documentarista televisiva VAG –Officina dei Media Indipendenti Saveria Capecchi, Docente di Comunicazione Politica nei Media Università di Bologna Giuliano Battiston, Ricercatore “mediawatch” tutor presso la Scuola di Giornalismo della Fondazione Basso di Roma Claudia Padovani, Ricercatrice Università di Padova Campagna Cris Italia Communication Rights in the Information Society Le pubbliche amministrazioni e le politiche intraprese per superare il digital divide e per sperimentare “tecnologie aperte”. I beni digitali possono essere comuni? Angelo Buongiovanni, Coordinatore Rete Telematica Regionale Toscana Gerard Wormser, Filosofo, Scuola Normale Superiore di Lione, Istituto di Studi Politici di Parigi, Direttore di Sens Public www.sens-public.org, membro del comitato di Les Temps Modernes Vittorino Ferla, Direttore Relazioni Istituzionali Cittadinanza Attiva Franca Sallustio, Dirigente Sistema Informativo ed Informatico –URP Provincia di Venezia Crisi del giornalismo? Sigfrido Ranucci, Rai News 24 vincitore del Premio Ilaria Alpi Associazione: Ilaria Alpi-Comunità Aperta Giulietto Chiesa, Giornalista Europarlamentare Massimiliano Melilli, Giornalista RAI - Articolo 21 Ennio Remondino, Giornalista inviato speciale RAI Maurizio Paglialunga, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto Michelangelo Bellinetti, Membro della giunta esecutiva dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Maurizio Dianese, Giornalista, Premio cronista dell’anno 2003 Raffaello Zordan, Redattore Nigrizia
16.30 – 19.30 terza sessione workshop Verso Tunisi. Il World Summit on the Information Society questioni aperte, potenzialità dell’approccio multistakeholder e prospettive per il dopo WSIS. Jason Nardi, Campagna Cris Italia Communication Rights in the Information Society Claudia Padovani, Ricercatrice Università di Padova Campagna Cris Italia Communication Rights in the Information Society
Educazione ai media: Come superare accanto al digital divide anche il cultural divide Stefano Mosti, Presidente Osservatorio di Pavia Marco Grollo, Marco Capovilla(megachiplombardia), Massimo Rossi, Megachip Alessandra Falconi, Centro Zaffiria Marisa Strozzi, Responsabile Progetto Educazione Consumo Consapevole COOP Presentazione della videolettera, “KOROGOCHO. ALLA SCUOLA DEI POVERI”, scritta dai bambini della scuola elementare di Santa Barbara Circolo “C. Colombo”, a padre Alex Zanotelli. Con la partecipazione di Ottavio Raimondo, Direttore Editrice Missionaria Italiana, e Giorgio Bassanese, curatore dell’iniziativa. “Cinema Etico”: un ossimoro? in collaborazione con Ufficio Attività Cinematografiche Comune di Venezia. L’esperienza di Lars Von Trier - I laboratori in itinere nel territorio - con la partecipazione dei registi Enzo Balestrieri, Manuela Pellarin e Gianni De Luigi
19.30 Chiusura dei lavori a cura di: Laura Di Lucia Coletti - Consigliere - delega Provincia Etica di Venezia laura.coletti@provincia.venezia.it organizzazione: Giuliano Basso - Capo di Gabinetto Provincia di Venezia presidenza@provincia.venezia.it / T +39 0412501500 ufficio stampa: Provincia di Venezia ufficio.stampa@provincia.venezia.it / T +39 0412501666 - 0412501689 informazioni e iscrizioni ai laboratori: antonella.montagner@provincia.venezia.it / T +39 0412501592 matteo.bompieri@provincia.venezia.it / T +39 0412501261
come raggiungere l’isola di S. Servolo: 1 ottobre partenze da Venezia - Piazz.le Roma per l’isola di S. Servolo alle ore 8.30 e alle ore 9.00 con servizio gratuito. L’Isola di San Servolo è facilmente raggiungibile con traghetto ACTV linea 20 in partenza da San Zaccaria (fermata adiacente all’Hotel Londra) Il tragitto è di circa 8 minuti Informazioni trasporti lagunari: www.actv.it | www.velaspa.com Fonte: Provincia Etica
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Milano - Vicenda della scuola araba Della corrispondenza intercorsa tra la scuola araba di Via Quaranta, a Milano e il Comune di Milano, settore Educazione, si puo' prendere visione nel sito: www.retescuole.net dove è anche presente un aggiornamento dell'appello (sotto pubblicato) a ritrovarsi accanto alla scuola: sarà lunedì mattina, 26 settembre |
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Appello all'altra Milano Venerdi' mattina in via Quaranta avrà luogo un vergognoso "picchetto" della Lega Nord che ha per fine intimidire e umiliare le bambine e i bambini, le mamme e i papà arabi che stanno protestando contro la chiusura della loro scuola. Noi che da tre anni difendiamo la scuola pubblica come luogo di incontro, non possiamo tollerare che una intera comunita' venga isolata, umiliata e minacciata nella nostra città, ponendo le basi per un futuro di intolleranza e violenza. Per questo chiediamo che il Questore di Milano impedisca questa vergognosa sceneggiata squadrista della Lega In ogni caso facciamo appello al popolo della scuola e più in generale al mondo democratico milanese ad essere presente venerdi' dalle ore 10 in via Quaranta per un presidio pacifico e nonviolento che contribuisca a difendere nei fatti e non solo a parole la dignità e l'integrità dei piccoli migranti e delle loro famiglie. Sollecitiamo le istituzioni affinché lavorino concretamente ad una soluzione che consenta di risolvere rapidamente questa assurda situazione mettendo in pratica proprio quella civiltà difesa in "esclusiva" da persone ignoranti, faziose e senza scrupoli. Studentesse, studenti, docenti e genitori di ReteScuole da www.retescuole.net 23 settembre 2005
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Lettera aperta alle bambine e ai bambini senza scuola da ReteScuole
"Siamo un gruppo di insegnanti, genitori, studentesse e studenti della scuola pubblica statale che in questi anni si sono battuti contro la politica scolastica del ministro Moratti. In particolare ci siamo opposti al tentativo di eliminare il tempo pieno, che nelle elementari permette alle bambine e ai bambini di rimanere a scuola anche il pomeriggio facendo una scuola di qualità. Ci sono molte altre cose che non ci sono piaciute nell’azione del governo, ad esempio ha eliminato i facilitatori linguistici, quegli insegnanti che aiutavano i bambini stranieri ad imparare la lingua e a inserirsi a scuola senza traumi. Non siamo d’accordo inoltre che nella scuola pubblica si possano imparare solo le lingue dell’Unione Europea. Per queste ragioni e molte altre in questi anni abbiamo organizzato proteste e manifestazioni. Noi pensiamo che voi abbiate diritto alla Vostra scuola in lingua araba. A Milano vi sono scuole francesi e tedesche ed anche a carattere religioso, come le scuole cattoliche ed ebraiche, e non si capisce perché venga impedito solo a voi. Noi lottiamo perché nella scuola pubblica statale siano garantiti degli spazi dove tutte le culture, le lingue e le religioni possano incontrarsi. Questo è il nostro obiettivo ma sappiamo bene che per ora non è così. Per questo difendiamo la possibilità che la vostra identità non venga annullata. Noi pensiamo che l’attacco che voi avete subito sia di tipo razzista. Nel nostro paese c’è un clima di isteria antiislamica e antiaraba senza precedenti, alimentata da partiti e da persone che seminano odio e incomprensione. E’ gente che vive racchiusa in torri di pregiudizio e di ignoranza. Noi invece che a scuola ci andiamo tutti i giorni vi conosciamo e vi apprezziamo. Le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi arabi frequentano le scuole dove sono iscritti i nostri figli e figlie e dove noi lavoriamo come insegnanti. Consideriamo una grande ricchezza conoscervi e frequentarvi e vorremmo essere orgogliosi di vivere in un paese che accoglie con un sorriso chi viene qui per lavorare e non chiede altro che di essere rispettato nella sua identità. C’è stata un’epoca in cui gli italiani emigravano nel mondo ed erano trattati molto male, purtroppo in troppi oggi si sono dimenticati le sofferenze del nostro popolo migrante. Sappiamo che state attraversando un brutto momento, ci dispiace non disporre della forza sufficiente per contrastare l’offensiva razzista della quale siete vittime, sappiate che comunque noi continueremo a batterci tra l’altro per: - garantire l’insegnamento delle lingue non comunitarie nelle scuole pubbliche (arabo, cinese, eccetera) - ripristinare nella scuola pubblica i semidistacchi dall’insegnamento per i facilitatori linguistici - garantire ai popoli migranti il diritto a costituire proprie scuole per salvaguardare la propria cultura d’origine "
(i genitori, le studentesse e gli studenti, le maestre e i maestri, i professori e le professoresse di Rete Scuole) seguono alla firma le prime adesioni
Chi volesse dare la propria adesione a questo comunicato potrà farlo indirizzando una e mail a info@retescuole.net specificando se possibile scuola e città. (da Il Manifesto" del 21 settembre 2005) -
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l'Associazione per la Pace nella città di Milano www.assopacemilano.net
La Storia L’Associazione per la Pace è un organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) nata dall’impegno pacifista di alcune grandi associazioni nazionali, numerosi comitati locali per la pace e alcuni parlamentari ed europarlamentari. Tutti insieme, dopo il forte impegno antimilitarista e contro la installazione degli euromissili a Comiso, fondarono l’Associazione per la Pace allo storico congresso di Bari nel 26-28/02/1988. Da allora, l’Associazione si è radicata in tutta Italia con i suoi quaranta gruppi territoriali, dando vita a significative esperienze come, ad esempio, la Marcia per la Pace Perugia – Assisi, la marcia di Aldo Capitini, riproposta dall’Associazione per la Pace insieme all’ARCI e alle ACLI nel 1988 e da allora organizzata ogni due anni dalla Tavola della Pace, coordinamento di oltre cinquecento associazioni e gruppi, al cui Comitato Direttivo l’Associazione per la Pace partecipa. Dall’interposizione non violenta, fatta in questi anni in Palestina, Kurdistan e nei Balcani, si è acquisito un prezioso bagaglio di esperienza, che i soci e gli attivisti dell’Associazione per la Pace portano con sé nelle loro attività di sensibilizzazione, formazione, ed educazione alla Pace, presso scuole, gruppi, realtà istituzionali e non, in tutta la Penisola. Da tutto ciò nasce l’impegno dell’Associazione nello studiare, proporre, sperimentare forme di difesa alternativa come i Caschi Bianchi e i Corpi Civili di Pace. L’Associazione è da sempre impegnata nella ricerca, dapprima con un proprio Ufficio Studi e Ricerche che ha prodotto nel 1998 il volume "Formarsi volontariamente"1, poi avvalendosi, dall’anno 2000, della collaborazione con il Centro Studi Difesa Civile, gruppo autonomo, ma tesserato all’Associazione per la Pace, con una rete di formatori di livello nazionale ed internazionale, ha prodotto negli ultimi anni due ricerche dal titolo: "Caschi Bianchi"2 e "Le ONG e la trasformazione dei conflitti"3. Un altro lavoro dell’Associazione in materia di ricerca è stato il progetto sullo studio dell’esclusione sociale delle comunità kurde in quattro paesi europei, studio che è terminato con la pubblicazione di un libro4 e di un convegno pubblico a Roma. Continua, peraltro, l’impegno antimilitarista cominciato nel 1988 quando l’Associazione per la Pace ha dato vita, assieme ad altre cinque importanti associazioni, alla Campagna di Obiezione alle Spese Militari5. Ancora oggi l’Associazione fa parte del Comitato Politico della Campagna partecipando alle attività per la promozione dell’obiezione fiscale e della difesa popolare nonviolenta (DPN) e ottenendo, come risultato di tutto il movimento pacifista italiano, nel 1998 la nuova legge in materia di obiezione di coscienza, la 230/98, che prevede tra l’altro la possibilità di svolgere Servizio Civile all’estero e l’istituzione di un Istituto per lo studio della DPN. L’Associazione per la Pace ha l’ambizione di fare politica per il bene del paese e di tutta la comunità europea e mondiale per facilitare il percorso di creazione di pace e dialogo tra i popoli della Terra, soprattutto nell’area europea e mediterranea. Ha l’ambizione di entrare nei conflitti per porre un elemento di contraddizione su cui far inciampare gli interessi della guerra, credendo che non possano esistere guerre giuste, guerre umanitarie o guerre preventive, ma solo guerre ingiuste e crudeli. Ha l’ambizione di fare politica con i fatti più che con le parole, producendo occasioni di dialogo e confronto dentro e fuori i confini nazionali, senza dimenticare che le popolazioni afflitte da conflitti etnici, civili o sociali hanno, prima di tutto, bisogno del nostro aiuto concreto. Di qui, l’impegno di tutti i nostri gruppi territoriali a sostenere, con progetti mirati, alcune realtà ai margini dell’interesse umanitario, come i campi profughi della Striscia di Gaza, due ospedali in Ucraina, una scuola ad Haiti, e numerose, piccole, nascoste realtà nei Balcani non ancora pacificati. A tale proposito hanno un particolare rilievo i nostri Presidi permanenti a Nablus (Palestina) e a Mitrovica (Kossovo). Tutto questo avviene nella totale autonomia dai partiti politici e della gerarchie ecclesiali, essendo la nostra un’associazione laica e apartitica, ma nel rispetto di chiunque voglia dialogare con noi. Nel rispetto delle sensibilità femminile e maschile, tutti i ruoli associativi sono ricoperti insieme da un uomo e da una donna. In estrema sintesi, la nostra Associazione pone come principio irrinunciabile la non violenza per il raggiungimento dell’attuazione dei diritti della persona umana in ogni luogo, sostiene le iniziative per raggiungere uno sviluppo sostenibile e considera fondamentale il rispetto per la natura, fonte della vita stessa. Nell’Associazione per la Pace può entrare, con adesione individuale, chiunque ne condivida i princìpi senza alcuna preclusione di sesso, razza, credo religioso o politico. da www.assopacemilano.net
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"Viva Zapatero" di Sabina Guzzanti
Milano, 16 settembre. Cinema Anteo ore 20:00 www.vivazapatero.org
"Viva Zapatero", un documentario satirico sul berlusconismo dilagante nella politica italiana, presentato alla Mostra di Venezia e proiettato lunedì 12 al Parlamento Europeo.
Megachip, forte dell'amicizia con Sabina e della condivisione di intenti nella battaglia per la democrazia nella comunicazione, sarà in prima fila nel supportare l'iniziativa dell'attrice: in concomitanza con la proiezione del film, l'Associazione sarà presente nelle sale cinematografiche italiane per tutta la durata della programmazione, garantendo referenti locali nelle varie città e coordinando la raccolta delle firme all'appello che Sabina Guzzanti, Marco Travaglio e Giulietto Chiesa hanno redatto e rivolto al centrosinistra che si prepara ad andare al governo.
Leggi l'appello: www.vivazapatero.org/appello2.htm |
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Torino, 22-23-24 settembre.
"Sottoscrivi una tregua"
A Torino (Italia), città delle Olimpiadi invernali 2006, dal 22 al 24 settembre 2005 l'assessorato alle Politiche giovanili ed alla Cooperazione Internazionale e Pace della Città di Torino invita i giovani di tutto il mondo a partecipare all'incontro internazionale "Young words happening", tre giorni di serrato confronto sui grandi temi dell'informazione, dello sviluppo e dell'integrazione, nell’ambito delle manifestazioni per l’"Olimpic Truce", la Tregua Olimpica Torino 2006.
L'obiettivo dell'incontro, che coinvolgerà 2.000 ragazzi italiani e stranieri, è sperimentare una tregua, una sospensione dei conflitti tra persone che hanno opinioni, culture e fedi diverse e permettere che in questa occasione prevalgano l'ascolto, il dialogo, la riflessione. Un’occasione unica per ascoltare le ragioni dell’altro.
Per informazioni e iscrizioni visita il sito: www.comune.torino.it/treguaolimpica/youngwords
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23-24 settembre, Milano 1° Festa Nazionale dell'acqua (lettera di Emilio Molinari e Rosario Lembo, del comitato italiano)
Con riferimento all'interesse dimostrato per la proposta formulata dal Comitato italiano per il Contratto mondiale sull'acqua per la realizzazione all'Idroscalo di Milano della 1° Festa Nazionale dell'acqua, con la presente vi aggiorniamo sulla evoluzione della progettazione di questo importante appuntamento.
La proposta è stata formalmente accolta dalla Provincia di Milano che concederà il Patrocinio e vedrà il coinvolgimento diretto nel programma degli eventi dell'Assessore Brembilla all'Ambiente e Risorse Idriche e della Assessore Dioli alla Partecipazione, Cooperazione Internazionale e Sport. Per la realizzazione dell'evento è stato messo a disposizione l'Idroscalo di Milano per i giorni 23 e 24 settembre.
La 1° Festa Nazionale dell'acqua si caratterizzerà per essere un momento politico-culturale di incontro, di dibattiti e di confronto, fra movimenti, istituzioni, cittadini , intorno a due assi tematici:
a) quello dei modelli di partecipazione dei cittadini e della cooperazione internazionale come strumento per garantire l'accesso all'acqua;
b) quello della conservazione e tutela della risorse idriche in Italia ed in Lombardia.
A seguito delle indicazioni emerse nell'incontro con le associazioni disponibili, che ha avuto luogo a Milano il 4 luglio u.s., il Comitato italiano ha proceduto attraverso a definire l'impostazione della Festa con i due Assessorati che risulta articolata attraverso i seguenti spazi:
a) spazio educativo rivolte alle scuole ed ai giovani che saranno realizzati con il coinvolgimento del Progetto Petaso della Provincia di Milano;
b) spazio di intrattenimento musicale finalizzati al coinvolgimenti dei cittadini;
c) spazio di approfondimento autogestito dalle associazioni nella tenda Dibattito;
d) spazi culturali di dibattito e di confronto, attraverso seminari sui due assi tematiche, organizzati di concerto con gli Assessorati.
In allegato si trasmette la bozza del programma convenuta coni due Assessorati e si segnalano le modalità di partecipazione concordate che sono state differenziate, in funzione anche di esigenze di reperimento di risorse finanziarie:
a) per le associazioni che aderiscono al Comitato organizzatore ed intendono partecipare all'evento, sono state previste due quote di adesione: una quota di €.200 per coloro che intendono dare solo l'adesione e partecipare con un banchetto espositivo; una quota di € 500 che intendo gestire uno spazio- tenda permanete nell'ambito della Festa con vendita di materiale ed organizzare laboratori didattici per le scuole;
b) per amministrazioni di Aziende di gestione pubblica dell'acqua ed enti Parchi che desiderano avere a dispostone uno stand autonomo (mt5x5) è previsto un contributo di € 5.000 se intendono organizzare e gestire uno stand autonomo e di € 2.000 per coloro che invece partecipare solo con il logo della propria azienda nel materiale promozionale;
c) per i due Assessorati la partecipazione alla realizzazione della Festa con un contributo minimo di €15.0000.
Al momento, la cifra da reperire, per arrivare alla copertura del bilancio preventivo è pari €33.000. che speriamo di poter reperire attraverso i contributi delle associazioni aderenti e degli Enti.
Al fine di poter organizzare l'impostazione dei lavori, e di programmare il numero degli stand da allestire, vi invitiamo a comunicarci entro la prossima settimana, tramite la scheda in allegato, le seguenti informazioni:
- il tipo di adesione della vostra associazione rispetto alle proposte su indicati;
- le attività alle quali la vostra associazione è interessata a partecipare ( laboratori didattici, eventi di approfondimento, proiezione di filmati, spazi mostre , etc.);
- suggerimenti di gruppi musicali e di intrattenimento ( con relativi indirizzi di contatto).
Sulla base delle adesioni e dei suggerimenti, che vi invitiamo a farci pervenire entro la prossima settimana o al più tardi entro fine luglio, il Comitato provvederà ad organizzare una riunione di aggiornamento con la presentazione del programma definitivo e del materiale di comunicazione. La segreteria di Milano resta comunque a disposizione per ogni eventuale approfondimento e per concordare le modalità di organizzazione dello spazio di animazione Vi ringraziamo per la collaborazione e cogliamo l'occasione per porgere un cordiale saluto.
Per il Comitato Italiano Emilio Molinari Rosario Lembo
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Attacchi intimidatori e minacce alla Casa della Legalità di Genova
"La lotta alla mafia è il 1° problema da risolvere nella nostra bellissima terra e disgraziata...Non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le nostre giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dellindifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo egli mi disse: La gente fa il tifo per noi. E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che lappoggio morale della popolazione dava al lavoro del giudice, significava qualcosa di più, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche svegliando le coscienze." Paolo Borsellino
Comunicato stampa con cortese richiesta di massima diffusione:
Alla Società di Mutuo Soccorso Arci Perugina di Genova Rivarolo, sede della Casa della Legalità e della Cultura, si fanno vivi gli amici degli amici.
La struttura di via Sergio Piombelli 15, dove sono ospitate le rappresentanze e le attività di diverse strutture civili impegnate nell’azione di contrasto alle mafie e per la promozione della cultura della legalità, come la Fondazione Antonino Caponnetto, il Centro Falcone Borsellino, Libera contro le mafie e l’associazione liberaMente, dopo nove mesi di vita ha subito pesanti minacce, aggressioni fisiche e verbali, tentativi d’intrusione, con toni e linguaggio tipico dell’atteggiamento mafioso, costringendo le FFOO ad intervenire per ben tre volte tra la notte di sabato/domenica, martedì pomeriggio e mercoledì sera. (primi gg di settembre, ndr)
Il soggetto che pretendeva di fare da padrone è stato identificato dalle FFOO e querelato per i diversi reati commessi. Nella denuncia-querela depositata presso il comando di polizia di Cornigliano, si è richiesto inoltre di accertare chi siano i soggetti che si sono recati nella sede intorno alle 20 di martedì con atteggiamento intimidatorio, usando frasi e termini identici a quelli usati dal soggetto già identificato, che parlando in un dialetto stretto lanciavano tipici ghigni minacciosi ai responsabili della gestione della struttura e chiudendo prima di andarsene con la battuta "qui qualcuno ha paura della mafia".
La fasulla politica sulla sicurezza, attuata in questi anni, che da un lato vuol far sentire il cittadino più protetto, con il passaggio in alcune strade del poliziotto di quartiere, ha al contempo sottratto ai nuclei territoriali delle FFOO uomini e mezzi (centralizzandoli), indebolendo la capacità di risposta tempestiva nelle periferie, agevolando di fatto una criminalità organizzata ben divisa e articolata nel territorio. Per questa ragione, gli interventi delle volanti alle nostre richieste di intervento urgente nella notte tra sabato/domenica e nel pomeriggio di martedì sono state troppo lente, permettendo al soggetto denunciato di imperversare e lanciare messaggi chiari alla popolazione della strada che sentiva le sue frasi, ben scandite ed urlate, in chiaro stile di avvertimento. Considerata la situazione nonna Betta, Elisabetta Caponnetto, socia anch’essa della Sms Arci Perugina casa della Legalità, a nome della Fondazione Antonino Caponnetto ha scritto al Questore di Genova per chiedere di garantire la massima protezione alla struttura ed ai suoi volontari e frequentatori, sia per evitare episodi più gravi, sia per testimoniare che lo Stato, le Istituzione non lasciano soli coloro che combattono la Mafia.
I gravi atti intimidatori portati da uomini che si sono dichiarati "di Famiglia" e che non apprezzano "gli infami che sono della famiglia della legge e delle Forze dell’Ordine" dimostrano ancora una volta che la Mafia è giunta, si è radicata e sommersa dietro attività apparentemente lecite, anche nella nostra città, arrivando a controllare pezzi di territorio, garantendo lavoro - soprattutto nel settore dell’edilizia, del risanamento ambientale e di trattamento dei rifiuti anche grazie ad appalti e sub-appalti gestiti in modo non adeguato a contrastare il cancro dell’economia mafiosa della nuova generazione. Anche a Genova, le mafie hanno trovato accordo, quelle italiane e quelle straniere, dai Marsigliesi ai Cinesi, passando per quelle dell’Est. Attività commerciali e attività varie usate come mezzo di riciclaggio del denaro sporco o come copertura di attività illecite, ogni giorno più visibili, in tutte le zone, ma in particolare nelle periferie popolari (come negozi che appaiono e dopo breve tempo svaniscono). Come il traffico della droga è tornato ad essere massiccio e quasi incontrastato, soprattutto per le cosiddette droghe pesanti divenute, al contempo, maggiormente economiche e facilmente reperibili, utilizzando un numero elevato di soggetti a rischio ed una struttura a rete. Assistiamo nuovamente a strade sempre più popolate dalla tratta delle nuove schiave, come il pizzo che viene richiesto sempre più ad ampio raggio nella città, a Commercianti che preferiscono pagare, rinunciando alla propria indipendenza e dignità per non rischiate di essere lasciati soli dalle Istituzioni, dopo leventuale denuncia dei taglieggiatori. Le periferie della città sono svuotate di attività e luoghi di socializzazione e contrasto civile e culturale alla legge del branco ed alla cultura mafiosa. Lazione repressiva di contrasto, compiuta da Magistrati e FFOO, è sempre più faticosa e vanificata dall’assenza di un chiaro e costante impegno delle Istituzioni e dalle troppo isolate e timide risposte civili.
Ora abbiamo la certezza del fastidio che porta la presenza di una "casa della legalità", dove poter trovare documentazione, dove potersi incontrare e costruire insieme una risposta civile sempre più ampia di sostegno all’azione repressiva delle Autorità dello Stato, ma dove anche le Scuole possono portare i propri ragazzi e bambini ai laboratori educativi che promuovono i progetti di Libera-Scuola e della Fondazione Antonino Caponnetto, dove è possibile incontrare e conoscere da vicino le persone che in prima linea hanno combattuto e combattono ancora la criminalità organizzata e difendono lo Stato, la sua Costituzione con il principio di una legge uguale per tutti, fondato sul principio di una Magistratura autonoma ed indipendente.
Alla Mafia da fastidio che si parli di mafia perché non si deve sapere che essa esiste ed agisce. Noi resistiamo, non ci intimidisce la promessa fattaci a viva voce di ³ricevere il vestito e non ci pieghiamo alla prepotenza di una banda o di una ³famiglia che vuole sostituirsi alle regole dello Stato. Continueremo a parlarne, ancora con maggiore intensità, rilanciando lappello a denunciare gli atti intimidatori e le attività illecite, che siano il racket o la spaccio, che sia lintimidazione o il caporalato, le scommesse clandestine o i combattimenti tra caniŠ Segnalando ancora una volta che la Sms Arci Perugina Casa della Legalità, quale parte della Fondazione Antonino Caponnetto, può raccogliere le segnalazioni dei singoli cittadini e formulare denuncia alle autorità competenti a nome della Fondazione, garantendo quindi coloro che vorranno collaborare ad unazione di contrasto radicale della criminalità organizzata.
Dalla prossima settimana saranno distribuiti volantini per informare la popolazione dell’accaduto e per rilanciare la mobilitazione delle coscienze. Da Ottobre partiranno gli incontri con le persone che in tutta Italia, da Magistrati e Cittadini, combattono per la legalità, continuando a "far camminare le idee" di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, come ogni persona che voglia essere cittadino può fare quotidianamente.
Chiediamo quindi a tutti di venire nella "Casa della Legalità" in Via Piombelli 15, per far capire e vedere agli "amici degli amici" che siamo in molti, uomini e donne semplici e non eroi, a "rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità." Una resistenza civile, pacifica e non violenta, che non cede alle provocazioni ed alle minacce, nelle diverse forme e modalità in cui ci/vi vengono portate, che si organizza dal basso e costruisce una rete di persone e soggetti che si oppone e denuncia le vecchie e nuove Mafie.
Christian Abbondanza Simonetta Castiglion
Per informazioni: 0106456385 - 3924682144 e-mail: c.abbondanza@genovaweb.org
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A b o t t a c a l d a |
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vignetta di Bertolotti e De Pirro (da Repubblica on line) |
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..sulla vendita di libri per strada... Non so se questa cosa che sto per raccontare riguardi solo Milano, comunque vorrei segnalare un fatto che forse può interessare altri luoghi. Un paio di giorni fa, fui fermata da una di quelle persone che, lungo la via, propongono interviste o altro e decisi di dargli retta un attimo, potendolo. Mi chiese quale era l'ultimo libro che avevo letto, che preferenze avessi eccetera e mi disse se ero al corrente che nella cartoleria accanto, da un po' di tempo c'era anche uno spazio libreria ed io dissi che no e che mi faceva piacere saperlo e allora mi disse: le mostro dove e per la sua gentilezza le spetta un libro in regalo e intanto salii le scale della notissima cartoleria. A quel punto il propangandista mi fece strada in un angolo del negozio e, lungi dal pormi il libro agognato, mi mostro' un foglio con su scritto Euroclub e mi avvicinò una penna. Al che io, ricordandomi di avere sentito alla radio una trasmissione che metteva in guardia da una situazione simile dissi che no, che non mi interessava perchè sapevo che se avessi firmato una qualsiasi cosa sarei stata obbligata poi a comprare libri vita natural durante. Il giovane negò dapprima calorosamente dicendo che una volta era così con Euroclub ma che adesso era stata acquistata da Mondadori e voleva continuare a tentare convincermi. Quando gli dissi che alla radio e ne dissi il nome si era parlato di quella faccenda, non negò piu' e appoggiò foglio e matita sconfortato. Attenzione!:-) gea
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Fatti relativi alla vicenda della scuola araba di via Quaranta, a Milano
Che cosa e’ avvenuto tra la data del 25 luglio 2005 e oggi, che giustifichi lo scatenarsi dell’aggressione alla scuola araba di Via Quaranta, da parte delle autorità milanesi? Nel sito di rete scuole (www.retescuole.net) si può leggere la corrispondenza intercorsa tra la scuola medesima e la amministrazione comunale, nell’arco di tempo dal 7 giugno 2005 alla data di luglio sopraddetta e si può verificare la disponibilità di entrambe le parti a raggiungere un positivo accordo, accordo peraltro in dirittura di arrivo – così sembra– e che porta alla assegnazione alla scuola araba, da parte del Comune, dei locali della scuola di Via Zama, , nel contesto – peraltro - dell’iter che la trasformi in scuola parificata. Invece le cose non vengono presentate in questo modo all’opinione pubblica e la Lega Nord può impunemente scatenare la sua aggressione razzista e strumentalizzare a fini elettoral propagandistici una vicenda che positivamente avrebbe potuto evolversi e concludersi esaltando democrazia e spirito di concordia e convivenza. La vicenda ha sicuramente tratto spunto ed alimento dalle ripetute esternazioni sul Corrierone dell’onnipresente (ed ormai onnipotente?) Magdi Allam, ma può invece proseguire e concludersi in spirito di pace se non lasceremo soli allievi genitori e docenti della scuola di via Quaranta. Lunedì mattina alle ore 10 e 30 i legaioli andranno a fare il loro picchetto contro la protesta di genitori e alunni ma ci saremo anche noi con questi ultimi e ci saranno coloro che non ne possono più della campagna di odio e intolleranza alimentati dalla parte più retriva di una destra già indecente. redazione
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Ricordo di Samir, il piccolo dai grandi voti di Paolo Berizzi
"Samir faceva gara con il figlio del preside, il suo migliore amico, a chi prendeva il voto piu’ alto: pero’ non era un secchione. Era solamente uno sveglio, curioso sempre acceso. Uno che aveva una marcia in più ma si faceva voler bene da tutti. Dai compagni di classe che, come hanno scritto a colori sui cartelli appesi fuori dalla scuola, se lo immaginano già nelle braccia di Allah., la battuta pronta, il sorriso contagioso, la scuola non come un tedio ma come luogo divertente dove imparare la vita, e poi le maestre quelle arabe e quelle italiane. Era la mascotte della scuola, Samir l’undicenne egiziano morto ieri mattina all’Humanitas dopo essere stato investito da un furgone in via Marco D’Agrate, a pochi metri dalla scuola. Una specie di piccola bandiera. Allievo e bambino e figlio modello da portare a esempio di un’integrazione possibile e qui perfetta. Per questo e per altro ancora diverrà, già si è capito, un simbolo della resistenza didattica della tribolatissima scuola di via Quaranta. E’ un desiderio condiviso da tutti, una richiesta collettiva dell’anima. Ecco, potrebbero dedicargli l’Istituto. O magari un altro. Non è un caso che sia stato proprio Samir uno dei primi a imparare l’Italiano, in queste aule listate a lutto, polverose, mestamente svuotate dei loro piccoli studenti ora alloggiati sul marciapiede. "Lui è uno di quelli che in un anno hanno fatto asilo, prima seconda e terza elementare. Apparteneva a un gruppo che si chiama "i pionieri". Dei precursori delle lezioni di italiano. E a lui quelle lezioni piacevano tanto tanto." L’uomo che parla ha gli occhi liquidi e una folta barba scura. E’ egiziano, si chiama Mustafà, di mestiere fa il traduttore. E’ stato il primo che ha insegnato la nostra lingua a Samir. Lo ha visto crescere: dall’asilo alla prima media (avrebbe iniziato quest’anno) Adesso non riesce nemmeno a pronunciare il nome che la voce gli si spezza in gola, le parole si fanno attendere, scivolano fuori solo per dare forma ai ricordi, alla carriera brillante di quel bambino dal fisico compatto e robusto. A vederlo poteva avere benissimo quindici anni. Un ometto si diceva una volta, Mustafà dice che non esagera quando racconta che adesso era Samir che aveva preso per mano la scuola, non il contrario. "Era talmente bravo e intelligente, e equilibrato, che mediava tra alunni e insegnanti." Un altruista anche. Se lo ricordano bene i compagni quando a metà mattina, a mezzogiorno, divideva la merendina con chi se l’era dimenticata oppure non poteva proprio permettersela: quando, dopo le corse e i giochi in cortile, in questo fazzzoletto di cemento stretto tra la moschea interrata e le aule disposte su due piani, invitava gli "svogliati" a ricomporsi, a scendere al di sotto perché era arrivato il momento della pregiera. Asem, il figlio del preside, è l’amico inseparabile, il rivale nei voti. Un po’ per scherzo e un po’ per spirito di competizione. Assieme giocavano a calcio, assieme – certe cose fanno dei bambini degli adulti in miniatura – si facevano coinvolgere in appassionate discussioni sul calcio, il lunedì. Interisti da una parte, milanisti dall’altra. Poi tutti sul pulmino della scuola, che si torna a casa, in via Tadino, zona Buenos Aires, non proprio vicino a via Quaranta. Samir arrivava alle otto e mezza coi due fratellini, Samar, la sorellina, terza elementare e Iusef, il più piccolo iscritto alla seconda. La loro è una famiglia di "egitaliani" papà Mohammed, cinquant’anni, è un imprenditore nel settore dell’edilizia e delle pulizie. Uno di quelli che a Milano hanno messo radici. L’operosità egiziana innestata nell’efficienza meneghina. Ieri mattina alle undici quest’uomo se ne stava appoggiato alla parete di marmo della camera mortuaria dell’Humanitas, a Rozzano, la testa tra le mani, la barba arruffata, le lacrime trattenute solo quando bisognava far forza alla moglie, distrutta, e ai parenti che in ordine e con grande compostezza sfilavano tra il pronto soccorso e i locali dove Samir è stato composto.. C’è il dottor Mauro Zago, che nella notte ha provato a salvargli la vita ma che alla fine si è dovuto arrendere. C’è Ali Sharif, il responsabile della scuola islamica. E’ sconvolto. Con Mohammed si abbracciano. Ragionano. Se quel bambino, anziché per strada fosse stato in classe, come sempre in questi anni, forse questa tragedia non sarebbe accaduta. Forse…." Chissà. A caldo la rabbia non si controlla, si guarda tutto con una sola lente. Poi arriva il momento dei silenzi, dei ricordi, quella pace penosa che solo la morte può lasciare. A sera, in via Quaranta, solo lacrime e preghiere. La gente si ferma davanti al manifesto con su scritto: Samir in paradiso. Lo seppelliranno in Egitto, in quella terra che lui ha imparato a conoscere più che altro sui banchi di scuola.. C’è un bambino che gira con una macchinetta digitale che ha fotografato Samir dieci minuti prima dell’incidente. Sorrideva. Faceva ciao con la mano." da REPUBBLICA Milano Cronaca 22 settembre 2005 --------------------- Samir addio Samir dai grandi voti Dai grandi sogni come ogni bimbo dalla voglia di crescere di diventare grande di parlare italiano di giocare al pallone di studiare e ridere e giocare Samir sotto le ruote di un furgone Forse era pensieroso Pensava come e’ strano Quel che ci accade Non capisco..Perche’? ...........
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Viva Sabina
La Milano orfana di Sabina è corsa ieri sera 19-9 all’Anteo ed ha espresso a parole, interrogata, tutte le sfumature della protesta e della rabbia per la censura arrembante, per la prepotenza del potere che ha paura della satira una paura terribile. "Dovrebbero farlo vedere in tutte le scuole” ha detto una giovanissima che attendeva in fila di entrare a vedere “Viva Zapatero “e’ la nostra unica speranza”... gea 17 sett. 05
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Il banditore
Fu ormai parecchi anni fa che, ascoltando la mattina il richiamo della sigla delle notizie TG da un canale privato assai emergente, lo percepii come la "voce" del banditore di piazza che in un medioevo presente diffondeva le notizie e gli editti del re tra la gente..intendendo con cio’ che egli era incaricato di dire e far conoscere quanto consentito con brevi sonori annunci .. A suscitarmi quella impressione era il tipo di musica che accompagnava e ancora accompagna l’annuncio del TG: una musica martellante e veloce che mi fa pensare al battere di strumenti su tamburo, come l’annuncio di un banditore, appunto. Gia’ a quel tempo, anni fa, pensai che da quel momento le notizie avrebbero avuto per noi una caratteristica di "sobrieta’ " (per così dire....) e di sintesi e che quello era il nuovo stile della conoscenza che ci si preparava: il minimo indispensabile elargito al popolo. Il procedere del tempo e della comunicazione attraverso i TG e la televisione in generale non ha certamente smentito quella impressione; infatti , col tempo, anche altri TG, oltre a quello che ho citato, adottarono quello stile che direi scarno e aggiungerei selettivo; stile ora consueto, indipendentemente dal tipo di accompagnamento musicale dei titoli e dai contenuti. Se talvolta lo stile si fa ridondante non è detto che non sia aria fritta Piu’ di recente, con l’avvento e il proliferare dei fogli informativi distribuiti gratuitamente ogni mattina alle fermate dei tram e nei pressi delle metropolitane quella mia vecchia impressione (editto, rullio di tamburo eccetera..) si è come rinnovata e rinvigorita e a me fa una impressione penosa vedere le persone che accolgono con gesto automatico il magro fascicolo informativo dalle mani del novello banditore e vedere come tutti, poi, seduti o in piedi nella vettura o in strada, leggono la stessa cosa, le stesse notizie in pillole, appagati dall’averle avute gratuitamente ed accogliendole come la fonte informativa prima, forse unica della loro giornata. Non c’è stato lo sforzo di scegliere il foglio all’edicola; questo per molti, io credo, è motivo di soddisfazione: non aver fatto fatica a scegliere e a discernere, non aver pagato le notizie. Quelle li’ bastano e avanzano. Intanto, intorno, il mondo impazza e la complessità lo caratterizza, ma sembra che a qualcuno interessi sopra ogni cosa che noi si semplifichi sempre piu’ e che di quella complessita’ non ci interessiamo affatto: qualcuno auspica che ci bastino i consueti gadget, il giornalino regalato, la musichetta e il chiacchiericcio che imperversa dallo schermo mentre attendiamo il treno nel metro e, naturalmente, le rassicurazioni sulla sicurezza che ci sarebbe garantita, per esempio, dagli occhioni delle telecamere che ci inquadrano in varie prospettive e che forse sghignazzano nel verderci leggere tutti la medesima cosa. In pillole. Si potrebbe obiettare a queste mie osservazioni che, anche acquistandolo, il giornale, non saremo affatto sicuri di essere veramente informati e magari taluni si sono rassegnati a leggere il foglietto gratuito proprio non scorgendo una eccessiva differenza di contenuti da questo e dal quotidiano comprato e allora qui il discorso si fa veramente difficile e forse, dico forse, non siamo ancora arrivati a questo punto..
gea 20 agosto 2005
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Questa è la storia di uno di noi, nato per caso in Via Gluk.
Nel paese dei campanelli, ormai evoluto a paese delle "suonerie". Tanti piccoli fazio si aggirano brandendo i loro piccoli cellulari. Lo fanno per la difesa del paese. Del paese dei campanelli . Del paese delle suonerie.
Li accompagna l'orchestra dei nevrotici . Dei politici nevrotici. Della sinistra più nevrotica e complessata nella storia della politicaNell'universo delle sinistre possibili.
Li avevano accusati di mangiare i bambini! Quanto mai ! Proprio nel periodo della crescita.Non quella dei bambini, ma la loro. Proprio nel periodo più delicato : quando si diventa adulti. Quando si cresce: per il governo e per il potere. Gli avevano detto che mangiavano i bambini, i bambini privati. Che capivano solo la coercizione del pubblico. Che avevano l'ossessione del pubblico. Che erano incapaci di capire cos'è il mercato con le sue divinità. Con i suoi assoluti : il dio denaro e la libertà nell'intrapresa privata. Che non sarebbero mai diventati adulti , adatti per governare un paese. Ed ecco le conseguenze ! Per forza ! Su giovani nel periodo più delicato , nel periodo della crescita. Gli avevano detto che della democrazia economica , che so io, per esempio quella anglosassone, non avrebbero mai capito nulla ! Mai capito le ineffabili , squisite , irripetibili e naturali bellezze degli equilibri spontanei tra gli operatori del mercato in regime di libera concorrenza.Che si studiassero le lingue! Che imparassero dal mondo anglosassone. Che traducessero finalmente un pò dall'inglese ! Ma turbare le menti degli adolescenti, può essere pericoloso ! Può essere devastante ! Almeno li si poteva ammonire che le traduzioni sono difficili ! Talvolta quasi impossibili. A meno di un giro di frase, di una circonlocuzione di cervelli ! Si anche questo bisogna sapere , per non entrare in stato confusionale nell'età dell'adolescenza. Nel paese dei campanelli, dei telefonini, delle "suonerie". Eppure si sa, ormai è dimostrato: tradurre dalle lingue straniere sembra un'operazione "normale", ma talvolta diventa addirittura operazione impossibile. La traduzione "tradisce" ! Si credeva che la traduzione "tradisse" soltanto nel meraviglioso segreto terreno delle profondità dell'immaginario e nelle infinite sfumature delle sensibilità. Ma non è così. Anche gli abissi tra le culture diventano esperienze intraducibili. Anche il sapore genuino della legalità e della democrazia e quindi della libertà, diventa una chimera se non ci appartiene per cultura storica profonda, e se si tenta di "tradurlo" da una lingua del tutto e forse per sempre sconosciuta. Trust e autority, utilities, sono parole intraducibili per sempre al DNA della cultura di paesi come il nostro, soggiogati storicamente da dominazioni straniere prive di eredità democratica e occupato perennemente da regimi nostrani estranei al principio non trascendente della responsabilità . Soprattutto quando, nel paese regno del "timor di Dio", la venerazione per sè e il proprio denaro-potere sovrasta quella per la divinità. Quando soprattutto un DNA culturale sfinito e usurato dall'aspirazione ad una trascendenza impraticabile, precipita nell'immanenza imbelle e spregiudicata di poeti e navigatori trasformati in sedicenti governatori, banchieri, tecnici e dentisti fiduciari. Trust o trustee o blind trustee dove trovi insieme al concetto di un fiduciario che non fa porcherie, che non fa gli affari propri ma solo del rappresentato, dell'affidato, non per timore ma per dovere, verso gli altri, ma soprattutto verso se stesso , come elemento cardine della solidarietà civile e sociale, trovi l'immagine intraducibile di colui che conduce il blind, il cieco per la mano, per non farlo "cadere". E a noi che traduciamo , cosa può venire in mente ? Per contrasto, la mafia ? Ma si sa "mafia" è intraducibile : si può solo esportare. A causa del DNA del traduttore. Ed eccole le conseguenze. Ci si cimenta con il mercato del lavoro e si viene trafitti dal demone della flessibilità. Al punto che , dimenticando di essere parlamentari di passaggio , si fa un pezzo di riforma, si liberalizza, omettendo di pretendere subito dai gratificati "padroni", in inglese dai datori di lavoro, degli adeguati presidi di salvaguardia per i dipendenti , in inglese lavoratori . Si pensa di farlo subito dopo, ma ormai è tardi perchè le elezioni ti mandano a casa. Ed ecco il disastro nella "traduzione": da flessibilità a precariato devastante . . Ci si prova con il mercato di borsa e si viene trafitti dall'ingordigia. Pur sapendo di partire da un mercato finanziario truccato , da un finanziamento alle imprese senza vergogna pilotato attraverso leggi sul mezzogiorno, dalla mancanza di trasparenza applicata a bilanci fasulli o senz'altro falsi, da un deserto di legislazione che consente di approfittare a mani basse di un risparmio indifeso e delapidato, ci si butta a partecipare al delirio per dimostrare di essere all'altezza con banche e assicurazioni "in proprio", esattamente uguali alle altre. Ecco il disastro nella traduzione da mercato finanziario a rapina del risparmio delle famiglie. Ci si prova con le privatizzazioni. Ma subito il pendio scosceso del libero mercato travolge gli adolescenti governanti, in odore di cannibalismo, e la prima cosa che ti fanno è di privatizzare i monopoli. Ecco il secondo disastro nella "traduzione". Come dire privatizzare la "non concorrenza per antonomasia ". Come dire privatizzare non il mercato di mutandine ( Roberta docet ) e magliette, ma quello dei beni primari, dell'energia per esempio(leggi ENEL, anno 1999). Con la fatica e la spesa che aveva fatto la DC di Amintore Fanfani a nazionalizzare ! La DC nazionalizza , distribuendo manciate di denaro pubblico ai privati produttori di energia elettrica che si ritrovano finanzieri. Da lì, dal gusto del gioco d'azzardo facile senza rischio d'impresa, dal possesso insperato di grandi masse di denaro comincerà il gioco sporco della finanza tout court, il declino dell'industria. La DC nazionalizza , la sinistra privatizza.A cominciare dai monopoli nazionalizzati. E quì nel dominio dell'energia vitale, mentre tutto sembra immutato, il posteriore di Roberta dovrà invece cimentarsi e fare i conti con lampade abbronzanti e calde abluzioni. Perchè i consumi e i costi dell'energia elettrica passeranno dalle mani delle tariffe e delle regole stringate dell'Enel Pubblica (quella dei pasti famelici a base di bambini) per finire nelle grinfie dell' Autorità per l'energia e il gas che delibera qualche centinaio di volte all'anno, in contraddittorio, si dice, con le Associazioni dei Consumatori e soprattutto, si dice, con i privati speculatori monopolisti.Ma quale piccolo fazio,quale piccolo cellulare per garantire, si dice, l'italianità dell'energia ? E se a Roberta, impegnata nelle cure del posteriore, dovesse capitare di ricevere in dono un contatore elettronico digitale , sappia che non riceverà teleletture condivise con un semplice letturista , con moglie e figli, ma con qualche gestore di telefonia, assatanato di guadagno. E se il sistema telemetrico non funziona (ha dei disservizi ? perchè, qualcuno ha forse sentito parlare di problemi coi cellulari ?) sappia che non riceverà fatture "a consumo reale" ma solo acconti, e dopo qualche anno riceverà il conguaglio a suon di milioni, naturalmente ! E salteranno tutti gli adeguamenti graduali e storicizzati di tariffa. Mai più ricostruibili ! E se poi la ormai famosa Roberta dovesse perdere l'altro organo fondamentale per la sopravvivenza, la testa, nel cercare di districarsi nelle miriadi di delibere dell'autority / associazioni consumatori ( lanciate come granate ogni anno a partire dal 1999, anno di grazia della privatizzazione ad opera della sinistra italiana) sappia che avrà un'unica chance : quella di affidarsi mani , piedi , testa e tutto il resto, ad un'associazione dei consumatori. Una vera e propria consegna di sè, di tutto il suo essere. Sappia infine che l'authority tradotta all'italiana e l'unione consumatori nostrana , associazionismo anch'esso "tradotto", non hanno mai emanato una regola specifica per imporre una periodicità costante e minima della lettura digitale, obbligatoria invece da sempre per il contatore analogico. E giù nella valle dove arde la battaglia del mercato dell'energia, si odono squilli di telefonini e "suonerie"e "intercettando", anche sussurri affettuosi di piccoli fazio , custodi dei beni privatizzati. Migliaia. Evidentemente in questo paese, "a causa di difficoltà linguistiche" i tempi non sono ancora maturi. L'età dell'adolescenza non è stata superata, neppure con buone traduzioni. Per un’ adeguata democrazia , il complesso di governo della sinistra italiana intende perseguire il potere, invece di fare i conti con il DNA culturale di un paese che si vanta di possedere le radici di una concezione religiosa, con dichiarate aspirazioni ecumeniche, ma con incarnazioni filosofiche anche recenti poco "ortodosse". Certo che con quello che c'è in giro di sacerdozio demente e orripilante di sangue e di morte, passino i maniaci del potere, anche se con qualche banchiere omicidato sotto i ponti di Londra. In questo modo l'adolescente nevrotico finirà per dare il suggello al proprio declino politico oltre che ad un decadimento davvero drammatico di convivenza sociale, civile, di etica e di legalità. Speriamo che authorities, utilities e istituzioni cieche trovino un giorno sulla strada politica adolescenti divenuti finalmente adulti senza nevrosi, capaci di "corrette traduzioni", fedeli anche nella lingua di un paese come il nostro, straniero da sempre, cioè estraneo, ad un patrimonio di responsabiltà, di autonomia e di libertà. Trovino per esempio il modo di tutelarsi dai campanelli, dalle"suonerie" e dai sussurri intimisti e affettuosi di governatori e presidenti, di dentisti e finanzieri, di sedicenti fiduciari, con mandati senza controllori e con mandati senza scadenze, che finiscono per attentare alla crescita democratica del paese.
Rino Sanna
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L ' i n f o r m a z i o n e n e g a t a |
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Università: il disegno di legge da una lettera al "Corriere della Sera"
Nella sua replica all'articolo di Sabino Cassese che lamentava interventi clientelari sull'università, il ministro Moratti (Corriere, 26 giugno) omette di ricordare che il disegno di legge che porta il suo nome, ora in discussione al Senato, prevede: 1) la promozione 'ope legis' a professore aggregato di decine di migliaia di dipendenti dell'università, ivi compresi gli impiegati "in possesso di qualifica di elevata professionalità" (art. 4 comma 11); 2) la riserva di posti nei concorsi a professore associato e professore ordinario a favore di chi è già in ruolo con una certa anzianità (art. 3, comma 1, punti c e d) 3) L'obbligo per le università, in violazione del principio di autonomia finanziaria, di destinare una parte rilevante delle loro risorse alle promozioni interne (art. 3, comma 1, punto e). Quest'ultima disposizione vanifica qualsiasi tentativo di modulare il finanziamento sulla base dei 'risultati raggiunti', come sembra volere il ministro, a meno che non si intenda che i risultati raggiunti riguardino la prevalenza di promozioni interne sull'assunzione dei giovani. Infine, mentre le norme transitorie (art. 3, comma 1, punto e), che saranno valide per i prossimi cinque anni, contraddicono le disposizioni sui concorsi che il ministro Moratti ritiene utili per scelte più meritocratiche nelle promozioni, il disegno di legge abolisce, anzichè rendere più severi, i concorsi nazionali per l'accesso al primo gradino accademico, che diviene quello di professore a contratto. I concorsi nazionali a ricercatore sono infatti sostituiti da 'procedure' selettive lasciate agli arbitri delle singole sedi (art. 4, comma 6). E' difficile credere che questo distillato di norme clientelari sia veramente voluto dal ministro. Ma allora, è il ministro, piuttosto che il prof. Cassese, che dovrebbe informarsi per evitare che questo scempio sia portato avanti in suo nome.
Prof. Alessandro Figà - Talamanca Università di Roma "La Sapienza" Lettera tratta da Il Corriere della Sera di venerdì 1 luglio (pagine milanesi)
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I l d o c u m e n t o |
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IL Cantiere, una agorà: i primi passi perso le elezioni 2006
E' iniziato a Milano un percorso che possiamo definire plurale e collettivo, collegiale e inclusivo delle diverse realtà, sensibilità sociali, rappresentanze culturali e istituzionali, partitiche, associative, di movimento, che arricchiscono e hanno arricchito la città di proposte politiche e di idee per un progetto alternativo di sviluppo : e' il progetto de Il Cantiere che ha ufficialmente mosso i primi passi, giovedì sera, 22 settembre, alla Camera del Lavoro - la storica sede simbolo delle conquiste sociali e operaie - i primi passi verso le elezioni amministrative del prossimo anno. Erano presenti decine di associazioni, movimenti, collettivi, comitati di quartiere, nonchè le rappresentanze comunali dell'opposizione e i responsabili dei partiti de L'Unione. L’itinerario intrapreso porterà, a fine ottobre, alla presentazione di un programma per Milano, un programma che sarà sottoscritto dal candidato o dalla candidata alla carica di sindaco per le prossime elezioni municipali amministrative del 2006. Io credo che sia importante e fortemente doveroso dire che il lavoro che promuoveremo nei nostri ambiti d'azione civile e associativa possa e debba trovare diretta confluenza in questo contesto unitario, dove la molteplicità e trasversalità dei valori espressi porterà alla definizione di una piattaforma progettuale e programmatica forte e incisiva, coerente e foriera di rinnovamento e rilancio della metropoli, in chiave europea, solidaristica emulticulturale. Cosmopolita. I soggetti che hanno sottoscritto la proposta de Il Cantiere sono molteplici e testimoniano la forte sensibilità politica e sociale esistente nel substrato culturale e civico della città di Milano, che è, che ritorna ad essere luogo e laboratorio di forme di aggregazione politica e culturale all'avanguardia. Dopo una riunione plenaria, dove si è discusso essenzialmente della metodologia del lavoro che ci attenderà come Cantiere e dove si è presentato un calendario molto ampio nelle proprie linee e nelle scadenze, si è ipotizzata la possibilità, in caso di più proposte di candidatura alla carica di sindaco, di intraprendere anche per la città di Milano la strada già intrapresa a livello nazionale, ossia quella delle consultazioni primarie. Questa, delle primarie, potrebbe delinearsi come soluzione essenziale e metodologica che riporta in vigore quel principio di democrazia diretta e reale( una volta - beninteso, prese le dovute misure di garanzia della veridicità e dell'affidabilità delle medesime consultazioni , che dovranno mirare a rendere sempre meno ampia la distanza tra rappresentante istituzionale e rappresentato .) ...a proposito, ricordo un dato abbastanza sconcertante: in Italia, solo una estrema minoranza degli elettori conosce il deputato o il senatore eletto nelle ultime elezioni, nel territorio di riferimento mentre in Svezia e in Danimarca, per esempio, è l’esatto contrario, è la maggioranza degli elettori ad essere informata !! Nell’ambito della serata inaugurale de "Il Cantiere", sono stati istituiti tre tavoli di lavoro: - il primo riguarda la cultura, lo sviluppo, il territorio, l'urbanistica e l'ambiente; - il secondo riguarda i diritti e le opportunità, il welfare cittadino; - il terzo riguarda l'aspetto istituzionale municipale e amministrativo, lo statuto e il regolamento, il funzionamento degli organi di governo di Milano. Si è anche lanciato un progetto che definirei essenziale e fondamentale per la costruzione di un programma che abbia come caratteristica fondativa il principio di progettualità alternativa e di visione dell'alternanza e che abbia una piattaforma antitetica alle fallimentari politiche promosse dal centrodestra: l'operazione verità. Il nostro Forum è altamente interessato a questo punto fondante e che mira ad a un'analisi forte e reale della situazione attuale della città: del suo tessuto civile, culturale, economico; dello stato delle casse economiche del Comune, della gestione dissipante della Giunta uscente, del bilancio municipale, della svendita progressiva a basso prezzo dei gioielli pubblici della città,( le grandi municipalizzate, dall'AEM all'ATM): l'obiettivo è insomma quello di fornire un panorama esaustivo e completo della difficile e angusta situazione, quella attuale, in cui si trovano a vivere la città, la cittadinanza e tutto il complesso comunale e civico. L'operazione verità interesserà in senso trasversale tutti gli ambiti di lavoro del Cantiere, perchè darà l'opportunità di rilevare le basi su cui, poi, registrare le proposte, che siano connaturate da quel senso forte di recepimento delle istanze sociali che provengono dal complesso tessuto municipale della nostra città, dalla categoria lavoratrice alla categoria studentesca; dai giovani agli anziani, dalle donne alle nuove cittadinanze. Il percorso del Canitere ha visto finalmente un'ottima partecipazione di tutti i soggetti attivi presenti in Milano e che vedono nell'alternativa la possibilità di ridare alla città slancio e rilancio , di nuovo esaltando la sua storica connotazione riformatrice, oggi umiliata nelle sue numerose potenzialità di innovatizione e tradizione, sociali e culturali, da una giunta che ha portato l'anticultura dell'aziendalizzazione a essere fondamento principe della gestione individualistica e affaristica del bene comune. Il progetto de Il Cantiere è ambizioso, ma realizzabile e noi, cittadine e cittadini, abbiamo l'opportunità in questo percorso di progredire in senso parallelo, (conservando ognuno e ognuna, ogni realta' la propria identita' ma lavorando per un obiettivo Il Cantiere deve diventare agorà che dia voce e crei dibattito contaminante tra le realtà politiche che vi aderiscono nello scambio di idee, valori, esperienze. Credo che il lavoro che si prospetta si preannunci intenso, importante e fortemente coinvolgente. Penso che sia opportuno dare risalto a un procedimento che ha trovato già nelle altre occasioni elettorali lo stimolo a divenire consuetudine politica. Nel percorso collettivo di condivisione delle competenze, delle sensibilità, il fine e' costruire, come in un vero cantiere, una Milano diversa, possibile, una Milano dove il civismo e la solidarietà, l'eguaglianza, l'internazionalismo, la tolleranza, la laicità ritornino a essere fondamenta costruttive di una gestione partecipata e democratica dell'interesse pubblico e comune. L'occasione è troppo importante per sprecarla o vanificarla! E' l'occasione per dare corpo e gambe a uno sviluppo necessario della città che veda l'aggregazione, il collettivismo, il fare comunità e l'essere cittadino in senso attivo e non in senso passivo, non nella logica nefasta e feudale della delega in bianco..... Alessandro Rizzo Componente de Il Cantiere per Milano 2006
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Finanziaria Occulta. Associazioni delittuose e intercettazioni vietate. (TFR INPS e Sistema corleone nel paese di Coglione.)
( con le scuse perchè questa volta è proprio lungo, ma forse non è inutile - rino) UNA VERITA' NEPPURE PASOLINIANA , perche' ne' stampa, nè nessuno fornisce un'informazione elementare ed adeguata, quella del buon senso. Ma noi,incuranti dell'ultimo divieto alle intercettazioni fedifraghe,con i nostri potenti mezzi, abbiamo intercettato un Lui e un Loro. Lo stile è quello della corleone finanziaria. Quella che SOSTITUISCE la tutela del risparmio. Lui, sedicente imprenditore, LORO sono il sistema , quello che TFRAF , Ti Frega il Risparmio Anche Futuro. LUI: " ebbè fratello, che caspita facciamo ? che caspita ci combinate ? Io soldi per il TFR non ne ho..." LORO : " Ma certo, statti buono...la famiglia sa quello che fa ...! Non c'è niente di nuovo. E' tutto come prima, anzi...!!" LUI : " E allora COMPARE cos'è questa storia che io devo versare il TFR alle banche e alle assicurazioni. Io non ho accantonato una lira ! Se qualcuno se ne va, gli pago il suo e stop...Il TFR L' ho sempre calcolato , l' ho sempre iscritto come un costo nei bilanci, mi ha sempre diminuito LE TASSE, ma non ho mai tirato fuori o accantonato una lira!..... !" LORO : " stai tranquillo. E' tutto ancora così...non c'è problema ! I soldi li tirano fuori le banche ! Che ci hanno la loro convenienza ! Noi facciamo una legge ! Il TFR che le imprese hanno a bilancio se lo tengono.. E' solo il nuovo , quello dei prossimi anni. lA LEGGE stabilisce prestiti agevolati alle imprese per compensare il fatto che le imprese "versano" il TFR ai fondi pensione. I sindacati sono contenti perchè hanno i loro fondi ........Ma i soldi ce li mettono le banche ! Del resto loro ci tengono..... Perchè poi gli entrano i TFR nelle mani e poi sanno loro cosa farne. Alla fine gestiranno tutto i fondi chiusi e i loro fondi aperti ...... e sanno loro come si fa ....." LUI: " Prestiti ? Prestiti a me dalle banche ? E chi li paga ? Io non gli do una lira..non gli do neppure un euro !" LORO : " Ma no! Ma certo ! E' solo per far vedere ! ..nella legge ci mettiamo una riduzione di costi ! Riduciamo , fiscalizziamo, la maternità , gli assegni familiari e tu stai a posto !" LUI: " E se poi sti fondi in borsa si bruciano ? E non ci stanno più ? Io non ne voglio sapere più niente , veh !" LORO : " Ma certo, e si capisce ! Se si bruciano vorrà dire che era fatale .....Ma tu comunque certamente sei fuori. Non c'entri più ! per legge !" La magistratura non indaga, perchè? Perchè noi non riusciamo a passare l'intercettazione ai giornalisti. Non la vogliono. E' come se l'intercettazione non esistesse perchè il paese non lo sa e se lo sa , non ne vuole sapere. Non ne vuole sapere , perchè pensa che non siano fatti suoi. Il malloppo TFR da scippare : 13 miliardi di euro all'anno, 26mila miliardi di lire , 260 mila miliardi di lire in 10 anni. Il costo dello scippo ,-tra fiscalizzazioni e costo di gestione del Fondo per l'accesso delle imprese al credito agevolato- ci dice l'amico Saverio di Attac - finisce per costare oltre 7 miliardi e 200 milioni di euro all'anno . 72 miliardi di euro in 10 anni . 144 miliardi di euro in venti anni . 216 miliardi di euro in trenta anni . ( copia della stima di Saverio verrà girata in altra mail ) La somma, scippo + costo dello scippo: circa 20 miliardi di euro, 40mila miliardi di lire all'anno. E indoviniamo un pò chi mai li pagherà ? Quella stessa società , quello stesso paese ai quali hanno raccontato che l'INPS era prossimo al crollo. Che bisognava provvedere , perchè il paese viveva al di sopra delle sue possibilità ! INPS e TFR un tesoro finanziario da custodire gelosamente per la pace sociale, dilaniato sull'altare del libero mercato e della libera speculazione di borsa! Un comunista eversivo come il compianto Franco Modigliani pensava di utilizzare il trattamento di fine rapporto per creare un grande potente fondo pubblico di sostegno alla previdenza sociale , cioè probabilmente da far confluire e gestire in un FONDO di Salvaguardia nell'ambito dell' INPS. E cosa è stato l'INPS nella nostra storia del dopoguerra, nella storia del miracolo economico nostrano, se non appunto una cassaforte sociale ? Quanti conflitti di classe , quanti episodi di disordine civile ed economico abbiamo evitato? Approfittandone a man bassa. E poi ci raccontano che l'INPS è in deficit! Quando? Quando dovremmo decidere di separare la previdenza dall'assistenza, ci dicono che l'INPS è prossimo al tracollo. E se qualcuno non ci crede, parte un divieto impartito dal Commissario Straordinario INPS al Direttore Generale di divulgare i dati dell’Istituto (analisi, stime, conti, proiezioni, ecc.) se non al Ministro Maroni o al suo Capo di Gabinetto. Nel 2003 l'INPS ha corrisposto 3,6 miliardi di euro ,7000 miliardi di lire, di prestazioni non previdenziali , ma assistenziali. Nessuno, tranne i giocatori d'azzardo della finanza speculativa , banche e assicurazioni, trarrà alcun vantaggio. Perchè non si può trarre vantaggio dalla distruzione del risparmio. Non i piccoli artigiani, non le libere professioni e meno di tutti coloro che continueranno a chiamarsi dipendenti, potranno trarre utilità da un paese privato di risorse straordinarie per i periodi di difficoltà economica , come quello attuale e ancor più imminente. Il malloppo scippato doveva essere fatto confluire ed essere pensato come nucleo di un Fondo Speciale, nell'ambito INPS, per il finanziamento dell'imprenditorialità del lavoro, a prescindere dagli imprenditori di carriera. Alla creazione di un riferimento finanziario per il sostegno del lavoro precario. Secondo dati Nomisma, da ottobre 1998 a ottobre 2004 il valore medio delle abitazioni è cresciuto del 65 %, degli uffici del 59%, dei negozi del 57%. A Roma e Milano gli immobili di pregio sono cresciuti del 200 e 300 %. Questi sarebbero stati i rendimenti possibili gestendo le risorse TFR secondo i vincoli d'obbligo per le riserve obbligatorie di qualunque intrapresa assicurativa. Nell'interesse della pace sociale. Ma cosa fa invece questo governo? obbliga enti ed istituti (proprio a partire da quelli dell'INPS e dell'INPDAI) a vendere la proprietà degli edifici in cui risiedono (a quali valori, quelli cresciuti del 60% o quelli di bilancio?) per dover addirittura pagare l'affitto, che è cresciuto nel frattempo anche più del valore . E il ricavato non sarà destinato al bilancio INPS, nè a quello degli enti ed istituti , ma andrà a ripianare il deficit dello stato. Nessun vantaggio per le cosiddette classi medie, che si sono già viste le mani mutilate dai caimani Parmalat e Cirio delle borse. Figuriamoci con i fondi , aperti e tanto peggio se chiusi come i fondi pensione, perchè avranno un vincolo di crescita in più ,rappresentato dal fatto che gli ingressi nel fondo saranno circoscritti e comunque limitati ai lavoratori di settore. Ancor più trattandosi di un gioco matematico non aperto alla casualità, ma vincolato, legato al vincolo preciso dell'anzianità in stretto collegamento con la durata del rapporto di lavoro. Un paese tradito da una mala informazione, un paese distratto, un paese incapace di impegno e di riflessione sta assistendo inerte - e quindi sta partecipando - alla distruzione delle sue strutture di solidarietà sociale. Un paese che sprofonda verso il disastro economico. Dei bilanci truccati, dei valori di borsa pilotati prima da Mediobanca ed oggi dal potere incontrollato dei poteri forti , degli immobiliaristi , dei sedicenti dentisti, prestanome ben pagati di oscure manovre di potere. All'insegna della rivoluzione previdenziale liberal all'americana, iniziata da almeno un decennio dalla sinistra di turno e sindacale che in luogo di provvedere prima alla riforma della tutela del risparmio, alla fissazione delle regole è entrata nell'esistente del gioco del businness di Mediolanum (S.B.), Unipol (CGIL), Cattolica assicurazione (CISL) Unionvita (Cisl) CDO(Compagnia delle Opere-Formigoni) etc. Per insipienza o per malriposto calcolo anche i sindacati confederali stanno dando un loro contributo. Secondo lo stile dei corleonesi, i poteri forti e meno forti stanno completando l'ultimo anello della distruzione dello stato sociale per conto terzi. La politica , attraverso l'intromissione nel cosiddetto rapporto "di libero mercato" tra impresa e lavoro ( tra capitale e lavoro), la politica, impersonata dal partito dei guastatori ( messi lì per costituire la punta avanzata dello stravolgimento della struttura socio-economica del paese) sta completando l'operazione iniziata da un decennio di politica insipiente e in malafede. Tre guastatori nei punti nevralgici, messi all'opera devastante per conto terzi. Uno alla sanità, con lo schermo della devolution e lo strazio della Costituzione, uno allo sbaraglio finanziario con pensioni e TFR AF e l'ultimo a mettere il bavaglio al diritto. E quanto crescono i Fondi pensione cui è destinato il TFR ? Scrive Roberto E. Bagnoli sul Corsera del 04 luglio 2005. "Se si guarda al quinquennio 2000-2004, i fondi pensione escono sconfitti: i chiusi hanno reso il 9,2%, gli aperti hanno PERSO il 6,9% contro il 15,8% garantito dalla liquidazione." E se la borsa dovesse avere un crollo ? Ma LORO vi raccontano che c'è la COVIP organismo di vigilanza costituito nel 1993 a tutela del risparmio dei Fondi Pensione. Loro vi raccontano che c'è una garanzia, perchè i fondi pensione possono essere affidati, previa autorizzazione della stessa Covip, agli esperti , agli operatori di settore ! Cioè a chi ? Alle banche e ai gestori dei fondi di borsa! Ecco il risultato : Altreconomia Numero 59, marzo 2005 Uno dei più antichi fondi pensione italiani fallisce. E migliaia di dipendenti rischiano di perdere i contributi versati in una vita. Una storia che, tra non molto, potrebbe riguardarci tutti Oltre 10 mila pensionati, la metà sopra gli 80 anni, della ex Banca Commerciale Italiana (acquisita nel 2001 da Banca Intesa) hanno ricevuto in gennaio la mensilità di previdenza integrativa decurtata del 25%. In febbraio e marzo il taglio salirà al 50%. Poi le mensilità saranno azzerate, in attesa di ricevere qualcosa dalla liquidazione del Fondo pensione. Quando e quanto non si sa. .................. Lo scorso 10 dicembre Banca Intesa e il Consiglio d’amministrazione del Fondo, formato da membri nominati dalla banca e dai principali sindacati, siglano un accordo per chiedere alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) il commissariamento del Fondo e la successiva liquidazione. ........................... L’antivigilia di Natale la Covip risponde bocciando la richiesta di commissariamento per mancanza dei requisiti di eccezionale gravità. La Covip invita il Consiglio d’amministrazione a riconsiderare l’accordo in modo da tutelare in modo più adeguato ed equilibrato gli interessi sia dei pensionati che dei soci in attività; ricorda la possibilità del Fondo di ricorrere all’indebitamento per temporanee esigenze di liquidità; scrive che la prevista sospensione di ogni forma di erogazione a favore dei pensionati deve essere riconsiderata. Ma il Consiglio d’amministrazione prosegue col suo piano. Decurta le pensioni di gennaio del 25%; e il 12 gennaio delibera di inviare ai soci attivi una lettera di richiesta di trasferimento ai Fondi di Banca Intesa. Alla fine, vale la pena di confrontare la corleone finanziaria con il paese più liberal che esista. Negli USA, si chiama PBGC (Pension Benefit Guaranty Corp) http://en.wikipedia.org/wiki/Pension_Benefit_Guaranty_Corporation e rappresenta , la presenza del pubblico in materia di pensioni. Tentando una "traduzione" si puo pensare come una sorta di Agenzia Federale affidata ad un Consiglio Direttivo presieduto dal Ministero del Lavoro, alle strette dipendenze del Presidente degli Stati Uniti, che è preposta alla salvaguardia delle somme raccolte dai fondi pensione privati. Una sorta di riassicurazione che consente al lavoratore americano di essere protetto dalla perdita dei suoi diritti . Il capitalismo protestante anglosassone. quello non corleonese, costruito sulle regole delle regole, dei patti equi e delle scommesse finanziarie non truffaldine, prevede la costruzione di fondi pensione "a prestazione definita" . Gli unici che corrispondono ad un gioco matematicamente equo, quello in cui ad una data somma versata corrisponde l'obbligo di corrispondere una somma altrettanto determinata. Nel paese di Corleone, di Coglione, di Pinocchio e di Bertoldo e di qualche altro emblematico rappresentante di radici religiose cattoliche (quelle per intenderci che condannano l'usura e di politici timorati di un dio, diverso da quello statunitense, e neppure ebreo nel senso di CROSETTO) la riforma DINI ha inventato l'ultima gabola : la regola di fondi "a contribuzione definita " . Fondi pensione obbligatori e creativi, ineffabili quanto misteriosi, dove sai cosa devi , ma nessuno è tenuto a dirti cosa ti verrà dato in cambio. Neppure persino dopo 35-40 anni di lodevole sfruttamento. FONDI SENZA NESSUN IMPEGNO DI PRESTAZIONE O DI RESTITUZIONE. VORREMMO CONOSCERE IL NOME DEL CREATIVO che ha coniato il nome. Si tratterà certamente di un poeta o di un navigatore nostrano. Noi poeti e navigatori l'abbiamo addirittura proibita la costituzione di fondi "a prestazione definita" eretici e fedifraghi. Perchè ti predicono il futuro. rino sanna
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R e c e n s i o n i |
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Antonio Scurati (autore de "Il Sopravvissuto") – Bruno Vespa : aspetti della polemica dopo il premio Campiello
Vale la pena, mi pare, di ricordare qui l’episodio di cui sono stati protagonisti uno dei vincitori del premio Campiello, Antonio Scurati e il presentatore della serata, Bruno Vespa.. Lo faccio, riportando le parole di un articolo de La Stampa, del 19-9, che fa una sintesi dell’episodio e lo arricchisce con un antefatto di cui, nel riferire l’episodio, appena avvenuto, non si era dato conto nei media: “Scurati Vespa Botta e risposta Coda polemica al premio Campiello. Dopo la provocazione in diretta, quando Antonio Scurati, vincitore ex equo con Pino Roveredo, durante la premiazione ha apostrofato Bruno Vespa dicendogli che il personaggio del suo romanzo, se avesse dovuto sparare a qualcuno, avrebbe preso di mira proprio lui, il conduttore risponde: “ Sto scrivendo un libro sulle stagioni dell’odio. Non farò a Scurati l’onore di una citazione. Ma le sue frasi e la carica di odio con cui sono state pronunciate confermano quanto questo sentimento sia purtroppo attuale e diffuso.” In ogni caso – prosegue – “ho ricevuto, a nome della casa editrice, le scuse di Giulio Lattanzi, amministratore delegato della Rcs libri, e per quanto mi riguarda la polemica è chiusa.”. Scurati aveva replicato a sua volta, affermando “con molta fermezza” di non avere “alcun odio per Vespa”."...anzi, gli auguro lunga vita assieme a tutti quelli che erano sabato sera alla Fenice.” Detto questo, lo scrittore spiega le sue ragioni di critica a “Porta a porta”: “Non si è trattato di una questione emotiva, ma di una presa di posizione lucidamente razionale, di un giudizio intellettuale sul tipo di giornalismo fatto da Vespa e su quel che rappresenta il suo tipo di televisione:” Quanto alle sue presunte intenzioni omicide, si è trattato di un teatrino televisivo, iniziato quando Vespa, in trasmissione, gli ha detto:” mi raccomando, non faccia come il suo personaggio, se perde non uccida gli altri finalisti” “La mia replica faceva parte di uno scambio di battute scherzose. Ma uno scherzo non esclude il mio dovere di prendere posizione sul linguaggio oggi egemone della tv. Vespa sbaglia personalizzando, come fa sempre.”…"
recensiremo il romanzo di Scurati appena sara' disponibile: ora è in ristampa. (germana p.) Antonio Scurati in una foto relativa a un "premio Fregene"
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L' i n t e r v i s t a |
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